Criptopolemologia: una materia necessaria

Cominciamo con questo breve intervento su “Radio Spada” una serie di approfondimenti sulla questione massonica, senza alcuna pretesa di esaustività. Ci limiteremo a carotare un terreno spesso oscuro, quasi sempre insidioso. Che cos’è la framassoneria? La stragrande maggioranza delle persone ne ignora la vera natura e le reali finalità – gli “ideali” che reggono quest’associazione e gli scopi che essa persegue. Eppure la massoneria ha giocato un ruolo decisivo nella storia del questo Paese, quantomeno in maniera decisiva, a partire dal Risorgimento: basti pensare che i principali artefici dell’unità d’Italia (da Garibaldi a Crispi, da Mazzini a Nathan, da Cavour a gran parte dei uomini di governo della Destra e della Sinistra storica) ne erano affiliati. Come ci ricorda Leone XIII nell’Enciclica “Humanum genus“, un documento che ha un valore “politico” oltre che magisteriale, notevolissimo, dietro il volto filantropico ed umanista si nasconde una setta di matrice gnostica animata da un odio implacabile verso l’ordine naturale e cristiano, in una parola verso Dio e verso l’uomo. Da almeno tre secoli (attraverso la forma codificata a Londra nel 1717) essa si adopera in modo subdolo e pervasivo alla dissoluzione di quegli istituti su cui è fondata la nostra civiltà. Pur nelle diverse ramificazioni, nella complessità di simboli e sigle, nella vastità di scopi che essa si propone, possiamo individuare tre caratteristiche essenziali della massoneria: un’ideologia naturalista; un’organizzazione internazionale e segreta; un aspetto esteriore spesso ammantato di ideali umanitari. Una cosa è certa: la teologia massonica corrisponde assai bene a quella della cabala giudaica, quella cabala spuria (rabbinico-farisaica) che ha pervertito l’antico insegnamento della Sinagoga mosaica, non riconoscendo anzi uccidendo Cristo. Risulta necessario quindi studiare protagonisti passati e presenti, strategie antiche e nuove di questa colossale guerra occulta (kruptos polemos) scatenata contro l’uomo, la sua vera identità, la sua vera dignità, la sua vera libertà. Una strategia volta a fare dell’uomo di volta in volta, uno schiavo, un bruto, una macchina e plasmando una società a immagine di questi feticci. Molti l’hanno fatto in passato producendo studi egregi e qualificati, oggi si può fare altrettanto, senza cadere in facili negazionismi da “Corriere della Sera” o in facile ed entusiastici abbagli. La cripto-polemologia spesso incontra domande senza risposta (ovvero questioni che non possono essere risolte in maniera univoca per mancanza di fonti dirette) oppure risposte senza domanda (fatti e situazioni che potrebbero essere facilmente inquadrati se fosse maggiore la nostra completezza di visione). In nessuno dei due casi bisogna cedere allo sconforto o all’arbitrio: è già moltissimo riuscire a scorgere le stelle in una notte tenebrosa come è quella che viviamo. Né ci deve lamentare che la criptopolemologia non trovi cittadinanza nel mondo accademico. Si potrebbe quasi dire che si tratti di una fortuna essere lontani, ad esempio, dai miasmi cadaverici dell’università (italiana): ora museo, ora agenzia di collocamento, ora ricovero per pavidi cultori di un sapere settoriale e parcellizzato. Meglio così.

 

Piergiorgio Seveso

13 Commenti a "Criptopolemologia: una materia necessaria"

  1. #L.   8 giugno 2014 at 7:58 am

    La massoneria da l’illusione all’uomo di un mondo umano-centrico. Crede di poter dar all’uomo ogni “risposta”. Risposta spirituale che può trovarsi solo in Dio. Ecco che cerca di scardinare l’ordine naturale e le leggi di Natura. E poi se vediamo certi “maestri massoni” sorgono spontanee tentazioni Lombrosiane..

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