Dai franchi tiratori ai franchi Buffoni

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Un tempo esistevano i franchi tiratori: soldati che combattevano in maniera non convenzionale ed imprevedibile. Ora, invece, ci rimane solamente Franco Buffoni (nomen omen), autore di Laico alfabeto in salsa gay piccante. Qui è necessario fare un piccolo passo indietro per spiegare qual è l’humus culturale che ha permesso la pubblicazione di questo saggio. Il libro di Buffoni, infatti, è stato stampato da una di quelle case editrici che si definiscono “libere” ma che, in realtà, sono semplicemente case editrici i cui consulenti sono ex comunisti prestati al progressismo più dissoluto. La casa editrice che ha stampato il libro di Buffoni è la Transeuropea Edizioni (è solamente una infelice casualità: non è la casa editrice del movimento Lesbiche – Gay – Bisessuali –Transgender, come si potrebbe pensare) ed annovera tra i suoi collaboratori Gianni Vattimo, noto filosofo omosessuale e cantore del “pensiero debole” e uno dei maestri dello stesso Vattimo: l’antropologo francese René Girard, secondo il quale la vita di Cristo si fonderebbe sul rifiuto del sacrificio (non val la pena sottolineare come Cristo Si sacrificò in Croce e come la Messa sia «sacrificio incruento» di NSGC.

                Nel libro citato, Franco Buffoni – con humor particolarmente fino – si dichiara favorevole al matrimonio fra cattolici. Il Nostro sostiene che i cattolici abbiano tutto il diritto di sposarsi perché anche loro dovrebbero «godere degli stessi diritti della maggioranza». Dovremmo, quindi, rassegnarci alla becera democrazia, quella in cui sono stati eliminati i “valori non negoziabili” e tutto è concesso, purché le peggiori aberrazioni siano sostenute dalla maggioranza. Ma, purtroppo, a rassegnarci non ce la facciamo e, da reazionari impenitenti quali siamo, dobbiamo smitizzare il mito della maggioranza. Se il 51% degli uomini che vivono sulla terra cominciasse a dire che il sole è verde, noi (e mi auguro che con noi lo facciano tutti gli uomini di buonsenso) continueremmo a dire che il sole è giallo. Così come se il 51% degli uomini del mondo cominciasse a dire che l’omosessualità è cosa buona e giusta, noi ci ostineremmo a dire che non è affatto così. La maggioranza, in quanto tale, non è criterio di verità. La verità può benissimo esser riconosciuta dalla maggioranza degli uomini, ma non può esser fabbricata dalla maggioranza.

Quando la cultura è forgiata dai luoghi comuni, si rischia sempre di scivolare nell’errore e nella banalità e, proprio quando vede la banalità e l’errore, il Franco Buffoni di turno prende la mira e colpisce. Così, nel suo articolo, scrive che – a causa delle strambe usanze dei cattolici in materia sessuale – «potrebbero emergere questioni di sanità pubblica, a causa del loro pericoloso e deliberato rifiuto dell’uso dei profilattici». In realtà, è proprio la sessualità vissuta in maniera disordinata a creare parecchi problemi. Il British Medical Journal, per esempio, ha dimostrato come l’uso del preservativo non abbia diminuito il contagio da HIV, ma che – anzi – l’ha promosso. Già, perché – come spiega il laicissimo e scientifico British Medical Journal – il metodo migliore per evitare il contagio è quello di una riforma dei costumi fondata sull’autocontrollo e sulla castità. Guarda caso, l’illuminato giornale dei medici inglesi dà ragione alla Chiesa che, a quanto pare, sembra molto meno oscurantista di quello che si potrebbe pensare.

L’ignoranza, a volte, non è una colpa, ma è opportuno che – quando uno scrittore del calibro di Franco Buffoni scrive – si documenti almeno un po’. Secondo il Nostro il matrimonio cattolico «non è un vero matrimonio, perché si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti al loro dio (minuscolo nel testo nda), anziché di un contratto tra due persone». Ora, al di là del fatto che una qualsiasi azione compiuta davanti a Dio è ben più grande di un qualsiasi contratto, è opportuno ricordare che il matrimonio cattolico è anche un contratto. Il catechismo di san Pio X  insegna però che «nel matrimonio fra i cristiani non si può dividere il contratto dal sacramento, perché per essi il matrimonio non è altro che lo stesso contratto naturale elevato da Gesù Cristo alla dignità di sacramento». Fra i cristiani, quindi, ciò che era una semplice formalità (il contratto), diviene un qualcosa di più. Come insegna san Tommaso, la Grazia non soffoca la natura ma, anzi, la completa e la eleva. Buffoni sostiene poi che, a causa dei matrimoni di riparazione, i bambini nati in famiglie cattoliche crescerebbero male. Ma, se è proprio necessario citare un caso di violenza familiare, citiamo ciò che è successo a Johannesburg: una coppia di lesbiche ha massacrato e ucciso un bambino di quattro anni perché si rifiutava di chiamare una delle due papà.

Gli argomenti di Franco Buffoni sono gli ultimi e ormai stanchi colpi dell’armata progressista che, dopo il bel testo di Danilo Quinto sui Radicali, vive ormai in stato vegetativo. Forse, in questo caso, sarebbe bene staccare la spina.

Testo di anonimo raccolto a cura di Piergiorgio Seveso

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