Pochi gradi di separazione ovvero: la favola di Enrico il Sassone, del Grillo parlante e (chi si rivede!) Prometeo

Nota di Radio Spada: quest’articolo fu pubblicato sul numero 24 de “Il Cinghiale corazzato”, rivista studentesca della C.A.P. dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nell’ormai lontanissimo luglio 2008, quando il grillismo era ancora agli albori ed il movimento “Cinque Stelle” ancora assai lontano. Già allora apparivano chiare le matrici gnostico-massoniche che si delineavano dietro l’impetuosa ondata populista che di lì a poco avrebbe trovato pieno ascolto presso l’0pinione pubblica di lingua italiana. Lo ripubblichiamo senza voler in alcun modo prendere parte alla commedia delle marionette che caratterizza lo scenario politico attuale ma solo per mostrare che ancora nelle diroccate e fumanti università italiane qualcuno ha ancora voglia di capire e “intus legere”.

Il 26 settembre 2007 nell’articolo intitolato Grillo: fenomeno del web o del marketing? “Panorama.it” (http://blog.panorama.it/culturaesoci…del-marketing/) cercava di analizzare le cause del grande successo ottenuto in pochi anni dal comico genovese sulla Rete e definiva il suo blog come “una macchina comunicativa potente” e “in grado di intercettare gruppi di utenti eterogenei e sostanzialmente diffidenti verso i grandi media”. Nel breve intervento si indicava in una fonte precisa l’origine di tale successo: “Non è un caso se dietro a tutto ciò ci sia la Casaleggio Associati, agenzia che, è spiegato sul sito, tra gli altri obiettivi persegue anche quello della “creazione di gruppi di pensiero e di orientamento”. Si spiegava inoltre che: “E’ la Casaleggio, ad esempio, a far da redazione per i testi del blog, a trovare le notizie forti e passarle poi a Grillo”. Angelo Frenda pochi giorni prima dalle pagine de Il Corriere della Sera sottolineava il cambiamento maturato da Grillo nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione di massa come Internet ricordando che: “Era il 2000 quando a Roma, in un suo spettacolo, Beppe Grillo armato di ascia rossa distruggeva sul palco un computer al grido di >”. Il giornalista del Corriere si chiedeva: “ma chi l’ha convinto a cambiare idea?”, quasi indicando un fantomatico mister X capace di far passare le opinioni del comico genovese dal bianco al nero. “L’uomo della >” rispondeva il Frenda: “esiste e si chiama Gianroberto Casaleggio”. Nel prosieguo dell’articolo si spiegava come sia stato Casaleggio: “il manager che ha persuaso Grillo dell’utilità della Rete. La società che presiede, la Casaleggio associati (fondata nel 2004 a Milano), ha l’obiettivo dichiarato di >. E ha creato e gestisce, tra le altre cose, non solo il blog del comico genovese ma anche la distribuzione di tutti i suoi gadget (video, libri, etc.)”. A questo punto Frenda lasciava in secondo piano il “fenomeno Grillo” e passava ad illustrare sommariamente la figura di Gianroberto Casaleggio, definito nel titolo dell’articolo “guru del Web” (Il consigliere. Casaleggio, il guru del web di Beppe che ama Parsifal e Adriano Olivetti). Per Frenda Casaleggio è un pioniere di Internet che gestisce la sua azienda di web consulting: “secondo la sua filosofia preferita: quella di Camelot”. L’analisi della personalità di Casaleggio entrava più nel particolare quando Frenda scriveva che il “guru”: “Sulle orme di Parsifal (personaggio a lui caro) dichiara di voler ricercare >”. Così secondo l’articolo Casaleggio: “ad esempio, per le riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot (alla scoperta di quei luoghi ha persino trascorso una vacanza). Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per >”. Il ritratto entrava fin quasi nell’intimità dello spazio domestico, quando il lettore veniva informato di come Casaleggio sia: “appassionato di storia, fumetti e fantascienza, ha voluto una casa nelle valli del Canavese vicino Ivrea. Lì possiede un bosco tutto suo, > che confida di >“, per ritornare subito su un tono più distaccato quando spiegava che: “oramai è diventato il consigliere numero uno di Beppe Grillo nelle strategie di comunicazione. Sua, secondo indiscrezioni, l’idea del >. Ed è sempre presente anche agli incontri del comico con i > locali”. Secondo l’articolo questa funzione di consigliere sarebbe svolta insieme al fratello Davide e a Mario Bucchich, anche loro soci della Casaleggio Associati. Prima di passare alla conclusione dell’articolo Frenda ci rivelava che la Casaleggio Associati cura anche il sito web dell’Italia dei valori dell’On. Antonio Di Pietro. In chiusura quindi Frenda ci informava che: “Lui, Casaleggio, di interviste ne concede poche. Però per capire la sua strategia basta leggersi le dichiarazioni rilasciate a un sito, Data Manager: >. Concludeva Freda che: “il messaggio politico sembra quello di Grillo”. In effetti per completezza di informazione andrebbe detto che, oltre alla favola della bella addormentata ve n’è un’altra altrettanto interessante, che potremmo chiamare di Enrico il Sassone e del Grillo parlante. Frenda citando i soci fondatori e associati della Casaleggio ha infatti mancato di dire che essi sono per la precisione cinque. Oltre ai tre citati, lo stesso Gianroberto Casaleggio, suo fratello Davide e Mario Bucchich figurano infatti altri due: Luca Eleuteri ed un certo Enrico Sassoon. Su quest’ultimo vale la pena, per i lettori di questo numero, di spendere due parole. E’ lo stesso sito della Casaleggio Associati (http://www.casaleggioassociati.it) a dare delle prime brevi informazioni biografiche di Enrico Sassoon. Di lui veniamo a sapere infatti, attraverso che è giornalista professionista, che dal maggio 1998 è amministratore delegato della American Chamber of Commerce in Italy, e che inoltre è presidente di Global Trends-Studi, Ricerche e Comunicazione, fondata nel 1996. Dal 1977 al 2003 ha lavorato nel gruppo Il Sole 24 Ore per il quale ha ricoperto la carica di Direttore Scientifico. Dobbiamo però andare sul sito http://www.affarinternazionali.it per avere ulteriori informazioni. Scopriamo infatti che Enrico Sassoon (classe 1948, nato a Milano) socio fondatore della Casaleggio Associati è anche Direttore Responsabile di AffrarInternazionali la rivista dell’Istituto Affari Internazionali sorta di succursale italiana con sede a Roma dell’International Institute of Strategics Studies di Londra (tra le cui pubblicazioni figurano dei quaderni di politica internazionale intitolati “Adelphi Papers”). Oltre a dirigere la rivista dell’Istituto Affari Internazionali guida anche le pagine della Harvard Businness Review Italia. Il legame con la prestigiosa università statunitense e con il mondo d’oltre Atlantico emerge anche da uno dei molti libri scritti Alleanza alla prova: Europa e Stati Uniti tra cooperazione e conflitto del 2006. Da notare che il Presidente dell’Istituto Affari Internazionali è Stefano Silvestri che, sempre secondo la scheda biografica fornita dallo stesso sito dell’IAI, è membro della Commissione Trilaterale, oltre ad avere lavorato dal 1971 al 1972 presso l’Institute of Strategic Studies di Londra, ed essere stato tra gli anni Settanta e Novanta Sottosegretario agli Esteri per gli Affari Europei, Sottosegretario di Stato alla Difesa e consulente per i ministeri degli Esteri, della Difesa e dell’Industria. Andando a vedere chi sono i membri del comitato di redazione e del comitato editoriale si possono trovare, tra gli altri nomi, quelli di: Tommaso Padoa-Schioppa, Mario Monti, Giorgio Napolitano, Giuliano Amato, Enrico Letta e Antonio Maccanico. Il finale di questa “favola” ha del mitico. Dobbiamo infatti tornare ai tempi dei Greci e tuffarci nei loro miti, per esattezza in quello di Prometeo, titano ribelle che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Simbolo della rivolta (appunto) titanica contro l’autorità divina Prometeo è un angelo ribelle e caduto ante litteram. Nella home page della Casaleggio Associati si può notare in basso a sinistra uno spazio dal titolo “Prometeus: il futuro dei media”, cliccando si può vedere un filmato che esemplifica il contenuto del progetto “Prometeus”. In apertura si viene accolti da una voce che in inglese annuncia: “Man is God” (L’uomo è Dio). Proseguendo nella visione si viene illuminati circa i contenuti del progetto “Prometeus”. I media, ci informa la voce narrante, sono (o saranno) destinati ad evolvere passando dalla carta stampata al Web. Inoltre, dopo una serie di megafusioni tra le principali majors dell’informazione e dell’intrattenimento, ci sarà un solo grande organismo di informazione. Questa trasformazione, grazie anche alla capacità di interagire e produrre notizie da parte dei lettori (che saranno quindi al tempo stesso fruitori e produttori di informazioni e intrattenimento), darà quindi origine ad una nuova forma di consumatore: il prosumer, parola formata dall’unione dei vocaboli inglesi producer e consumer. Ma non è finita. Grazie allo sviluppo delle tecnologie bio-mediche, relative soprattutto al campo della genetica e della neurologia, sarà possibile registrare, brevettare e quindi vendere sul mercato la propria memoria, contenente emozioni, ricordi, esperienze, conoscenze. Quello della compra-vendita di memorie umane, dice il video, sarà, se non il, uno dei principali mercati della futura economia, almeno nel campo dell’entertainment e diventerà una “normale attività commerciale”. La vita virtuale, recita sempre la voce, diventerà il più grande mercato del pianeta e tutti avranno uno o più avatar, una seconda vita (second life) virtuale sulla Rete: tutti, ci dice il filmato, potranno diventare “chi desiderano”. “L’esperienza” conclude il video, mentre l’immagine di chiusura ci mostra un triangolo equilatero con al centro un occhio (occhio che però viene quasi subito sostituito da una figura umana che ne prende il posto al centro della figura), “sarà la nuova realtà”.

Lisandro

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