Il dolce musetto di Satana (seconda e ultima parte)

Come si spiega tutto ciò? Essenzialmente con la teoria del “piano inclinato” già esposta. Una volta negato il principio “uomo creato da Dio a Sua immagine e somiglianza”, ne consegue che l’uomo è un animale come gli altri. Nei secoli passati, positivisti ed illuministi (che presto, paradossalmente, rimpiangeremo), considerando quale somma “dea” la ragione, riuscirono comunque a dimostrare filosoficamente la superiorità ed il primato dell’uomo (animale razionale) rispetto a tutti gli “altri” animali. Ma la moderna filosofia, ancora più decadente, pone al primo posto non più la ragione, ma la sensazione, ovvero la capacità di provare dolore o piacere.

Mi ero sempre chiesto: come mai il militante medio animalista è poi a favore dell’aborto umano? Non è questo un controsenso logico?[1] Come si giustifica una cosa del genere? E mi ero sempre dato tre possibili giustificazioni: la prima legata alla “moda”, ovvero: essere animalisti è di moda, essere antiabortisti è da cattobigotti o da fascisti; la seconda legata al “sentimento”, ovvero: il povero cagnolino lo vedo davanti a me soffrire col suo musetto paffuto, l’embrione non si vede, chissenefrega; la terza di tipo “utilitarista”, ovvero: mi diverto e trovo un senso alla mia vita nel combattere per i cagnolini ma non voglio perdere il diritto a poter abortire se mi dovesse capitare[2]. Ma la realtà è purtroppo molto più triste e molto più coerente di così… la realtà è che ci sono filosofi, professori universitari, come ad esempio Peter Singer[3] (i cui convegni sono pubblicizzati da Famiglia Cristiana[4]) che sulla base dei “principi” illustrati fin qui (anti-specismo e primato della “sensazione” sulla “ragione”) sono arrivati a teorizzare, ad insegnare da cattedre universitarie ed a scrivere in libri che la vita di una mucca o di un pollo, essendo esseri senzienti e capaci di dolore e piacere, è senz’altro superiore (e, dunque, meritevole di maggior tutela) rispetto a quella di un embrione umano o di un vecchio uomo in coma (che non provano né dolore né piacere). E che praticare l’eutanasia o sopprimere un bambino handicappato fa senz’altro migliorare il bilancio piacere/dolore nell’Universo. E già nei suoi scritti si intravede l’apertura alla zoofilia, ovvero al matrimonio fra uomo ed animale. E perché no? Date le premesse tutto ne discende di logica conseguenza, e non saprei proprio come contraddirlo!

Giorni fa, un mio caro amico, ha accusato improvvidamente una ragazza, la classica Hundefreundin[5], titolare di un canile, di gestire quel tale canile solo per trarne un utile economico personale. Apriti cielo! La tizia si è messa a protestare che ciò non è vero, che lei sacrifica tutta la sua vita alla gestione dei cani, che lei ama i cani, che ci rimette un sacco di soldi per i cani, che «metà di casa stanno i cani»[6], etc etc etc… La cosa triste di tutto ciò è che la tizia diceva probabilmente il vero. Costei davvero spende tutta la sua vita, tutta le sue energie, tutti i suoi soldi per i cani[7]. Ma chiediamoci (e siamo arrivati a ciò che si scopre alla fine): in che modo ciò gioverà alla sua anima? Questi sacrifici e queste energie spese saranno computate a suo vantaggio quando arriverà il giorno del giudizio per la sua anima? Purtroppo no.

Cristo ci ha detto di amare i nostri fratelli, non i cani. Ecco che cominciamo a capire come tutto ciò sia un perfido “scherzo” del Nemico e Divisore, ovvero del Diavolo. Queste sono brave[8] persone, che non andrebbero mai a rubare o a prostituirsi, come dice San Doroteo, e magari, se ben indirizzate, diverrebbero delle sante o delle missionarie, con grande vantaggio per la propria anima, per l’evangelizzazione del mondo e per la Gloria di Dio. Ma invece spendono soldi, energia, sentimenti e tempo per i cani o per i gatti o per le scimmie, percorrendo la via larga piuttosto che quella stretta[9].

Ed infine: qualcuno mi ha detto, «sì, ma io avevo un cagnolino e gli volevo bene, non mi sembra di aver fatto niente di male». Sicuramente non si fa niente di male a voler bene al proprio cane o ad essere gentile con gli animali, ma non si è neppure dei missionari o dei santi. Non si sta facendo qualcosa di “altruistico”, ma qualcosa di “egoistico”; si sta soddisfacendo un nostro bisogno di giocare col cane, accarezzare il cane, guardare il cane che gioca, trovare nell’assistenza ai cani un rettorico[10] significato alle nostre vite, etc etc. Non cadiamo nell’inganno del Nemico e Divisore! Non ci stiamo salvando l’anima perché dedichiamo le nostre vite agli animali! Se vogliamo salvarci l’anima dobbiamo dedicare le nostre vite a Cristo ed ai fratelli.

Non dico a chi legge questo articolo di diventare da domani un missionario ed un santo, perché io per primo non lo sono.

Ma almeno cerchiamo di esserne consapevoli…

Pierfrancesco Palmisano


[1] ovviamente sì, sia chiaro!

[2] anche perché poi, caso strano, il 90% degli animalisti sono zitelle dai 35/40 anni in su… probabilmente il naturale istinto materno, il naturale “sentimentalismo” che è racchiuso in ciascuno di noi (specialmente nelle donne) e che, secondo natura, dovrebbe essere indirizzato alla salvaguardia e protezione dei “cuccioli” umani, a causa della deviazione dottrinale e filosofica che ognuno di noi “respira” inconsapevolmente ogni giorno subisce una “perversione”, una “deviazione” e si rivolge, “contronatura”, sui cuccioli degli animali (non umani, ovviamente…). Insomma, mutatis mutandis, si tratta più o meno lo stesso meccanismo che ha provocato (pensiamo ai Greci antichi) e provoca la decadenza dei costumi sessuali di un popolo;

[3] per un’ampia disamina antianimalista (ovvero banalmente umanista) su costui, si veda Fernando Savater, Tauroetica, Laterza;

[5] in tedesco “Hund” vuol dire “cane” e “Freundin” vuol dire “amica” ma anche “fidanzata”;

[6] siamo baresi…;

[7] analogamente segnalo un libro, ma basta il titolo: Karen Duve, Il giorno in cui decisi di diventare una persona migliore, Neri Pozza. Indovinate come decise di diventare una persona migliore? Divenendo vegetariana, poi vegana ed infine fruttariana…;

[8] non “buone”, si capisce…;

[9] perché, ammettiamolo, gli uomini sono molte volte ingrati e cattivi, gli fai del bene e ricambiano col male… è molto più facile dare da mangiare ad un cane, quello scodinzola sempre e se lo lasci a digiuno per 3 giorni al quarto ti fa comunque le feste!

[10] “rettorico” in senso michelstederiano, cioè “arbitrariamente posto” e dunque “falso”;

12 Commenti a "Il dolce musetto di Satana (seconda e ultima parte)"

  1. #carlo   25 novembre 2012 at 9:58 am

    speravo che la seconda parte di questo banale articolo, che generalizza un tema così delicato con una banalità degna di ben altre fonti di informazioni, contenesse qualche informazione più interessante.

    Invece grande confusione tra antispecisti, animalisti abortisti e vegetariani (io appartengo solo a questa ultima categoria, ma non certo alle prime due! e questo articolo tende invece ad accomunarmi a loro…). Che l’amore per gli animali, subordiato ovviamente all’amore per DIo e per i fratelli, non sia santificante, lo vada a spiegare a San Filippo Neri, a San Francesco di Paola, o a San Francesco di Assisi, che non l’avrebbero certo praticato se non avesse portato da nessuna parte.

    Nessuna citazione del vegetarianesimo cattolico, praticato da grandissimi santi e dottori della Chiesa e dai più rigorosi ordini religiosi. Nessun accenno al progetto originale di Dio, espresso in Gen 1,29, che prevedeva armonia fra tutte le creature e dieta vegetariana.

    Le solite banalità, degne dei soliti movimenti para-cattolici finanziati dalle lobbies farmaceutiche e dell’industria della carne (che forse i lettori di Radio Spada sanno a chi sono in mano…) ma di sicuro non degni di un blog che si dichiara TAGLIENTE. E ancor meno di un blog che si definisce PUNTUALE.

  2. #emilianorizzo   25 novembre 2012 at 1:54 pm

    Non sono religioso, ma condivido alcune tesi dell’articolo. Peter Singer rappresenta la decadenza totale di una buona parte degli intellettuali e filosofi nostrani. E’ uno scandalo sotto il Sole. Mi permetto di dire che nell’articolo non è citata l’ultima aberrante moda: la zoofilia. In Germania, cosa poco nota, è nato un movimento che propugna liberi rapporti sessuali con gli animali, specialmente cani. Questi personaggi si dichiarano tutti animalisti e in taluni casi vegani… Carlo si definisce solo vegetariano, ma non si può negare che molti vegani e animalisti siano completamente a favore dell’aborto e sia insito in loro un certo disprezzo e odio verso la propria specie, responsabile di ogni male. Basta leggere cosa scrivono nei loro siti. Da un punto di vista religioso non mi risulta che ci sia qualche precetto biblico al non mangiare carne. E’ una scelta personale che non aggiunge nulla al miglioramento spirituale di una persona. In Genesi si scrive che nell’Eden Adamo ed Eva mangiavano solo frutta e non carne. La carne si mangiò solo dopo il peccato originale.

  3. #carlo   25 novembre 2012 at 3:03 pm

    la banalità da me denunciata consiste proprio in questo: fare di tutta l’erba un fascio di vegetariani, animalisti abortisti, antispecisti e fruttariani, quando invece questo è un ambiente vasto e complesso, dove sussistono idee e interpretazioni molto differenti e talora diametralmente opposti, come l’antispecismo e il vegetarianesimo cattolico, del quale mi sembra che si ignori le fonti e i santi.

    La Bibbia dà precetti vegetariani all’inizio (cfr. Gen 1,29) e permette l’alimentazione carnea solo dopo il diluvio (cfr. Gen 9,3) ma dice anche che alla fine dei tempi l’ordine iniziale, fondato sull’armonia fra le creature, verrà ristabilito (cfr. Is 11,6) . Dunque è vero che attualmente al Bibbia non obbliga nessuno a essere vegetariano, ma non obbliga neppure a non esserlo! Anzi, il fatto che nel progetto originario di Dio ci fosse la dieta vegetariana la dice lunga sulla bontà di questa.

    Quanto al fatto che il vegetarianesimo non assicura alcvun progresso spirituale, cedo la parola a S: Girolamo, sacerdote e dottore della CHiesa (Adversus Jovinianum, liber I):

    Chi a me obbietta che la licenza di mangiare carne fu data da Dio all’uomo nella seconda benedizione (nella prima infatti non fu concessa) sappia che allo stesso modo il ripudio della sposa, come dice il Signore, all’inizio non fu concesso, ma fu concesso per Mosè, a causa della durezza del nostro cuore. Così anche il mangiar carne, prima del diluvio non era conosciuto. Dopo il diluvio, in verità, concesse nel deserto le quaglie al popolo che mormorava: così furono inseriti nelle nostre bocche i nervi e il cattivo odore dei pasti a base di carne. L’Apostolo insegna, scrivendo agli Efesini, che Dio si propose, alla fine dei tempi, di ricapitolare tutte le cose, e all’inizio creò tutto ciò che è in cielo e in terra per opera di Gesù Cristo. Per cui lo stesso Salvatore disse, nell’Apocalisse di San Giovanni: All’inizio la condizione umana non conosceva il mangiar carne, né il ripudio, né la circoncisione come segno. Così fino al diluvio. Dopo il diluvio, quando Dio dette la legge, che nessuno può percorrere fino alla fine, le carni si potevano mangiare, il ripudio fu concesso per la durezza del cuore e il coltello fu preparato per la circoncisione, come se Dio ci avesse creato con qualcosa di troppo che non è necessario… Ma quando Cristo poi verrà alla fine dei tempi riporterà l’òmega all’alfa, riporterà la fine al principio, e non ci sarà permesso di ripudiare, di circoncidere e di mangiare carne, come ha detto l’Apostolo: è bene non bere vino e non mangiare carne (Rm 14,21). E anche il vino fu concesso con la carne.”

    oppure a S. GIovanni Grisostomo: “Mangiare la carne è innaturale e impuro” scriveva il santo, e, allorchè si trattò di elogiare una comunità cristiana da lui ritenuta perfetta, si espresse così: “Da loro non viene versato alcun rivolo di sangue; non viene macellata e fatta a pezzi la carne. Da loro non s i sente l’odore terribile dei pasti a base di carne. Essi si cibano solo del pane che guadagnano con il loro lavoro e di acqua che viene offerta loro da una fonte pura. Le loro leccornie sono costituite da frutti e nel mangiarli provano un piacere più grande che ad essere seduti ad una tavola regale”

    • #Nessuno   25 novembre 2012 at 8:52 pm

      Quindi butti nel cesso il Cantico delle creature di un tale San Francesco? E il precetto “Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre” presente nel Vecchio Testamento? E in quanto a salvare la propria anima, conosci tu il metro di giudizio che usa il tuo Dio? Come fai ad essere sicuro che a ben volere le specie inferiori, Dio non ne tenga conto? Parli di troppe cose senza approfondirne alcuna.
      Un non credente.

  4. #daniele   25 novembre 2012 at 8:30 pm

    Io per principio, da sempre, ossia da quand’ero piccolo, seguo un semplicissimo istinto:ogni cosa che sia affermata da qualcuno che ha a che fare con la chiesa è sicuramente sbagliata. Sono animalista, più in generale sono per la limitazione della sofferenza in tutti gli esseri. Se uno tira in ballo l’aborto vuol dire che ha una tale confusione in testa che non capisce più nulla

    • #Pierfrancesco   27 novembre 2012 at 2:43 pm

      beh, chiarisciti con l’amico qui sopra, che si definisce “animalista cattolico”…

  5. #maddalena   27 novembre 2012 at 3:54 pm

    “na volta negato il principio “uomo creato da Dio a Sua immagine e somiglianza”, ne consegue che l’uomo è un animale come gli altri. ” E’ ESATTAMENTE IL CONTRARIO: una volta chiarito che l’uomo è l’Unico ad essere immagine e somiglianza di Dio è l’unico capace di Dominare e siccome il Dominus è Gesù Cristo dovremo imparare da Lui, datio che Dio ci ha dato da custodire e dominare la creazione assieme al comando di essere vegetariani. Dovremo essere dominatori esattamente come Gesù è Dominus.

    come ho già citato, da PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA

    BIBBIA E MORALE

    RADICI BIBLICHE DELL’AGIRE CRISTIANO

    Se la coppia prototipo, prima del peccato, si vede affidate quattro consegne: essere fecondi, moltiplicarsi, riempire la terra, sottometterla, allorché Dio le assegna un regime vegetariano (Gn 1,28-29)

    e questo perchè è il modo giusto di essere “signori” del creato da parte dell’uomo: non più come un dispotico abusatore ma come un gestore misericordioso, una signoria che -come quella di Cristo- non passa dalla sopraffazione (concetto umano) ma dal servizio (concetto divino); non dal cuore egostico (concezione umana) ma dal cuore misericordioso (concezione divina). Un uomo capace di tornare al suo compito originario di custode del creato, capace di “dominare” (genesi 1,26) nel modo del Dominus e cioè con grandezza di saggezza, misericordia e servizio; questa capacità si può imparare solo guardando alla Signoria di Cristo “Il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte ed ala morte di croce (Filippesi 2,6-8)”

    • #Barbara   27 novembre 2012 at 5:32 pm

      ma che PENA questo articolo!!!
      il dolce musetto di satana??? le sue creature??? ma nella Bibbia non è scritto che tutta la creazione è cosa buona e che l’uomo ha il dovere di coltivare e custodire il creato e tutto ciò che esso contiene? I grandi santi che hanno insegnato ad amare gli animali come San Francesco d’Assisi, San Francesco da Paola, San Girolamo e tanti altri erano anche loro guidati dal demonio? San Francesco non chiamava “fratello” e “sorella” ogni creatura, umana e non umana??? era blasfemo e guidato dal demonio??? Le persone che si adoperano per la vita degli animali non dovrebbero trovare salvezza il giorno del giudizio? ma chi siete per giudicare???
      certe volte non si farebbe più bella figura a stare zitti???????????????

  6. #Andrea Carancini   22 dicembre 2012 at 6:00 pm

    Un personaggio come Codino, che scambia da anni la spiritualità cattolica con il cattivismo e lo zelo amaro, abbassa di molto la media di questo blog.

  7. #Andrea Carancini   22 dicembre 2012 at 6:12 pm

    Volgiamoci a spiriti più nobili: http://www.itacalibri.it/it/catalogo/eliot-thomas-stearn/il-libro-dei-gatti-tuttofare.html?IDFolder=144&IDOggetto=36086&LN=IT

  8. #Andrea Carancini   24 dicembre 2012 at 1:37 pm

    In quanto alla ragazza titolare del canile: se svolge la sua attività in modo coscienzioso e amorevole, la sua attività è MORALMENTE e SOCIALMENTE, utile, a differenza del moralismo di palmisano (il quale costituisce l’ennesima conferma che chi è maldisposto con gli animali, lo è altrettanto con gli umani). Dice, “Ma è Natale, che regni la Pace”. Certo, ma allora si eviti di guastarcela con prediche ciniche e rancide come queste.