Postille a “Il dolce musetto di Satana”

Visto che il mio primo ed ultimo (per ora) articolo su Radio Spada è stato oggetto di parecchie polemiche (che a me sembrano per la gran parte frutto di una mancata comprensione di quanto ho scritto), mi è parso opportuno aggiungere qualcosa al fine di chiarire ciò che è stato – da alcuni – mal compreso.

Infatti, se qualche sporadica incomprensione è inevitabile, quando le incomprensioni e le polemiche diventano troppo numerose, sorge nell’autore il sospetto o il timore di non essersi spiegato sufficientemente.

      In primo luogo, vorrei chiarire di non aver additato come “satanisti” o “posseduti” né gli animalisti né coloro che amano il proprio cane. Credevo di averlo detto in maniera abbastanza chiara in conclusione della seconda parte dell’articolo[1], ma è bene ribadirlo. Aggiungo che io stesso avevo un cane, di nome Lara[2].

      Non ho neppure detto che è da “satanisti” il non mangiare carne. Conosco i molti Santi che si sono astenuti dal mangiare carne, conosco i molti Santi che hanno amato gli animali ed io stesso mi astengo dalle carni ogni venerdì dell’anno e negli altri giorni in cui la Chiesa lo prescrive.

      Non ho neanche negato che probabilmente, forse, chissà, nel Paradiso Terrestre non si mangiava carne ma solo frutta che la natura produceva spontaneamente (se si volesse interpretare in tal senso Gen. 1,29, anche se poi, in base a Gen. 1,30 dovremmo dire che anche gli animali tipo: leoni, tigri, coccodrilli, aquile, falchi, pitoni, boa, squali, piraña, etc si cibavano solo ed esclusivamente dei frutti della natura[3]).

      Ho anche scritto che le animaliste (o gli animalisti) sono brave persone, potenzialmente delle sante o delle missionarie, che potrebbero fare gran bene all’umanità ed arrecare gran gloria a Dio.

      Com’è possibile, dunque, che io sia stato frainteso?

      Ciò che ho affermato è che l’inganno di Satana consiste nel “deviare” il naturale sentimento di bontà, di premura, di “devozione” di queste persone su oggetti diversi da quelli per i quali si avrebbe un merito celeste.

In altre parole, se il comandamento di Cristo dice ci dice di amare Dio con tutto il corpo, con tutta la mente e con tutta l’anima ed il prossimo nostro come noi stessi[4], Satana sa che se noi facciamo questo potremo salvare la nostra anima e sfuggire alle sue grinfie. Siccome si rende conto anche di avere a che fare con BRAVE PERSONE, difficili da tentare con peccati evidenti (San Doroteo faceva l’esempio di peccati quali prostituirsi o rubare[5]), le inganna facendo loro credere di star facendo qualcosa di buono e meritevole (dedicare tutta la propria vita, tutti i propri soldi e tutte le proprie energie alla cura dei cani/gatti/topi/cavalli/oranghi del Borneo/etc…), ma in realtà li DISTRAE dal far del bene al prossimo, cioè ad altri UOMINI, dall’amare i propri NEMICI (anzi li spinge ad odiare i propri nemici: cacciatori, gente che maltratta gli animali, signore con la pelliccia, etc etc, a cui alcuni[6] “animalisti” augurano morte, malattie ed ogni male possibile[7]…).

Orbene, nel giorno del Giudizio saremo giudicati per aver dato da mangiare, bere, per aver vestito, per aver visitato in ospedale od in carcere i nostri fratelli[8], cosa molto difficile da fare, perché i nostri fratelli ed il nostro prossimo sono spesso persone antipatiche, buzzurre e becere (come me e gli altri autori di questo blog[9]) le quali ci fanno proprio schifo! È molto più semplice e gratificante[10] aiutare ed accudire i cagnolini che sono sempre grati e scodinzolanti e mai ingrati e pieni di pretese come gli uomini, che spesso ricambiano il bene fattogli con il male.

E tuttavia, o forse proprio per questo, Cristo ci giudicherà in base a quanto avremo aiutato il prossimo, amato i nostri nemici e pregato per i nostri persecutori. Non in base a quanto avremo amato gli animali[11].

Pertanto io affermo che NON C’È NULLA DI MALE o di satanico nell’amare gli animali, nell’amare il proprio cane o nell’essere vegetariano, così come non c’è nulla di male nell’amare la propria collezione di penne stilografiche o di francobolli, nell’amare la musica di Mozart o Beethoven, nell’amare la squadra della Juventus o del Milan, nell’amare Parigi o Londra, nell’amare i puzzle o le parole crociate[12].

E tuttavia, poiché nessuno di quelli che amano le stilografiche o Mozart o la Juventus o Parigi o l’enigmistica crede di essere un santo o un missionario o di essere divenuto una “persona migliore” da quando pratica queste attività, e invece molti di quelli che diventano “vegani” o “animalisti” o “gestori di canili” lo credono, mi sembra che questi ultimi siano in un pericolo maggiore di essere ingannati da Satana nel modo descritto da Doroteo di Gaza e quindi mi sembra doveroso, senza alcun intento provocatorio, “metterli in guardia” a tal proposito[13].

Un’ultima osservazione sull’aborto. Mi è stato fatto notare che non sarebbe vero che «il militante medio animalista è poi a favore dell’aborto umano». Mi auguro che ciò sia vero, sebbene la mia – pur rudimentale e limitata alle persone che conosco[14] – statistica evidenzi il contrario. In ogni caso, se anche la percentuale di animalisti “pro choice[15]” fosse solo del 40 o del 30 o del 20% resterebbero comunque valide le considerazioni svolte sulla deriva filosofica verificatasi negli ultimi decenni e secoli.

Qualcun altro invece ha affermato che il paragone aborto/animalismo è assurdo. Io attendo di sapere come si possa giustificare filosoficamente (o logicamente), in maniera diversa da quella da me descritta, la posizione di chi è – al contempo – contro l’uccisione degli animali ed a favore dell’aborto umano.

 

Pierfrancesco Palmisano


[1] «Sicuramente non si fa niente di male a voler bene al proprio cane o ad essere gentile con gli animali…»;

[2] Mi sto autonorimberghizzando…

[3] Certamente gli amici animalisti avranno una loro “opinione” anche su Gen. 3,21 e Gen. 4,4…;

[4] “Il prossimo” sono evidentemente altri UOMINI… se poi qualcuno vorrà sostenere che il prossimo sono anche gli “animali non umani”, dichiaro sin d’ora di alzare le braccia ed arrendermi…;

[5] In apertura della prima parte dell’articolo avevo riportato questo passo, che si ricollegava poi al finale della seconda parte… è forse sfuggito a qualcuno questo collegamento? «Quando il Divisore [cioè Satana] vede qualcuno che non vuole peccare, non è così sprovveduto nella sua malizia da suggerirgli un peccato evidente e manifesto; non gli dice: “Va’ a prostituirti”, oppure “Va’ a rubare”. Egli sa che non vogliamo fare queste cose e non prova a dirci quello che non vogliamo, ma, come dicevo, appena trova in noi una volontà propria o una pretesa di autogiustificazione, se ne serve a nostro danno con pretesti apparentemente ragionevoli. Quando ci attacchiamo alla nostra volontà e ci affidiamo alle nostre pretese di giustizia, allora, proprio quando crediamo di fare qualcosa di buono, tendiamo insidie a noi stessi e non ci accorgiamo che ci stiamo perdendo»;

[6] non generalizziamo, per carità!

[7] da poco ho visto su facebook uno “screen” nel quale si potevano leggere, alla notizia della morte di un 14enne in un incidente di caccia, i commenti di giubilo e di festeggiamento di alcuni “animalisti”… mi auguro che si trattasse di un “fake”, come si dice in gergo internettiano…

[8] vale quanto detto alla nota 4;

[9] immaginino le animaliste che leggono quanto sarebbe più difficile per loro accudire noialtri invece dei loro cagnolini… molto più difficile e dunque molto più meritorio!

[10] per lo meno apparentemente ed inizialmente;

[11] vale sempre quanto detto alla nota 4;

[12] ovviamente a meno che si sperperino in queste cose soldi che potrebbero più utilmente (per la propria anima in primis) essere destinati ad attività caritatevoli;

[13] I Santi “animalisti” e/o “vegetariani” di cui si diceva sopra, facevano le cose nel giusto ordine: in primis amavano Dio con tutto il cuore, poi amavano il prossimo loro come se stessi. Infine, per sovrappiù, avevano cura e tenerezza per il creato e per gli animali e si astenevano dal mangiare carne un po’ per questo motivo e soprattutto come pratica ascetica e come sacrificio e privazione personale, come appunto fanno, ancora oggi, i cristiani ogni venerdì;

[14] forse si tratta di mia personale sfortuna?

[15] ovvero che ritengono che la donna possa scegliere se abortire o meno. La cosa in Italia è regolamentata dalla L. 194 del 1978.

Nota redazionale: nell’immagine che accompagna l’articolo compare Frida II, fedelissima e assai rimpianta gatta di uno dei redattori di Radio Spada 

12 Commenti a "Postille a “Il dolce musetto di Satana”"

  1. #Vento dell'Ovest   28 novembre 2012 at 11:07 pm

    Tagliamo la testa al toro, è inutile girarci intorno: il vegetarianesimo, così come la filantropia, è una virtù solo per chi è santo, o perlomeno per chi vuole battere la via della santità, per chi invece santo non è, nè tantomeno ha l’intenzione di diventarlo, allora è meglio che prima di preoccuparsi per la sorte di mucche e cavalli si preoccupi di lavarsi dai propri peccati, chè di fronte a Dio l’essersi astenuti dalla carne non porterà alcun vantaggio, anzi sarà un ulteriore titolo di vanità e superbia. Quella stessa superbia “catara” che afflige il nostro tempo come la peste, nella dieta privata così come negli affari pubblici (politica, antipolitica, magistratura, ambientalismo, ecc.). Identica cosa vale per l’animalismo: amare gli animali non è reato, e di per sè nemmeno peccato, anzi è una cosa lodevole, buona, anche piuttosto naturale; oltrepassa la soglia del buono e del naturale quando questo “amore per gli animali” si vuole imporre per decreto anche a chi gli animali non ama particolarmente, o quantomeno gli è indifferente, in nome di una strisciante ideologia antispecista (di radice illuminista, rousseauiana) che ci vuole tutti animali, nessuna differenza ammessa. Darwin santo subito, dicono costoro! I veri animali sono gli animalisti, rispondo io. E non possono offendersi.

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    • #Fio63   29 novembre 2012 at 8:08 am

      Citazione calzate, bene!
      E dico la mia in due battute.
      Primo: ma se si amano così tanto gli animali da rinunciare ad una fonte di proteine nobili quale la carne, perchè non educare anche Fido e Miao a nutrirsi di fagioli? E’ un controsenso l’acquisto di pet food, che è a base di carne, solo per il micio. Forse che l’agnello che alimenta il gatto vi fa meno compassione di quello che tradizionalmente si consuma a Pasqua? Boh… de gustibus.
      Secondo: citazione per citazione… ricordate cosa fece Nostro Signore Risorto?
      Luca 24,42: Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
      Ora che i pesci non sono anch’essi degli animali?

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  2. #Vento dell'Ovest   28 novembre 2012 at 11:13 pm

    L’Anticristo sarà un ‘convinto spiritualista’, un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo (Vladimiri Solovev).

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  3. #Giacomo Margotti   29 novembre 2012 at 8:05 am

    Ahi ahi, ho visto i commenti all’articolo principale. Non credevo che anche qui arrivasse l’onda lunga dell’animalismo. L’autore è andato a buttarsi in un ginerpraio molto fitto, direi che dopo la questione giudaica è il secondo grande tabù del nostro tempo. Trattare del rapporto essere umano/bestie senza che si scateni il fuoco della “guardia dell’onore dell’animale” è praticamente impossibile, specie su Internet.
    Mi augurerei commenti così accorati, così pieni di passione, anche quando la posta in ballo è l’onore di Nostro Signore o la difesa della Santa Chiesa.
    Spero che nel lettore medio — affine al pensiero del blog — sia ben chiara l’origine dell’animalismo e gli intenti di chi l’ha divulgato. In quest’epoca di già tremenda confusione ci mancherebbero solo i cattolici tradizionalisti animalisti.
    Una sola domanda: cosa ci fanno tante persone che si dicono “non credenti” in un blog apertamente tradizionalista? Evidentemente hanno tempo da perdere.

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  4. #Fio63   29 novembre 2012 at 8:18 am

    Non preoccuparti è solo uno dei dogmi del politiccally-correct. Devi “amare” gli animali, perchè se ti limiti semplicemente a rispettarli non sei giusto. Anzi li devi umanizzare il più possibile: devono poter dormire sul divano di casa indifferentemente se sia un pinscher o un alano da 80Kg. Vedo situazioni al limite del ridicolo.
    Ma lasciatele vivere queste povere bestie!

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  5. #Andrea dM   29 novembre 2012 at 11:50 am

    Avevo già commentato il post precedente, ed ora mi dico molto soddisfatto della chiarifica dell’autore, che lodo e col quale ora mi trovo in perfetta sintonia, tanto quanto non lo sono con l’animo malevolo di molti commenti che hanno preceduto questo mio.

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  6. #carlo   2 dicembre 2012 at 9:37 am

    la cosa più divertente di tutta questa vicenda è che si cita spesso Doroteo di Gaza senza però citare (o sapere) che tale santo, al pari di quasi tutti i monaci della sua epoca, praticava la dieta vegetariana.

    Che le agiografie di grandi santi quali Francesco di Paola e Filippo Neri riportassero anche l’amore per gli animali di questi due santi che praticavano la dieta vegetariana, dovrebbe far riflettere molto sul fatto che anche tale amore (ovviamente in secundis rispetto a quello per il prossimo) possa essere santificante.

    Quanto alla polemica, più che all’incomprensione dei commentatori, risulta evidente sia dovuta all’ignoranza dell’autore circa questo argomento: accomunare i cattolici vegetariani (come me e molti altri) agli antispecisti abortisti sarebbe come dire che tutti i “tradizionalisti” cattolici (come me e molti altri) sono sedevacantisti

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    • #Pierfrancesco   3 dicembre 2012 at 8:39 am

      vedi nota (13)

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  7. #carlo   2 dicembre 2012 at 9:48 am

    p.s. sì, nel progetto originario di Dio, ovvero nel mondo prima del peccato originale, tutte le creature vivevano in armonia e si cibavano di verdure e di frutta, in quanto la morte non esisteva

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  8. #Andrea Carancini   23 dicembre 2012 at 12:06 pm

    l’amore per la musica di Mozart o di Beethoven equiparato a quello per la penna stilografica e all’enigmistica, ovvero la toppa peggiore del buco…

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  9. #Andrea Carancini   23 dicembre 2012 at 12:08 pm

    Ma adesso che ci penso, Mons. Thuc (quello delle consacrazioni del 1981) aveva la casa piena di gatti. Il noto gattofilo don Ricossa mi disse una volta, tra il serio e il faceto, che la prova della validità di quelle consacrazioni era proprio l’abbondante presenza felina 😉
    Codino, datti all’ippica!

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