Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli atlantisti di servizio
di gente infame, che non sa cos’è l’onore,
creano moneta ex nihilo ed esportano l’orrore
disfano e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo Paese mi fa male per la sua falsità da schiavi…
ma non vi dà un po’ di dispiacere
chi svende sul Britannia la nostra industria?

Non guarirà, non cambierà
il prezzo da pagare per entrare nel club… non cambierà.

Ma come scusare i carnefici di ieri e di oggi?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno molto, e mi fa male
vedere spregevoli burattini del Potere.

Non guarirà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che guarirà.

Voglio sperare che il mondo torni al sistema aureo internazionale
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di demo(nio)crazia
se avremo ancora un po’ da vivere…

E intanto il Re (1) tarda ad arrivare.

Note

(1)  Si tratta ovviamente non del “Re del Mondo” di Renè Guenon e di Franco Battiato  

ma del Re dei Re. 

Testo rielaborato a cura di Marco Massignan

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