Tertulliano 2012

Curiosità e superbia, secondo il Santo Papa Pio X il fomite del modernismo, eresìa sintesi di tutte le eresìe. I novatori in continua ricerca, pervasi da ottimismo fideistico alternato continuamente da fasi di scetticismo depressivo sono convinti che la Chiesa sia ri-sorta nel 1965, dopo secoli di oscuramento “costantiniano-tridentino”privo di  “carismi” e vera santità, qualità del cristianesimo originario. Questa frottola fu condannata da Pio XII come “archeologismo” ma la superbia travestita di umiltà riuscì a dilagare ugualmente per gli arcani disegni della Provvidenza. Dai primi secoli risale però la lucidità di Tertulliano, che aveva pienamente inteso il non-senso e il vaniloquio dei parolai di allora e di quelli di sempre. Diamogli la parola, dopo quasi due millenni, oggi come allora contro i venditori di fumo che hanno preteso di rimettere in discussione il magistero della Chiesa lasciando al gregge, solo il frutto amarissimo della confusione.

TERTULLIANO, De praescriptione haereticorum – cap. IX, X, XI: “Gesù Cristo ha stabilito una dottrina unica e certa, che tutte le nazioni devono credere; essa va cercata e creduta una volta che s’è trovata. Ma la ricerca di una dottrina unica e certa non può estendersi all’infinito; essa è necessaria finchè non si trova, ma quando s’è trovata deve essere creduta. Dopo non c’è altro da fare, tranne il saper custodire la fede. Se dunque tu sostieni che non c’è altro da credere ne consegue che non c’è altro da cercare….. La dottrina stabilita da Cristo è l’oggetto di ogni ricerca quando e finchè non si trova. Ma se tu credi, vuol dire che già l’hai trovata; infatti non ci avresti creduto se non l’avessi già trovata, e desideravi trovarla. Lo scopo della ricerca è il trovare  e lo scopo del trovare è il credere: Col fatto di credere tu hai messo un termine ad ogni prolungamento di ricerca; il risultato della ricerca ti ha determinato questo limite, limite che fu già stabilito da Colui che non tollera che tu creda diversamente dalla regola che Egli stesso fissò, e quindi non vuole neppure che tu stia ancora a cercare… … se io ho creduto a quel che dovevo credere e ritengo d’altra parte che c’è qualche cos’altra da cercare, significa che ho ancora la speranza di trovare; come infatti potrei sperare di trovare ancora se non perché io che apparivo un credente in realtà non credevo, se pure non mi ero già allontanato dalla fede? … Lo dico una volta per sempre: cerca soltanto chi non ha o ha perduto qualche cosa (Luca 15, 8-9; 5, 9; 18, 3)… Chi cerca sempre perché non trova stia attento chè forse cerca dove non troverà mai; e chi picchia sempre perché non gli si apre stia attento chè forse picchia dove non c’è nessuno in casa, e chi chiede sempre perché non viene mai esaudito stia attento chè forse chiede ad un sordo”.

Oggi sarebbe invitato ad Assisi a parlare con gli agnostici?

Pietro Ferrari

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