Frecce per Radio Spada (8): Gilbert K. Chesterton

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Gli uomini hanno ripulito una città con la ghigliottina e un continente con la sciabola, perché Libertà, Uguaglianza e Fraternità erano troppo preziose per andare perdute.
Allora perché stupirsi se il Cristianesimo fece pazzie ancora maggiori, dal momento che fu ancora più prezioso? Ma perché darsi da fare e cercare una risposta, quando Uno che conobbe la natura umana così come può essere realmente conosciuta, vivendo con i pescatori, le donne e la gente semplice, vide già dal Suo quieto villaggio il cammino di questa Verità lungo la storia, e dicendo che Egli era venuto a portare non la pace ma la SPADA, edificò per tutta l’eternità il Suo colossale realismo, contro l’eterno sentimentalismo del secolarista? Così quando… lo scettico ben istruito dice: “il Cristianesimo generò guerre e persecuzioni”, noi replicheremo: “naturalmente!”.

Ho scoperto che per l’umanità buttare l’oro nei canali di scolo e i diamanti nel mare non è qualcosa di saltuario, bensì un’attività in cui è eternamente e sistematicamente impegnata. Ho scoperto che ogni uomo è pronto a dire che le foglie verdi di un albero sono un po’ meno verdi di quanto non siano, e che la neve di Natale è un po’ meno bianca di quanto non sia; pertanto, ho pensato che il compito principale dell’uomo, per quanto umile, sia difendere queste e altre cose. Mi sono convinto che un difensore sia necessario soprattutto quando il mondo è disprezzato dalle sue creature, che un avvocato difensore non sarebbe stato fuori luogo quel giorno terribile in cui il sole si oscurò sul Calvario e l’Uomo fu rinnegato dagli uomini.

Il Cristianesimo è venuto nel mondo prima di tutto per affermare con violenza che l’uomo doveva guardare non solamente dentro di sé, ma anche fuori, doveva ammirare con stupore ed entusiasmo un divino drappello e un divino Capitano. Il solo piacere che si prova a essere cristiani è quello di non sentirsi soli con la Luce interiore, è quello di riconoscere nettamente un’altra Luce, splendida come il sole, chiara come la luna.

Walter Pater ha detto che noi siamo tutti condannati a morte e che la sola via possibile è di godere momenti squisiti in se stessi. La medesima lezione insegnava la filosofia, così potente e così desolata di Oscar Wilde. E’ la religione del “carpe diem”; ma la religione del “carpe diem” non è la religione di persone felici, bensì di persone molto infelici. La grande gioia non coglie i boccioli di rosa finché può; i suoi occhi sono fissati sulla rosa immortale che Dante poté vedere. La grande gioia ha in sé il senso dell’immortalità; lo stesso splendore della giovinezza risiede nella sensazione di avere tutto lo spazio per distendere le gambe.

In genere si ritiene che il pessimista sia un uomo in rivolta. Non è così. Primo, perché mantenersi in uno stato di rivolta richiede buon umore e, secondo, perché il pessimismo si appella al nostro lato debole, e quindi il pessimista fa affari d’oro come l’oste. La persona davvero in rivolta è l’ottimista, che di solito vive e muore nel tentativo disperato e suicida di convincere tutti gli altri del loro valore. Tutti i grandi rivoluzionari, da Isaia a Shelley, erano ottimisti. Non si indignavano per la bruttezza dell’esistenza, ma per la lentezza con cui gli uomini si accorgono della sua bellezza. Il profeta che viene lapidato non è un attaccabrighe o un guastafeste, ma soltanto un amante respinto.

Non amo la serietà. Penso che sia antireligiosa. O, se preferite l’espressione, è un vezzo di tutte le false religioni. Chi prende tutto seriamente è colui che idolatra ogni cosa: si prostra davanti a oggetti di legno e pietra affondando le sue membra come le radici di un albero o si profonde in inchini come la pietra infossata sul ciglio della strada. Spesso si discute se gli animali siano in grado di ridere. Dicono che la iena ride: ma la sua risata ricorda piuttosto il “grido d’incoraggiamento ironico” di un parlamentare. Tutt’al più fa una risata ironica. In generale è vero che tutti gli animali tranne l’uomo sono seri. E credo che lo dimostri il fatto che anche tutti gli esseri umani con uno spiccato interesse per gli animali sono seri; molto più seri di quanto non siano gli uomini riguardo a qualsiasi altro argomento.

Credo che l’idea che il mondo moderno sia organizzato, in rapporto alla più evidente e alla più urgente di tutte le domande, non tanto per rispondervi in modo sbagliato, quanto per impedire che vi si risponda, sia una visione della società che ha veramente un significato non indifferente.

a cura di Marco Massignan

2 Commenti a "Frecce per Radio Spada (8): Gilbert K. Chesterton"

  1. #Luca   15 dicembre 2012 at 7:24 pm

    A tratti commosso. Sinceri complimenti a Marco !

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