Noi (non) stiamo con Marco

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Marco Pannella: fondatore-padre-padrone del Partito Radicale, agitatore  sociale, da anni ormai presenza costante nel mondo politico italiano. A seguito di un antico digiuno per la grazia ad Adriano Sofri, il pur discutibile  Cesare Cavalleri ha detto piuttosto bene di lui: “Non posso, evidentemente, sapere quale sarà la situazione del leader radicale quando questa pagina sarà sotto gli occhi dei lettori: mi auguro e prevedo che Pannella sia ancora vivo e vegeto, come sempre è sopravvissuto ai suoi ultimativi digiuni. Ma parlandone adesso, da vivo, dico che il ricatto del digiuno di protesta è una intollerabile forma di violenza: l’esibizionismo di Pannella, spettacolarizzato dai media, è un gesto di violenza verso sé stesso e verso la società.
[…] E sempre parlandone da vivo (ma la morte augurabilmente naturale, non muterebbe il giudizio), bisogna dire che Pannella è un elemento estraneo nel corpo della democrazia e chi affida la bandiera a un così squallido alfiere dimostra di non sapere né cosa sia la libertà, né così rappresenti una bandiera. Eppure c’è perfino qualcuno che vorrebbe Pannella senatore a vita. 
Marco Pannella è un uomo di morte. È portatore di una cultura di morte. Ha sempre sostenuto cause di morte: il divorzio dissolutore della famiglia, la liberazione della mortifera droga, il nichilistico libertinaggio sessuale, la strage degli innocenti per mezzo dell’aborto”.
A questo sguaiato paladino di una ben strana “libertà”, a questo cultore della politica pulp che ha inaugurato la moda delle urine come soft-drink, Radio Spada augura di tutto cuore una buona conversione in limine mortis. Qui stat videat ne cadat.

Piergiorgio Seveso

2 Commenti a "Noi (non) stiamo con Marco"

  1. #emilianorizzo   19 dicembre 2012 at 1:13 pm

    Un uomo violento portatore del nulla, come il suo partito. Mi auguro che non muoia, altrimenti ne farebbero un martire.