Storia di Libero, il ragazzo che amava la libertà ma non era felice

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«Una storia per bambini che piaccia solo ai bambini

non è un granché:

quelle veramente affascinanti durano»

(C.S. LEWIS, Tre modi di scrivere per l’infanzia)

Libero era nato ad Inverigo, un piccolo paese in provincia di Como, in Lombardia. Al tempo della nostra storia era ormai grande e aveva scelto una vita all’insegna della libertà e dell’indipendenza da tutto e da tutti.

Non aveva mai studiato, detestava i professori che lo interrogavano e che non perdevano occasione per sgridarlo.

Appena diventato maggiorenne poi, era subito andato via da casa, perché anche i genitori lo comandavano a bacchetta e non gli permettevano di fare ciò che gli piaceva. Non li sopportava davvero più e, appena compiuti i 18 anni, senza neanche salutarli, aveva preso i suoi pochi vestiti ed era andato a vivere in un piccolissimo appartamento poco distante.

Anche gli amici di un tempo non c’erano più: un giorno li mandò a quel paese e rimase definitivamente solo, contento di non avere più obblighi nei loro confronti.

Di sposarsi poi, anche se l’età era ormai quella giusta, non ci aveva pensato neanche per un attimo. Aveva da poco abbandonato la famiglia e non desiderava certo sostituirla con una moglie che mettesse becco in ogni suo affare. No, no, no! Quella vita non faceva proprio per lui!

Anche del lavoro non ne voleva sapere. Raccattava qualche soldo, sufficiente per vivere, facendo lavoretti occasionali ma non voleva avere capi rompiscatole e orari rigidi a cui sottostare.

C’era però qualcosa che non tornava nella sua esistenza. Pur fiero della sua libertà non era comunque felice. Aveva tutto quello che desiderava da sempre, eppure sentiva che nella sua vita mancava ancora qualcosa. Durante una notte insonne si rese conto che forse anche Inverigo era un paese troppo piccolo e limitato per soddisfare pienamente il suo desiderio di libertà, così piccolo che sembrava davvero una prigione!

Ecco cosa gli mancava, uno spazio aperto, una pianura sconfinata, una realtà che fosse più grande di quelle quattro case arroccate sulla collina. Decise quindi, raccolti i pochi soldi che aveva risparmiato, di partire per una viaggio intorno al mondo, un’avventura alla ricerca della tanto desiderata felicità.

Prima tappa del viaggio: la Spagna. Libero viaggiò in lungo e in largo in quel paese affascinante e vario: Barcellona, Valencia, Malaga, Siviglia… Gente solare, luci, colori ed emozioni che non aveva mai sperimentato. Ebbe anche l’occasione di assistere ad una tipica corrida proprio nella capitale del paese, Madrid, così come fu d’obbligo la visita agli stadi delle migliori squadre di calcio del mondo. Libero si divertì davvero molto, ma c’era qualcosa che non andava: nonostante tutto continuava a non essere felice e, trascorsi pochi giorni, decise di rimettersi in marcia per continuare la sua avventura alla ricerca della felicità.

Eccolo giunto finalmente a Londra! L’Inghilterra… Libero aveva sempre desiderato visitare quel paese. Una grande isola, del resto, sembrava la metafora geografica  di tutto ciò che una persona come lui, che non desiderava alcun legame, potesse mai sognare. E la capitale era davvero bellissima: il famoso Big Ben, quella torre d’orologio alta moltissimi metri; Buckingham Palace, dove abita la regina; il London Bridge, la Torre di Londra, Trafalgar Square e molti altri luoghi straordinari. Tutta la realtà intorno a lui era bellissima ma non era soddisfatto: ancora una volta non aveva trovato la felicità che tanto cercava. Non restava quindi che continuare il viaggio …

Giunto a questo punto decise di cambiare completamente continente, forse dall’altra parte del mondo poteva trovare una risposta alla domanda di gioia che da tempo lo assaliva. Prese dunque l’aereo e volò direttamente in Asia. Giunto in Cina percorse per molti giorni i lunghissimi chilometri della famosa muraglia, incontrando persone dal singolare aspetto che lo fissavano incuriositi con quei buffi occhi a mandorla. Quante stranezze insospettabili ebbe modo di incontrare! A partire dalla lingua, un miscuglio di suoni davvero incomprensibile! Ecco però quel senso di vuoto, che continuava a bussare alla porta del suo cuore… anche dall’altro capo del mondo non trovava la tanto desiderata felicità.

Nuova tappa e nuova speranza: Gerusalemme. Le avventure di Libero e i suoi numerosi viaggi lo avevano condotto in molti luoghi diversi e affascinanti, ma nulla era paragonabile allo spirito di quella città considerata santa dalle principali religioni del mondo. Ogni sua pietra e ogni suo angolo erano un pezzo di storia che diventava tangibile. Libero era davvero entusiasta: vagò per i quartieri caratteristici e per i piccoli mercatini ed ebbe modo di incontrare e scambiare quattro chiacchiere con persone di ogni razza e religione … ma niente! Continuava a non essere felice e ormai aveva abbandonato ogni speranza. Nessun luogo sulla terra riempiva il buco nel suo cuore e prese quindi una decisione importante: tornare a casa e smetterla di perdere tempo con tutte quelle sciocchezze dei viaggi e delle avventure. Niente aveva senso e la felicità non esisteva, poteva essere al massimo un sogno da bambini e si vergognava di avere creduto in una cosa così folle! 

Come tutte le grandi avventure insegnano, il viaggio non può che terminare a casa. Ecco dunque il nostro Libero che, a piccoli passi, si avvicinava alle famigliari mura delle case di Inverigo, illuminate dal sole di una splendida giornata estiva. Aveva ormai infilato la chiave nella serratura della porta quando, di sfuggita, voltando distrattamente lo sguardo intorno a lui, scorse l’ingresso aperto della Chiesetta parrocchiale e, cosa strana, sentì impellente il bisogno di entrare. Era da molti anni che non ci metteva più piede e gli affreschi nascosti dalla penombra conservavano il fascino di un ambiente ormai dimenticato. E lì, seduta su una panchina, stava una vecchia signora, pareva la donna più anziana del paese. Pregava snocciolando il suo rosario con uno strano sorriso sulle labbra. Libero le se avvicinò, incuriosito da quell’espressione che denunciava una gioia nascosta. «Come mai è così felice signora?» le chiese a bassa voce. «Perché ho una via da seguire!» rispose lei, senza neanche sollevare lo sguardo ma indicando solamente il tabernacolo e lo splendido Crocifisso in legno che lo sovrastava. Bastò quel gesto banale o fu solo l’intuizione di un momento, sta di fatto che in un secondo per Libero fu tutto molto chiaro: non era felice perché non sapeva dove andare! Si era allontanato da tutto e da tutti, era partito per girare l’intera terra senza una meta chiara ed era necessario qualcuno che glielo facesse notare. E’ stato quello il grande errore: come può infatti essere libero uno che gira a zonzo, sempre intorno, senza un amico che lo possa aiutare o consigliare? Non andrà mai realmente da nessuna parte! Eccitato salutò, ringraziando, la vecchia signora e si recò immediatamente a casa.

Per farla breve la sua vita cambiò radicalmente e sperimentò la gioia di essere veramente libero e felice, non più da solo, ma attorniato da amici e genitori con cui aveva riallacciato ogni rapporto. Addirittura, poco tempo dopo, si sposò ed ebbe molti figli. Libero aveva capito finalmente che la vera libertà non è rompere i legami con il mondo ma, al contrario, in una sorta di strano paradosso, la vera libertà nasce nel momento in cui ci si lega a tutto ciò che determina la nostra realtà: nonostante gli errori e le continue cadute, la sua vita, d’ora in avanti,  sarebbe stata come una strada verso il senso della realtà, verso l’oggetto contenuto nel tabernacolo che qualche tempo prima la vecchia gli aveva indicato. Ora iniziava davvero per lui un’avventura straordinaria, anzi, la più grande delle avventure e tutto questo senza doversi spostare dal suo amato paese.

 

Luca Fumagalli

3 Commenti a "Storia di Libero, il ragazzo che amava la libertà ma non era felice"

  1. #Luca   26 dicembre 2012 at 6:27 pm

    Eh eh 🙂 Fatemi sapere se vi è piaciuto !

  2. #Matteo   27 dicembre 2012 at 4:11 pm

    Si vede proprio che, in questo racconto, è racchiuso il cuore dell’esperienza dell’uomo.