Folle volo cercasi

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La società , nata per iniziativa privata americana, Golden Spike vende la Luna .

Prezzo? Un miliardo e quattrocento milioni di dollari a partire dal 2020.

Nasce così l’era del turismo spaziale, non si concionerà sul prezzo stellare ( adeguato no?) dell’impresa, sul fatto che sia poco accessibile,o peggio ancora, poco “democratico”, un giorno si abbasserà, non c’è dubbio, non è il progresso inarrestabile?

Come poi se questo possa essere considerato un qualche vero progresso, con comitive fagottare-fantozziane pronte a comprare e consumare con sgranocchiante entusiasmo anche gli astri del cielo, dopo che di tale beatitudine si saranno già voracemente saziati i loro plutocratici signori.

Più interessante sarà concionare, anche per poco, dell’utilità, visto che viviamo nel mondo dell’utilità come dogma, di pagare un miliardo e quattrocento milioni di dollari, che però potrebbero essere anche un dollaro e quaranta centesimi il problema non è chiaramente materiale, in quel caso non sarebbe qui degno d’attenzione, di viaggiare, di viaggiare sino alla Luna.

“Caelum non animum mutant qui trans mare currunt” così la saggezza antica dimenticata e/o disprezzata dei nostri padri.

Che cercate uomini nell’ascendere alla Luna? Perché smaniate tanto per farlo? Non volete soddisfare, e non potreste vivere diversamente, una fame, una concupiscenza di … esperienze? Possesso dei sensi, qui la vista –  ah se potessi vedere i paesaggi lunari, i crateri, il Mare della Tranquillità – di ricerca, azzardo ma ditemi voi, se non son nel giusto, di colmare il vuoto ricercando lontano, il più lontano possibile, lontano.

Non volete forse cambiare il cuore, il vostro animo, non dicono di provar questo i sublimanti viaggiatori, cambiando i luoghi, i panorami, le latitudini, ora anche i pianeti?

Può forse, ci suggeriscono, negativamente e con perspicacia, gli antichi, essere l’animo dell’uomo, ovvero la più alta nobiltà del creato (e il buon cristiano non può che acconsentire con un cenno del capo perché lì solo v’è somiglianza massima col divin Creatore, non nelle altre pur mirabili creature, lune comprese), essere necessitante di viaggi, di beni di questo modo, lune comprese, di ricerche esteriori ed esteriorizzanti, di inseguimenti di praterie dove riversare la propria famelica e insensata stanchezza di vivere spacciata ( in questo l’America è maestra assoluta, saranno certamente gli americani gran signori di questi tracotanti turismi) per attivismo, per continua conquista, per assurdo vitalismo?

Ricorda Pascal: “ Tutti i malesseri degli uomini vengono da una sola cosa che è non saper restare in riposo in una stanza”.

Non v’è nell’assenza di riposo la fatica? Non v’è nella mancanza di quiete l’angoscia?

Non v’è nella smania l’insoddisfazione? Non v’è, l’etimologia stessa lo insegna, nella passione la sofferenza?

Non v’è in tutto ciò la schiavitù? Non v’è nel desiderare l’universo intero un giogo che è pesante come tutto l’universo, di cui ci si fa carico in nome delle proprie voglie sconfinate?

Pensate forse che, avuta anche la Luna, sarete sazi? Non pensate che, se lo foste davvero, ciò vorrebbe dire voler ben poco.

Non è, ricordate, la lupa carca ne la sua magrezza?

 

Filippo Deidda

3 Commenti a "Folle volo cercasi"

  1. #fidelius   17 gennaio 2013 at 7:29 pm

    Concordo pienamente, si parva licet componere magnis, col pensiero di Pascal. Per questo mi definisco un stanziale che come unico sforzo, cerca di pensare.
    Grazie per termi cosi’ piacevole compagnia.
    fidelius.

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  2. #asseromaberlinotelaviv   17 gennaio 2013 at 7:39 pm

    Grazie a Lei, Fidelius. Anche nella redazione di Radio Spada ci sono dei convinti stanziali. Un saluto cordiale.

    Piergiorgio Seveso

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