L’americanismo come religione civile (seconda parte)

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Continuiamo la pubblicazione, in sette parti, la relazione L’americanismo come religione civile: teoria, miti, prassi, frutti del prof. John Rao (Università di St. John, New York), che si è tenuta presso il santuario di Madonna di Strada a Fanna (Pordenone, 23 agosto 2012) al XL convegno annuale degli “Amici di Instaurare”.

Grassetti, corsivi, sottolineati e “titoletti” sono a cura della redazione di Radio Spada

L’influenza di John Locke sul sistema americano.

James Madison (1751-1836), il padre della Costituzione americana… colse l’importanza di due concetti fondamentali enunciati da Locke: la tolleranza religiosa e una divisione dei poteri governativi… Ciò che rese la tolleranza politicamente attraente per Madison – come per Voltaire – era l’effetto pratico che essa aveva sulla religione organizzata, in un paese come gli Stati Uniti. La libertà di religione in America garantiva una “guerra di tutti contro tutti” tra le innumerevoli denominazioni, e questo rendeva impossibile che una qualche fede prendesse efficacemente il controllo dell’autorità pubblica centrale, per guidarla secondo i propri desideri.

In altre parole, questo concetto apparentemente liberante condannò le religioni cristiane organizzate ad un continuo, estenuante conflitto settario e alla conseguente impotenza pubblica. In tali condizioni, i membri orientati in senso più materialista all’interno dell’oligarchia whig si preoccuparono in primo luogo della pace e della tranquillità necessarie ad espandere la ricchezza senza l’interferenza di una Chiesa troppo moralista.

 La divisione dei poteri governativi… effetto collaterale di questa accettazione fu una semi-paralisi del governo, che richiese la limitazione del campo di applicazione dell’autorità pubblica. Questo creò un vuoto in cui gruppi e individui privati poterono prosperare più liberamente – e potenzialmente agire in maniera più arbitraria – di quanto fosse possibile sotto gli Stuart. Un governo americano di pesi e contrappesi, pertanto, fornì un altro baluardo per la sopravvivenza e la crescita della libertà dell’esistente oligarchia coloniale, ossessionata dalla proprietà.

Tuttavia, due problemi afflissero i Fondatori e i loro successori, il primo dei quali era il progressivo indebolimento del carattere britannico degli Stati Uniti… Madison… aveva sottolineato la capacità dei nuovi meccanismi federali di far fronte alla perturbazione che tale cambiamento avrebbe potuto causare. Infatti, anche se si fossero profilati squilibri, il nuovo sistema avrebbe combinato libertà religiosa, pesi e contrappesi, e l’ethos anti-autorità e anti-società che permea la visione calvinista, per abbattere le comunità e “moltiplicare le fazioni” al loro interno. Avrebbe poi continuato a fomentare la guerra di tutti contro tutti che avrebbe potuto, auspicabilmente, prevenire il dominio da parte di qualsiasi nuova forza organizzata, fosse essa religiosa o di altro tipo.

Un secondo problema che i Fondatori e i loro successori hanno dovuto affrontare è stato più problematico: il continuare… dell’influenza di un radicale, perturbante individualismo, che si dava da fare logicamente per abbattere sia la “Cristianità di buon senso”, sia il potere dell’oligarchia dei proprietari del momento.

Nel suo progredire, questa enfasi sulla libertà individuale ha ridefinito che cosa, esattamente, il “buon senso” permette che l’ordine pubblico possa fare per limitare in modo giustificato la libertà personale. Un “buon senso” delineato dall’individualismo radicale ha gradualmente screditato la stessa nozione di “limite”, abbattendo totalmente la possibilità da parte di chicchessia di imporre ad un’altra persona giudizi riguardo a ciò che è razionale o irrazionale, legittimo o illegittimo, giusto o ingiusto. Il caos minacciava.

Tuttavia, il bilanciamento della passione anglo-americano per una tranquillità confacente alla proprietà non è affatto scomparso. Accanto alla passione per la libertà personale – e spesso in una sola e stessa persona – si è manifestata un’“opzione” conservatrice favorevole al mantenimento di un ordine sociale in grado di contenere le conseguenze di una libertà individuale volontaristica. Gli uomini che hanno esercitato questa opzione conservatrice ritenevano che l’America dovesse essere salvata per l’ordine e per la libertà insieme.

Un nuovo sistema di credenze che sottolineasse l’importanza di entrambi fu necessario per conseguire tale obiettivo. Ma questo lavoro conservatore è stato realizzato attraverso una trasformazione rivoluzionaria degli Stati Uniti, da paese ordinario in religione universale, evangelica, redentrice.

 [Fine seconda parte].

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