Legge 194: No all’infamia, no alla cultura della morte

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La battaglia della bioetica cattolica si gioca su diversi piani. Il primo e più importante è anzitutto di ordine culturale: “Sullo sfondo c’è una profonda crisi della cultura, che ingenera scetticismo sui fondamenti stessi del sapere e dell’etica e rende sempre più difficile cogliere con chiarezza il senso dell’uomo, dei suoi diritti e dei suoi doveri. […] Tutto ciò spiega, almeno in parte, come il valore della vita possa oggi subire una specie di «eclissi», per quanto la coscienza non cessi di additarlo quale valore sacro e intangibile, come dimostra il fatto stesso che si tende a coprire alcuni delitti contro la vita nascente o terminale con locuzioni di tipo sanitario, che distolgono lo sguardo dal fatto che è in gioco il diritto all’esistenza di una concreta persona umana” (B. Giovanni Paolo II, Enc. Evangelium Vitae, n. 11).

Il secondo esprime il passaggio dalla teoria alla prassi, dalla law in books alla law in action, ed è il piano della concreta iniziativa giuridica. Su tale piano operano l’Associazione NO194 e l’omonimo Comitato referendario, il cui obiettivo finale è l’abrogazione della legge 194/78 nella sua quasi interezza, tramite la proposizione di due quesiti referendari, uno “massimale” ed uno “minimale” in via subordinata. Lo strumento del referendum popolare costituisce, in questo caso, un raro esempio di democrazia al servizio del diritto naturale, invece che della sua negazione e perversione: “il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove: fondamentali e imprescindibili sono certamente la dignità di ogni persona umana, il rispetto dei suoi diritti intangibili e inalienabili, nonché l’assunzione del «bene comune» come fine e criterio regolativo della vita politica. Alla base di questi valori non possono esservi provvisorie e mutevoli «maggioranze» di opinione, ma solo il riconoscimento di una legge morale obiettiva che, in quanto «legge naturale» iscritta nel cuore dell’uomo, è punto di riferimento normativo della stessa legge civile. Quando, per un tragico oscuramento della coscienza collettiva, lo scetticismo giungesse a porre in dubbio persino i principi fondamentali della legge morale, lo stesso ordinamento democratico sarebbe scosso nelle sue fondamenta, riducendosi a un puro meccanismo di regolazione empirica dei diversi e contrapposti interessi” (B. Giovanni Paolo II, Enc. Evangelium Vitae, n. 70).

A questo scopo ultimo, non dissimilmente dai “colleghi” abolizionisti d’oltreoceano (http://abolishhumanabortion.com/) l’Associazione NO194 affianca attività collaterali di sensibilizzazione e pacifica protesta e preghiera, come le “12 ore per la vita”. Il tutto, unitamente alle informazioni e alla modulistica per aderire e sostenere il progetto, è reperibile sull’omonimo sito (http://no194.org/).

a cura di Ilaria Pisa