Spade per l’Apologetica (prima parte)

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di Pietro Ferrari

Antico e Nuovo Testamento. Il Nuovo Testamento perfeziona, realizza compiutamente le promesse messianiche e le figure anticipate nell’Antico Testamento perchè si fonda su di Esso: il sangue dell’agnello sugli infissi scamperà gli ebrei dall’angelo sterminatore in Egitto, come il Sangue di Cristo salverà i suoi fratelli nella Fede dalla morte eterna. L’Antico Testamento si realizza interamente nel Nuovo essendo tutto proteso all’Avvento del Messìa che abrogherà soltanto la parte cerimoniale e “legale” dell’Antico (tipo la circoncisione o i sacrifici degli animali) perfezionando quella Morale: il Decalogo viene confermato dando risalto anche ai peccati di pensiero e all’importanza della Carità che riassume tutta la Legge. La parte cerimoniale e figurativa essendo superata dalla realtà (il vero olocausto non era quello degli animali ma quello di Cristo sul Golgota perfetto che si ripete misticamente ad ogni Messa….cattolica!) viene così a cessare per una Nuova ed Eterna Alleanza (quella antica promulgata sul Sinai con Mosè, quella Nuova promulgata dallo Spirito Santo a Pentecoste) con tutto il genere umano che si convertirà, non soltanto riservato ad un Popolo Eletto, perchè l’elezione divina è stata un segmento nella Storia della Salvezza. I giudei non accettano questo fatto ed odiano Gesù e i cristiani per questo motivo. I due Testamenti pertanto sono in perfetta armonìa di sviluppo laddove per i giudei talmudici conta solo l’Antico interpretato però in chiave eretica. Abramo, Isacco e Giacobbe, Mosè, Isaia etc. sono i nostri fratelli maggiori nella Fede, sono in comunione con la Chiesa perchè implicitamente cattolici laddove i giudei di oggi sono gli eredi del fariseismo talmudico che disconobbe Gesù per malizia ed orgoglio, contraddicendo le Scritture che Lo annunciavano e pertanto sono rami secchi fuori dall’Arca della Salvezza, fino a quando non si convertiranno. Ecco perchè è somma carità il pregare per la conversione altrui e per la perseveranza di chi è già membro della Chiesa.

 

Chiesa e Paganesimo. Se ci sono tanti (ma quanti?) Dei (politeismo), significa che nessuno contiene tutte le perfezioni in assoluto, che nessuno è più “dio” degli altri e che tutti sono casomai dei “semi-dei” inesistenti…..o magari demoni come intuì Sant’ Agostino. Il pensiero greco arrivò a capire la necessità logica dell’Unico Dio e coloro che ancora non ci credono tipo gli induisti, sono costretti comunque ad ammettere che vi sia un Qualcosa (Fato, etc.) che sia al di sopra di tutte le “divinità“….questo Qualcosa di Sconosciuto fu rivelato ai greci nell’Aeropago da Paolo di Tarso. Come evidenzia Curzio Nitoglia: “S. Gregorio Nazianzeno afferma che i pagani pur perseguendo cose buone, non agirono con purezza d’intenzione, perché più di ogni altra cosa li muoveva il desiderio della gloria, anziché l’amore verso il bene stesso. L’uomo pagano accecato e abbrutito – scrive Bossuet – non ha voluto adorare Dio ma gli idoli che lui stesso aveva fatti. «L’idolatria nasceva dall’attaccamento profondo e disordinato che abbiamo per noi stessi. Noi uomini abbiamo inventato gli dèi che erano simili a noi, soggetti alle nostre stesse passioni, debolezze e vizi, di modo che adorando questi dèi, i pagani adoravano se stessi»”. In ogni modo nel vasto mondo del neo-paganesimo, da millenni ormai si è persa qualsiasi iniziazione sacerdotale, si è interrotto qualsiasi culto misterico e tradizione sacrale se non in conventicole settarie. Non vi è più alcuna traccia degli dei dell’Olimpo o di altri luoghi magici, né degli oracoli. Potevano gli stessi dei permettere tutto ciò?

 

Panteismo. Il panteismo (la radice “pan” significa TUTTO) è ben altra cosa rispetto al politeismo, e cioè l’indifferenziato monismo per cui Divinità e Mondo coincidono….ma se non vi è un Dio che ha creato dal nulla, c’è un’identità tra Dio e Mondo, una medesima sostanza tra uomini e vegetali, tutto sarebbe divino ma non potendosi negare l’imperfezione del Tutto si arriva necessariamente a rendere alla fine il “tutto-sacro” un “tutto-profano”. Se Dio e Mondo coincidono non servono chiese o sacerdoti perchè ognuno di noi è un “frammento di divinità” che si realizza da sè. Massimo immanentismo e laicismo ateo conseguono per contraccolpo all’uomo divinizzato: se tutto è Dio, Dio non è più niente. Perciò nel concreto, l’individuo “panteista” si autodivinizza facendo di sè stesso il proprio “dio” e vivendo necessariamente nell’ateismo pratico e nel libertinaggio morale, non essendovi un Dio Legislatore e Giudice che ha posto una Legge Morale come ha posto le leggi della fisica e della natura creata. Il panteismo è un’assurdità filosofica perchè la materia non è eterna ma corruttibile, nè esiste da sempre….il sole (meravigliosa creatura) prima o poi si spegnerà mentre Dio è l’Essere Eterno. La Chiesa invece ci insegna che Creatore e Creazione sono distinti ontologicamente, che vi è una gerarchìa nel creato, che il creato è cosa buona ma distinta da Dio e che gli uomini (non gli animali, le pietre o gli alberi…) possono partecipare della vita divina per l’Amore di Dio come figli adottivi, se incardinati con la Fede nel corpo mistico di Cristo che E’ la Chiesa Cattolica ed Apostolica Romana.

[continua]

Un commento a "Spade per l’Apologetica (prima parte)"

  1. #Federico   7 febbraio 2013 at 11:44 am

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