Cattolicesimo e americanismo a confronto (prima parte)

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Iniziamo la pubblicazione, in sei parti, della relazione Cattolicesimo e americanismo a confronto: il problema politico contemporaneo del prof. Miguel Ayuso (Università Comillas di Madrid), che si è tenuta presso il santuario di Madonna di Strada a Fanna (Pordenone, 23 agosto 2012) al XL convegno annuale degli “Amici di Instaurare”. Grassetti, corsivi, sottolineati e “titoletti” sono a cura della redazione di Radio Spada.

 Omnia instaurare in Christo.

 Il titolo della rivista, preso dall’esortazione di san Paolo ai cristiani di Efeso, che san Pio X scelse come motto del suo pontificato, dice tutto. Per quel che riguarda l’ordine sociale, che è lo specifico di Instaurare, proprio san Pio X si soffermò ampiamente in alcuni paragrafi della sua Lettera Notre charge apostolique, con i quali ricorda che la civiltà cristiana è esistita e – in parte – esiste ancora. Tanto che non si tratta che d’instaurarla e restaurarla incessantemente sui suoi fondamenti naturali e divini contro i rinnovati attacchi della rivoluzione (I, II).

 Initium doctrinae sit consideratio nominis.

“Americanismo”: il significato teologico del termine… si va forgiando negli ultimi trenta anni del secolo XIX, acquisendo significato con due documenti di papa Leone XIII: l’enciclica Loginqua oceani (1895) e la lettera Testem benevolentiae (1899)… nelle quali si condannano gli errori dell’americanismo. Errori di ordine teologico, con rilevanti ripercussioni, però, politiche e sociali

Gratia tollit naturam?

 

Il prof. Frederick Wilhemsen… traccia il ritratto dell’“anima americana” utilizzando la singolare esperienza della cultura americana del tempo, dello spazio e della natura. Il significato americano del tempo si struttura con un progetto e, conseguentemente, si simbolizza specialmente in modo orizzontale, come una frontiera che deve portare nel seno di una visione non sacramentale del mondo.

Esattamente l’opposto, quindi, del presente inteso come condensazione di una tradizione, che deve essere vissuto verticalmente nel seno del mondo che è sacramento per elevarci al suo Creatore. Nella disgiunzione accennata sta la differenza tra la concezione protestante, in particolare calvinista, e quella cattolica.

Gli Stati Uniti, dunque, dipendono strettamente dall’etica protestante, rafforzata dalle conseguenze della rivoluzione tecnologica e dal pragmatismo. Senza dubbio vivono il paradosso del fallimento della fede protestante ma conservando i suoi valori.

Da lì la tensione, psicologica, non necessariamente dottrinale, che hanno sofferto i cattolici negli Stati Uniti. Questi (i cattolici) debbono affermare coscientemente il primato di una contemplazione che si vedono costretti a negare nella vita quotidiana. Ciò spiega anche la mancanza di una relazione visibile (con le eccezioni che si vogliano, come quella del gesuita Murray) fra la teologia cattolica degli Stati Uniti e l’esperienza americana.

 

Fine prima parte.