Leon Degrelle: un ricordo di Radio Spada

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Espletiamo subito la più noiosa formalità. Leon Degrelle è stato un fiero sostenitore del Nazionalsocialismo e partecipe attivo di esso combattendo per il battaglione vallone delle SS. Mai un momento di pentimento e anzi, l’eterna orgoglio e rivendicazione di un sogno naufragato per l’Europa. Ovviamente non è per questo che sto parlando di lui. Leon Degrelle è stata davvero una figura eccezionale. Appassionato, coraggioso e pieno d’amore, ha vissuto la vita come un romanzo ed esattamente cosi l’ha interpretata. Chi se lo immagina un austero e serioso figuro dal passato militaresco sbaglia. Un uomo di avventura, sorridente , un vulcano di passione autentica per la sua fede , per la tradizione e per l’Europa. E’ nota la sua amicizia e collaborazione con Hergè, l’autore dello storico fumetto Tin Tin, conosciuto a vent’anni nella redazione della rivista cattolica Vingtieme Siecle . E’ infatti l’attivismo cattolico e la fervente passione giornalistica a caratterizzarne la giovinezza . Dopo un infuocato e pesante articolo in difesa dell’assassino di Alvaro Obregon, presidente anticlericale del Messico, viene attaccato con uno di quei soliti rimproveri pieni di retorica che in questo preciso contesto suona come “Vai in Messico a vedere come stanno realmente le cose invece di parlare”. Degrelle ovviamente raccoglie immediatamente la sfida e parte per l’avventuroso viaggio in Messico che si trasformerà in un percorso esplorativo del continente Nord Americano dal quale nascerà il libro Mes aventures au Mexique e che fornirà parecchi spunti per le illustrazioni e le storie di Hergè . Questo delinea e aiuta a comprendere lo spirito che muove l’avventuroso Degrelle. Ma non è questo lato sorprendentemente coraggioso e audace che ci interessa qui. Nel 1930 diventa direttore delle edizioni Christus Rex, pubblicazioni dell’azione cattolica Belga e questo è un passo decisivo. La direzione Degrelle da inizio ad una nuova linea editoriale fatta di veloci e taglienti opuscoli di larga diffusione e di reale propaganda cattolica. Una attività che con il tempo lo porta anche in conflitto con l’Ecclesia Belga. Una delle nuove pubblicazioni dell’editrice , cioè Rex , diventerà presto un vero e proprio movimento politico dall’esuberante spinta di rottura con lo status quo , e la decisa volontà morale e anti laicista. Un movimento che ottenne grossi risultati politici . Ma non è nemmeno per questo che sono qui a parlare di Leon Degrelle . Lo voglio ricordare per le meravigliose e commoventi parole d’amore . L’amore per il valore della famiglia, della casa , della terra e dei ricordi. Insomma in una sola parola per l’amore verso la tradizione. Quella con la T maiuscola.
“Casa di un tempo . Con i tuoi poveri “cretonnes”, il tuo cattivo gusto, quel pomo della ringhiera delle scale, le foto di bambini in fila indiana, il pesante pianoforte, il focolare nero[…] Richiami di un affetto immenso affiorano, con profumi di fuori e di fronde […] Tutto deriva da quei tempi. Sfortunati quei bambini che non hanno avuto una casa loro e che non potranno raccogliere questi ricordi che compongono la vita”
Il mondo moderno racchiude in sé una terribile minaccia. Qualsiasi forma di pensieri critico riguardo la modernità intravede l’ombra nonostante non sia ben chiara la forma di tale nemico. E’ evidente il pericolo della disumanizzazione, della perdita del senso critico e del valore delle cose
a favore di un sistema antropofago e gelido. A molti è stata chiara la necessità di una resistenza contro l’impoverimento dell’umanità e delle migliori virtù dell’uomo. Certamente non a tutti è stato altrettanto chiaro il valore ultimo delle cose da difendere. Una piccola guerra quotidiana alla quale, chi ha coscienza di cosa conta davvero è chiamato suo malgrado. Infatti il testo fondamentale di Degrelle è proprio Militia . “Il secolo non sprofonda per mancanza di supporto materiale […]non vi sono mai state tante risorse , ne tanti beni disponibili. E’ per mancanza d’amore, per mancanza di fede e capacità di donarsi”
Al pari di intellettuali come Marcuse , Pasolini o Weber , Degrelle denuncia quindi la perdita della sostanza dell’uomo all’interno di un macro ingranaggio ma al contrario di molti pensatori non trova la risposta in un nichilistico abbandono alla ricerca effimera della felicità o in una ipotetico modello sociale privo di reali valori, ma al contrario trova nella dignità della fede e nella tradizione la risposta. “La virtù non è un abbagliamento improvviso. Ma una lenta dura e a volte penosa conquista”
C’è in Militia qualcosa di più semplice ma infinitamente più efficace di qualsiasi pamphlet riguardo le necessità fondamentali della tradizione. C’è l’amore assoluto per le piccole cose della vita , dell’importanza della terra, della casa e della famiglia. La base fondamentale della fortezza in resistenza al degrado morale e alla perdita di radici. “Il denaro, gli onori, i corpi sciupati, l’avidità nel carpire una felicità terrena che sfugge di mano e sempre si sottrae, hanno reso il gregge umano un’orda miserabile, che si avvelena, si sbrana, per trovare liberazioni inesistenti.[..] L’acqua limpida dei cuori si è intorbidita sino agli strati più profondi. Il fiume degli uomini trasporta un diffuso odore di fango. Il disordine del secolo ha sconvolto tutto quel che un tempo era luce e voli a tuffo di rondini nei canneti. Ogni giorno il mondo è sempre più egoista e più brutale. Ci si odia tra uomini, tra classi, tra popoli, perchè tutti si accaniscono nella ricerca dei beni materiali il cui possesso furtivo rivela il nulla. Ma tutti rinunciano ai beni dell’universo morale e dell’eternità spirituale.[…] E’ di speranza, di carità, di giustizia, di umiltà, di vita spirituale che il mondo ha bisogno. La fede ha valore solo quando conquista; l’amore quando arde; la carità, quando è di salvamento.”

Federico Franzin

4 Commenti a "Leon Degrelle: un ricordo di Radio Spada"

  1. #Luca   8 febbraio 2013 at 8:57 pm

    Christus rex !

  2. #alfo   9 febbraio 2013 at 12:11 pm

    Il nazismo mi fa schifo e ringrazio l’armata rossa di averlo schiacciato. La Merkel rappresenta i barbari germani che vogliono schiavizzare l’Europa. Meglio schiavi degli U.S.A. o dell U.R.S.S. che di questa Germania e del Club Bilderberg.

    • #Luca   9 febbraio 2013 at 6:17 pm

      Meglio essere liberi ! 🙂