Riflessioni a braccio sulla Sede vacante

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Plaudono laicisti e progressisti a questa scelta dismissoria da prepensionamento. Ma cosa può valere il loro giudizio? Agitano in molti, lo spettro delle rivelazioni private in una sorta di neoprotestantesimo apparizionista, per cui ognuno si fa la sua “madonna” che gli rivela chissà quali “segreti”. Al netto di qualsiasi prurito complottista, pur non essendo affatto avverso al cosiddetto “complottismo”, ad oggi la situazione sembra chiara. Temo che Ratzinger sia seriamente malato e che voglia evitare di ritrovarsi in condizioni pietose e inadeguate nel prossimo futuro.Al di là dei retroscena che forse usciranno fuori mi sembra un atteggiamento di buon senso dettato dalla consapevolezza di andare incontro nei prossimi anni a minor vigore fisico e psicologico. Se il vescovo di Cracovia immediatamente polemizza con Ratzinger quasi dandogli del vigliacco che “scende dalla croce” stigmatizzando la differenza col predecessore, si vede che il tasto è dolente e la contraddizione forte. Wojtyla sarebbe eroico perchè “resiste fino alla fine” (?!?!) mentre Ratzinger una sorta di “disertore che rifiuta la croce”. Ferme restando le mie idee sui Papi del postconcilio non posso non registrare, allo stato degli “atti”, come la mentalità del cattolico medio sia ormai pervasa da sentimentalismo e carismatismo, cose ancora peggiori della smania di dover trovare per forza il complotto. Wojtyla aveva abituato la gente ad essere una sorta di icona mentre il pontefice ha dei doveri gravosi che direttamente deve adempiere. Negli ultimi anni del suo pontificato decidevano tutto altri? Magari scrivevano anche loro i suoi documenti e forse li firmavano pure in sua vece? Tutto cio non suscitava scandalo perchè rimaneva visibile lui come icona. Ecco perchè oggi molti sono disorientati dalla scelta di Ratzinger estremamente più dignitosa a mio avviso. Quello che è inaccettabile è invece pensare ed ammettere con disinvoltura una cosa gravissima e che cioè Wojtyla di fatto veniva sostituito quasi in toto da qualche altro nel compimento dell’Ufficio. Che importa? Ciò che conta era portarlo con la mano tremolante a destra e a manca come una icona. Insomma il firmare documenti, prendere decisioni, scrivere, insegnare, dirimere, gestire, punire….GOVERNARE? Qui si dimentica che il Papa è anche un Re, il Re della Chiesa universale con competenze spirituali e giurisdizionali ma anche potenzialmente temporali. Se si può diventare inidonei a svolgere l’ufficio di assessore comunale, figuriamoci quello di Pontefice! Insomma NON E’ POSSIBILE PILATESCAMENTE METTERE IN RELAZIONE LE SCELTE DI WOJTYLA E RATZINGER COME SE FOSSERO EQUIVALENTI PERCHE’ SONO PRATICAMENTE AGLI ANTIPODI, nel bene o nel male, che si preferisca l’una o l’altra e al di là della loro comunione sostanziale…. ma conoscendo “i miei polli”, anche tutto ciò sarà valutato con la chiave ermeneutica della “continuità” …. questa volta non dottrinale e teologica ma carismatica o “apocalittica”. L’Apocalisse è già avvenuta e avviene continuamente pur essendo sempre di là da venire. Sempre col Capitano Nostro nella luce e nelle tenebre, nell’angoscia e nel tepore, senza Papa o col Papa, nella leggerezza e nella catastrofe. Si Spiritus nobiscum…quis contra nos?

Queste considerazioni fatte ‘a caldo’ sono dettate da un istinto di conservazione e da un’esigenza di semplificazione. Rimango dunque perplesso perchè già intuisco che i fatti mi daranno probabilmente torto. Se vi è una grave malattìa degenerativa che il riserbo e lo stile hanno voluto non rendere palese è un conto, ma se davvero il professor Ratzinger sta bene ed ha voluto solo optare per una sorta di “prepensionamento” allora signori miei, non sò più cosa dovrà fare Nostro Signore per rendere a tutti evidente come l’Autorità Papale si trovi oggettivamente, in una crisi che obbliga i cattolici non solo a prenderne atto, ma a doversene fare una ragione. Senza sindromi dello struzzo e minimalismi che hanno solo il tanfo della menzogna.

Pietro Ferrari

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