Considerazioni a caldo sull’elezione di Francesco

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Avrei dovuto scrivere, per RadioSpada, un articolo sull’abdicazione di Benedetto XVI, ma vari impegni universitari e personali (e, lo riconosco senza vergogna, l’angoscia e lo spaesamento per quel gesto, che forse non riusciremo a capire mai) me l’hanno impedito, proverò ora a scriverne uno sul nuovo Papa eletto (ma non ancora consacrato o intronizzato); sappiate, però, che sono alcune idee, venutemi mano a mano, e che per ovvie ragioni anche cronologiche (il Cardinal Bergoglio SJ è stato scelto in Conclave neanche due giorni fa!) non possiamo certo ancora permetterci il lusso di scrivere analisi approfondite e dettagliate.
La sera del 13 marzo, uscito dalla Facoltà, mi sarei dovuto recare in Biblioteca a studiare prima di tornare a casa per cena, quando, messomi a parlare con un amico, sento che la fumata è stata bianca! Ho deciso di lasciar perdere, per quella serata, lo studio degli accordi e dei contratti pubblici nel Diritto Amministrativo, e sono tornato subito a casa, per vedere l’uscita dalla loggia della Basilica di San Pietro del nuovo Papa…essendomi persa quella di Ratzinger, nella oramai lontana primavera del 2005, non ero intenzionato a perdermi quest’altra!
Dopo più di mezz’ora, ecco uscire il Cardinal Protodiacono e annunciare il nuovo nome: Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Georgium Marium (e chi sarà mai, mi chiedo), Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Bergoglio (Bergoglio, l’Arcivescovo di Buenos Aires! l’unica cosa che so di lui), qui sibi nomen imposuit Franciscum (Francesco, un Papa Francesco, non era mai accaduto!).
Appare poi un uomo che, vagamente, ricorda fisicamente San Pio X o il Beato Giovanni XXIII, che saluta incredulo ma cordiale, e che pronuncia poche ma gentili parole: invita alla preghiera (e il silenzio cala in tutta la Piazza), e invoca, per lui e su di lui, la preghiera dei fedeli, e benedice infine la Città e il Mondo.
Non conosco quasi nulla del Cardinal Bertoglio, all’infuori del fatto che è gesuita e che è figlio di emigrati italiani, né posso sapere o prevedere che tipo di Papa sarà né cosa succederà alla Chiesa nel prossimo e per certi e molti versi ancora travagliato futuro, ma la prima impressione, secondo me, è buona: una persona umile e schiva, il cui primo atto è pregare insieme ai fedeli e invocare su di sé la benedizione celeste (e nel mondo, e perfino nella stessa Chiesa moderna, è proprio la preghiera che manca di più); non sono stati eletti grandi nomi, né Burke, né Ranjith (per almeno uno dei quali, confesso, da “tridentino”, tifavo), né Dolan, né Scola, né (ma qui abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo, e credo che la pensino in molti come me) Bertone, o Re, o Bagnasco, ma un nome poco conosciuto (e forse, dopo due grandi, quasi ingombranti, Pontificati, è meglio così, chi lo sa).
Non posso né voglio prevedere né nuove primavere (e di “primavere”, tramutatesi poi in tempeste, dopo 50 anni, ci saremmo francamente anche stufati), né nuove restaurazioni (anche se una domanda, a questo punto, sorge spontanea, che fine farà l’opera del Beato Giovanni Paolo II e, soprattutto, di Benedetto XVI, continuerà, rallenterà, sarà proprio fermata?), né prossime Apocalissi (è stato curioso vedere papisti più del Papa trasformarsi di colpo in sedevacantisti più dei sedevacantisti stessi!); Papa Francesco è stato appena eletto, deve essere ancora consacrato e intronizzato, e non possiamo fare previsioni di alcun genere, ma alcuni gesti sembrano far presagire e sperare un pontificato positivo: come detto, la preghiera pubblica (e il silenzio che ha preso il posto degli applausi e del vociare è la dimostrazione di come non servano gesti grandi, eclatanti, perfino peregrini, per avere l’attenzione e la concentrazione delle folle sull’essenziale), l’affidamento alla Madonna, la visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore e la venerazione dell’icona mariana della Salus Populi Romani (la Patrona di Roma) e del sepolcro del suo predecessore San Pio V…sono forse gesti così foschi e negativi da giustificare tante maligne critiche?
Colgo l’occasione per dire alcune cose e togliermi anche alcuni sassolini dalle scarpe: la grande e commossa folla presente in Piazza San Pietro, di tutte le età e di tutti i Paesi del mondo, dimostra che la Chiesa Cattolica è tutt’altro che finita o moribonda, come cianciano tanti sedicenti intellettuali o teologi del nulla, che dai loro salotti nulla capiscono della vita reale e che parlano dei fedeli (cui fanno costante appello, pur disprezzandoli nel loro intimo) senza aver invece mai parlato con loro; la Chiesa Cattolica è l’unico luogo dove anche il figlio di poveri emigrati può comunque aspirare a cingere, un giorno, la seconda corona più nobile e grande che possa toccare ad un uomo (la prima è quella di Spine che ha cinto il Capo di Cristo); e, infine, il fatto che, appena eletto, il nuovo Papa è stato immediatamente bersaglio di sfottò, battute maligne e ricerche di (presunte) ombre sulla sua vita precedente da parte dei soliti e banali anticlericali (che non vogliono mai sentire ragioni diverse dalle loro, alla faccia del presunto “libero pensiero” e della presunta “razionalità”, e che sono sempre scontenti di tutto e di tutti), non fa che confermare il detto di Nostro Signore Gesù Cristo: come hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi che Io manderò (e, anche, di non dare perle ai porci, metaforici o reali che siano).
Un’altra cosa, poi, più personale, ma che mi spinge a considerare ancora in maniera speranzosa e possibilmente positiva l’elezione di Bergoglio: tra la sera stessa dell’elezione e i due giorni dopo, ho ricevuto domande e richieste da parte di amici a proposito dell’elezione di questo nuovo Papa, di chi fosse, di cosa ne pensassi, che impressione mi avesse fatto; molti di loro non sono cattolici o, se lo sono, non ne hanno mai fatto mostra…non so se ho risposto bene, ma posso dire che questa cosa è stata per me tra le più belle di questi due giorni, non certo per me (per competenze o importanze che non ho di certo), ma per il fatto che tante persone, anche lontane, si sono sentite incuriosite positivamente, addirittura attratte, dal Papa, anche se era stato appena eletto, e ne hanno voluto sapere di più! Te Deum laudamus!
Che Dio, nella Sua Misericordia e nella Sua Provvidenza, voglia custodire e ispirare il nuovo Papa Francesco; che la Madonna, Madre della Chiesa e Salvezza del Popolo Romano, che San Giuseppe e i Santi Apostoli Pietro e Paolo (i Patroni della Chiesa universale), che i Santi Francesco d’Assisi (il mistico cui il Crocifisso di San Damiano disse di andare e di riparare la Sua casa, la Chiesa) e Francesco Saverio (il grande missionario gesuita dell’Oriente, la cui Canonizzazione si festeggia proprio il 12 marzo, giorno d’apertura del Conclave) preghino per lui, affinchè sia conservato e preservato e non ceda ai nemici suoi e della Chiesa tutta!

Roberto De Albentiis

Un commento a "Considerazioni a caldo sull’elezione di Francesco"

  1. #Renatorenatocriscuolo1977   17 marzo 2013 at 2:57 pm

    complimenti a Roberto, bellissimo articolo

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