La Massoneria, nemica della Regalità sociale di Cristo (seconda e ultima parte)

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Il significato più profondo dei Diritti dell’Uomo

 

Che la preparazione e il trionfo della Rivoluzione Francese siano stati opera della Massoneria non è cosa cha si debbe provare, giacché i massoni stessi ne fanno un vanto 10. Di conseguenza, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo è una produzione massonica. «Quando la Bastiglia cadde – disse Bonnet, l’oratore all’Assemblea del Grand’Oriente del 1904 – la Massoneria ebbe l’onore supremo di donare all’umanità la Magna Charta che aveva amorevolmente elaborato. Fu il nostro Fratello La Fayette che per primo presentò “il progetto di una Dichiarazione dei Diritti naturali dell’Uomo e del cittadino che vive in società”, per essere il primo capitolo della Costituzione. Il 25 agosto 1789, l’Assemblea Costituente, di cui facevano parte oltre trecento massoni, adottò definitivamente, quasi parola per parola, nella forma stabilita nelle Logge, il testo dell’immortale Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo». Dato il naturalismo della Massoneria, ne consegue che la Dichiarazione è semplicemente una rinuncia formale alla fedeltà a Cristo Re, alla vita soprannaturale e all’appartenenza al Suo Corpo Mistico. In tal modo, lo Stato francese dichiarò ufficialmente che non avrebbe più riconosciuto alcun diritto a Dio attraverso il Nostro Signore Gesù Cristo, e che non avrebbe più tenuto conto nei suoi cittadini della dignità dell’appartenenza a Cristo.

A partire da quel momento, esso iniziò ad attaccare l’organizzazione della società secondo l’ordine voluto da Cristo Re, una guerra che è continuata fino a i nostri giorni. Quello era solamente il primo passo. Scrive Padre Joseph Lémann: «Il servilismo della Massoneria nei confronti degli ebrei si manifestò ben presto. Come? […] Quando la questione dell’emancipazione ebraica venne esaminata dall’Assemblea Costituente (1789-1791), i deputati che si assunsero il compito di farla votare erano tutti massoni. Mirabeau mise al suo servizio l’aiuto perseverante della sua eloquenza – e Mirabeau era un massone di alto Grado – intimo di Weishaupt e dei suoi soci, e strettamente collegato agli ebrei di Berlino. Quando, dopo avere esitato per due anni, l’Assemblea Costituente nella sua penultima riunione stava ancora titubando, fu il massone e giacobino A. Duport che ne pretese il voto minacciando […]. Tale fu il primo favore segreto reso al giudaismo dalla Massoneria. Dopo quel primo ne seguirono molti altri» 11.

Dalla Rivoluzione del 1789 in poi, lo Stato francese non solo decretò l’ostracismo del vero Messia e del Suo Piano soprannaturale, ma conferì piena cittadinanza ai membri della nazione ebraica, permettendo loro così di operare liberamente per il dominio antisoprannaturale della loro nazione. In larga parte, la Storia moderna dal 1789 in poi, non è che il resoconto della dominazione, Stato dopo Stato, del sopranazionalismo antisoprannaturale della Massoneria, dietro la quale emerge costantemente ed energicamente il sopranazionalismo antisoprannaturale della nazione ebraica. Ecco perché l’epoca post-rivoluzionaria ha visto, Paese dopo Paese, il persistente attacco al Programma di Cristo Re. Dopo ogni rivoluzione massonica riuscita, dal 1789 in poi, inclusa la rivoluzione spagnola del 1931, il mondo cominciò presto a sentire parlare della via che conduce al «Progresso» mediante l’introduzione di riforme «illuminate», come la separazione tra Chiesa e Stato (o il mettere tutte le religioni sullo stesso piano), la legalizzazione del divorzio (ai nostri tempi anche dell’aborto e dell’eutanasia; N.d.T.), la laicizzazione dell’insegnamento pubblico nelle scuole, la soppressione e la messa al bando degli Ordini e delle Congregazioni religiose, la glorificazione della Massoneria, la nazionalizzazione della proprietà e la sfrenata dissolutezza della stampa. Il processo di eliminazione dell’unione delle nazioni realizzata attraverso il Corpo Mistico di Cristo, e la sua sostituzione con il dominio naturalistico della nazione ebraica sembra essere giunto ai nostri tempi al limite del trionfo. Già nel 1922, l’Assemblea della Gran Loggia di Francia insistette che fra i compiti che aspettavano di essere portati a termine vi era «la creazione di uno spirito europeo […], la formazione degli Stati Uniti d’Europa, o piuttosto di una  Federazione Mondiale». Da questa parte della Cortina di Ferro si chiede ai singoli Stati di rinunciare alla loro sovranità nazionale per entrare a far parte di una sorta di federazione in cui coloro che controllano la Massoneria mondiale godrebbero certamente di un enorme potere, e nella quale l’autentico Insegnante della Legge morale non sarebbe più ascoltato 12. Dall’altro lato della Cortina di Ferro, vediamo la continuazione di ciò che affermò a San Pietroburgo il Ministro Olandese M. Oudendyke, una dichiarazione resa nota dal British White Paper nell’aprile del 1919: «A meno che il bolscevismo venga immediatamente distrutto sul nascere, esso è destinato a diffondere, in una forma o in un’altra, in Europa e nel mondo intero, un modello organizzato e preparato da ebrei che non hanno alcuna nazionalità e il cui scopo è distruggere per i loro fini l’ordine esistente delle cose» 13. Sul G. K.’s Weekly, il 4 febbraio 1937, lo scrittore cattolico inglese Hilaire Belloc (1870-1953) scrisse: «Se oggi la maggior parte della gente non sa che l’attuale movimento rivoluzionario bolscevico in Russia è ebraico, posso solo dire che è vittima della deplorevole omertà della nostra stampa». Chiunque, ad esempio, abbia studiato attentamente l’identità dei capi della Russia e degli Stati satellite come la Polonia e l’Ungheria, sarà costretto dai fatti a giungere alla medesima conclusione. 14

 

 Massoneria anglosassone e Massoneria latina

 

L’opposizione di tutti i rami della Massoneria francese, italiana, anglosassone, ecc…, alla Chiesa cattolica è essenziale e inestirpabile, in quanto è l’opposizione del naturalismo alla vita soprannaturale del Corpo Mistico di Cristo e all’organizzazione della società basata sull’infinita dignità di tale appartenenza. In altre parole, è l’opposizione dell’Anticristo a Cristo. Sarà bene evidenziare questa grande verità, soprattutto a causa di certe asserzioni che spesso sentiamo secondo cui la Massoneria inglese e americana sarebbero assai diverse dalla Massoneria continentale. Nella Lettera Enciclica Humanum Genus, Papa Leone XIII condanna il naturalismo della Massoneria e non fà alcuna distinzione tra i diversi rami della sètta, e insegna che dev’essere fatta nessuna distinzione del genere. Il Pontefice allude alla controversia riguardante Dio, l’antica pietra miliare del Grande Architetto dell’Universo, ossia alla contesa tra la Massoneria anglosassone e il Grand’Oriente di Francia. Egli insegna che il fatto che recentemente ci sia stata una disputa sulla verità fondamentale appartenente all’ordine naturale come l’esistenza di Dio è una chiara prova dell’inevitabile influenza corruttrice del naturalismo massonico o del suo antisoprannaturalismo. Il Papa non dispensa dalla condanna anche quelle obbedienze della Massoneria che mantengono ancora quell’antica pietra miliare. No, la condanna della Massoneria nell’Enciclica è universale, senza alcuna attenuazione in favore della cosìddetta Massoneria anglosassone 15. Il testo di Papa Leone XIII riguardante l’esistenza di Dio afferma: «Sebbene (i massoni)  ammettano generalmente l’esistenza di Dio, tuttavia essi stessi dichiarano che questa credenza non aderisce alle menti di ciascuno per fermo consenso e per stabile convinzione. Infatti, non nascondono che questo problema di Dio è per loro la fonte e la causa principale di dissidio; anzi, risulta che su tale argomento vi fu tra loro in tempi recenti una rilevante discussione. Fatto sta che la sètta lascia agli iniziati piena facoltà di difendere a buon diritto, l’una e l’altra tesi, circa l’esistenza o meno di Dio. E coloro che negano ostinatamente Dio sono tanto facilmente accolti quanto coloro che credono in Dio ma lo concepiscono in modo errato, come i panteisti: ciò significa cogliere della divina natura una certa ingannevole apparenza e sopprimere la verità». È deplorevole il fatto che questa Enciclica sulla Massoneria sia stata estromessa dalla raccolta delle Lettere di Papa Leone XIII, pubblicata dalla Bruce Publishing Company, di  Milwaukee, e che il reverendo redattore sembra affermare, in una nota a pagina 272, che esiste una differenza essenziale tra la Massoneria operante nei paesi anglofoni e quella dei Paesi latini. Questa è almeno l’impressione che le sue parole lasciano nei lettori. Il naturalismo è l’errore fondamentale della Massoneria, ed è comune ad ogni sua obbedienza o rito. La corruzione dell’idea di Dio è stata inevitabilmente seguita dal rifiuto dell’unico modo istituito per ritornare a Dio, vale a dire l’appartenenza al Corpo Mistico di Cristo. Il Grand’Oriente di Francia ha tradito più apertamente della Massoneria anglosassone la presenza di questo pervertimento riguardante Dio. Questo è il vero significato della controversia sull’eliminazione da parte del Grand’Oriente di Francia dell’espressione «Grande Architetto dell’Universo». Il mantenimento da parte della Gran Loggia d’Inghilterra dell’articolo relativo al Grande Architetto dell’Universo non significa affatto che la Massoneria inglese sia cristiana, giacché la Massoneria britannica non accetta la supremazia del Corpo Mistico di Cristo. Al contrario, la Massoneria inglese è antisoprannaturalista e anticristiana esattamente come le altre correnti della Fratellanza massonica, per cui pone Maometto e Buddha sullo stesso livello di Cristo, negando così il Suo ruolo di unico Mediatore tra l’umanità e Dio 16. Questo articolo non significa nemmeno che la Massoneria inglese professi la credenza in un Dio trascendente come noi lo conosciamo, poiché ciò è incompatibile con l’accettazione del panteismo, vale a dire dell’identificazione di Dio con l’uomo 17. Il mantenimento del termine vago «Grande Architetto dell’Universo» consente alla Massoneria inglese di atteggiarsi a religiosa, mentre continua la sua opera di indebolimento nella credenza degli inglesi nella divinità di Nostro Signore Gesù Cristo e nella realtà di quella vita soprannaturale di Grazia che ci comunica quando siamo gli uomini come dovremmo essere. Ampie prove delle relazioni tra la Massoneria anglosassone e quella latina (il Grand’Oriente) sono disponibili nell’opera La Dictature des  Puissances occultes, del visconte Léon De Poncins (1897-1976). Ad esempio, egli afferma che «se apriamo il Calendario Massonico inglese dell’anno 1930, scopriamo che la Gran Loggia mantiene relazioni ufficiali col Portogallo, con la Spagna, con il resto della Massoneria italiana e con l’America Latina». Oltre all’evidenza addotta dal De Poncins, sappiamo che la Gran Loggia inglese mantiene relazioni amichevoli con la Gran Loggia svizzera «Alpina», la quale non solo non riconosce la Gran Loggia di Francia, ma anche i Grand’Orienti di Francia, di Spagna e di Grecia 18. Dunque, «tra Massoneria anglosassone e Massoneria latina ci sono relazioni indirette ma effettive più di quanto non venga ammesso» 19.

 

La Massoneria nei Paesi protestanti e in quelli cattolici

 

Una volta compreso il disordine causato dal naturalismo massonico o antisoprannaturalismo, possiamo facilmente capire le sue diverse modalità di operare nei confronti dei vari governi. Nella sua opera The Inner Sanctuary («Il Santuario Interiore», vol. IV, pag. 547), il massone Albert Pike (1809-1891) dichiara: «Senza lingua e penna, con tutte le nostre influenze segrete o meno, con la borsa e, se è necessario, con la spada, porteremo avanti la causa del Progresso umano e lavoreremo ovunque per affrancare il pensiero umano, per liberare la coscienza umana (soprattutto dalle usurpazioni papali) e dare diritti uguali alle persone». La formazione nella «tolleranza» impartita nelle Logge mira unicamente a creare quella forma mentis negativa che pone la verità religiosa e l’errore sullo stesso piano, trattandoli con indifferenza; essa punta alla creazione di quell’odio positivo che definisce «intolleranza» della Chiesa cattolica, che altro non è che l’insistenza con cui la Chiesa cattolica richiama l’attenzione sul Piano divino per conseguire l’ordine. La formazione nella «tolleranza» massonica, quindi, è realmente una forma di odio contro la fermezza e la forza con cui la Chiesa cattolica indica la via della vita soprannaturale e l’ordine cristiano del mondo. Questa è la ragione fondamentale per cui la Massoneria anglosassone, che si mostra così conservatrice, ha costantemente favoriti i movimenti di sinistra, contrari al vero ordine del mondo. Gli effetti dell’ambigua formazione naturalistica impartita dalla Massoneria a riguardo dello Stato, spesso accompagnata da denuncie di «tirannia» e «usurpazione», corrisponde alle accuse di «superstizione» e di «intolleranza» lanciate contro la religione, e finiscono per favorire la stessa tendenza della sinistra. Gli Stati vengono accusati di «tirannia» nella misura in cui accettano e promuovono il Programma spirituale e sociale Nostro Signore. Nei Paesi cattolici, la rivoluzione violenta avrà sempre lo scopo di distruggere le strutture sociali esistenti in cui il potere sovrano di Cristo è rispettato. Poiché a causa del suo rifiuto del Programma soprannaturale di Nostro Signore, l’avvento del naturalismo nei Paesi protestanti è solamente una questione di tempo, i termini «tirannia» e «dispotismo» non saranno liberamente applicati dalla Massoneria a questi Paesi come loro furono ai regni dei Borboni e degli Asburgo. Ma anche i Paesi protestanti non saranno risparmiati, poiché dietro la Massoneria si cela la forza naturalista più coesa della nazione ebraica, il cui scopo messianico è il dominio su tutte le nazioni. Tutte le vestigia della sovranità del vero Messia soprannaturale devono essere spazzate via. Nel 1889, a Vienna, un personaggio altolocato, che non ha voluto che il proprio nome venisse rivelato, confidò al Cardinale Jean-Baptiste-François Pitra (1812-1889), un valente storico: «Le nazioni cattoliche devono essere schiacciate dalle nazioni protestanti. Quando questo risultato sarà raggiunto, un alitata sarà sufficiente a provocare la scomparsa del protestantesimo». I massoni in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America cederanno sotto la pressione esercitata dai capi della nazione ebraica, anche quando gli interessi dei loro rispettivi Paesi ne avranno a soffrire. Il Brooklyn Tablet, del 14 maggio 1949, riportò le chiare asserzioni del Senatore americano Owen Brewster (1888-1961), del Maine, un non-cattolico. Parlando dell’atteggiamento verso la Spagna, disse il Senatore: «Della Spagna non si parla perché è un paese cattolico […]. Una frase astuta che viene continuamente ripetuta è che l’unica alternativa al comunismo sia il cattolicesimo. Sappiamo che questa idea viene espressa di continuo nei corridoi, anche se i Senatori preferiscono non parlarne».

 

La divisione dell’Irlanda

 

Non c’è spazio per trattare del piano massonico perseguito in Irlanda. Sei contee dell’Ulster sono state separate dal resto del Paese e sono state erette in uno Stato con un governo in cui l’influenza massonica è predominante 20. Tutte le contee di Ulster non sono state incluse nello Stato affinché i cattolici non potessero avere la maggioranza in Parlamento. I cattolici irlandesi soffrono giustamente per la divisione del loro Paese. Certamente verranno esercitate su di loro delle pressioni affinché accettino dei compromessi con i massoni contro il Programma di Cristo Re e abbandonino l’unità e l’indissolubilità del matrimonio 21. Quelli che hanno gli occhi aperti e conoscono l’interesse del Senatore Herbert Henry Lehman (1878-1963) nello sfacelo della divisione dell’Irlanda sanno che si tratta di un interesse sinistro. Egli è stato descritto dal Commonsense, del 15 novembre 1949, come «un banchiere sionista da lungo tempo amico di Mosca» 22. Se oggi Mons. Dillon fosse ancora vivo, direbbe agli irlandesi cattolici: «Ricordatevi di tutti gli impegni presi con Nostro Signore Gesù Cristo, il quale sostenne i vostri padri attraverso secoli di prova» 23, e di placare prima Lui e non i sionisti, i comunisti e i massoni.

 

Antisemitismo

 

Tenuto conto della confusione che regna fra cattolici a riguardo dell’antisemitismo, alcune parole devono essere dette prima di concludere questa prefazione. Nell’eccellente recensione del mio libro The Kingship of Christ and Organised Naturalism, apparsa sulla rivista dei gesuiti  La Civiltà Cattolica (marzo 1947), l’articolista ha voluto sottolineare in modo speciale la distinzione che sto facendo in tutti i miei libri scrivendo quanto segue: «L’Autore vuole che sia fatta una chiara distinzione tra l’odio per la nazione ebraica – l’antisemitismo – e l’opposizione al naturalismo ebraico e massonico. Tale opposizione da parte dei cattolici dev’essere principalmente positiva riconoscendo non solo individualmente, ma anche socialmente, i diritti del Regno soprannaturale di Cristo e della Sua Chiesa, e lottando affinché tali diritti siano riconosciuti dagli Stati e nella vita pubblica. Per questa impresa indispensabile […] l’attività e l’unione effettiva dei cattolici […] sono assolutamente necessarie». Lo spazio non permette lunghe citazioni dei documenti pontifici per dimostrare che, da un lato, i Sommi Pontefici insistono sul fatto che i cattolici devono essere inflessibili a riguardo dei diritti integrali di Cristo Re, com’è detto nelle Encicliche, e, dall’altro lato, devono mantenere i loro cuori e le loro menti sgombri dall’odio per la nazione di Nostro Signore secondo la carne. Da una parte, essi devono combattere per i diritti di Cristo Re e per l’organizzazione soprannaturale della società, come viene spiegato nell’Enciclica Quas Primas, proclamando inequivocabilmente che il rifiuto di Nostro Signore Gesù Cristo, il vero Messia, da parte della Sua nazione e l’inflessibile opposizione di quella nazione sono per il mondo una fonte fondamentale di disordine e di contrasto. D’altra parte, come membri del Corpo Mistico di Nostro Signore Gesù Cristo, i cattolici non devono odiare i membri della nazione in cui, attraverso la nostra Madre benedetta, il Giglio d’Israele, la Seconda Persona della SS.ma Trinità ha assunto una natura umana, né negare i loro legittimi diritti di persone. L’elevazione soprannaturale del cuore e della mente, e il coraggio morale che non indietreggia di fronte a nulla che sono richiesti ai membri di Cristo ai nostri giorni possono essere ottenuti solamente con l’aiuto di Colui che pianse sul rifiuto di Gerusalemme dell’ordine che Egli aveva portato. Ciò comporterà inevitabilmente delle sofferenze per i membri fedeli di Cristo che dovranno lottare contro l’accresciuto potere mondiale delle forze antisoprannaturali. Tuttavia, anche in mezzo alla loro sofferenza, i membri di Cristo devono tenere ben presente che, come ci dice San Paolo nella sua Lettera ai Romani (11, 11-33), ci sarà un ritorno sincero da parte della nazione ebraica al Corpo Mistico del vero Messia 24. Due ragioni possono essere addotte al fatto che i membri fedeli di Nostro Signore saranno spesso traditi da coloro che dovrebbero stare dalla parte di Cristo Re. In primo luogo, molti scrittori cattolici parlano delle condanne pontificie dell’antisemitismo senza spiegare il significato del termine, e non alludendo mai ai documenti che insistono sui diritti di Nostro Signore, Capo del Corpo Mistico, Sacerdote e Re. Così, molti cattolici sono completamente all’oscuro del dovere incombente su di loro di combattere positivamente per il Regno sociale di Nostro Signore in opposizione al naturalismo giudaico-massonico. Il risultato è che numerosi cattolici sono così ignoranti a riguardo della dottrina cattolica sulla questione ebraica da lanciare l’accusa di antisemitismo contro coloro che combattono per i diritti di Cristo Re, finendo così per aiutare i nemici di Nostro Signore. In secondo luogo, numerosi autori cattolici riportano in maniera acritica quello che leggono sulla stampa naturalistica o antisoprannaturale, e non fanno alcuna distinzione tra antigiudaismo nel senso cattolico corretto – come abbiamo spiegato più sopra – e «antisemitismo», così come è inteso dagli ebrei. Per questi ultimi, l’«antisemitismo» è tutto ciò che si oppone al dominio naturalistico-messianico della loro nazione su tutti gli altri popoli. Logicamente, i capi della nazione ebraica sostengono che coloro che si battono per i diritti di Cristo Re sono per forza «antisemiti». Il termine «antisemitismo», con tutti i suoi collegamenti calunniosi nelle menti degli sconsiderati, è stato esteso fino ad includere ogni forma di opposizione agli scopi naturalistici della nazione ebraica e ad ogni esposizione dei metodi adottati per raggiungere tali scopi. «Ai nostri tempi, molto più di prima – disse Papa San Pio X (1835-1914) in occasione della beatificazione di Santa Giovanna d’Arco (13 dicembre 1908) – le più grandi risorse dei malvagi sono la codardia e la debolezza degli uomini buoni, e tutto il vigore del regno di Satana è dovuto alla debolezza tollerante dei cattolici. Oh! Se potessimo chiedere al Divin Redentore, come fece in spirito il Profeta Zaccaria: “Cosa sono queste ferite che hai in mezzo alle mani”?, la risposta non sarebbe incerta: “Sono quelle con cui sono stato ferito nella casa dei miei amici”. Sono stato ferito dai miei amici che non fecero nulla per difendermi e che, in ogni occasione, furono complici dei miei avversari. E questo rimprovero può essere fatto anche ai deboli e timidi cattolici di tutti i Paesi».

P. Denis Fahey c.s.sp.

16 giugno 1950

Festa del Cuore Sacro di Gesù.

Traduzione a cura di Paolo Baroni

NOTE

10 Cfr. P. G. Martin, La Franc-Maçonnerie Francaise el la Preparation de la Revolution («La Massoneria francese e la preparazione della Rivoluzione»);  L. de Poncins, La Dictature des Puissances Occultes («La

11 Cfr. P. J. Lémann,  L’Entree des israelit dans la Societé Française («L’entrata degli ebrei nella società francese»), pag. 356. Il significato della Dichiarazione del 1789 e l’importazione della Rivoluzione Francese è stata magnificamente esposto da questo ebreo convertito nel succitato libro e citato anche nell’opera La Preponderance juive («La preponderanza ebraica»; Parte Prima). Padre Lémann dimostra che nel promulgare i Diritti dell’Uomo, di proposito e deliberatamente la Rivoluzione  eliminò i Diritti dell’Uomo-Dio, Nostro Signore Gesù Cristo. Fra i massoni più in vista che lavorarono per l’emancipazione degli ebrei, Padre Lémann menziona anche l’abbé Gregoire e Talleyrand, Vescovo di Autun. Nel suo bellissimo libro Les Pourquoi de la Guerre Mondiale («Le ragioni della Guerra Mondiale»; vol. III, pag. 304), scrive Mons. Henri Delassus: «I servi degli ebrei, i massoni, volevano la votazione di questo decreto, ma ciò avvenne solamente nella quattordicesima sessione, dopo tredici tentativi infruttuosi […]. Dopo di che questa nazione straniera penetrò in seno alla Francia». L’ebreo Adam Weishaupt (1748-1830) fu il fondatore dell’Ordine massonico degli Illuminati di Baviera.

12 Per avere un’idea sommaria dei precedenti e dei preparativi attuati per giungere agli Stati Uniti d’Europa, vedi B.  Jensen, The United States of Europe Conspirators, W. L. Richardson Lawers; M. C. Fagan, Hollywood Reds are on «the Run». Ciò che in questo caso preme all’Autore non è tanto l’aspetto politico o economico di eventuale Europa Unita (sulla cui utilità si potrebbe anche discutere), che ai nostri giorni vediamo realizzare, ma il tentativo di sostituire un Europa unita dal Piano divino di Cristo con un’altra Europa schiacciata dall’egemonia giudaico-massonica (N.d.T).

13 In nota, il  British White Paper affermava che l’articolo era stato pubblicato in conformità ad una decisione del Ministero della Guerra inglese del gennaio 1919. Il British White Paper si esaurì rapidamente. Più tardi, un’edizione compendiata venne pubblicata dopo che era stato eliminato il passo citato, senza alcuna indicazione dell’omissione. Nessuna ragione fu mai data per la censura dell’originale.

14 Lo scrittore ebreo Louis Levine, in Soviet Russia Today (novembre 1946), ha scritto: «Stalin e il padre della sua futuro genero ebreo, bevono Lachaim insieme al Cremlino». David Weissman, in un articolo pubblicato sul The B’nai B’rith Messenger (3 marzo 1950), dice che «Stalin è un ebreo». Vedi anche Judaism and Bolshevism (The Britons Publishing Society).

15 L‘universalità della condanna papale della Massoneria è trattata da Padre Edward Cahill s.j. nella sua opera  Freemasonry and the Anti-Christian Movement («La Massoneria e il movimento anticristiano»), pagg. 131, 132.

16 Alle pagg. 206, 207, del mio libro The Mystical Body of Christ and the Reorganisation of  Society, riporto alcuni testi che confermano questa realtà.

17 Alle pagg. 18-20 del suo libro English-Speaking Freemasonry, sir AlfredRobbins fornisce una prova evidente di quanto siano vaghi i significati attribuiti al «fondamentale Grande Architetto dell’Universo», così come del fatto che la Massoneria non sia affatto cristiana. In tale opera, egli scrive: «Le antiche fondamenta della Massoneria anglofona sono la credenza reverenziale nell’Eterno, congiunte ad una realizzazione interiore della Sua parola e della Sua volontà rivelate. Essa riconosce che entrambe queste credenze e rivelazioni esistano in  diverse forme […]. In Inghilterra, molte Logge sono interamente formate da ebrei».

18 Vedi le pagg. 207, 209 del mio libro The Mystical Body of Christ and the Reorganisation of  Society.

19 Cfr. Annual of Universal Masonry, 1923, pagg. 241-242.

20 Gli Home Rule for Ireland Acts del  1914 e del 1920, preclusero ai Parlamenti irlandesi ogni potere di  «abrogare o pregiudizievolmente colpire ogni diritto o esenzione della Gran Loggia dei massoni irlandesi». Inoltre, si deve sempre tenere ben presente che l’Orange Society è un forma di Massoneria addestrata all’azione anticattolica.

 

21 Secondo l’art. nº 44 della Costituzione, lo Stato irlandese non riconosce la Chiesa cattolica, l’unica vera Chiesa di Cristo, per la quale i nostri padri morirono.

22 Il programma del Senatore Lehman per l’unità dell’Irlanda sotto il dominio marxista è intuibile leggendo tra le righe del Daily Worker, del 6 giugno 1949.

23 Vedi il bellissimo Prologo alla Costituzione irlandese.

24 La questione della conversione della nazione giudaica è stata splendidamente trattata da Padre Augustine Lémann, un ebreo convertito divenuto sacerdote insieme al fratello Joseph, nella sua opera Histoire Complete de l’Idée Messianique: L’Avenir de Jerusalem. Il già citato scrittore ebreo Bernard Lazare scrisse piuttosto chiaramente: «L’ebreo è la testimonianza vivente della scomparsa di uno Stato fondato su principî teologici, che gli antisemiti cristiani sognano di ricostruire» (cfr. B. Lazare, op. cit., pag. 361).

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