Voi non siete francescani

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Poco dopo l’elezione di Francesco I si sono levate voci di giubilio da parte del noto Movimento 5 Stelle, in particolare dal suo capo Beppe Grillo, che commentò entusiasticamente il nome e la semplicità di Bergoglio: “Il M5S è nato, per scelta, il giorno di San Francesco, il 4 ottobre del 2009. Era il santo adatto per un MoVimento senza contributi pubblici, sedi, tesorieri e dirigenti – aggiunge – Un santo ambientalista e animalista. La politica senza soldi è sublime, così come potrebbe diventare una Chiesa senza soldi”.

 

Ora, oltre ad avere qualche dubbio sul fatto che i grillini possano condividere le sue prese di posizione  in campo etico (ricorderei a tal riguardo che il M5S si è sempre espresso in maniera favorevole nei confronti delle unioni gay, definite da Grillo in persona “Un fatto di libertà”), mi viene da chiedermi che visione abbiano del Santo di Assisi. Probabilmente sono impregnati da quella storiografia che lo dipinge come un marxista ante-litteram, un pacifista, un bonaccione e un pauperista in contrapposizione all’opulenza e alla corruzione del Papato dell’epoca.

E in effetti se San Francesco fosse stato così probabilmente avrebbero tutto il diritto di definirsi “francescani”. Ma la storia (quella vera si intende) è molto diversa da quella che hanno in mente loro: in quanto al suo pacifismo va ricordato il poco conosciuto episodio riportato dal numero 2691 delle Fonti Francescane: “Il sultano gli sottopose anche un’altra questione: «Il vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vi vuol togliere la tonaca, ecc. Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre, ecc.». Rispose il beato Francesco: «Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te (Mt 5,25). E con questo ha voluto insegnarci che se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti a separarlo, ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tenta di allontanarci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le vostre terre e vi combattono, perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione di lui quanti più uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi». Tutti gli astanti furono presi da ammirazione per le risposte di lui.”.  Lo storico Franco Cardini inoltre lo definì “il prodotto più rappresentativo ed ortodosso della Chiesa delle crociate”.

 

Basterebbe questo a smentire una serie di luoghi comuni, ma qualche altro esempio non può che far bene: sempre riguardo al suo presunto pacifismo vi è un aneddoto interessante riportato nella “Vita Seconda” di Tommaso da Celano: Come ogni animo ripieno di carità, anche Francesco detestava chi era odioso a Dio. Ma fra tutti gli altri viziosi, aborriva con vero orrore i denigratori, e diceva che portano sotto la lingua il veleno, col quale intaccano il prossimo (…). Un giorno udì un frate che denigrava il buon nome di un altro e, rivoltosi al suo vicario, frate Pietro di Cattaneo, proferì queste terribili parole: “Incombono gravi pericoli sull’Ordine, se non si rimedia ai detrattori. Ben presto il soavissimo odore di molti si cambierà in un puzzo disgustoso, se non si chiudono le bocche di questi fetidi. Coraggio, muoviti, esamina diligentemente e, se troverai innocente un frate che sia stato accusato, punisci l’accusatore con un severo ed esemplare castigo! Consegnalo nelle mani del pugile di Firenze, se tu personalmente non sei in grado di punirlo”.

Riguardo invece al suo “ecumenismo” basterà dire che Francesco d’Assisi si rifiutò addirittura di parlare con quei monaci che non riconoscevano l’autorità del Papa e che cercò per tutta la vita di partire per l’Oriente per due motivi: convertire quanti più musulmani possibili e conseguire il martirio (cosa che non riuscirà ad ottenere), alla faccia di chi lo pone come precursore dell’irenismo.

In conclusione, ritengo che la sua presunta opposizione all’opulenza del Papato venga smentita dal fatto che il Poverello d’Assisi prima di fondare il suo ordine attese pazientemente l’approvazione del Pontefice, e ciò avvenne in un periodo in cui gruppi o gruppuscoli di pauperisti agivano senza troppi problemi senza e contro l’autorità del Papa (si veda ad es. l’eresia di Valdo).

 Di fronte a tutto ciò, non si può fare altro che dire a Grillo e ai suoi: no, voi non siete francescani. 

Testo di anonimo raccolto a cura di Piergiorgio Seveso