In morte di Dominique Venner: un commento a caldo

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Nella giornata di ieri a Parigi, più precisamente nella nota cattedrale di Notre – Dame, il 78enne ex militante dell’estrema destra francese Dominique Venner decise di compiere l’eclatante gesto di suicidarsi con un colpo di pistola come espressione di protesta contro l’introduzione delle cosìdette “nozze” omosessuali nel suo paese.

 

Premettendo l’assoluta condanna di tale gesto (un suicidio come atto in sè non è mai moralmente giustificabile), bisognerebbe domandarsi fino a che punto una nazione come la Francia possa essersi degenerata per spingere un sincero patriota come Venner (il quale, vorrei ricordare, fece la Guerra d’Algeria con l’OAS, il gruppo armato che rifiutò la resa di De Gaulle continuando a combattere dopo di essa) a spararsi in testa nel pieno centro di Parigi. Si direbbe che si sia trattato dell’ultimo estremo (e sbagliato) gesto di un uomo stanco di vivere e amareggiato dalla vista del paese per il quale ha versato sangue e rischiato la vita scivolare inesorabilmente nelle mani di bande di islamici, radical-chic post-giacobini e omosessualisti. Pare evidente che l’approvazione della famigerata Legge Taubira sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, facendolo arrivare dove purtroppo è arrivato.

Fa inoltre specie notare (ma d’altrocanto non ci si poteva aspettare altro) la quasi totale assenza di espressioni di cordoglio da parte del mondo istituzionale francese, ad eccezione di una coraggiosa Marine Le Pen la quale ebbe da dire “Tutto il nostro rispetto a Dominique Venner  il cui ultimo gesto, fondamentalmente politico, ha avuto come scopo quello di risvegliare il popolo francese”.

 

Da parte nostra non mancheranno certo delle preci per la sua anima, confidando che la misericordia di Dio possa avergli dato la grazia di un pentimento sincero un’istante prima che il quantomai deprecabile gesto arrivasse alle sue conseguenze ultime.

Testo di anonimo raccolto a cura di Piergiorgio Seveso

Un commento a "In morte di Dominique Venner: un commento a caldo"

  1. #Matteo   22 maggio 2013 at 12:31 pm

    Non è un gesto da stoico nichilista che serve alla Francia e a i francesi, forse serviva solo un pò di sperabza e di coraggio.

    Agire in quel modo è chiaramente deleterio.

    Anche la scelta del luogo evidenzia l’assoluto ateismo militante
    giunto alle estreme conseguenze.

    E’ pure vero però che la chiesa cattolica non ha fatto molto poco contro questa
    legge ignobile e sodomitica che viola il diritto naturale e le leggi divine.

    Un tempo si sarebbe ufficializzata la scomunica per chi avesse votato per
    una approvazione legale di tale scempio morale e sociale, ma sono cambiati i tempi.

    Resta il rammarico e la pietà umana, ma si evidenzia anche l’ennesima occasione perduta per la chiesa a far sentire la Sua voce. Anche il Vescovo di Roma non ha proferito parola sulla approvazione di questa indecente norma, ma ripeto i tempi sono cambiati, un tempo c’era il papa che parlava a nome di tutta la cattolicità, adesso c’è il Vescovo di Roma e primate d’italia che le benedizioni le fa in silenzio e che non si impiccia dei fatti di altre diocesi o primazie, e se pure lo fa, si limita a quattro cinque parolesu twitte quali: “non si può essere cristiani a tempo”… per eventuali encicliche o scomunioche infatti… non ha tempo.

    Bisogna contentarsi… e purtroppo non tutti ci riescono, chissà se magari anche Francesco, Vescovo di Roma avesse detto qualcosa di forte contro questa legge ignobile… magari qualcosina sarebbe andata diversamente… magari la legge si approvava lo stesso, ma forse la disperazione di molti cittadini francesi (cattolcii e non) sarebbe stata meno aspra… chissà???
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