Piccola meditazione sul quinto mistero doloroso

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Dagli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio: “Meditare non è facile, all’inizio. Bisogna applicarsi, sforzarsi, seguire un buon metodo. Eccone uno dei più pratici: si fanno gli atti preparatori, poi, su ogni punto che si medita, si esercita la memoria per ricordare i fatti o le idee, l’intelligenza per ben comprendere il senso, la volontà per eccitare i sentimenti appropriati e formulare le conclusioni pratiche. (…) Si cerca di vedere le persone, ascoltare le parole, esaminare le loro azioni. (…) Meditare è assolutamente necessario. <<Tutta desolata dalla devastazione è la terra, perché nessuno riflette dentro nel suo cuore>> (Ger. 12, 11)”

Con questa premessa, andiamo a fare qualche piccola considerazione sul quinto mistero doloroso, così da eccitare la contrizione del nostro cuore e ricavare buoni frutti da questo esercizio.

Nel quinto mistero doloroso si contempla, come Gesù Cristo, giunto sul monte Calvario fu spogliato delle sue vesti e confitto con durissimi chiodi in croce, sulla quale dopo tre ore di penosissima agonia morì, essendo presente la sua afflittissima Madre. Frutto di questo mistero: la sete della salvezza delle anime.

Ecco, abbiamo seguito Nostro Signore nel dolorosissimo cammino della croce, l’abbiamo visto sudare sangue, venire flagellato, oltraggiato, deriso, coronato di spine, caricato della croce, del mezzo della sua morte e della sua Resurrezione, abbracciandola, dopo averla aspettata una vita, dopo aver vissuto tre anni di intensa predicazione…e viene fatto uccidere come il peggiore dei ladri, lui, il Figlio di Dio, il Verbo Incarnato.

Osserva, uomo colpevole, come l’Innocenza stessa si fa crocifiggere al posto tuo, dei tuoi peccati…

Osserva come quel martello trafigge le mani e i piedi del Redentore…

Quel martello sei tu che lo impugni, sei tu che hai trafitto il Signore con le tue colpe.

Ecco, la Croce viene issata: è il momento dell’elevazione dell’Ostia durante la Santa Messa. Da oggi in poi guarda quella Santa particola con la stessa contrizione, con lo stesso strazio nel cuore, pensando che è veramente il tuo Gesù, grondante di sangue che si rivela a te, ultimo dei peccatori.

Osserva come quel Sangue Preziosissimo continua a colare dalle profondissime ferite che coprono il corpo santo del Signore…

Rifletti sul fatto che per redimere l’umanità sarebbe stata sufficiente una sola goccia di quel Sangue, una sola per redimerci…

E allora perché? Perché Cristo ha voluto morire in modo così cruento, così crudele?

Affinché tutto quello che noi potessimo soffrire fosse niente, fosse poco in confronto alla impietosissima morte del Redentore; affinché nella Sua sofferenza noi potessimo trovare conforto, speranza di uscire dalle nostre, non abbatterci e avere l’Agnello Immacolato come esempio…

Che grande dono ci è stato fatto. Sappiamone approfittare, modifichiamo il nostro vivere alla luce della Croce e la nostra vita, allora, sarà autenticamente cristiana. Così vivendo niente e nessuno potrà scalfirci, nessuna persecuzione ci piegherà anzi, queste saranno testimonianza della nostra fedeltà a Cristo e, da perseguitati, sapremo che è quella la strada giusta da percorrere.

“E tutti quelli che vogliono vivere pienamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (Epistola 2 a Timoteo)

Vera Provenzale