Il Nazismo: una setta neopagana, gnostica e manichea (parte 2 di 2)

 

RENAN, L’EX SEMINARISTA PRECURSORE DEL NAZISMO
La gnosi hitlerista voleva agire sull’uomo per trasformare l’universo, nello stesso modo in cui, per processi mistico religiosi, ella protendeva agire sopra l’universo per trasformare l’uomo: «In questa prospettiva, la natura agisce sullo spirito e lo spirito sulla materia, in modo da provocare una trasmutazione di tutti i valori che, solo così, son capaci di generare il superuomo del punto omega, che è quello della perfezione. Tale è il significato della parola “io sono l’alfa e l’omega” e del mito gnostico del serpente che si morde la coda. Nel fondamento di una tale dottrina, destinata ad un piccolo numero di iniziati, si manifesta l’orgoglio demente che desidera fare dell’uomo il proprio Dio, calpestando sotto i piedi la morale tradizionale e disprezzando la quasi totalità degli uomini, destinata a ritornare (come per i manichei e i catari) al caos (hyle) delle origini» (pag.217). In codeste elucubrazioni gnostiche sulla razza, il nazismo trova un appoggio insperato in Renan, il blasfemo autore della “Vita di Gesù”, il quale scriveva nei suoi “dialoghi filosofici” (Parigi 1876). «Una larga applicazione delle scoperte della fisiologia e del principio di selezione potrebbero portare alla creazione di una razza superiore, che avesse diritto al governo non solo per la sua scienza, ma per la superiorità del suo sangue, del suo cervello, dei suoi nervi. Sarebbero delle specie di dei o dee, esseri di valore dieci volte superiore a quel che noi siamo, che potrebbero esser fatti vivere in ambienti artificiali. La natura non fa nulla che non sopravviva in condizioni normali; ma la scienza potrebbe estendere i limiti della vitabilità». Renan conosceva il ciclo delle leggende ariane di Asgaard, paese mitico di uomini bianchi superiori, gli iperborei, antenati degli attuali indoeuropei. Perciò egli dice in continuazione: «Una fabbrica di “ases”, una Asgaard potrebbe essere ricostruita al centro dell’Asia. Allo stesso modo in cui l’umanità salì dall’animalità cosi la divinità salirebbe dall’umanità. Ci sarebbero degli esseri che si servirebbero degli uomini come gli uomini si servono degli animali… Ma ripeto, la superiorità intellettuale porta con sè la superiorità religiosa, questi signori futuri li dobbiamo sognare come incarnazioni del bene e della verità: bisognerebbe sottomettersi ad essi». E prosegue: «In codesto modo si concepisce un’epoca in cui tutto ciò che un tempo regnò allo stato di preconcetto e di opinione vacua, regnerebbe allo stato di realtà e di verità: Dio, inferno, paradiso, potere spirituale, monarchia, nobiltà, legittimità, superiorità di razza, poteri soprannaturali, possono nascere nuovamente per opera dell’uomo e della ragione. Sembra che, se una tale ipotesi si debba realizzare in qualche grado sopra il pianeta terra, è in Germania che si verificherà» (apud “Hitler et la Tradition…”, pag. 217-219). Ecco dunque il razionalista Renan diventare quasi profeta del nazismo… La cosmogonia hitlerista ricevette un gran contributo dalle teorie del profeta del gelo eterno, lo scienzato austriaco Hurbiger, alle cui elucubrazioni gnostiche i1 Fuehrer dava pieno appoggio. Hurbiger, che si è abbeverato nei miti profondi che si trovano nell’incosciente dell’umanità, è partigiano della teoria dei cicli adottata da Platone. La terra, la vita, l’umanità, non conobbero un’evoluzione continua, ma un’ascensione a denti di sega, interrotta da cadute che fanno retrocedere l’umanità al livello anteriore. Dopo le civiltà dei giganti, la terra avrebbe cosi conosciuto catastrofi senza nome che avrebbero inghiottito interi continenti (Atlantide, Hiperborea), portando con sè la degenerazione dell’uomo superiore. Per ritrovare l’uomo-dio è necessaria una nuova mutazione che è il segno di tutte le altre (pp. 224-225). All’inizio ritornerà a dar vita al nostro universo sotto un nuovo ciclo, qua ritroviamo il leit-motiv delle speculazioni hitleriste sull’uomo e sul mondo del XX secolo. Bergson profetizzava: «L’Universo è una macchina per fare dei». Theilard de Chardin doveva fargli eco ammettendo la possibilità di una “diriva” che darebbe origine a qualche “forma di ultra-umano”: la famosa teoria dei mutanti biologici finiva appena di nascere (pag.230). I leaders nazisti vedranno in essa un appoggio per il loro desiderio di creare il super-uomo ariano. «L’uomo nuovo vive in mezzo a noi». Egli è qui – esclamava Hitler in tono trionfante – vi basta questo? Voglio dirvi un segreto: ho visto l’uomo nuovo. E’ intrepido e crudele. Ho avuto paura davanti a lui» (Hermann Rauschning, “Hitler mi ha detto” – apud “Hitler et la Tradition…”, pag. 230). Dopo il millennio in cui impererebbe il nazismo e in cui l’evoluzione toccherebbe l’apice, la verità e il falso, lo spirito e la materia si separerebbero e tornerebbero alla loro radice, la luce ritornerebbe grande e l’oscurità tornerebbe ad essere tutta riunita. «Le ultime particelle di luce si riunirebbero in una gigantesca forma che salirebbe al cielo al tempo stesso in cui la materia formerebbe un enorme sfera (bolos) somigliante al caos originale. E’ cosi che alla fine dei tempi, come il fuoco e il gelo, i due principii antagonici saranno nuovamente separati l’uno dall’altro, così come si trovavano in origine» (pag.229).
«LA NOSTRA UNICA FEDE RELIGIOSA E’ IL NAZISMO»
I1 nazismo era una nuova religione simbolizzata dal “Volk”, sfondo mitico della deificazione del sangue e della razza. Di conseguenza esso non poteva non scontrarsi con il cristianesimo. I1 capo del “Fronte del lavoro” hitlerista, dott. Ley, fu molto chiaro e preciso quando dichiarò: «la nostra fede quella che sola ci può salvare, è il nazional-socialismo, e questa fede religiosa non ne tollera nessun altra al suo fianco» (pag.245). L’antagonismo fra la chiesa e i nazisti non fu come vogliono gli osservatori ingenui o troppo sapienti, un conflitto politico, ma la lotta di una religione neopagana contro la vera religione di N.S. Gesù Cristo. I1 Concordato concluso fra la Santa Sede e il Terzo Reich grazie alla mediazione di von Papen, non fu niente di più che l’anestetico destinato ad addormentare l’avversario per poterlo più facilmente distruggere. Il cosiddetto “cristianesimo positivo” nazista era in realtà la religione della razza e del sangue, cioè 1a “Weltanschaung” nazional-socialista, uno dei peggiori pericoli che la Santa Chiesa dovette affrontare nel corso della storia. Questo “cristianesimo positivo”, mai esplicitato in modo chiaro, era solo uno pseudo-cristianesimo nazionalista, socialista e gnostico, che prendeva dal Cattolicesimo, come già fece l’eresia americanista di P. Hecher, gli elementi che reputava positivi, le virtù “attive”, ecc., respingendo le virtù “passive” e gli elementi “negativi”, in particolare l’Antico Testamento e le lettere di San Paolo. I capi nazisti erano gli unici accreditati a definire il “cristianesimo positivo” come ben spiegò la rivista delle SS “Das Schwarze Korps” (I1 corpo nero); «Essendo il cristianesimo positivo un termine introdotto dal nazional-socialismo esso è l’unico accreditato per intrerpretarlo» (Pag.247). Diversamente non solo questo “cristianesimo”, ma tutto il fondo della dottrina nazista rimane un mistero, poichè una cosa è ciò che si lasciava trasparire all’esterno e un’altra molto diversa era la vera dottrina professata dagli alti iniziati del nazional-socialismo. Nel settimanale francese “Carrefour”, del 6 gennaio 1960, a proposito della detenzione del Prof. Heyde, accusato della eliminazione sistematica dei malati mentali al tempo del 3° Reich, il giornalista e storico Jacques Nobecourt dichiarava: «L’ipotesi di una comunità iniziatica si impose a poco, a poco. Una comunità veramente demoniaca, retta da dogmi occulti, molto più elaborati delle dottrine elementari del “Mein Kampf” e del “Mito del XX secolo”, e servita da riti le cui tracce isolate non si notano, ma la cui esistenza appare inevitabile agli esperti» (apud “Hitler et la Tradition…” pag.258). Jean e Michel Angebert commentano: «In completa consonanza con questo giudizio possiamo affermare che, nonostante la scomparsa dei documenti concernenti l’insegnamento iniziatico dei quadri superiori delle SS, ci è dato di ricostruire facilmente, alla luce di quelle spiegazioni, lo spezzato puzzle magico necessario alla comprensione del fenomeno. La nostra spiegazione di conseguenza, ha il merito di riunire, intorno alle ricerche tedesche sull’origine dell’uomo bianco riguardanti il medio evo in generale e Montsègur in particolare, l’insieme storico, culturale, ed esoterico della “Weltanschaung” nazista» (Pag.259). E incalzano i due autori: «Nessuno studioso serio si è mai posto il problema che nonostante sia fondamentale il sapere che “La crociata contro il Graal” e la “Corte di Lucifero in Europa” (dell’autore tedesco colonello delle SS e per giunta membro della “Ahnenerbe” – organismo superiore di ricerca delle SS – Otto Rahn) fossero letture obbligatorie per gli ufficiali superiori di quel nuovo Ordine Teutonico, secondo il valore dello stesso Reichsfuehrer SS (Himmler), il quale agendo in questo modo conferiva ad esse il valore di Vangelo; nonostante ciò, le opere di questo genere non erano molto numerose e il fatto di rendere la loro lettura obbligatoria prova che esse contenevano la chiave della cosmogonia hitlerista per quanto poco qualcuno si desse da fare per cercarla…» (Pag.259). E precisano più avanti «per noi tutto si ordina intorno al tema centrale del Graal» (Pag.260).
IL TEOSOFO ALFRED ROSENBERG E «IL MITO DEL XX SECOLO»
Rosemberg fu davvero la testa pensante della gnosi nazista. Nato in Estonia da famiglia germano-baltica, ottenne a Mosca all’inizio del 1918 il diploma di architetto, e di 1ì fuggi in Germania all’esplosione della Rivoluzione comunista (e probabilmente anche a causa delle sue origini ebraiche). Datosi agli studi teosofici entrò nella Thulegeselschaft, il gruppo di carattere occultista di cui abbiamo fatto menzione più sopra, dove attirò l’attenzione di Dietrich Gekart per la sua cultura che sorpassava la mediocrità dell’ambiente. Eckart lo presentò a Hitler che stava cominciando la sua carriera politica. Rosemberg fu uno dei primi iscritti al partito nazista e «la sua influenza fu decisiva nella formazione spirituale del futuro signore della Germania, nel quale egli rafforza ancor di più l’anti-semitismo e il gusto per il mistero» (Pag.262). Nella sua opera principale (“I1 mito del XX secolo”), Rosemberg rigetta l’Antico Testamento e del Nuovo ripudia principalmente le opere di San Paolo. Per questo teorico del Nazismo «vi è un cristianesimo positivo e un cristianesimo negativo. I1 primo si rifà all’immagine di Gesù vivo, il secondo all’immagine di Gesù crocifisso» (apud “Hitler et la Tradition…” pag.264). Rosemberg non considera il cristianesimo delle origini come un avversario, dato che esalta la personalità di Gesù Cristo da vivo, ma sull’esempio degli gnositici, alla cui famiglia appartiene per numerose affinità, rigetta quello che definisce come una mistificazione orientale: il sapere, la Resurrezione, la Crocifissione del Salvatore. L’odio della Chiesa come corpo sociale si afferma nel corso del libro. L’idea di una Chiesa universale, unica, che deve determinare e coordinare tutta la vita dello Stato, la scienza, l’arte e la morale in virtù dei dogmi, per Rosemberg non è se non «un residuo di quelle idee di caos proprie dei popoli che avvelenarono la nostra essenza». Contro quella concezione si erse Martin Lutero che «oppose alla monarchia politica e universale del Papa l’idea di una politica nazionale» (apud “Hitler et la Tradition…” pag.264). Più ancora: «Per il filosofo (Rosemberg) tutti gli avvenimenti sono significativi e dimostrano la lotta eterna che oppone in questo mondo le forze della luce alle forze delle tenebre. In questa prospettiva tutti gli eretici e, in primo luogo i catari, sono considerati come eroi di una tragedia di dimensioni cosmiche. In questa lotta degli elementi germano-nordici d’Europa contro l’universalismo romano, contro il cattolicesimo dominatore, vi fu un combattimento gigantesco; è nella storia degli albigesi, dei valdesi, dei catari, degli ugonotti, dei protestanti, dei luterani, che si deve vedere il quadro entusiasmante di una lotta epica» (Pag.264-265). Ancora secondo il “Mito del XX secolo”, l’anima germanica e nordica rigetta la concezione statica di un Dio unico, sovrano dell’universo, rompe con l’Antico Testamento fedele in ciò allo spirito di Lutero, che riguardo a questo fu, per altro molto tardi, «liberato dai giudei e dalle loro menzogne». Proseguendo nella sua cascata di falsità, il profeta del nazismo aggiunge che la morte non deve essere considerata come il salario del peccato, come vuole il cristianesimo, essa è al contrario un semplice fenomeno naturale «il quale non perturba la nostra eternità che era prima e continua ad essere poi» (apud “Hitler et la Tradition…” pag. 268). Non è tutto ciò una copia fedele dello gnosticismo della scuola neoplatonica di Alessandria?
LA STRANA PERSONALITÀ DI HITLER
Sulla personalità enigmatica di Hitler gli autori citati dicono: «Quel che è certo è che l’aspetto profetico, mistico e da veggente di questo moderno mago, può egualmente presentare al mondo la figura turpe di un cinico, di un essere duro e insensibile, capace di condannare a morte senza il minimo scrupolo tutte le persone che potrebbero metterglisi sul cammino» (pag. 279). Rivelando un grande potere ipnotico nel parlare tanto a una persona quanto a una moltitudine enorme, ci fu chi affermò che egli era manipolato da esseri invisibili, i «superiori sconosciuti» evocati da Hermann Rauschning, il quale descrive il Fuehrer come messo a contatto con esseri misteriosi che lo terrorizzavano: «Una persona di quelle della sua intimità mi disse che egli si sveglia la notte lanciando grida convulse. Chiama aiuto. Seduto sull’orlo del letto, si trova come paralizzato. E’ preso da un panico che lo fa tremare al punto che il letto si scuote. Proferisce vociferazioni confuse e incomprensibili. Si affanna come se fosse sul punto di soffocare. La stessa persona mi raccontò di una di queste crisi con particolari che io mi rifiuterei di credere se la fonte non fosse cosi sicura. Hitler era in piedi in camera sua, barcollando guardando intorno a sé con un’aria allucinata. “E’ lui! E’ lui! Lo vedo qui!” Egli borbottava. Le sue labbra erano azzurre. I1 sudore scorreva in grosse goccie. Repentinamente pronunciò delle cifre senza senso alcuno, poi parole, pezzi di frase. Era orribile. Egli impiegava termini bizzarramente allineati, completamente estranei. Dopo tornò nuovamente silenzioso continuando però a muovere le labbra. Gli si fecero frizioni, gli si diede da bere una bevanda. Poi, improvvisamente, egli ruggi: “Li, li! Nell’angolo. Cosa c’è li?” Batteva il piede sul pavimento di legno e urlava. Gli assicurarono che non succedeva niente di straordinario e allora egli, a poco, a poco, si calmò» (Hermann Rauschning, “Hitler m’a dit”, apud “Hitler et la Tradition…” pag. 282) “I detti di Hitler: “Seguo il cammino che la provvidenza mi indica con la sicurezza di un sonnambulo”, vanno nel senso delle ipotesi di poteri non naturali. Ma da dove avrebbe egli ricevuto tali poteri? Dal gruppo Thule che lo aveva iniziato all’esote-rismo orientale? Dal misterioso monaco dai guanti verdi inviato dai saggi del Tibet? O da una rivelazione più antica?” (Pag. 283). Fra l’altro, Hitler odiava i cacciatori che detestava. Egli credeva nella reincarnazione delle anime in corpi di animali come i buddisti e i catari, i quali sostenevano la metempsicosi (Pag. 287) egli dichiarò un giorno: «Chi si suicida ritorna fatalmente alla natura-corpo, anima e spirito» (Hitler Adolf, “Libres Prepos”, Flammarion, Paris, 1952 – apud “Hitler et la Tradition…” pag. 291, nota).
CONCLUSIONE
Da tutto quanto si è detto sopra come riassunto del libro di Jean e Michel Angebert, ci viene una certezza: quella del carattere gnostico e occultista del nazional-socialismo nell’azione e nell’intenzione dei suoi principali capi. Ed abbiamo così una prova in più del fatto che la gnosi porta seco come conseguenza naturale il socialismo. Nella sua opera “Dal fondo della notte” sulla lotta fra comunisti e nazisti dopo la Grande Guerra, Jean Valtin, un marxista, descriveva la sorpresa e il disaccordo delle basi comuniste in Germania al ricevere dai loro vertici istruzioni di non resistere ai partigiani di Hitler. E Goebbels, poco prima della caduta di Berlino, diceva in un proclama alla radio che il nazional-socialismo, sebbene sconfitto dalle armi, sarebbe stato comunque vittorioso con l’instaurazione del socialismo nel mondo. Ora, considerate le origini hegeliane del socialismo marxista, non potrebbero le odierne correnti di sinistra essere derivate da una delle teste dell’idra gnostica e panteista che va spargendo il suo catarro sulle élites intellettuali del mondo moderno? Ecco una ricerca che potrà essere molto utile per spiegare i fenomeni politico-sociali e … religiosi dei nostri giorni. Sopratutto se questo studio abbraccerà anche le attività dei partigiani della “New Age” e dei cosidetti gruppi “profetici”, propugnatori di un falso ecumenismo sinistreggiante. Molto ancora ci sarebbe da dire dell’aspetto escatologico della gnosi e delle sue sembianze moderne. Scimmia di Dio, il demonio si propone di influire sui terribili avvenimenti che stanno per abbattersi sull’umanità come castigo per i suoi peccati di apostasia. Valga per noi, cattolici fedeli, il messaggio della Vergine di Fatima; la certezza che, dopo indicibili sofferenze e prove per i buoni, il Cuore Immacolato di Maria trionferà sopra il serpente antico, fomentatore della menzogna della gnosi e di tutte le altre trame dei suoi settari.

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