L’oscuro visibile: il cuore di tenebra dell’uomo

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Opera minore del premio Nobel per la letteratura del 1983, William Golding, L’oscuro visibile prosegue nel medesimo tentativo di analisi dell’anima umana già iniziato con Il signore delle mosche, il suo capolavoro indiscusso.

Ancora una volta la sapiente penna dello scrittore inglese indugia nelle pieghe più remote e nascoste dell’uomo, scruta il suo cuore e ne fa emergere il doloroso contrasto tra bene e male, tra l’apparenza e gli innominabili segreti che affardellano il quotidiano. Non un’antropologia negativa, ma il coraggio e l’onestà di presentare l’uomo quale è, senza nessuna velina ipocrita, ma nudo nella sua libertà, nella possibilità di compiere il bene come il male, di raggiungere grandi vette come seppellirsi nei più gretti e odiosi peccati. Ogni sua opera è uno specchio in cui il lettore si affaccia colmo di terrore, scoprendo improvvisamente di quali e quante malattie è ammorbato il suo cuore.

Il libro, il cui titolo è tratto da un verso del Paradiso perduto di Milton, racconta la storia di Matty, un giovane ragazzo senza passato che, miracolosamente, viene salvato da alcuni vigili del fuoco durante un incendio in un quartiere di Londra. Siamo all’inizio della seconda guerra mondiale e i bombardamenti tedeschi non hanno risparmiato il ragazzo che, orrendamente sfigurato, presenta una metà del volto completamente ustionata. Crescendo, il contatto con la scuola, i compagni e una realtà che sembra rifiutarlo lo gettano in uno stato di progressiva tristezza. E’ l’incontro con un mondo ipocrita, lo stesso mondo della beneficenza e delle opere caritatevoli che, in realtà, prova disgusto e odio profondo nei suoi confronti. Un disprezzo inizialmente estetico ma che ben presto si trasforma in qualcosa di ulteriore e quel volto, metà umano e metà mostruoso, ha la forza di turbare le coscienze che, in quale modo, si scoprono simili ad esso.

Lo stesso Matty si trova impegnato poi in un’esistenza confusa, da un lato tutta tesa nella ricerca di un’identità sconosciuta, di un passato che gli è celato, dall’altro lo scontro con se stesso, il tentativo di comprendere se la propria natura sia benevola o maligna. Santo o Anticristo, angelo o demone, le sue azioni disorientano, slanci di crudeltà si alternano senza soluzione di continuità con gesti di grande carità, il tutto impastato in un rapporto di incontro/scontro con il professor Sebastian Pedegree, additato da tutti per l’infame colpa di amare i bambini.

Una vicenda dunque non banale, spesso di difficile decifrazione, in cui i buoni o i malvagi non sono mai veramente tali e in cui è impossibile trovare un punto di vista stabile a cui aggrapparsi. Ne risulta una storia avvincente e inquietante, che colpisce il lettore con la forza di uno schiaffo, ma che, fortunatamente, non omette di offrire una speranza finale. Forse uno scossone un po’ troppo brusco ma, tutto sommato, un libro è impareggiabile proprio quando aiuta a svegliarsi.

Luca Fumagalli 

W. GOLDING, L’oscuro visibile, Milano, Longanesi, 1984.