Riflessione sulla (vera o falsa) devozione al Sacro Cuore

 Entronización-del-Sagrado-Corazón-de-Jesús

di Alessandro Pini

L’usanza di consacrare il mese di giugno al culto del Sacro Cuore nacque nel 1833 a Parigi, nel Convento degli Uccelli, dal quale si propagò poi in tutta la Francia, e a partire da Pio IX vari papi approvarono tale usanza, giunta ai giorni nostri seppur ridotta a mera devozione privata, intima.
Tale culto, però, è stato donato all’uomo da Dio stesso affinché «il mondo si riscaldi di nuovo al calore di quei palpiti ed il calore del divino amore lo infiammi un’ultima volta» come San Giovanni in una visione riferì a Santa Gertrude.

Così l’apostola del Sacro Cuore (Santa Margherita Maria Alacoque) ci trasmise le parole di Gesù, atte a «stabilire nei cuori il regno del mio amore», poiché Egli vuole regnare, ed attraverso la devozione al suo Sacro Cuore intende agire per farlo nelle famiglie, nelle società e su tutti i popoli.

 

Pertanto, ridurre tale devozione al solo livello personale significa snaturarne il fine per cui ci è stato donato questo culto («Il culto del Cuore di Gesù non è per noi una semplice devozione, ma un vero rinnovamento di tutta la vita cristiana e l’evento più considerevole della Redenzione» p. Dehon) e diverrebbe quindi una falsa devozione; grande peccato non riscoprire un simile tesoro, concessoci da Dio proprio per questi tempi così oscuri.
Egli intende prendere possesso dei nostri poveri cuori donandoci il Suo infinitamente assetato di amore per noi, il suo Cuore regale per costruire il suo Regno.
Comunemente si pensa che il messaggio del Sacro Cuore a Margherita Maria abbia un carattere esclusivamente religioso,  tutt’altro, esso contiene infatti anche una richiesta sociale. Precisamente essa fu fatta nel 1689 attraverso la sua Santa M.M. e destinatario di tale richiesta era il Re di Francia Luigi XIV; Gesù in quest’ultima rivelazione disse espressamente che il” Sacro Cuore vuole regnare nella sua reggia, essere raffigurato sui suoi stendardi e inciso sulle sue armi, per renderle vittoriose su tutti i suoi nemici, abbattendo ai suoi piedi le teste orgogliose e superbe, per farlo trionfare su tutti i nemici della Chiesa» .
Dio, con questa ed altre richieste, intendeva proteggere la Civiltà Cristiana dalla Rivoluzione che serpeggiava tra le fila dei nemici della Religione, e con questo novello «segno celeste» far trionfare le imprese del Re e i Suoi diritti, quindi la regalità sociale di Gesù Cristo su tutti i popoli europei.
Tale volontà non fu esaudita ed ancora oggi ne paghiamo le drammatiche conseguenze, poiché viviamo in una società anticristica, ove i diritti dell’uomo prevalgono su quelli di Dio, e l’umanità si avvia per un futuro di schiavitù e perdizione: processo finale della Rivoluzione Francese, tragedia scaturita dal cedimento morale e spirituale della Francia (Europa), nazione che nel piano di Dio doveva guidare la riscossa cristiana contro l’illuminismo ed il razionalismo.
Proprio oggi occorre riscoprire questo grande tesoro che ci deriva dal Sacro Cuore di Gesù, UNICA FONTE DI VITA E SANTITA’, quale aiuto per scegliere da che parte stare, in quale esercito combattere, sotto quale stendardo militare, poiché la neutralità uccide l’anima. Gesù stesso ci ha detto che «nessuno può servire due padroni».  Abbiamo l’occasione di farlo sotto il magnifico e potente segno di vittoria che ci è stato donato. Possiamo e dobbiamo rispondere all’appello fatto al Re, cosicché diventare noi stessi, i nostri cuori, gli scudi e gli stendardi contro cui si infrangono i colpi dei nemici di Cristo.
Tale scelta esige spirito di riparazione e lotta, perchè consacrandoci al Sacro Cuore noi ci impegniamo a lottare per la costruzione del regno di Dio, per far trionfare i Suoi diritti su tutti i popoli.
Sotto questo stendardo hanno già combattuto molti nostri fratelli, dalla Vandea al Messico: adesso tocca a noi farlo, lasciandoci trafiggere anche noi dalla lancia del suo amore e confidando nella sua forza.
Hamon nella sua «Histoire de la dévotion au Sacre-Coeur de Jésus» ci ricorda l’avversione verso questo segno: «Migliaia di persone, di tutte le condizioni sociali e di entrambi i sessi, vennero arrestate, trascinate davanti ai tribunali rivoluzionari e poi gettate nelle prigioni, per il solo fatto di aver confezionato o di tenere con sé il più espressivo simbolo dell’ amore di Dio per gli uomini».
Se questo è quello che ci accadrà, significa che siamo sulla strada giusta, poiché il mondo ha odiato il nostro Salvatore e se lo vogliamo seguire veramente, saremo trattati allo stesso modo, consapevoli che dopo il Calvario Gesù trionfò sulla morte e (ri)aprì le porte dell’eternità.
A tal proposito giova ricordare le parole del venerabile Josè T. i Borges (1846-1916) circa l’ostilità verso il culto del Sacro Cuore: «La Rivoluzione è nemica dichiarata della devozione al Sacro Cuore di Gesù, perché un potente istinto le fa capire che è la devozione destinata a distruggerla».
Quindi, chi vuol essere vero devoto del Sacro Cuore, deve sapere che tale scelta comporta sacrificio e lotta perchè il Nemico sa che ci poniamo sotto la regalità di Cristo, sinonimo (per lui) di sconfitta, come testimonia anche Santa M. Maria in alcune sue lettere, nelle quali rivela che Gesù «regnerà nonostante i suoi nemici.. e Satana finirà umiliato con tutti i suoi seguaci».
Iniziamo, quindi, a farLo regnare nelle nostre famiglie – primo e fondamentale nucleo della società – oggi attaccate ferocemente da leggi inique, ed Egli – secondo le sue promesse – le proteggerà dagli assalti dell’inferno: in questo modo daremo un importante contributo alla santificazione e moralizzazione della società civile.
Come degno «sigillo» riporto le parole del grande pontefice PIO XII (Haurietis aquas):

 

«Desideriamo che tutti coloro che (…) lottano attivamente per stabilire il Regno di Gesù nel mondo,considerino la devozione al Sacro Cuore di Gesù come loro bandiera.(…) Volendo ardentemente opporre una sicura barriera alle empie macchinazioni dei nemici di Dio e della Chiesa, e anche far sì che le famiglie e le nazioni ritornino all’amore di Dio e del prossimo, non esitiamo a proporre la devozione al Sacro Cuore di Gesù come efficacissima scuola della carità divina, di questa carità sulla quale bisogna costruire il Regno di Dio nelle anime degli individui, nella società domestica e nelle nazioni».
Concludo, infine, con una preghiera tratta dalle «Meditazioni per la festa del Sacro Cuore» di san Giovanni Eudes, affinché sia anche la nostra intenzione per questo mese di Giugno:

 

«Imprimi nel mio cuore il tuo odio contro il mondo, che voglio detestare come un vero anticristo, dato che ti resta sempre avverso e ti ha crocefisso crudelmente».
Chiediamolo per l’intercessione della Beata Maria madre di Dio e nostra Regina, e del suo castissimo sposo San Giuseppe.