Ama et fac quod vis: in memoria di Gregory

Nota della Redazione: molto volentieri abbiamo acconsentito alla richiesta di Simone Gambini, nostro ottimo collaboratore, che ci chiedeva di poter ricordare qui su Radio Spada un caro e giovane amico, recentemente scomparso. Per se per un “fatto personale”, questo scritto riecheggia  i grandi temi che attraversano la vita dell’uomo: morte, eternità, amicizia, affetto.  All’amico Simone  le nostre più sentite e amicali condoglianze.

“Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”. (S. Agostino)

 

DEDICATO A GREGORY GIOVAGNOLI,

GRANDISSIMO BAMBINO, BUON CRISTIANO,

AMICO ALTRUISTA DAL CUORE GRANDE.

gregory

 

Chi come me ha sperimentato un lutto terribile e inspiegabile, ove la perdita di un bambino che sia il proprio figlio naturale e/o un figlio divenuto tale “spiritualmente e cristianamente”, non può non soffermarsi a riflettere, su quanto la società odierna abbia tremendamente bisogno di riappropriarsi della capacità di stupirsi e amare dei bambini; società che purtroppo sembra sempre più voler eliminare, specie ultimamente con le abominevoli leggi sull’aborto e favore della distruzione della composizione CRISTIANA E CLASSICA della famiglia.

LA CIVILTA’ A PARTIRE DALLA FINE DEL 1800, E’ ANDATA PROGRESSIVAMENTE ESTIRPANDO LO SPIRITO DEL BAMBINO CHE E’ IN LEI, DA OGNI AMBITO INTELLETTUALE, ARTISTICO, CREATIVO E SOPRATTUTTO RELIGIOSO.

Da quando l’UOMO si è sentito un gigante autonomo “in grado di fare tutto da sé” , senza aver bisogno di un Padre a cui ricorrere e chiedere consiglio, che in questo caso non  è un Padre qualunque, ma DIO stesso,  è divenuto adulto e ha allontanato il Bambino che è dentro di sé. Ha fatto come i discepoli che rimproveravano coloro che portavano i Bambini a Gesù:

 

oggi, così come ieri ci sono dei bambini vivaci e bambini più tranquilli. E’ i bambini vivaci facevano ressa davanti al Signore, per essere i primi ad andarGli vicino. Deve essere stata una scena molto piacevole. I discepoli li sgridarono piuttosto aspramente per tale mancanza di riguardo. Allora i piccoli ne furono intimoriti e non si azzardavano più ad accostarsi a Gesù. E’ un grande monito questo per tutti gli uomini di buona volontà, che provano in ogni modo ad impostare un “approccio comportamentalmente corretto” con Gesù.

“ Sinite parvulos venire ad me. Ne prohibueritis eos; talium est enim regnum Dei.”

<<Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso>>. E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.

I bambini non dovevano diventare adulti prima di andare da Lui. Il Signore desidera che gli adulti diventino come bambini. Gesù incoraggia quei fanciulli ad avvicinarsi ad Esso senza alcun timore, ed essi, facendosi coraggio, si affrettarono a venirGli vicino. Gesù allora impose loro le mani e li benedisse. Dopo averLo ringraziato, tutti ritornarono alle loro dimore, e Gesù si allontanò da quel luogo.[1]

Dunque se per ottenere la cosa piu’ preziosa al mondo, ossia la salvezza dell’anima ci e’ chiesto di essere come i bambini, quale altra cosa dovremmo dire, fare, operare e chiedere al Buon DIO, se non quella di vivere ogni istante e ogni evento della vita con la stessa capacità e il medesimo stupore dei fanciulli? Cos’altro è un adulto se non un pargolo che a volte ha smesso di stupirsi e imparare a ringraziare DIO per le piccole gioie e i piccoli miracoli di ogni giorno?

Ooh Signore! Come sarebbe bello un mondo popolato di santi bambini e bambine di tutte le età ossia da 0 a 100 anni! Quanti peccati si sfuggirebbero, quante invidie si estinguerebbero e soprattutto quante inutili guerre si eviterebbero!

Quale grande dono e miracolo è un Bambino se DIO stesso ha scelto di farsi piccolo e fragile come uno di loro per iniziare l’opera della Redenzione!….quanto è forte e potente infatti, la debolezza di un bambino, quanta saggia la sua povera erudizione, quanto amabile la sua semplicità, quanto ricca la sua povertà, quanto fertile la sua verginità, quanto sapiente la sua capacità di stupirsi, quanto beata la sua innocenza, quanto grande agli occhi di DIO il suo Amore. Disse infatti Gesù, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni, eppure il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui”…..chi è il più piccolo nel Regno di DIO se non colui che ha saputo Amare il suo Prossimo per tutta la vita con lo stesso Amore con cui amano i bravi bambini?

È proprio pensando a loro e inneggiando a loro, ossia a tutti noi che eravamo come loro e che talvolta ci dimentichiamo che lo siamo stati, che rivolgo questa preghiera, riadattata sulla poesia “Se” di R.Kipling.

 

«SE riesci a mantenere  il tuo animo retto quando tutti intorno a te
l’hanno perso e danno la colpa a te,
Se riesci ad avere fiducia in Dio quando tutti, compreso te dubitano di Lui,
meditando ogni giorno sui suoi Comandamenti.
Se sai aspettare senza mai stancarti del ritorno all’Ovile di ogni tuo fratello,
O essendo calunniato, ricambiare con lodi,
O essendo odiato, portare il Suo Amore,
Senza tuttavia voler apparire buono, né già Santo;

Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi idoli;
Se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine unico,

Se puoi pregare, senza farti lodare dagli uomini, ma nel nascondimento per piacere di più a Dio

Ed essere da Lui ricompensato.
Se sai incontrarti coll’Onore e con l’Umiliazione
accettandoli umilmente come doni e prove da parte di Dio per la tua Salvazione.
Se riesci a vivere e far trionfare la Verità che hai annunciato
distorta da furfanti per ingannare i piccoli,
O guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti ogni volta a ricostruirle con la costanza e la preghiera assidua.

Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E imparare a condividerle col prossimo senza attaccarti ad esse,
e saper amare colui che te le rovina o che le disprezza

perché riconosci in lui il volto di Cristo.

Se sai costringere la tua anima, la tua mente, il tuo cuore, e le tue forze
A servire al Supremo Fine quando sono sfiniti,ma ancora desiderosi di compiere il Bene
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Tranne la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se riesci a parlare ai fratelli e alle sorelle e conservare la tua virtù,
O passeggiare con i Papi e con i Re, senza perdere il contatto con i miti, i semplici e i puri di cuore,
Se non possono ferirti né i nemici né gli amici più cari,
Se per te ogni persona conta, ma nessuno più di Dio.
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Bambino, figlio mio!

 

Simone Petrus Basileus I.G.

In Die trigesimo

25 luglio 2013

 


[1] http://www.imitazionedicristo.it/

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