Il grande olocausto persiano

In un libro pubblicato qualche anno fa, il dott. Majd, ricercatore iraniano, propone una tesi interessante e storicamente valida, grazie alla documentazione minuziosa e attendibile. Majd, parla nella sua ricerca di un vero e proprio olocausto di circa otto milioni di iraniani ai tempi della Grande Guerra, genocidio perpetrato principalmente dalla truppe inglesi che occuparono l’Iran, soprattutto dal 1917 in poi.

In quel periodo gli inglesi depredarono il paese, anche se le autorità iraniane avevano dichiarato la loro neutralità nel conflitto. Gli inglesi derubarono gli iraniani di tutto, soprattutto di generi alimentari e altre cose legate alla sussistenza della nazione. Fu un vero e proprio saccheggio nazionale, che causò una immane carestia, col risultato di uccidere otto milioni di iraniani, olocausto questo del quale nessuno parla.


Interessante notare come la ricerca del dott. Majd si basa su documenti provenienti dagli archivi del governo nordamericano. Tali documenti sono venuti alla luce solo in questi anni, a distanza di un secolo da quegli eventi. Il libro al momento non è disponibile in Italia, ma vi sono interessanti articoli in inglese al riguardo.


The-Great-Famine-and-Genocide-in-Persia

The Great Famine and Genocide in Persia, 1917-1919
Author: Mohammad Gholi Majd
Paperback: 162 pages
Publisher: University Press Of America (August 2003)
Language: English
ISBN-10: 0761826335
fonte:iranmondo

Un commento a "Il grande olocausto persiano"

  1. #maxtonon   3 luglio 2013 at 8:59 am

    Non mi stupisco dell’accaduto. Gli Inglesi fecero la stessa identica cosa in Etiopia ed Eritrea dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo di occupazione. Smontarono tutto ciò che era smontabile e quello che non era utile/facile portar via lo distrussero.
    Si veda p.es. il Porto di Massaua costruito dagli italiani durante il breve periodo dell’Impero (1936-1941). L’unica cosa che non portarono via furono le strade. Per il resto gli “investimenti” molto cospicui che gli italiani fecero non restarono dopo la fine dell’occupazione a beneficio degli africani ma andarono a beneficio di Albione.
    Tra l’altro – se si avessero ancora dubbi riguardo a quest’ultima – mentre facevano le “verginelle” stracciandosi le vesti per le leggi razziali italiane, quando occuparono le colonie italiane si guardarono bene dall’abolirle arrivando così al paradosso che quelle leggi non erano più in vigore in Italia ma lo erano nelle colonie occupate dagli inglesi. E questo fino al 1950!

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