J. Ratzinger: dal battesimo al preservativo, attraverso la confessione

cravat

Nei precedenti studi abbiamo dimostrato, comparando la Fede Cattolica con alcuni scritti del “Papa emerito”, come la “dottrina di J. Ratzinger”, giovane “dottore privato” innovatore, si può dire, senza timore di esagerare, pare davvero essere una speculazione teologica in funzione anti-scolastica, di collegialità, di libertà “kantiana”, di dialogo interreligioso falso-ecumenista, di primato della coscienza. [ad oggi non sono state presentate confutazioni documentate agli studi, solo ipotesi, illazioni e qualche offesa] 

Ora, se consideriamo il J. Ratzinger “dottore privato” e se riconduciamo alcune sue dichiarazioni al semplice momento storico, certamente vittima di facili entusiasmi per la presunta “nuova Pentecoste” conciliare, nulla da recriminare, poiché se probabilmente non si ha una Fede solida, radicata nel Deposito, una Fede che antepone la ragione al sentimento (come deve essere), è molto probabile cadere in errore; se, purtroppo e come abbiamo dimostrato, alcune convinzioni di “fede personale” espresse in scritti ed interviste vengono traslate sotto altre forme in documenti di Governo della Chiesa, allora c’è da preoccuparsi seriamente. E tutti noi, forse a ragion veduta, siamo molto preoccupati.

Recentemente abbiamo studiato [1] negli scritti di J. Ratzinger ed in successivi documenti di Governo, come per il teologo tedesco il Primato di Pietro non sarebbe un vero e proprio Primato di Giurisdizione, ma semplicemente un “primato di onore”, nondimeno è emerso dai suoi scritti che “non è possibile avere reale speranza di unità se si vuol vincolare [Ortodossi e Protestanti]” all’osservanza “del Primato così come lo conosciamo nei secoli 19° e 20° [a seguito del Concilio Vaticano I]”. La questione essenziale, va detto, è che il Primato di Giurisdizione del Pontefice non è sindacabile, se si vuol rimanere di Fede Cattolica, poiché non è una norma che è stata posta dal legislatore ecclesiastico, ma questi si occupa solamente della sua osservanza, poiché rivelata da Dio.

Sempre in J. Ratzinger ed in successivi documenti di Governo della Chiesa sulla cosiddetta “collegialità” (torneremo sull’argomento in prossimi approfondimenti), abbiamo studiato [1] che [il Primato] “varrebbe la pena per noi considerare se questa antica confessione, che non ha nulla a che vedere con il “primato di giurisdizione”, ma confessa un primato di “onore” e di amore [agape], non potrebbe essere riconosciuta come una formula che adeguatamente riflette la posizione che Roma occupa nella Chiesa”; si ha anche l’audacia di affermare (come se da San Pietro che “scioglie  e lega” [1a] fino a Pio XII lo Spirito Santo avesse riposato tiepidamente conducendo Chiesa e pecorelle in errore) che “il regno di Dio soffre violenza […] in altre parole, Roma non deve richiedere dall’Oriente, riguardo alla dottrina del primato, più di quanto è stato formulato e vissuto nel primo millennio. Quando il patriarca Athenagora […] in occasione della visita del Papa […] lo ha designato come successore di s. Pietro, come il più stimato tra noi, come colui che presiede nella carità, questo grande leader della chiesa stava esprimendo il contenuto ecclesiale della dottrina del primato così come era conosciuto nel primo millennio. Roma non ha bisogno di chiedere di più”. Quindi Roma, secondo J. Ratzinger, dovrebbe chiedere solo un primato d’onore e non di giurisdizione.

Abbiamo dimostrato [1], invece, che la teoria di Ratzinger pare essere mera speculazione teologica in funzione della “collegialità” e del “falso ecumenismo” [2], una vera e propria “alterazione storica” del Primato.

Non ci ripeteremo adesso, poiché abbiamo ampiamente approfondito la questione nei precedenti studi, tuttavia un breve richiamo al Primato va fatto, poniamo all’attenzione del lettore un semplice rimando al Dizionario del Cristianesimo [Sinopsis, Roma, 1992, v. Primato]: “PRIMATO DI PIETRO è il potere di giurisdizione (e non solo primato di onore o prestigio morale) su tutta la Chiesa conferito da Cristo all’Apostolo e a tutti i suoi successori nella sede romana. Potere supremo per il quale il Papa è vero Capo, Pastore e Maestro di tutti i Vescovi, i sacerdoti, i fedeli; ai quali spetta solo obbedire, non discutere; approvare, non decidere…, e ciò unicamente perché Egli è Vicario di Cristo, Figlio di Dio… La sua autorità quindi è trascendente, derivata dall’Alto, non dal consenso, dai voti, dai criteri e dagli umori… del basso. Il Papa, egli solo, personalmente, convoca, costituisce e guida il Collegio dei Vescovi, rende ecumenico e autorevole un Concilio…, perché a lui – non ad altri -Cristo ha comandato di «confermare i fratelli nella fede» (cf. Summa Theologiae, II-II, q. 1, a. 10, c.; q. 185, a. 3, c.; 1um; III, q. 45, a. 3, 4um; q. 89, a. 3, 3um; Suppl., q. 20, a. 1, 1um; q. 22, a. 1, 1um; Summa contra Gentiles., IV, cc. 72, 74, 76; Exp. in Symb. Ap).”

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Joseph Ratzinger e il relativista Karl Rahner
Joseph Ratzinger e il relativista Karl Rahner

Nei precedenti studi [3] abbiamo constatato anche che, secondo J. Ratzinger (non secondo la Fede Cattolica), da cardinale prima e da Papa poi, è certo:

– che “la Chiesa assira dell’Oriente” è una “autentica Chiesa particolare, fondata sulla fede ortodossa”;

– che “La Chiesa assira dell’Oriente ha anche preservato la piena fede eucaristica nella presenza di nostro Signore” e in essa “si trovano veri sacramenti, soprattutto, in forza della successione apostolica, il sacerdozio e l’Eucaristia”;

– che “le parole dell’Istituzione Eucaristica sono di fatto presenti nell’Anafora di Addai e Mari”;

– che oggi “siamo testimoni di un nuovo integralismo che sembrerebbe di supporto a ciò che è strettamente Cattolico, ma in realtà lo corrompe dal di dentro. Produce sospetto e animosità, lontani dallo Spirito del Vangelo. C’è un’ossessione per la lettera, che stima la liturgia della Chiesa come invalida, ponendo se stessa fuori della Chiesa”;

– che “la validità della liturgia [Eucaristia] dipende primariamente, non da specifiche parole, ma dalla comunità della Chiesa”;

J. Ratzinger, da cardinale teologo prima e da Papa poi, ritiene [4] anche:

– che la “Chiesa non deve preoccuparsi per la conversione dei Giudei”;

– che “i Giudei sono una predica vivente”;

– che sono “nostri padri nella fede”;

– che “Israele conserva la propria missione”; 

– che Israele “al tempo giusto sarà salvata interamente”; 

– che “non è necessario conoscere o riconoscere Gesù come Figlio di Dio per essere salvati, se non ci sono ostacoli insormontabili, di cui egli non è colpevole” (Non si cita per nulla l’ignoranza invincibile o la pazzia; lo capiamo dal contesto poiché riguarda i ben informati Giudei, i quali conoscono Cristo e i Vangeli, e dalle successive prassi e dichiarazioni medesime a conferma). [4]

Anche in questi casi appena elencati, abbiamo dimostrato [3] [4] che purtroppo queste convinzioni personali di “fede ratzingeriana” sembrano aver condizionato l’operato dello stesso Benedetto XVI nel Governo della Chiesa ed abbiamo presentato degli studi, di facile lettura e comprensione, che dimostrano ampiamente come la Fede Cattolica, quella del Deposito, insegna altro.

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Rivista cattolica francese Informations Catholiques Internationales (n. 336 - May 15, 1969, p. 9)
Rivista cattolica francese “Informations Catholiques Internationales” (n. 336 – 15 Maggio 1969, p. 9)

Ratzinger e la condanna del Sant’Uffizio

Tutti gli elementi di studio presentati al lettore [1] [2] [3] [4] poggiano sul diritto DIVINO, ma se vogliamo un segnale anche dal Diritto ecclesiastico, una condanna (anche solo morale) di una autorità della Chiesa certamente cattolica, si può vedere qui in questo articolo di giornale circa il “sospetto di eresia” che fu riconosciuto in Ratzinger dal Sant’Uffizio prima del 1969. [non ho rinvenuto smentite alla notizia, se qualche lettore ha maggiori elementi a riguardo sarò ben lieto di pubblicarli, di integrarli e/o di correggere]

Joseph Ratzinger: tedesco, 45 anni, teologia dogmatica, ecumenismo; precedentemente sospetto [di eresia] dal Sant'Uffizio, membro della Commissione Fede e l'ecumenismo; lavoro rilevante (o pendente) in collaborazione con Karl Rahner: Primato e episcopato.
Joseph Ratzinger: tedesco, 45 anni, teologia dogmatica, ecumenismo; precedentemente sospetto [di eresia] dal Sant’Uffizio, membro della Commissione Fede e l’ecumenismo; lavoro rilevante (o pendente) in collaborazione con Karl Rahner: Primato e episcopato.

E’ notevole, inoltre, sottolineare come in questo articolo di giornale compaiano anche Karl Rahner (in condanna) ed Henri de Lubac. E rilevante è anche rimarcare che Henri de Lubac, sempre ritenuto eretico dai Cattolici “tradizionalisti” (cardinali, vescovi e teologi), è CITATO nell’enciclica SPE SALVI [n° 13 e n° 14] di Benedetto XVI! Non si era mai visto nella storia che un Papa citasse un probabile eretico in un documento di Magistero (non per confutarlo!!!). Invece ce lo si aspetterebbe tranquillamente da un “antipapa”, come è accaduto in passato.

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Per maggiori informazioni sulle eresie di Karl Rahner ed Henri de Lubac, rimando il lettore allo studio del testo “GETSEMANI, Riflessioni sul Movimento Teologico Contemporaneo” [card. Giuseppe Siri, FRATERNITA’ DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA – ROMA, pp. 22 e succ.]

Del rapporto di stretta collaborazione fra J. Ratzinger e Karl Rahner sicuramente ne riparleremo e studieremo a fondo il testo “Episcopato e primato” scritto a 4 mani dagli stessi 2 teologi nel 1961, seguito dal testo “Rivelazione e Tradizione” scritto dagli stessi nel 1965.

Andiamo avanti con coraggio. Come sempre ed anticipatamente, mi scuso con il lettore per eventuali piccole imprecisioni e, se presenti, sarò lieto di poter rimediare dietro segnalazione.

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Benedetto XVI al Magazine tedesco "Focus": «Sono anziano, basta ciò che ho fatto»
Benedetto XVI al Magazine tedesco “Focus”: «Sono anziano, basta ciò che ho fatto»

Ratzinger e la Penitenza (oggi “confessione”)

Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, 2011, [parlando a proposito di 1 Gv 1,8ss; Gc 5,16 e Didaché 4,14]: “Franz MuSSner, aderendo a Rudolf Knopf, commenta: <<in ambedue i testi si pensa ad una pubblica confessione del singolo>> (Jakobus-lrief, p. 226, nota 5). Sicuramente in questa confessione dei peccati, che comunque nell’ambito d’influsso del giudeo-cristianesimo faceva parte della vita della comunità delle origini cristiane, non si può individuare il sacramento della Penitenza nel senso di come esso si è sviluppato nel corso della storia della Chiesa, ma di certo <<una tappa verso di esso>>”[5].

In contro abbiamo la Fede Cattolica. Il Concilio di Trento ha detto: “Il Signore, poi, istituì il sacramento della penitenza principalmente quando, risorto dai morti, soffiò sui suoi discepoli dicendo: Ricevete lo Spirito santo; a coloro, cui rimetterete i peccati, saranno rimessi. A coloro cui li riterrete, saranno ritenuti. Che con questo avvenimento così importante e con queste parole così chiare, sia stato comunicato agli apostoli e ai loro legittimi successori il potere di rimettere o di ritenere i peccati, per riconciliare i fedeli caduti dopo il battesimo, il consenso di tutti i padri l’ha sempre così interpretato e la chiesa cattolica rigettò e condannò con piena ragione come eretici i Novaziani, che un tempo negavano ostinatamente il potere di rimettere i peccati. Perciò questo santo sinodo, approvando e accogliendo questo verissimo senso di quelle parole del Signore, condanna le fantastiche interpretazioni di quelli che traggono falsamente quelle parole a significare il potere di predicare la parola di Dio e di annunziare il vangelo del Cristo, contro l’istituzione di questo sacramento. […]”. 

CANONI (Concilio di Trento, Sessione XIV): 

3. “Se qualcuno dirà che le parole del Salvatore: Ricevete lo Spirito santo: saranno rimessi i peccati di quelli, cui li rimetterete e ritenuti a quelli cui li riterrete non devono intendersi del potere di rimettere e di ritenere i peccati nel sacramento della penitenza, come sempre, fin dall’inizio, ha interpretato la chiesa cattolica, e per contraddire l’istituzione di questo sacramento, ne falsa il significato come se si trattasse del potere di predicare il vangelo, sia anatema”;

6. “Se qualcuno negherà che la confessione sacramentale sia stata istituita da Dio, o che sia necessaria per volere divino o dirà che il modo di confessarsi segretamente al solo sacerdote, come ha sempre usato ed usa la chiesa cattolica fin dall’inizio, è estraneo all’istituzione e al comando del Cristo ed invenzione umana, sia anatema”.

Papa Leone XIII (in latino: Leo PP. XIII, nato Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci; Carpineto Romano, 2 marzo 1810 – Roma, 20 luglio 1903) è stato il 256º papa della Chiesa cattolica (dal 1878 alla morte).
Papa Leone XIII (in latino: Leo PP. XIII, nato Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci; Carpineto Romano, 2 marzo 1810 – Roma, 20 luglio 1903) è stato il 256º papa della Chiesa cattolica (dal 1878 alla morte).

Il Concilio di Trento ha definito ciò che la Fede Divina e Cattolica ha sempre insegnato, e ciò che Cristo stesso ha istituito per diritto DIVINO, e che quindi non può mutare. Infatti, come dice Leone XIII nella Apostolicae Curae: “la materia e la forma minima dei sacramenti sono stabiliti da Cristo per diritto divino, e neppure la Chiesa può cambiarli“!

Possibile che il “fine teologo” Ratzinger non sappia queste cose elementari?

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Sebastiano Ricci, Papa Paolo III ha la visione del Concilio di Trento. Olio su tela, 1687-1688, Piacenza, Musei Civici
Sebastiano Ricci, Papa Paolo III ha la visione del Concilio di Trento. Olio su tela, 1687-1688, Piacenza, Musei Civici

Ratzinger e il Concilio di Trento

Come abbiamo quindi appreso, le dichiarazioni di Benedetto XVI anche in questo caso sembrano non essere ortodosse, non di Fede Cattolica, ma egli non è nuovo a criticare anche cose dette dal Concilio di Trento. Infatti disse con spregio: Joseph Ratzinger, Feast of Faith, 1981, p. 130: “Il Concilio di Trento conclude le sue affermazioni sul Corpo di Cristo con qualcosa che offende le nostre orecchie ecumeniche ed ha senza dubbio contribuito non poco verso lo screditare questo banchetto nell’opinione dei nostri fratelli protestanti. Ma se noi purifichiamo la sua formulazione dal tono appassionato del 16° secolo, saremmo sorpresi da qualcosa di grande e positivo …”.

Fa meraviglia che oggi i modernisti tradizionali esaltino così tanto Benedetto XVI a discapito del “povero” Francesco (Bergoglio), e spesso lo facciano per via della liturgia tradizionale (volgarmente detta “Tridentina”) così apparentemente stimata e favorita da Ratzinger. A fronte di certe dichiarazioni io ci andrei molto cauto a discriminare un “Vescovo di Roma” in favore di un “Papa emerito”.

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J. Ratzinger "adora Dio" con una spett.le ministra protestante
J. Ratzinger “adora Dio” con una spett.le ministra protestante

Ratzinger e il Battesimo

Joseph Ratzinger, Principles of Catholic Theology, 1982, p. 43: “… Il conflitto circa il battesimo dei bambini mostra l’estensione di come abbiamo perso di vista la vera natura della fede, del battesimo e dell’appartenenza alla Chiesa […] Ovunque è separato dal catecumenato, il battesimo perde la sua ragion d’essere”.

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[ATTENZIONE: questo unico paragrafetto “Ratzinger e il Battesimo” potrebbe contenere una errata traduzione del testo originale pubblicato in tedesco, traduzione che ne altererebbe totalmente in contenuto. Si legga la nota 2a per approfondire E’ FONDAMENTALE, N.d.A.]

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Altra dichiarazione ovviamente eterodossa che intacca la Dottrina Cattolica sui sacramenti. Lo abbiamo visto circa l’eucaristia [3], circa la penitenza ed ora anche circa il battesimo. Sembra assurdo e non voglio crederci, ma lo ha scritto e detto!

Se trattasi di eresia, inoltre, questa eresia non va solo contro il battesimo, ma è anche un’eresia contro le fonti della Rivelazione e contro l’inerranza! Sappiamo, infatti, per TRADIZIONE APOSTOLICA, che il battesimo veniva impartito ai bambini. O forse J. Ratzinger ha altre fonti che noi non conosciamo e che non si possono sapere?

Noi cattolici, ad esempio, stiamo ancora aspettando le fonti promesse da Paolo VI dalle quali si evince che la liturgia del N.O. Missae avvicina alla Chiesa delle origini; sono passati quasi 45 anni ed ancora stiamo aspettando. [v. Breve esame critico al N.O.M., monsignor Guerard Des Lauriers, card. Ottaviani e Bacci]

In contro abbiamo il CONCILIO DI TRENTO: “Chi nega che i fanciulli, appena nati debbano esser battezzati, anche se figli di genitori battezzati oppure sostiene che essi sono battezzati per la remissione dei peccati, ma che non contraggono da Adamo alcun peccato originale, che sia necessario purificare col lavacro della rigenerazione per conseguire la vita eterna, e che, quindi, per loro la forma del battesimo per la remissione dei peccati non debba credersi vera, ma falsa sia anatema. Infatti, non si deve intendere in altro modo quello che dice l’apostolo: Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e col peccato la morte, così la morte si è trasmessa ad ogni uomo perché tutti gli uomini hanno peccato , se non nel senso in cui la chiesa cattolica universale l’ha sempre inteso. Secondo questa norma di fede per tradizione apostolica anche i bambini, che non hanno ancora potuto commettere peccato, vengono veramente battezzati, affinché in essi sia purificato con la rigenerazione quello che contrassero con la generazione. Se, infatti, uno non rinasce per l’acqua e lo Spirito santo, non può entrare nel regno di Dio” .

Quindi, secondo Ratzinger, il Concilio di Trento ha “perso di vista la vera natura della fede, del Battesimo, della appartenenza alla Chiesa” … Secondo lui, e lo ha scritto!

V’è di più: 

1) Oppure, secondo Ratzinger, la Tradizione Apostolica è errata? E gli Apostoli non lo amministravano ai bambini; il che salva gli Apostoli ma nega la divinità della Tradizione Apostolica, il che è eresia uguale, come se si dicesse in politichese che la Bibbia sbaglia. 

Il Catechismo Maggiore di San Pio X, e della Chiesa Cattolica
Il Catechismo Maggiore di San Pio X, e della Chiesa Cattolica

Da qui San Pio X, Catechismo Maggiore: “874 D. Dove si contengono le verità che Dio ha rivelato? R. Le verità che Dio ha rivelato si contengono nella Sacra Scrittura e nella Tradizione. 889 D. Ditemi: che cosa è la Tradizione? R. La Tradizione é la parola di Dio non scritta, ma comunicata a viva voce da Gesù Cristo dagli Apostoli, e giunta inalterata, di secolo in secolo per mezzo della Chiesa fino a noi. 890 D. Dove si contengono gl’insegnamenti della Tradizione? R. Gl’insegnamenti della Tradizione si contengono principalmente nei decreti dei Concilî, negli scritti dei santi Padri, negli atti della Santa Sede, nelle parole e negli usi della sacra Liturgia. 891 D. In qual conto si deve tenere la Tradizione? R. La Tradizione si deve tenere in quel medesimo conto in che si tiene la parola di Dio rivelata, contenuta nella Sacra Scrittura”.

2) Oppure, secondo Ratzinger, la Tradizione Apostolica non è errata, veramente la Chiesa dall’era apostolica amministrava il Battesimo ANCHE ai bambini, MA tutta la Chiesa sbagliava, aveva “perso di vista la vera natura della fede, del battesimo e dell’appartenenza alla Chiesa…”, PERSINO GLI APOSTOLI, secondo Ratzinger avevano “perso di vista la vera natura della fede, del battesimo e dell’appartenenza alla Chiesa…”!

O forse “grazie ai nostri fratelli protestanti”, che ci hanno detto che i bambini non vanno battezzati, abbiamo ripreso di vista queste cose? Infatti anche i protestanti criticano il battesimo dato ai bambini. Scusatemi ma il dubbio sorge spontaneo.

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Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi è un libro-intervista scritto da Peter Seewald e papa Benedetto XVI, pubblicato nel 2010
Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi è un libro-intervista scritto da Peter Seewald e papa Benedetto XVI, pubblicato nel 2010

Benedetto XVI e il preservativo

Benedetto XVI, Luce del Mondo (2010): “Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità […] con l’intenzione di diminuire il pericolo di contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana”. [6]

Giustificati”? Sessualità “più umana” (fatta in modo contro natura)? Primo passo verso una “moralizzazione”? Atto di “responsabilità”?

Ora, se stessimo facendo un discorso alle Nazioni Unite (e se non siamo Papa, cardinale, vescovo, prete o laico della Chiesa Cattolica) è un conto, ma visto che stiamo parlando di teologia cattolica, una frase del genere pare essere fuori dalla grazia di Dio. Cosa ne penserebbe Papa Pio XI? Vediamolo. 

In questa enciclica, papa Pio XI volle ratificare quanto cinquant'anni prima aveva affermato Leone XIII nell'enciclica Arcanum Divinae sulla dignità e sacralità del matrimonio cristiano. In primo luogo il Pontefice volle esprimere il suo dissenso verso l'ampia immoralità sessuale che si andava diffondendo e soprattutto verso chi, in nome di tale immoralità, osava vanificare la santità e l'indissolubilità del connubio matrimoniale
Papa Pio XI volle ratificare quanto cinquant’anni prima aveva affermato Leone XIII nell’enciclica Arcanum Divinae [7]

Papa Pio XI, Casti Connubii: “Ma per venire ormai, Venerabili Fratelli, a trattare dei singoli punti che si oppongono ai diversi beni del matrimonio, il primo riguarda la prole, che molti osano chiamare molesto peso del connubio e affermano doversi studiosamente evitare dai coniugi, non già con l’onesta continenza, permessa anche nel matrimonio, quando l’uno e l’altro coniuge vi consentano, ma viziando l’atto naturale. E questa delittuosa licenza alcuni si arrogano perché, aborrendo dalle cure della prole, bramano soltanto soddisfare le loro voglie, senza alcun onere; altri allegano a propria scusa la incapacità di osservare la continenza, e la impossibilità di ammettere la prole a cagione delle difficoltà proprie, o di quelle della madre, o di quelle economiche della famiglia. Senonché, non vi può esser ragione alcuna, sia pur gravissima, che valga a rendere conforme a natura ed onesto ciò che è intrinsecamente contro natura. E poiché l’atto del coniugio è, di sua propria natura, diretto alla generazione della prole, coloro che nell’usarne lo rendono studiosamente incapace di questo effetto, operano contro natura, e compiono un’azione turpe e intrinsecamente disonesta. Quindi non meraviglia se la Maestà divina, come attestano le stesse Sacre Scritture, abbia in sommo odio tale delitto nefando, e l’abbia talvolta castigato con la pena di morte, come ricorda Sant’Agostino: «Perché illecitamente e disonestamente si sta anche con la legittima sposa, quando si impedisce il frutto della prole. Così operava Onan, figlio di Giuda, e per tal motivo Dio lo tolse di vita ». Pertanto, essendovi alcuni che, abbandonando manifestamente la cristiana dottrina, insegnata fin dalle origini, né mai modificata, hanno ai giorni nostri, in questa materia, preteso pubblicamente proclamarne un’altra, la Chiesa Cattolica, cui lo stesso Dio affidò il mandato di insegnare e difendere la purità e la onestà dei costumi, considerando l’esistenza di tanta corruttela di costumi, al fine di preservare la castità del consorzio nuziale da tanta turpitudine, proclama altamente, per mezzo della Nostra parola, in segno della sua divina missione, e nuovamente sentenzia che qualsivoglia uso del matrimonio, in cui per la umana malizia l’atto sia destituito della sua naturale virtù procreatrice, va contro la legge di Dio e della natura, e che coloro che osino commettere tali azioni, si rendono rei di colpa grave. Perciò, come vuole la suprema autorità Nostra e la cura commessaCi della salute di tutte le anime, ammoniamo i sacerdoti che sono impegnati ad ascoltare le confessioni e gli altri tutti che hanno cura d’anime, che non lascino errare i fedeli loro affidati, in un punto tanto grave della legge di Dio, e molto più che custodiscano se stessi immuni da queste perniciose dottrine, e ad esse, in qualsiasi maniera, non si rendano conniventi. Se qualche confessore o pastore delle anime, che Dio non lo permetta, inducesse egli stesso in simili errori i fedeli a lui commessi, o, se non altro, ve li confermasse, sia con approvarli, sia colpevolmente tacendo, sappia di dovere rendere severo conto a Dio, Giudice Supremo, del tradito suo ufficio, e stimi a sé rivolte le parole di Cristo: «Sono ciechi, e guide di ciechi: e se il cieco al cieco fa da guida, l’uno e l’altro cadranno nella fossa» [Matth., XV, 14; S. Offic., 22 Nov. 1922]”.

Spero che prima o poi Qualcuno faccia chiarezza e ci liberi da tutti questi dubbi che J. Ratzinger ci ha inculcato.

Carlo Di Pietro

Note:
PS: questo breve studio non vuol essere un attacco al Papato o alla Chiesa. Data la situazione attuale si potrebbe ipotizzare una probabile vacanza o uno stato di privazione della Sede Apostolica e ciò offrirebbe numerose spiegazioni, tuttavia non spetta certo a me dirlo. 
[1] http://radiospada.org/2013/07/04/j-ratzinger-e-il-primato-di-pietro/
[1a] “legare” e “sciogliere” hanno un significato molto preciso nel linguaggio biblico. In materia dottrinale, legare e sciogliere significano proibire e permettere. Dunque il Papa ha il potere di proibire o permettere, cioè di dichiarare, sancire lecita o illecita una dottrina di fede. Nel campo giuridico e disciplinare, legare e sciogliere significano condannare o assolvere. Quindi, il Papa ha il potere, datogli da Gesù Cristo, di sancire, di confermare come lecito o illecito un comportamento, di dichiararlo morale o immorale. E questo potere – lo ricordiamo – viene riconosciuto anche in Cielo, cioè da Dio stesso in persona: “Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli“, dice chiarissimamente il Vangelo di san Matteo al capitolo XVI. [Diz. Apologetica cattolica, OnLine, V. Primato Pietro]
[2] http://radiospada.org/2013/06/18/il-falso-ecumenismo/
[2a] IMPORTANTE (FONDAMENTALE): Un commentatore all’articolo, tal A. Hofer, faceva notare, tolte le offese gratuite, che una parziale traduzione in italiano [non acclude foto della pagina] del testo originale in lingua tedesca Theologische Prinzipienlehre, è stata pubblicata nel 1986 da Morcellania. Secondo il commentatore, la frase presentata in italiano sarebbe: «La controversia sul battesimo dei bambini è un segno che ci mostra come noi abbiamo perso di vista l’essenza della fede nel battesimo e della appartenenza alla Chiesa» (p. 43). «controversia» cui Ratzinger accenna (nel paragrafo “Il problema del battesimo dei bambini“) riguarda l’ obiezione mossa al battesimo impartito ai neonati, che rappresenterebbe una limitazione alla libera scelta dell’individuo. Farsene latori significa essere «diventati incerti della fede cristiana» e percepirla «più come un gravame che come una grazia; una grazia si può donarla, un peso lo si deve caricare su di sé da soli» (p. 41).
La versione inglese dello stesso brano Principles of Catholic Theology, Ignatius,1982, p. 43, quella usata nella traduzione qui presente, è invece “The conflict over infant baptism shows the extent to which we have lost sight of the true nature of faith, baptism and membership in the Church.  Once we begin to understand again, it will be clear to us that baptism is neither the imposition of burdens about which we should have been allowed to make our own decision nor acceptance by a society into which we have been forced without being consulted in advance but rather the grace of that meaning which, in the crisis of selfdoubting mankind, can alone enable us to rejoice in being human.  It is obvious also that the meaning of baptism is destroyed wherever it is no longer understood as an anticipatory gift but only as a selfcontained rite.  Wherever it is severed from the catechumenate, baptism loses its raison d’etre” ovvero “Ovunque sia separato dal catecumenato, il battesimo perde la sua ragion d’essere”.
Se la versione inglese è corretta, il presente paragrafo (Ratzinger e il Battesimo ) ha ragion d’esistere; se la versione tedesca è stata tradotta correttamente in italiano, è ovvio che il commentatore A. Hofer ha effettuato un’ottima segnalazione e quindi il presente paragrafo (Ratzinger e il Battesimo) deve essere ignorato. Lo studio comunque è stato introdotto così “Come sempre ed anticipatamente, mi scuso con il lettore per eventuali piccole imprecisioni e, se presenti, sarò lieto di poter rimediare dietro segnalazione”. Si ringrazia quindi A. Hofer per aver commentato e si invitano futuri lettori a postare la versione originale in tedesco [fotografata] per dirimere definitivamente la questione; sarebbe un grandissimo gesto di carità per la verità.
[3] http://radiospada.org/2013/06/27/j-ratzinger-leucaristia-e-il-racconto-dellistituzione/
[4] http://radiospada.org/2013/06/23/il-papa-emerito-il-vescovo-di-roma-e-il-giudaismo/
[5] http://books.google.it/books?id=Bxx6t6eHcQoC&pg=PT66&lpg=PT66&dq=%22il+sacramento+della+Penitenza+nel+senso+di+come+esso+si+%C3%A8+sviluppato+nel+corso+della+storia+della+Chiesa%22&source=bl&ots=9ShQIzGrlT&sig=7TfZb65_juUEJUmafy-6xid0Jns&hl=it&sa=X&ei=HnfhUde3NrKM4gTW4YGQBg&ved=0CC8Q6AEwAA
[6] La citazione completa [leggibile qui] è riportata in minuscolo ed analisi dell’interpretazione scritta in maiuscolo e fra parentesi quadre.
Benedetto XVI dice: Vi possono essere singoli casi motivati [STA MOTIVANDO, ACCONSENTE IN PRIMIS], ad esempio quando uno che si prostituisce [UN GAY? UN UOMO?] utilizza un profilattico [PECCATO MORTALE], e questo può essere [CONSIDERA L’IPOTESI BUONA] un primo passo verso la moralizzazione [PROFILATTICO USATO DA PROSTITUTO = MORALE], un primo elemento di responsabilità [SI RITIENE RESPONSABILE L’USO DI PRESERVATIVO PER L’ATTO IMPURO E CONTRO NATURA] per sviluppare di nuovo una consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole [DICE CHE USARE IL PRESERVATIVO SERVE PER FAR CAPIRE CHE NON E’ SEMPRE PERMESSO IL SESSO SENZA PRESERVATIVO, DISCORSO PIENO DI AMBIGUITA’, O CHE FORSE IL RAPPORTO COMPLETO FRA UOMINI NON E’ PERMESSO PERCHE’ PROVOCA MALATTIE E QUINDI E’ “GIUSTIFICABILE” L’USO DEL PRESERVATIVO PER CAPIRE CIO’?]. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’HIV [CERTO, MA NON LO ESCLUDE TOTALMENTE, INFATTI PRIMA PARLA DI “SINGOLI CASI MOTIVATI”, “USO DI PRESERVATIVO”, “ELEMENTO DI RESPONSABILITA’” “CONSAPEVOLEZZA DEL NON TUTTO E’ PERMESO”, QUINDI “USARE IL PRESERVATIVO PER REGOLARE LA SESSUALITA’ EVITANDO LA MALATTIA”]. Esso, in realtà, deve consistere nell’umanizzazione della sessualità [QUALE? CHE SIGNIFICA? QUI NON SI VUOL ESCLUDERE L’USO DEL PRESERVATIVO, SI CITA UNA “UMANIZZAZIONE DELLA SESSUALITA” CHE, COMUNQUE IN “SINGOLI CASI MOTIVATI” PREVEDE “L’USO DEL PRESERVATIVO” COME “ELEMENTO DI RESPONSABILITA’” E PER ACQUISIRE LA “CONSAPEVOLEZZA DEL NON TUTTO E’ PERMESO”].
Alla domanda: Questo significa, dunque, che la Chiesa Cattolica non è fondamentalmente contraria all’uso dei profilattici?
LA RISPOSTA CORRETTA E’: NO. LA CHIESA E’ CONTRARIA TOTALMENTE E SEMPRE ! IL PRESERVATIVO NON E’ UN RIMEDIO PER L’HIV NE’ OGGI E NE’ MAI.
Benedetto XVI risponde: “La Chiesa naturalmente, non considera i profilattici come la soluzione autentica e morale [DICE PROBABILMENTE IL CONTRARIO DI QUANTO PRIMA AFFERMATO, CREANDO CONFUSIONE E AMBIGUITA’]. In un caso o nell’altro [QUALI CASI? SESSO FRA CONIUGI, SESSO FRA AMANTI, SESSO FRA UOMINI, SESSO FRA ETERO, SESSO CON BESTIE], nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio [OTTIMA INTENZIONE, BUONA COSA], può rappresentare [NE ACCONSENTE L’USO, LO GIUSTIFICA, PER L’INTENZIONE DI “DIMINUIRE IL CONTAGIO”] tuttavia un primo passo [NO, E’ UN PASSO DIABOLICO, MAI ACCETTABILE, NE’ PRIMO E NE’ ULTIMO, ACCONSENTIRE AL PECCATO SIGNIFICA CREARE IL VIZIO SUCCESSIVAMENTE, CREARE DEI PRECEDENTI GIUSTIFICABILI, MA UN PECCATO CONTRO NATURA NON PUO’ PORTARE AL BENE] sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana [CHE COSA SIGNIFICA? AMBIGUITA’ ULTERIORE. SIGNIFICA FORSE CHE E’ PROPRIO GRAZIE ALL’USO DI PRESERVATIVO CHE L’UOMO DOVREBBE CAPIRE QUALE E’ LA GIUSTA SESSUALITA’?].
CONCLUSIONE FINALE: La verità è che l’uso del preservativo non è accettabile, non è “acconsentibile”, non porta al bene, non è mai approvabile, non ne dovrebbe neanche parlare un Pontefice. Papa Felice III (483-492 d.C.): “Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto” (citato da Papa Leone XIII nella sua lettera ai Vescovi italiani del 8/12/1892)
Per la Dottrina Cattolica le “cose intrinsecamente disordinate” non sono mai giustificabili, né fattibili, né ipotizzabili, neppure per ottenere un bene: il “bene naturale” (es. evitare HIV) non giustifica, non motiva e non implica, neanche indirettamente, neanche per un secondo e neanche per ipotesi intermedia un “male soprannaturale” “intrinsecamente disordinato” (es. un peccato contro natura, es. uso del preservativo). Per Fede Cattolica non si pone neanche il dubbio, l’ambiguità, l’ipotesi: non se ne parla. San Pio x dice, nel Catechismo Maggiore, che “il peccato è offesa infinita”, perché offende Dio. Per questo Dio Padre, ad esempio, disse a Santa Caterina che “se con 1 solo peccato veniale si potessero togliere tutte le anime dall’inferno non sarebbe giusto commetterlo; perché l’offesa infinita è superiore”.
[7] In questa enciclica, papa Pio XI volle ratificare quanto cinquant’anni prima aveva affermato Leone XIII nell’enciclica Arcanum Divinae sulla dignità e sacralità del matrimonio cristiano. In primo luogo il Pontefice volle esprimere il suo dissenso verso l’ampia immoralità sessuale che si andava diffondendo e soprattutto verso chi, in nome di tale immoralità, osava vanificare la santità e l’indissolubilità del connubio matrimoniale. Relativizzare l’uso del preservativo, per qualsiasi ragione, non è un principio di Dottrina Cattolica, non è Fede Cattolica.

38 Commenti a "J. Ratzinger: dal battesimo al preservativo, attraverso la confessione"

  1. #Teo   13 luglio 2013 at 8:16 pm

    Una Ricerca con la R maiuscola!!!!!

    Grazie!!!

    Pensare che vi sono i soliti cechi nella fede e quindi nella ragione, che stravedono per questo ‘papa emerito’ o meglio questo pensionato vestito di bianco ……

    e si stracciano le vesti se lo si critica….. poveretti/e.

    Avrei da porle una domanda, l’articolo dove si dice che ratzinger è stato condannato dal S.Uffizio è affidabile? e ancora del GPII, nulla è uscito in merito?

    Grazie.

    Rispondi
    • #ricciotti   14 luglio 2013 at 3:30 am

      Grazie per aver commentato.
      Come sempre, tutto il citato è confermato da più fonti, da anni.
      In caso di smentite o obiezioni, tutto sarà qui annotato.
      Su Giovanni Paolo II non risultano condanne.
      Il bacio al Corano basta e avanza.
      Ora, se il bacio fosse stato un peccato personale, casomai per paura o per costrizione, farebbe di Giovanni Paolo II un peccatore o un vile (per esempio), ma visto che non risultano successivi rimedi allo scandalo e visto che la sua prassi ha confermato il gesto, penso che sia lecito parlare di vero e proprio crimine contro la fede e grave scandalo.
      Santa notte.

      Rispondi
  2. #LDCaterina63   13 luglio 2013 at 9:10 pm

    Senza dubbio che fino al 1968 è lo stesso Ratzinger a confessare nella sua autobiografia, di aver compreso che anche lui si stava lasciando trascinare dalla corrente sbagliata, ma ebbe il coraggio di ammetterlo e di ritirarsi da quella compagnia….. questo l’articolo però non lo dice e non mi sembra corretto verso chi, leggendo, non conosce i fatti che qui vengono presentati per metà, ossia solo da un punto di vista, in modo assai soggettivo…. 😉
    da Pontefice Benedetto XVI, sulla Confessione e sul Confessionale si è espresso dottrinalmente, sarebbe corretto inserirlo nell’articolo:
    “È, infatti, un incontro attorno alla Croce, una celebrazione della misericordia di Dio che nel Sacramento della confessione ognuno di voi potrà sperimentare personalmente. (..)
    Questa sera, accostandovi al Sacramento della confessione, potrete fare l’esperienza del “dono gratuito che Dio ci fa della sua vita, infusa nella nostra anima dallo Spirito Santo per guarirla dal peccato e santificarla” (CCC, 1999) affinché, uniti a Cristo, diventiamo creature nuove (cfr 2 Cor 5,17-18).
    Cari giovani della Diocesi di Roma, con il Battesimo voi siete già nati a vita nuova in virtù della grazia di Dio. Poiché però questa vita nuova non ha soppresso la debolezza della natura umana, né l’inclinazione al peccato, ci è data l’opportunità di accostarci al Sacramento della confessione. Ogni volta che lo fate con fede e devozione, l’amore e la misericordia di Dio muovono il vostro cuore, dopo un attento esame di coscienza, verso il ministro di Cristo.
    A lui, e così a Cristo stesso, esprimete il dolore per i peccati commessi, con il fermo proposito di non peccare più in avvenire e con la disponibilità ad accogliere con gioia gli atti di penitenza che egli vi indica per riparare il danno causato dal peccato. Sperimentate così il perdono dei peccati; la riconciliazione con la Chiesa; il ricupero, se perduto, dello stato di grazia; la remissione della pena eterna meritata a causa dei peccati mortali e, almeno in parte, delle pene temporali che sono conseguenza del peccato; la pace e la serenità della coscienza, e la consolazione dello spirito; l’accrescimento delle forze spirituali per il combattimento cristiano di ogni giorno”.
    (Omelia Benedetto XVI 29.3.2007)

    Rispondi
    • #ricciotti   14 luglio 2013 at 3:39 am

      Grazie per aver commentato,
      Va detto:
      – il commento ripete quello che ho scritto in articolo: a) del Ratzinger forse vittima del periodo è stato scritto; b) dell’approfondimento futuro sui testi con Rahner è stato scritto;
      – della Penitenza confermo quanto presentato in studio e circostanziato;
      – ricordo che stiamo parlando di un cardinale prima, poi Papa, quindi alcune dichiarazioni contrarie al Diritto Divino non sono ammesse ne’ oggi, ne’ nel 1980, ne’ mai. Non stiamo confutando gli studi di Mancuso o di Odifreddi, ma di Ratzinger, quindi attenzione!
      Dispiace dover constatare certe verità.
      Santa notte.

      Rispondi
      • #LDCaterina63   14 luglio 2013 at 3:46 pm

        Ringrazio lei Ricciotti e riconfermo che quella omelia del 2007 riportata mi conferma l’ortodossia di Benedetto XVI sul Sacramento della Confessione, ritengo che questo sia il nocciolo di fondo: dare prova che nel suo magistero si sia espresso dottrinalmente e questa omelia ne è una prova 😉

        Rispondi
  3. #LDCaterina63   13 luglio 2013 at 10:56 pm

    Caro Carlo, tu scrivi:

    Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi è un libro-intervista scritto da Peter Seewald e papa Benedetto XVI, pubblicato nel 2010

    Benedetto XVI e il preservativo

    Benedetto XVI, Luce del Mondo (2010): “Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità […] con l’intenzione di diminuire il pericolo di contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana”.

    “Giustificati”? Sessualità “più umana” (fatta in modo contro natura)? Primo passo verso una “moralizzazione”? Atto di “responsabilità”?

    Ora, se stessimo facendo un discorso alle Nazioni Unite (e se non siamo Papa, cardinale, vescovo, prete o laico della Chiesa Cattolica) è un conto, ma visto che stiamo parlando di teologia cattolica, una frase del genere pare essere fuori dalla grazia di Dio. Cosa ne penserebbe Papa Pio XI? Vediamolo.

    http://radiospada.org/2013/07/13/j-ratzinger-dalla-confessione-al-preservativo-attraverso-il-battesimo/
    **********************

    Con questa “presentazione ed…. estrapolazione non solo del finale della risposta del Papa, ma anche tagliata (prima delle parole qui riportate dopo la parentesi quadra, c’era un altra domanda), si cita poi Pio XI facendo passare così Benedetto XVI per… eretico, o come colui che ha abbracciato un sì ai profilattici!
    NO! E’ scorretto questo sistema, con quelle quattro parole estrapolate non si comprende affatto cosa ha detto davvero il Papa in atema e senza dimenticare che su altre domande, quali la difesa della vita e la funzione del matrimonio, egli rammenta l’Humanae vitae di Paolo VI difendendola e ritenendola ancora oggi validissima, e tutti sappiamo che quella enciclica condanna qualsiasi contraccezione…. ma con queste frasi estrapolate si fa dire al Papa ciò che non ha detto…..

    Allora, facciamo un pò di ordine ai pensieri, ho il libro davanti a me…. L’errore di molti commentatori è stato di leggere le parole del Papa attraverso la dicotomia lecito/illecito. Laddove il Papa dice che “quando un prostituto [o prostituta] utilizza un profilattico (pag.171), e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità”, molti hanno pensato: per il Papa in tal caso quel comportamento diventa dunque lecito.
    Innanzi tutto ci fu un’errore di traduzione fino ad arrivare a quel giornalista dell’Associated Press, citato da Introvigne, che ha titolato il suo pezzo “Il Papa: la prostituzione maschile è ammissibile se si usa il preservativo”…. 😉 ma per favore su!!
    Ma anche senza arrivare a questi estremi di mala-comprensione, quelli che hanno espresso o entusiasmo per un asserito revirement del Papa, o sconcerto per una ipotizzata contraddizione rispetto al Magistero anteriore, non hanno colto appieno che per il Papa non solo l’atto impuro, ma anche l’uso del preservativo resta comunque illecito (anche in un rapporto eterosessuale, in cui esso può avere effetti anticoncezionali).

    In sostanza il Papa si è espresso come si espresse san Paolo a riguardo degli appettiti…. a tavola: “tutto mi è lecito – spiega 1Cor.6,12 – ma non tutto giova. Tutto mi è lecito!. Ma io non mi lascerò dominare da nulla.”
    Infatti, nella parte “censurata” della citazione spiega invece diversamente: “e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto CHE NON TUTTO E’ PERMESSO E CHE NON SI PUO’ FARE TUTTO CIO’ CHE SI VUOLE. TUTTAVIA QUESTO NON E’ IL MODO VERO E PROPRIO PER VINCERE L’INFEZIONE DELL’HIV….”
    Benedetto XVI dunque, nel dire che: “Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico…” NON intendeva affatto dire che ciò era un bene, perchè nella citazione fatta da Carlo, manca il finale all’esempio portato dal Papa 😉 quindi, il fatto che vi possano essere “singoli casi” che FAREBBERO credere accettabile il profilattico, il Papa ribadisce che: QUESTO NON E’ IL MODO VERO E PROPRIO PER VINCERE L’INFEZIONE DELL’HIV….

    Perciò, caro Carlo (è mio cugino, come un fratello, perciò mi rivolgo a lui confidenzialmente e con profondo affetto ed anche perchè su molte cose la pensiamo alla stesso modo 😉 ), i termini usati dal Papa: “Giustificati”? Sessualità “più umana” (fatta in modo contro natura)? Primo passo verso una “moralizzazione”? Atto di “responsabilità”? per poi rispondere con Pio XI come se Benedetto XVI avesse detto dellestramberie, sono stati da te estrapolati per fargli dire cose che il Papa non ha affatto voluto dire, basta leggere TUTTA LA RISPOSTA e il finale correttamente integrato per capire che il Papa, non potendo ovviamente VIETARE MATERIALMENTE oggi l’uso dei profilattici, ribadisce IL DIVIETO DIVINO attraverso una presa di coscienza su ciò che è giusto e su ciò che è sbagliato partendo semmai, dalla corretta concezione DELL’USO DELLA SESSUALITA’, del sesso quale strumento per donare al mondo una nuova vita quale atto d’amore….. il concetto di “moralizzazione” espresso da Benedetto XVI sull’uso della sessualità, è proprio ciò che il Papa ricorda come errore 😉 e non come approvazione…. non a caso in diverse risposte sull’argomento, sempre nel libro, Benedetto XVI porta spesso come esempio e validità l’Humanae Vitae di Paolo VI.
    Dice infatti a pag. 170 sempre sulla risposta medesima: “Questo significa che concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità, e questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa ragione per cui tante e tante persone nella sessualità non vedono più l’espressione del loro amore (che non ha bisogno della contaccezione per esprimersi veramente, lo dice in un altro passo citando l’Humanae vitae), ma soltanto una sorta di droga, che si somministrano da sè.

    Per concludere caro Carlo, il Papa NON sta giustificando l’uso del profilattico, ma RIPORTA delle situazioni che sono già giustificate dalla società: la prostituzione… non dimentichiamo che si sta diffondendo una larga cultura ad una prostituzione quasi legalizzata, pensiamo ai viados, pensiamo alla loro MENTALITA’, non sono obbligati, ma GLI PIACE FARLO…. quando nel 2010 uscì il libro, la questione dei matrimoni omosessuali e quindi l’equiparazione seppur alle porte, sembrava ancora lontana, ma ci siamo arrivati…. forse che il Papa ora cambia idea e dice che è lecito? ovvio che no, ma la società legittimando questi scempi li sta rendendo leciti e quindi il Papa sta cercando di rispondere non solo a botta di dottrina, ma USANDO ANCHE LA RAGIONE per cercare – e perchè no – anche consensi e comprensione della dottrina tra coloro che ne sono digiuni, semplicemente ragionando 😉
    Vedi i rischi che si corrono nello estrapolare singole frasi e nel modo sbagliato? è necessario riportare almeno da punto a punto e non saltare da un rigo ad un altro… e se possibile leggere integralmente il testo, in questo caso, tutta la risposta e laddove, nelle altre domande sulla sessualità, i singoli passi dove il Papa porta come modello di valutazione l’Humanae Vitae 😉
    Un abbraccio, Tea

    Rispondi
  4. #ricciotti   14 luglio 2013 at 3:09 am

    Cara cugina,
    Grazie per aver commentato.
    Ribadisco:
    – non certo gioisco per questi studi e relativa consapevolezza;
    – non estrapolo affatto, considerando anche la notorietà di alcuni testi, ma cito con puntiglio quello che viene detto e scritto;
    – il sentimento non deve influire in studi del genere e confermo che Benedetto XVI ha ammesso in alcuni casi l’uso del preservativo, sebbene poi mitiga la sua dichiarazione. Le solite ambiguità proprie degli scritti del dottore J. Ratzinger, ne siamo abituati sin dagli anni 60, tanto che il Sant’Uffizio lo condannò;
    – in questo studio si rilevano gravissimi crimini contro la fede;
    – il preservativo non si cita neanche, per opportunità, ti ricordo che sta scrivendo il Papa e non Bruno Vespa o Fabio Fazio;
    – su eucaristia, primato, battesimo, confessione, Trento, salvezza, preservativo, ecc non esistono se, ma, forse, potrebbe, ecc . Siamo nel Diritto Divino e NESSUNO HA L’AUTORITÀ DI APRIRE BOCCA;
    – andando avanti con i dossier certamente sarà citato anche ciò che dici, tuttavia in questo contesto alcune obiezioni sono ininfluenti, visto che sto circoscrivendo testo per testo.
    Santa notte.

    PS: TU SCRIVI “il Papa non ha affatto voluto dire, basta leggere TUTTA LA RISPOSTA e il finale correttamente integrato per capire che il Papa, non potendo ovviamente VIETARE MATERIALMENTE oggi l’uso dei profilattici,” . Questo qualifica la risposta e fa capire ovviamente che oramai l’approccio stesso al Governo del Papa è sbagliato. PIETRO SCIOGLIE E LEGA, PIETRO PUÒ E DEVE, PIETRO APPROVA E VIETA, PIETRO NON È UN “DEMOCRATICO”.

    Rispondi
    • #LDCaterina63   14 luglio 2013 at 4:12 pm

      Caro Carlo, rammento anche per ci legge che su molti confronti la pensiamo allo stesso modo, ma su certe conclusioni non concordo perchè le prove che ho raccolto anch’io in tutti questi anni, mi fanno approdare a conclusioni diverse 😉
      – nessuno gioisce quando la dottrina è in pericolo, specialmente quando viene dai Papi;
      – in questo caso hai estrapolato e te l’ho dimostrato con il libro sottomano 😉 le righe che hai preso con le tue domande errate, dimostrano l’estrapolazione…. il tuo metodo, e te lo dissi, è come quello dell’aneddoto avvenuto durante il Concilio di Trento 😉 un Padre fece leggere un passo dal Vangelo ad alta voce: “….e Giuda si andò ad impiccare”; poi fece leggere un altro rigo sempre dal Vangelo: ” e Gesù rispose: và e fa anche tu lo stesso….” Questo è l’errato gioco dello estrapolare singole righe dal contesto ed è ovvio che si arriva a conclusioni drammatiche;
      – nessun sentimentalismo, ci sono molte cose che sono accadute e che non comprendo e ne soffro; molte domande senza risposte, ma Benedetto XVI NON ha mai e dico MAI affermato la leicità del profilattico, su questo sono molto documentata fin dal suo primo viaggio in Africa e la conseguente Nota della CdF che lui fece fare dove si ribadiva il no della Chiesa ad ogni uso di contraccezione. Il discorso sul profilattico Ratzinger ha voluto affrontarlo piuttosto anche per le vie della ragione oltre che dottrinali, ha cercato di aiutare a comprendere il danno di una vita negata e la strumentalizzazione del sesso e della sessualità, in poche parole Ratzinger non parte dal profilattico ma spiega come questo sia una conseguenza dell’irragionevolezza sul valore della vita umana 😉 per Ratzinger il problema NON è il profilattico si o no, ma andare alla radice del problema, risolvere il conflitto culturale del momento che usa la sessualità (ho postato il passo preso sempre dalla risposta del libro) in modo sbagliato…. Ratzinger prima e Benedetto XVI NON ha mai approvato i contraccettivi! dire diversamente è un falso Carlo, non è un problema di sentimentalismo….
      – il sant’Uffizio NON ha MAI condannato Ratzinger 😀 sì ci fu il “sospetto” come avvenne anche per Rosmini e persino san Tommaso d’Aquino o forse non sai che stava per essere dichiarato eretico dal Papa che stranamente morì quella notte del giorno prima che stava per convocarlo in una sorta di processo? 😉 e non fu forse san Tommaso d’Aquino che diceva che LA DONNA NON HA L’ANIMA? 😉 e non fu forse lo stesso grande Dottore a prendere la cantonata contro l’Immacolata Concezione ??? e andiamo Carlo ….
      – se nessuno avesse avuto diritto di APRIRE BOCCA non avremmo avuto neppure la Scolastica 😉 Carlo le dispute sono sempre state la fiamma che ha tenuto acceso il dibattito nella Chiesa e che per questo ha sfornato i DOTTORI DELLA CHIESA…. il Concilio di Trento è stato ed è anche per me l’ultimo Concilio dottrinale e Ratzinger lo ha sempre difeso, devo portarti tutti i passi? Ratzinger NON ha mai avuto intenzione di CAMBIARE la dottrina, ma ha avuto piuttosto il merito di dispiegarla, spiegarla, aprirla ad una più vasta comprensione; se ci fermiamo alle citazioni esclusivamente degli esempi che porta gli faremmo gran torto, le sue conclusione dimostrano la sana dottrina…….
      – non possono essere ininfluenti alcune obiezioni che non faccio con le mie opinioni ma portando i testi in forma più integrale 😉 se in un contesto viene riportato quello che si vuole perchè si raggiunga quello che si vuole è un conto, ma se si vuole raggiungere la verità allora i testi portati più intelgramente sono utili al suo raggiungimento e chiarimento, altrimenti si rischia di rimanere sulle personali convinzioni e sul soggettivismo….
      Grazie per avermi dato modo di dire la verità di come stanno certe cose 😉

      Rispondi
    • #Raffaele Marmo   15 luglio 2013 at 7:47 pm

      “confermo che Benedetto XVI ha ammesso in alcuni casi l’uso del preservativo, sebbene poi mitiga la sua dichiarazione.”

      No, mi dispiace, ma è falso, Ratzinger non ha MAI ammesso l’uso del preservativo. Mi dispiace leggere questa cosa su un sito che ritenevo serio e cattolico e che invece critica il Papa affermando cose non vere sul suo conto. Qui è stata riportata questa frase:

      “Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità […] con l’intenzione di diminuire il pericolo di contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana”.

      Questa è una frase volutamente tagliata di una parte importantissima, fondamentale, che è quella omessa proprio con le parentesi quadre e che però io riporto (http://books.google.it/books?id=6FFqRCflTOEC&pg=PT130&lpg=PT130&dq=nell%E2%80%99intenzione+di+diminuire+il+pericolo+di+contagio,+pu%C3%B2+rappresentare+tuttavia+un+primo+passo+sulla+strada+che+porta+ad&source=bl&ots=UIB8p0rnQl&sig=9cKYaK_2GL3JM9nfDq9QItprKrE&hl=it&sa=X&ei=ti3kUfmvHJDdsgb7voDYAg&ved=0CEEQ6AEwAg#v=onepage&q&f=false):

      “e questo può essere un primo passo verso una moralizzazione, un primo elemento di responsabilità per sviluppare di nuovo una consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’HIV. Esso in realtà deve consistere nell’umanizzazione della sessualità”.

      Addirittura il testo riportato su questo articolo dopo le parentesi quadre appartiene alla risposta alla domanda successiva, chiave, che qui è completamente omessa:
      “Questo significa, dunque, che la Chiesa Cattolica non è fondamentalmente contraria all’uso dei profilattici?”. Una domanda chiave, alla quale il Papa risponde dicendo: “Naturalmente la Chiesa non considera i profilattici come la soluzione autentica e morale. In un caso o nell’altro caso, nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che porta a una sessualità diversamente vissuta, più umana”.

      Quindi chiariamo una cosa, qui è chiarissimo cosa dice il Papa, i profilattici per la Chiesa non sono la soluzione autentica e soprattutto morale, quindi la risposta del Papa è che usare il preservativo non è una cosa in accordo con la morale. Quindi in questo articolo sono state estrapolate dal testo autentico solo le parole che servivano per far dire al Papa ciò che l’autore voleva mettergli in bocca, il che in sé è molto scorretto.

      Volendo poi affrontare la questione di ciò che è riportato anche da questo articolo, ribadisco che qui Ratzinger non ha mai detto che esistono casi in cui è ammesso l’uso del preservativo, come l’autore vorrebbe insinuare, se non altro perché, se così fosse, sarebbe una grave errore di dottrina morale. Innanzitutto bisogna premettere che nel testo riportato c’è un altro errore, che è la traduzione errata del termine prostituta. Nel testo tedesco originale è scritto «ein Prostituierter» e non «eine Prostituierte», come avrebbe dovuto essere se il Papa avesse inteso dire «una prostituta». Siccome il Papa sa bene che il termine sarebbe potuto essere stato frainteso, ha volutamente utilizzato quel termine che, come si può vedere da Google Books citato da me sopra, va tradotto con “uno che si prostituisce”. Padre Lombardi ha successivamente affermato che per il Papa prostituto o prostituta è indifferente, perché è pur sempre uno che si prostituisce, ma questo era per sottolineare che il Papa ha volutamente evitato il termine prostituta per non essere strumentalizzato. Detto questo, bisogna stare molto attenti a parlare di “giustificazione”! Il Papa ha detto: “Vi possono essere singoli casi giustificati” e qualcuno ha inteso questo “giustificati” come una giustificazione “morale” del condom: se così fosse il contributo sarebbe rivoluzionario, perché sconvolgerebbe quanto dice in proposito il Magistero, nonché quello che disse Papa Giovanni Paolo II per il quale la contraccezione è “oggettivamente così profondamente illecita da non potere mai, per nessuna ragione, essere giustificata. Pensare o dire il contrario, equivale a ritenere che nella vita umana si possano dare situazioni nelle quali sia lecito non riconoscere Dio come Dio” (http://books.google.it/books?id=UQVVg6jAGBcC&pg=PA76&lpg=PA76&dq=oggettivamente+cos%C3%AC+profondamente+illecita+da+non+potere+mai,+per+nessuna+ragione,+essere+giustificata&source=bl&ots=1rEvv1HPnk&sig=Ww7dQxDLqyAc6uPR8pkvYuEE3eE&hl=it&sa=X&ei=ITfkUbycNo744QTzmYHwBQ&ved=0CFgQ6AEwBQ#v=onepage&q=oggettivamente%20cos%C3%AC%20profondamente%20illecita%20da%20non%20potere%20mai%2C%20per%20nessuna%20ragione%2C%20essere%20giustificata&f=false). Siccome molti, così come l’autore di questo articolo, hanno interpretato questo “giustificati” come una cosa rivoluzionaria, Padre Lombardi ha specificato con una nota, onde incorrere in equivoci, cosa voleva dire il Papa (http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/26437.php?index=26437&lang=it):

      Egli dice che: “il Papa non riforma o cambia l’insegnamento della Chiesa, ma lo riafferma mettendosi nella prospettiva del valore e della dignità della sessualità umana come espressione di amore e responsabilità”. E poi precisa che: “Allo stesso tempo il Papa considera una situazione eccezionale in cui l’esercizio della sessualità rappresenti un vero rischio per la vita dell’altro. In tal caso, il Papa non giustifica moralmente l’esercizio disordinato della sessualità, ma ritiene che l’uso del profilattico per diminuire il pericolo di contagio sia ‘un primo atto di responsabilità’, ‘un primo passo sulla strada verso una sessualità più umana’, piuttosto che il non farne uso esponendo l’altro al rischio della vita”.

      Ora questo non significa affatto che in questa situazione dal punto di vista morale è giustificabile ricorrere al preservativo, perché ciò rimane comunque un esercizio disordinato della sessualità, tuttavia tra il fare uso del preservativo e il non farne uso, farne uso è una scelta più responsabile, più umana. Dire questo è enormemente diverso dal dire che il preservativo non può essere usato tranne che in alcuni casi, l’autore dell’articolo dice una bischerata quando afferma: “confermo che Benedetto XVI ha ammesso in alcuni casi l’uso del preservativo”, è falso, il Papa non ha mai detto che esistono casi in cui è moralmente giustificabile ricorrervi! Se lo dicesse farebbe intendere che in quei casi siamo giustificati, quando non è così. L’errore è quindi nel ritenere che nei “singoli casi giustificati” il Papa volesse riferirsi a una giustificazione morale in ambito sessuale. Tanto è vero che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha redatto anche una nota per spiegare che non c’è alcuna giustificazione morale (http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20101221_luce-del-mondo_it.html):

      “In realtà, le parole del Papa, che accennano in particolare ad un comportamento gravemente disordinato quale è la prostituzione (cfr. Luce del mondo, prima ristampa, novembre 2010, pp. 170-171), non sono una modifica della dottrina morale né della prassi pastorale della Chiesa…il Santo Padre non parla della morale coniugale e nemmeno della norma morale sulla contraccezione. Tale norma, tradizionale nella Chiesa, è stata ripresa in termini assai precisi da Paolo VI nel n. 14 dell’enciclica Humanae vitae, quando ha scritto che è “esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione”. L’idea che dalle parole di Benedetto XVI si possa dedurre che in alcuni casi sia lecito ricorrere all’uso del profilattico per evitare gravidanze indesiderate è del tutto arbitraria e non risponde né alle sue parole né al suo pensiero”.

      “il Santo Padre afferma chiaramente che i profilattici non costituiscono “la soluzione autentica e morale” del problema dell’Aids e anche che “concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità”, perché non si vuole affrontare lo smarrimento umano che sta alla base della trasmissione della pandemia. È innegabile peraltro che chi ricorre al profilattico per diminuire il rischio per la vita di un’altra persona intende ridurre il male connesso al suo agire sbagliato. In questo senso il Santo Padre rileva che il ricorso al profilattico “nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio, può rappresentare tuttavia un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana”. Si tratta di un’osservazione del tutto compatibile con l’altra affermazione del Santo Padre: “questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’Hiv”.

      Ma allora che cosa significherà mai che esistono singoli casi giustificati? Alcuni dicono che il Papa sia caduto nella trappola del male minore, ma non è affatto così:

      “Alcuni hanno interpretato le parole di Benedetto XVI ricorrendo alla teoria del cosiddetto “male minore”. Questa teoria, tuttavia, è suscettibile di interpretazioni fuorvianti di matrice proporzionalista (cfr. Giovanni Paolo II, enciclica Veritatis splendor, nn. 75-77). Un’azione che è un male per il suo oggetto, anche se un male minore, non può essere lecitamente voluta. Il Santo Padre (ATTENTI BENE QUI!!!) non ha detto che la prostituzione col ricorso al profilattico possa essere lecitamente scelta come male minore, come qualcuno ha sostenuto. La Chiesa insegna che la prostituzione è immorale e deve essere combattuta. Se qualcuno, ciononostante, praticando la prostituzione e inoltre essendo infetto dall’Hiv, si adopera per diminuire il pericolo di contagio anche mediante il ricorso al profilattico, ciò può costituire un primo passo nel rispetto della vita degli altri, anche se la malizia della prostituzione rimane in tutta la sua gravità. Tali valutazioni sono in linea con quanto la tradizione teologico-morale della Chiesa ha sostenuto anche in passato”.

      In pratica è quello che dice Sant’Alfonso: “inter duobus malis nullum est eligendum” e cioè che tra due mali non se ne può scegliere nessuno, non ha senso parlare di male minore e male maggiore. Tuttavia, “licitum esse minus malum suadere, si alter iam determinatus fuerit ad maius exequendum. Ratio, quia tunc suadens non quaerit malum, sed bonum, scilicet electionem minoris mali”, cioè è lecito persuadere a compiere il minor male se l’altro è già determinato a compierne uno più grande. Il motivo è che allora colui che persuade non cerca il male, ma il bene, cioè l’elezione del male minore. Questo dice il Magistero e il Papa ha semplicemente confermato quanto dice Sant’Alfonso, Padre e Dottore della Chiesa. Se uno è determinato a compiere un male, è ovvio, è scontato che in quel caso bisogna conseguire quello minore, ecco perché Padre Lombardi dice: “In ciò, il ragionamento del Papa non può essere certo definito una svolta rivoluzionaria”. Mi pare ovvio, non c’è nulla di nuovo, è scontato che laddove un prostituto/a sia determinato nell’avere un rapporto sessuale extraconiugale, perseguire il male minore col preservativo è la cosa più auspicabile, più umana e più rispettosa dell’altro rispetto al non averlo! Ma da qui a derivare che esistano casi in cui è moralmente giustificabile ricorrere all’uso del preservativo ne passa parecchio!

      Mi meraviglia molto che Radio Spada abbia strumentalizzato una simile vicenda che la Santa Sede ha chiarito in ogni modo solo per aggiungere un terzo punto ad un articolo fatto per attaccare un Papa, cosa in sé di certo non lodevole. Mi auguro solo si sia trattato di un errore, perché in caso contrario mi sarebbe difficile sostenere che Radio Spada sia un qualcosa di cattolico, e quindi di consigliabile. Saluti

      Rispondi
      • #ricciotti   16 luglio 2013 at 4:39 pm

        Gentile Raffaele Marmo,
        grazie per aver commentato.

        Alcune precisazioni:

        – non tutti siamo uguali ed è lecito porre l’accento sulle diverse interpretazioni di un testo, specie se il testo, volutamente, ne offre occasione;

        – in questo ed in tanti altri casi, non è possibile riportare infinite citazioni, ma coglierne esattamente il senso, sintetizzando;

        – nessuno vuol “attaccare” un Papa, pare evidente il contesto e qui nessuno sta provando gioia nell’analizzare con occhio critico questo e tanti altri scritti;

        – l’analisi logica di un periodo non è una opinione, anche se il periodo stesso sia strutturato in modo tale da offrire una pluralità interpretativa;

        – lei propone la sua interpretazione, io la mia;

        – analizziamo [in parentesi quadra ed in maiuscolo (non per urlare ma per diversificare a vista) l’analisi del senso compiuto e l’ipotesi]:

        Benedetto XVI dice:

        Vi possono essere singoli casi motivati [RATZINGER STA MOTIVANDO, ACCONSENTE IN PRIMIS], ad esempio quando uno che si prostituisce [UN GAY? UN UOMO? UNA DONNA?] utilizza un profilattico [PECCATO MORTALE], e questo può essere [CONSIDERA L’IPOTESI BUONA] un primo passo verso la moralizzazione [PROFILATTICO USATO DA PROSTITUTO = MORALE], un primo elemento di responsabilità [SI RITIENE RESPONSABILE L’ATTO IMPURO E L’USO DI PRESERVATIVO] per sviluppare di nuovo una consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole [DICE CHE USARE IL PRESERVATIVO SERVE PER FAR CAPIRE CHE NON E’ SEMPRE PERMESSO IL SESSO SENZA PRESERVATIVO, DISCORSO PIENO DI AMBIGUITA’].

        Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’HIV [CERTO, MA NON LO ESCLUDE TOTALMENTE, INFATTI PRIMA PARLA DI “SINGOLI CASI MOTIVATI”, “USO DI PRESERVATIVO”, “ELEMENTO DI RESPONSABILITA’” “CONSAPEVOLEZZA DEL NON TUTTO E’ PERMESO”, QUINDI “USARE IL PRESERVATIVO PER REGOLARE LA SESSUALITA’ EVITANDO LA MALATTIA”]. Esso, in realtà, deve consistere nell’umanizzazione della sessualità [QUALE? CHE SIGNIFICA? QUI NON SI VUOL ESCLUDERE L’USO DEL PRESERVATIVO, SI CITA UNA “UMANIZZAZIONE DELLA SESSUALITA” CHE, COMUNQUE IN “SINGOLI CASI MOTIVATI” PREVEDE “L’USO DEL PRESERVATIVO” COME “ELEMENTO DI RESPONSABILITA’” E PER ACQUISIRE LA “CONSAPEVOLEZZA DEL NON TUTTO E’ PERMESO”].

        Alla domanda: Questo significa, dunque, che la Chiesa Cattolica non è fondamentalmente contraria all’uso dei profilattici?

        LA RISPOSTA CORRETTA E’ NO: LA CHIESA E’ CONTRARIA TOTALMENTE E SEMPRE ! IL PRESERVATIVO NON E’ UN RIMEDIO PER L’HIV NE’ OGGI E NE’ MAI.

        Benedetto XVI risponde: “La Chiesa naturalmente, non considera i profilattici come la soluzione autentica e morale [DICE IL CONTRARIO DI QUANTO PRIMA AFFERMATO, CREANDO CONFUSIONE E AMBIGUITA’]. In un caso o nell’altro [QUALI CASI? SESSO FRA CONIUGI, SESSO FRA AMANTI, SESSO FRA UOMINI, SESSO FRA ETERO, SESSO CON BESTIE]], nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio [OTTIMA INTENZIONE, BUONA COSA], può rappresentare [NE ACCONSENTE L’USO, LO GIUSTIFICA, PER L’INTENZIONE DI “DIMINUIRE IL CONTAGIO”] tuttavia un primo passo [NO, E’ UN PASSO DIABOLICO, MAI ACCETTABILE, NE’ PRIMO E NE’ ULTIMO, ACCONSENTIRE AL PECCATO SIGNIFICA CREARE IL VIZIO, UN PECCATO NON PUO’ PORTARE AL BENE] sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana [CHE COSA SIGNIFICA? AMBIGUITA’ ULTERIORE].

        CONCLUSIONE FINALE:

        La verità è che l’uso del preservativo non è accettabile, non è acconsentibile, non porta al bene, non è mai approvabile, non ne dovrebbe neanche parlare un Pontefice.

        Papa Felice III (483-492 d.C.): “Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto” (citato da Papa Leone XIII nella sua lettera ai Vescovi italiani del 8/12/1892)

        Cordiali saluti.

        Rispondi
      • #Raffaele Marmo   17 luglio 2013 at 11:47 pm

        Rispondo qui al commento di ricciotti (http://radiospada.org/2013/07/13/j-ratzinger-dalla-confessione-al-preservativo-attraverso-il-battesimo/comment-page-1/#comment-2433 ) visto che non c’è l’opzione “Reply” alla sua risposta di cui innanzitutto la ringrazio, anche se essa è molto lontana da quanto mi sarei aspettato, visto che peggiora alcuni aspetti, per cui merita contro risposta dettagliata. Mi scuso fin da ora per la lunghezza, ma io non ho il dono di sintesi e amo essere preciso nelle cose. Siccome credo che questo punto sia un grave errore, e siccome resto deluso che un tale errore vi sia su un sito cattolico, che tale non si direbbe nel momento in cui si ostina a fornire interpretazioni di senso nettamente contrarie a quelle della Santa Sede, preferisco dedicare un’ora del mio tempo serale per tentare di far capire meglio quanto sia pericoloso l’errore. Premetto che se rispondo in modo dettagliato perdendo molto del mio tempo è proprio perché a Radio Spada ci tengo.

        – “non tutti siamo uguali ed è lecito porre l’accento sulle diverse interpretazioni di un testo, specie se il testo, volutamente, ne offre occasione”
        Che il testo offra ‘volutamente’ occasione di diverse interpretazioni è una sua idea del tutto personale, già smentita da 2 cose:
        a) il Papa ha volutamente utilizzato un termine, Prostituierter, in modo tale da non essere frainteso. È innegabile che nel momento in cui lei traduce con “prostituta” incorre in un oggettivo errore di traduzione, come già detto, che rende fraintendibile il discorso: se c’è gente come lei che usa traduzioni erronee per trarne conclusioni pertanto erronee è evidente che il Papa non ha la colpa che le attribuisce, forse è lei ad avere una colpa;
        b) siccome nonostante ciò il testo si è prestato a fraintendimenti e cattive interpretazioni, sono state redatte ben 2 note in proposito (http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20101221_luce-del-mondo_it.html e http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/26437.php?index=26437&lang=it) molto chiare che fugano ogni dubbio su quella che è la corretta interpretazione: se, come lei dice, Ratzinger avesse scritto in modo volutamente fraintendibile non ci sarebbero state successivamente note ufficiali che spiegano in modo inoppugnabile come interpretare le parole. Non solo, ma è anche stato scritto a chiare lettere quali sono le interpretazioni erronee da cui più rifuggire. Insomma più di così non si può.
        Detto questo io non ho posto affatto l’accento su una delle interpretazioni, ma sull’unica interpretazione valida, che è quella della Santa Sede. Nel momento in cui parla la Santa Sede per me non esistono più altre interpretazioni, c’è solo una interpretazione, che è quella della Santa Sede. Ogni altra interpretazione, mia, sua o di chiunque altro è carta straccia. Ed io, badi bene, ho esposto ciò che le note ufficiali dicono in proposito, non quello che è la mia opinione o interpretazione a riguardo. Semmai ho usato parole mie per esprimere meglio (parafrasare) concetti che sono identici a quelli espressi nei comunicati.

        – “in questo ed in tanti altri casi, non è possibile riportare infinite citazioni, ma coglierne esattamente il senso, sintetizzando”
        Quando è necessario, bisogna soffermarsi anche sulle singole parole, riportando tutte le citazioni del caso, soprattutto se si parla con certezza di ciò che si dice. Il problema è che “quando è necessario” dipende da ciascuno di noi ed io non so se il mio necessario corrisponde al suo.

        – “nessuno vuol “attaccare” un Papa, pare evidente il contesto e qui nessuno sta provando gioia nell’analizzare con occhio critico questo e tanti altri scritti;”
        Questo io non lo so e non mi interessa. Non posso sapere se lei attacca il Papa Emerito perché vuole farlo, perché deve farlo, perché le piace farlo, perché ne ricava gioia o dolore…non lo so. So solo che questo articolo attacca il Papa, e questo è un dato oggettivo. Lo attacca in base a punti ben precisi. In generale non è certamente encomiabile colui che attacca un Papa, ma su questo soprassiedo. La cosa diventa grave quando il motivo per cui lo si attacca, per cui lo si deride per essere uno che va contro la Dottrina della sua stessa Chiesa, è un motivo inventato sulla base di una arbitraria storpiatura di un testo che è stato già delineato e chiarito in modo diretto e preciso dalla Santa Sede. I motivi per cui fa ciò e i sentimenti di gioia o dolore che accompagnano ciò io non li so, son fatti suoi, so solo che ha fatto ciò e che questo è grave, non cattolico (e fin qui riguarda lei e quindi continuano ad essere fatti suoi personali) e soprattutto deviante verso gli altri (e allora qui bisogna intervenire).

        – “l’analisi logica di un periodo non è una opinione”
        Nel momento in cui lei dà la sua personale interpretazione di un periodo, interpretazione contraria a quanto contenuto in note della Santa Sede che spiegano perché i contenuti non sono affatto rivoluzionari, smentisce questo suo stesso assunto, in quanto rende opinabile ciò che non lo è a partire dal momento in cui i punti eventualmente fraintendibili sono stati chiariti ufficialmente. Se io dico “ape”, e Tizio capisce l’insetto mentre Caio capisce il Piaggio ed io chiarisco che mi riferivo all’insetto, la parola cessa di essere opinabile e chi continua ad affermare che è il Piaggio fa solo dietrologia.

        – “lei propone la sua interpretazione, io la mia”
        È sbalorditivo sentire ciò, forse serve a svicolare, non lo so, ma le note sono chiare e chiunque leggendo può rendersi conto che le mie parole sono solo la parafrasi di quanto ha affermato la Santa Sede. Per coloro che, come lei, ci vedono più interpretazioni in quelle parole, la Santa Sede ha definito a scanso di equivoci qual è l’unico senso di tali parole in modo netto. Chiunque può leggere che le mie parole non sono una mia interpretazione personale, mentre le sue sono immensamente distanti dal contenuto delle note. Direi che sono proprio le idee da cui più prendono distanza i comunicati, che per fortuna sono sotto gli occhi di tutti. La invito pertanto a riflettere in modo più intellettualmente onesto su questo.

        (continua)

        Rispondi
      • #Raffaele Marmo   18 luglio 2013 at 12:30 am

        (segue da precedente commento)

        – “analizziamo”
        Beh, analizzo anche con lei se vuole, ma il problema è che ad analizzare queste parole ci ha già pensato la Santa Sede, che le ha chiarificate, e lo dico per l’ennesima volta, in modo per nulla equivoco, ma netto e inoppugnabile. E certamente nessuna analisi sarà mai più attendibile di quella ufficiale, figuriamoci se l’analisi è fatta da chi ha ritagliato ad arte le parole per modulare il pensiero di un Papa e per fargli dire cose che non ha mai voluto dire. Ad ogni modo, siccome non sono uno che si chiude, son disposto a rispondere pure alla sua analisi, perché ci tengo troppo a smentire cose tra l’altro facili da smentire per amor di Verità.

        a) Vi possono essere singoli casi motivati [RATZINGER STA MOTIVANDO, ACCONSENTE IN PRIMIS]: un’altra storpiatura, spero sia solo per distrazione, perché il nodo della questione, il fulcro sta tutto qui. Ratzinger non motiva, né acconsente. La traduzione non è “motivati”, ma è “giustificati”. La giustificazione, ripeto, non è una giustificazione in ambito di morale sessuale, come dice la nota:
        “In tal caso, il Papa non giustifica moralmente l’esercizio disordinato della sessualità, ma ritiene che l’uso del profilattico per diminuire il pericolo di contagio sia “un primo atto di responsabilità”, “un primo passo sulla strada verso una sessualità più umana”, piuttosto che il non farne uso esponendo l’altro al rischio della vita”.
        La giustificazione quindi non è morale sull’esercizio disordinato della sessualità in generale (uso del preservativo) ma è morale sulla scelta del male minore (uso del preservativo in questo caso) quando uno è determinato a compierne uno più grande (rischio di uccidere l’altro tramite infezione da HIV). Ciò è scritto chiaramente, che più chiaro non si può, qui:
        “Il Santo Padre non ha detto che la prostituzione col ricorso al profilattico possa essere lecitamente scelta come male minore [!!!], come qualcuno ha sostenuto. La Chiesa insegna che la prostituzione è immorale e deve essere combattuta. Se qualcuno, ciononostante, praticando la prostituzione e inoltre essendo infetto dall’Hiv, si adopera per diminuire il pericolo di contagio anche mediante il ricorso al profilattico, ciò può costituire un primo passo nel rispetto della vita degli altri, anche se la malizia della prostituzione rimane in tutta la sua gravità. Tali valutazioni sono in linea con quanto la tradizione teologico-morale della Chiesa ha sostenuto anche in passato”.
        E certo che sono in linea con la tradizione, basta rileggersi cosa dice Sant’Alfonso (veda il mio primo commento). Negare ciò significa negare Sant’Alfonso ed io c’andrei piano francamente.

        b) “ad esempio quando uno che si prostituisce [UN GAY? UN UOMO? UNA DONNA?]”
        Domanda inutile alla luce di quanto detto, anche Padre Lombardi ha detto che per il Papa è del tutto indifferente (non riesco a trovare la citazione)

        c) “utilizza un profilattico [PECCATO MORTALE]”
        Ratzinger dice che “naturalmente la Chiesa non considera i profilattici come la soluzione morale”. E quel “naturalmente” è come dire che è talmente ovvio che non c’è manco bisogno di ribadirlo, il Magistero quello è, non è certo mutabile.

        d) “un primo passo verso la moralizzazione [PROFILATTICO USATO DA PROSTITUTO = MORALE]”
        Dico la verità, sembra un trolling questa frase. Risponde la nota meglio di chiunque altro:
        “il Santo Padre non parla della morale coniugale e nemmeno della norma morale sulla contraccezione”.
        Il grande problema è che lei ha fatto una grande confusione, perché continua a sostenere che sia un passo che riguardi la morale sessuale, ma non è così, qui si parla non di comportamenti morali e non morali, ma di comportamenti immorali che lo sono di più o di meno, ma che pur sempre immorali sono. Il termine morale e moralizzazione qui non sono riferiti ad una moralizzazione sessuale, ma moralizzazione nel senso di rispetto della vita umana, a prescindere dalla sessualità. Dice infatti la nota che “se qualcuno, ciononostante, praticando la prostituzione e inoltre essendo infetto dall’Hiv, si adopera per diminuire il pericolo di contagio anche mediante il ricorso al profilattico, ciò può costituire un primo passo nel rispetto della vita degli altri”: ecco cosa significa un primo passo verso la moralizzazione, non si riferisce di certo alla morale sessuale, significa che solo che è un atteggiamento certamente più morale (nel rispettare la vita) del non avere condom. Una cosa quasi lapalissiana direi, no? E con questo non si vuole certo dire che un comportamento meno immorale non è immorale, ma solo che ha un grado di moralità in più rispetto ad una cosa più immorale, è un piccolo passo, un cambiamento verso qualcosa di positivo. Ad ogni modo, ritornando all’esempio pratico, le ricordo che lei il preservativo non deve mai consigliarlo, tranne nei casi di Sant’Alfonso: cioè se lei sconsiglia il preservativo (male minore) ad una persona che è determinata a compiere un male più grande (fare sesso da sieropositivo senza condom), va praticamente contro ciò che dice Sant’Alfonso e il suo comportamento paradossalmente è assolutamente immorale, anzi criminoso direi. Attenzione!

        e) “un primo elemento di responsabilità [SI RITIENE RESPONSABILE L’ATTO IMPURO E L’USO DI PRESERVATIVO]”
        Altra storpiatura: non dice che usare un condom è un comportamento responsabile, dice solo che in quel comportamento anch’esso sbagliato c’è un elemento di responsabilità in più che non c’è in chi non lo usa. Altro Lapalisse.

        f) “per sviluppare di nuovo una consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole [DICE CHE USARE IL PRESERVATIVO SERVE PER FAR CAPIRE CHE NON E’ SEMPRE PERMESSO IL SESSO SENZA PRESERVATIVO, DISCORSO PIENO DI AMBIGUITA’]”.
        Pare un trolling anche qui: è invece molto più semplice di quanto sembri. Fare gesti più responsabili, come usare un condom rispetto al non usarlo in condizioni di sieropositività, può servire a sviluppare più consapevolezza di quel che si fa e che fare del sesso da prostituto/a può essere sbagliato. Lei aborrisce l’idea che usare un condom sia più responsabile del non usarlo…perché? Perché, lei mi dirà, sono sbagliati tutti e 2. Questo è uno schematismo pericoloso da cui la invito caldamente a uscire. Nessuno, figuriamoci il Papa, dice che non sono comportamenti entrambi sbagliati. Il Papa dice semplicemente quello che ha precisato la nota: “Chi sa di essere infetto dall’Hiv e quindi di poter trasmettere l’infezione, oltre al peccato grave contro il sesto comandamento ne commette anche uno contro il quinto, perché consapevolmente mette a serio rischio la vita di un’altra persona”. Cosa significa? Che chi si prostituisce non usando il condom compie 2 peccati verso 2 comandamenti, chi si prostituisce usandolo, pecca sempre, ma non allo stesso modo: perché pecca sempre contro il sesto, ma quantomeno al quinto ci pensa, ha più a cuore la vita di chi ha dinanzi, c’è un elemento di responsabilità in più che conforta, perché può essere il primo passo verso un cambiamento, verso una maggiore consapevolezza di ciò in cui si sta peccando. Badi bene che responsabile non significa moralmente giustificato, son 2 cose diverse; è come se io prima rubo per anni nelle banche, e poi ci rifletto e mi metto a rubare solo temperini: sono sempre nel peccato, non va bene né prima né dopo, non è consigliabile né l’uno né l’altro comportamento…tuttavia nel rubare i temperini ho un elemento di responsabilità in più rispetto a prima, perché ho capito che rubando in banca rovino la vita di molti, rubando i temperini rovino di poco la vita di molte meno persone. Ciò non significa che lei deve consigliarmi di rubare temperini, a meno che io non sia determinato a fare di peggio come rubare una banca. Se lei sa che io non fermerò la mia insaziabile sete da cleptomane, lei è tenuto a indirizzarmi verso i temperini spiegandomi che così facendo rovino meno gente. È un primo passo verso un comportamento più morale, ma di certo non faccio una cosa morale. Come pensare alla vita del partner sessuale può essere “un primo passo sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta”. Tutto qui, non c’è alcuna ambiguità, se avesse capito il testo sarebbe limpido anche per lei il ragionamento.

        g) “Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’HIV [CERTO, MA NON LO ESCLUDE TOTALMENTE”
        Falso. Lo esclude, lo ha sempre escluso, anche nel libro in questione, quando dice che il condom banalizza la sessualità trasformandola in una droga (“questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa origine per cui tante e tante persone nella sessualità non vedono più l’espressione del loro amore, ma soltanto una sorta di droga, che si somministrano da sé”). Non ha mai detto che il condom può essere usato efficacemente contro l’HIV, dire che in alcuni singoli casi l’uso del condom “può rappresentare, nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio, un primo passo verso una sessualità diversamente vissuta” non significa affatto dire che questo può essere utile nella lotta all’HIV. Non riferisce ciò all’HIV ma ad un comportamento più umano e rispettoso della vita, sebbene immorale, e soprattutto il discorso è valido solo in alcune situazioni particolari, donde si ricava che il discorso non vale in generale, non è generalizzabile, quindi non si può dedurre da ciò che usare il condom sia consigliabile, semmai l’esatto contrario, è la classica eccezione che conferma la regola.

        h) “QUI NON SI VUOL ESCLUDERE L’USO DEL PRESERVATIVO” …come no? Ma ne è proprio sicuro? Il seguito non lo commento perché lo reputo un po’ un’offesa alla mia intelligenza, è troppo intrugliato, non me ne voglia.

        (continua)

        Rispondi
      • #Raffaele Marmo   18 luglio 2013 at 12:41 am

        (continua da precedente commento)

        – “LA RISPOSTA CORRETTA E’ NO: LA CHIESA E’ CONTRARIA TOTALMENTE E SEMPRE ! IL PRESERVATIVO NON E’ UN RIMEDIO PER L’HIV NE’ OGGI E NE’ MAI”
        Esatto, qui siamo d’accordo, è la risposta corretta, non solo per me e per lei, ma lo è anche per la Chiesa e ovviamente anche per Ratzinger. Concordiamo su questo, anche io avrei gradito che il Papa in questo frangente fosse ancora più chiaro. Secondo me è stato un suo errore il non aver capito che poteva essere strumentalizzato anche questa volta dopo quello che disse nel viaggio in Africa,e la domanda che gli viene posta avrebbe dovuto rappresentare per lui una spia della possibilità di fraintendimento da parte di chi non ha ben capito cosa ha detto o semplicemente non conosce il Magistero. Mi sarebbe piaciuta una risposta totalmente “spengitiva” come quella di GPII: “la contraccezione è oggettivamente così profondamente illecita da non potere mai, per nessuna ragione, essere giustificata. Pensare o dire il contrario, equivale a ritenere che nella vita umana si possano dare situazioni nelle quali sia lecito non riconoscere Dio come Dio”. Forse non ci ha pensato, ha peccato di superficialità, perché forse dare una risposta netta avrebbe richiesto poi il dover specificare che la risposta non è in contraddizione con quanto detto prima, entrando in discorsi lunghi che non possono farsi sul libro. Ad ogni modo le mie sono pure speculazioni, forse dimentichiamo che il Papa è peccatore, oltre al fatto che io non sono nessuno per dire che avrebbe dovuto rispondere in altro modo, il Papa è lui, mica io, mai direi di capirne e saperne più del Papa. Se lei vuole lo faccia, ma io credo di più a Pietro. Io avrei preferito una certa risposta, ma se ne ha data un’altra (ndr che è cmq corretta), avrà avuto i suoi motivi ed io me la tengo così.

        – “ACCONSENTIRE AL PECCATO SIGNIFICA CREARE IL VIZIO, UN PECCATO NON PUO’ PORTARE AL BENE”
        Vero anche qui, ma spero di essere riuscito a farle capire che non acconsente a nessun peccato. Più volte lei si chiede nella sua risposta: “CHE COSA SIGNIFICA?”. Provi a chiedersi se ha capito bene il senso del tutto, molto probabilmente non coglie il significato di quello che dice perché non ha proprio capito da che parte sta Ratzinger. Ma è una mia opinione.

        Splendida la citazione di Papa Felice III, non la conoscevo. Ratzinger è stato uno dei Papi che più di ogni altro ha resistito a vari errori e con coraggio si è schierato contro il mondo senza paura delle ripercussioni (pensi a cosa ha detto contro i nuovi surrogati di famiglia lo scorso dicembre, nel pieno delle discussioni che ancora oggi continuano). Se ci tengo così tanto a lui è proprio perché lui ha incarnato ciò che Papa Felice dice. Se vuole un consiglio, piuttosto preghi per lui (http://www.facebook.com/notes/san-giuseppe-moscati/p-stefano-m-manelli-fi-meditazioni-per-il-mese-di-maggio-diciannovesimo-giorno/519061241462629)…e per me. Scusi davvero per la lunghezza, mi sforzerò di non intervenire più, visto che ho già detto anche troppo nel tentativo di farle capire…Santa giornata (e se vuole mi risponda dandomi del tu)

        Rispondi
  5. #fedecat   14 luglio 2013 at 4:12 am

    Questa tecnica di affermare e poi negare non solo non giustifica ma condanna ancora di più.
    Lo spiega Pio VI:

    ————————
    Essi conoscevano bene l’arte maliziosa propria degli innovatori, i quali, temendo di offendere le orecchie dei cattolici, si adoperano per coprire sotto fraudolenti giri di parole i lacci delle loro astuzie, affinché l’errore, nascosto fra senso e senso (San Leone M., Lettera 129 dell’edizione Baller), s’insinui negli animi più facilmente e avvenga che – alterata la verità della sentenza per mezzo di una brevissima aggiunta o variante – la testimonianza che doveva portare la salute, a seguito di una certa sottile modifica, conduca alla morte. Se questa involuta e fallace maniera di dissertare è viziosa in qualsiasi manifestazione oratoria, in nessun modo è da praticare in un Sinodo, il cui primo merito deve consistere nell’adottare nell’insegnamento un’espressione talmente chiara e limpida che non lasci spazio al pericolo di contrasti. Però se nel parlare si sbaglia, non si può ammettere quella subdola difesa che si è soliti addurre e per la quale, allorché sia stata pronunciata qualche espressione troppo dura, si trova la medesima spiegata più chiaramente altrove, o anche corretta, quasi che questa sfrenata licenza di affermare e di negare a piacimento, che fu sempre una fraudolenta astuzia degl’innovatori a copertura dell’errore, non dovesse valere piuttosto per denunciare l’errore anziché per giustificarlo: come se alle persone particolarmente impreparate ad affrontare casualmente questa o quella parte di un Sinodo esposto a tutti in lingua volgare fossero sempre presenti gli altri passi da contrapporre, e che nel confrontarli ognuno disponesse di tale preparazione da ricondurli, da solo, a tal punto da evitare qualsiasi pericolo d’inganno che costoro spargono erroneamente. È dannosissima quest’abilità d’insinuare l’errore che il Nostro Predecessore Celestino (San Celestino, Lettera 13, n. 2, presso il Coust) scoperse nelle lettere del vescovo Nestorio di Costantinopoli e condannò con durissimo richiamo. L’impostore, scoperto, richiamato e raggiunto per tali lettere, con il suo incoerente multiloquio avvolgeva d’oscuro il vero e, di nuovo confondendo l’una e l’altra cosa, confessava quello che aveva negato o si sforzava di negare quello che aveva confessato.

    Contro tali insidie, purtroppo rinnovatesi in ogni età, non fu messo in opera modo migliore che quello di esporre le sentenze le quali, sotto il velo dell’ambiguità, avviluppano una pericolosa discrepanza di sensi, segnalando il perverso significato sotto il quale si trova l’errore che la Dottrina Cattolica condanna.
    —————————-

    Ora, siccome qui non sta, appunto, parlando Fabio Fazio ma colui che diceva di essere il Papa, non poteva affatto esprimersi da un punto di vista laico.
    Nel gergo del cattolicesimo “giustificato” significa che non pecca.
    O quanto meno doveva specificarlo ESPLICITAMENTE, per esempio dicendo: “Attenzione, sto per dire una cosa ma non intendo così, bensì intendo così”… anziché avviluppare con il velo dell’ambiguità una serie di afferma-nega afferma-nega.

    Quanto poi alla distinzione fede-ragione, se non sbaglio (questo è da verificare, magari su San Tommaso, ma mi sembra proprio così) i peccati contro natura sono anche contro la ragione, non solo contro la morale.

    Si cita Paolo VI?
    Uno che diceva che i vescovi greci-scismatici (comunemente detti ortodossi) sono pastori nella Chiesa di Cristo? Questa è un’eresia così come dire che si transustanzia anche il chewin-gum: la prima è eresia contro la dottrina cattolica sul Corpo Mistico e sull’appartenenza alla Chiesa di Cristo. La seconda contro l’Eucaristia. Cambia l’argomento (unità della Chiesa o Eucaristia), ma la “portata” dell’affermazione è la stessa.

    Siamo cattolici o no?

    Proviamo a chiedere a San Pio V se invita qualche protestante per contribuire al Concilio di Trento… vediamo cosa ci risponde!

    Proviamo a dire a Pio XI che anche i vescovi ortodossi sono pastori nella Chiesa di Cristo, vediamo cosa ci risponde.

    Lo so, è dura, è difficile ammetterlo. E molto doloroso.
    Lo so, ci vogliono molti argomenti, ognuno preghi Dio che gli mostri la verità.

    Ultima domanda: come scriveva Lefebvre in “accuso il concilio”: qualcuno sa spiegarmi perché nel concilio accadde quanto segue:

    Con lungo lavoro erano stati preparati gli schemi CATTOLICI per i documenti del concilio, su tutt’altri argomenti.
    Una mattina sono saltati fuori altri schemi, preparati da una commissione stabilita non si sa bene dove, come e quando, da Roncalli, completamente diversi e sono stati dati mi sembra 11 minuti di tempo ai padri conciliari per approvarli oppure no (comunque era meno di 20 minuti!)… non ricordo bene i dettagli ma era una storia del genere.

    Tutta questa faccenda puzza di dolo dall’inizio, da quella doppia fumata bianca consecutiva che accadde nel 1958… e la Chiesa Cattolica, la Fede Cattolica, i Papi (quindi canonicamente eletti) che sono guidati dallo Spiriito Santo, appunto per questo motivo, ci avevano già avvisato anche sul come bisogna agire in questi casi…

    Vogliamo essere pignoli?
    Siamolo.

    Quando si fa la fumata bianca l’eletto ha già ACCETTATO e scelto pure il nome. E’ già Papa, ed ha già l’autorità.

    Da quel momento, per fare una nuova fumata bianca (quindi per eleggere un nuovo Pontefice) bisogna aspettare solo 2 cose: o la morte o l’abdicazione di colui che ha già accettato e già scelto il nome. Tertium non datur.

    Ora, non mi risulta che nessun cardinale sia entrato vivo ed uscito defunto dal conclave. Escludiamo quindi il decesso.
    Rimangono le dimissioni.

    Bene:

    C’è stata una seconda fumata bianca. Dunque il primo eletto si è dimesso.

    ————
    « Can. 332 – §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti. »

    Sto ancora aspettando che qualcuno si affacci e dica perché si è dimesso.

    Fino ad allora, ritengo nulle le dimissioni del primo eletto, dunque nulla qualsiasi cosa sia successa dopo… e chi ha orecchie per intendere intenda.

    Puzza di dolo che si taglia a fette!!!
    Dov’è la nostra fede? Davvero pensiamo che lo Spirito Santo guidi la Chiesa quasi all’auto distruzione anziché nella verità, e faccia eleggere al Pontificato uomini che … sappiamo bene il resto… senza che vi sia dolo, inganno e contraffazione studiata e ragionata?

    Rispondi
  6. #ricciotti   14 luglio 2013 at 4:25 pm

    @ LDCaterina63 on 14 luglio 2013 at 3:46 pm said: Edit

    Ringrazio lei Ricciotti e riconfermo che quella omelia del 2007 riportata mi conferma l’ortodossia di Benedetto XVI sul Sacramento della Confessione, ritengo che questo sia il nocciolo di fondo: dare prova che nel suo magistero si sia espresso dottrinalmente e questa omelia ne è una prova 😉

    —- —- —- —-

    RISPOSTA:

    Sull’ortodossia di B. XVI penso che non sia neanche necessario aprire un dibattito.
    Noi sappiamo, per FEDE CATTOLICA, che:

    ***

    Gli insegnamenti del Concilio Vaticano II verterono principalmente sui temi della libertà religiosa e del falso ecumenismo, della collegialità e dell’ordine episcopale (reso ottavo sacramento) e tali dottrine furono già condannate (ESPLICITAMENTE E CON ANATEMA) in passato da:

    Papa Gregorio XVI nella Mirari Vos (1832)
    Papa Pio IX nella Quanta Cura e nel Sillabo degli Errori (1864)
    Papa Leone XIII nella Immortale Dei (1865) e nella Libertas Humana (1888)
    Papa Pio XI nella Quas Primas (1925) e nella Mortalium Animos (1928)
    Papa Pio XII nella Mystici Corporis (1943)

    ***

    La nuova messa, conosciuta come Novus Ordo Missae, contraddice vari insegnamenti infallibili precedenti e decreti della Chiesa Cattolica, quali:

    Quo Primum e De Defectibus di Papa S. Pio V
    Il decreto del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa (Sessione XXII)
    Apostolicae Curae di Papa Leone XIII (1896)
    Mediator Dei di Papa Pio XII (1947)
    Sacramentum Ordinis di Papa Pio XII (1948)

    Liturgia è somma di numerosi dogmi. I principali dogmi mutati in NOM sono:
    – alterazione delle preghiere dell’Offertorio per cancellare il concetto di Sacrificio Propiziatorio
    – alterazione sostanziale delle stesse parole della Consacrazione

    ***

    Per mettere in pratica le dottrine del Vaticano II, fu necessario che i modernisti cambiassero il Codice di Diritto Canonico (1917). Secondo il nuovo codice della Chiesa Moderna, i non-cattolici possono, in certe circostanze, richiedere i “sacramenti” ad un prete cattolico (senza che il non-cattolico abiuri i suoi convincimenti eretici), ed il prete ha l’obbligo di amministrarglieli. Il Concilio di Firenze, come anche il Codice di Diritto Canonico del 1917 proibisce ciò in modo rigoroso (canone 731 C.J.C.).
    Il CJC non può obbligare e vincolare la Chiesa al peccato mortale e all’errore

    ***

    CONCLUSIONE:

    Se J. Ratzinger fosse “ortodosso” avrebbe:

    – abrogato la Dignitatis Humanae (comanda che l’uomo ha diritto alla libertà religiosa […] privatamente e in pubblico sia da solo sia associato ad altri);
    – abrogato la Nostra Aetate (inventa una falsa dottrina sulle false religioni e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);
    – abrogato la Lumen Gentium (inventa la collegialità mai esistita ed esplicitamente condannata);
    – abrogato la Gaudium et Spes (modifica la Fede dal culto di Dio al “culto dell’uomo”);
    – abrogato la Dei Verbum (fa convergere la Tradizione e il Magistero nella sola Scrittura);
    – abrogato la Unitatis Redintegratio (comanda alla chiesa la pratica del falso ecumenismo pancristiano);
    – abrogato il CJC del 1983 poiché contiene degli ordini dati al clero che, se li esegue, si trova in peccato mortale;
    – abrogato il Novus Ordo Missae che è un rito studiato e scritto con i pastori protestanti in visione falso ecumenica;
    – ecc …

    BENEDETTO XVI NON SOLO NON HA ABROGATO QUESTI DOCUMENTI, MA LI HA FAVORITI, IMPLEMENTATI (in peggio) E NE HA RESO LA PRATICA UFFICIALE E PRASSI, SIN DAI TEMPI DELLA SUA “VIGILANZA” PRESSO LA C.D.F.

    Osiamo parlare ancora di ortodossia?

    Rispondi
    • #LDCaterina63   14 luglio 2013 at 4:45 pm

      Osiamo parlare ancora di ortodossia?
      ***
      io direi di si gentile Ricciotti, non se ne abbia a male….
      Carlo sa bene che condividiamo molti nodi e, ripeto, io non dico che va tutto bene – assolutamente no – ma se riscontro, oggettivamente, che in molto magistero di Benedetto c’è ortodossia, perchè devo negarlo?
      Senza dubbio sono avvenuti dei cambiamenti che hanno stravolto la “tranquillità” dottrinale che fino al Concilio si viveva…. e qui, come ho spiegato sopra, ci troviamo (almeno per me) di fronte ad eventi che NON comprendo totalmente… tanto per farle un esempio, conosce La Tunica stracciata di Tito Casini ? è dolorosissima ma anche meravigliosa soprattutto per la sua profezia avveratasi:
      “Risorgerà, vi dicevo… [la Santa Messa Tridentina] risorgerà, come rispondo ai tanti che vengono da me a sfogarsi (e lo fanno, a volte, piangendo), e a chi mi chiede com’è che io ne sono certo, rispondo (da «poeta», se volete) conducendolo sulla mia terrazza e indicandogli il sole… Sarà magari sera avanzata e là nella chiesa di San Domenico i frati, a Vespro, canteranno: Iam sol recedit igneus; ma tra qualche ora gli stessi domenicani miei amici canteranno, a Prima: Iam lucis orto sidere e così sarà tutti i giorni….”
      Il fatto che si sia avverata per mezzo di Ratzinger per me è una prova della sua ortodossia 😉
      Non sono in grado di rispondere a tutte le domande che il Concilio ha suscitato, ma se il Signore mi rende partecipe di comprendere altre risposte che posso dare, lo fo volentieri perchè lo ritengo giusto anche se rimangono in me ancora mille domande senza risposte….
      A lei oggi appare facile dire “abrogare” dimenticando che una certa oscorità profetizzata da molti santi veggenti come la beata Emmerich, dovrà avvenire, è avvenuta è nello stesso progetto di Dio, ma anche la Madonna a Fatima per quanto abbia parlato di persecuzione e di apostasia non ha mai parlato di Papi eretici 😉
      Io ritengo invece che proprio a Ratzinger sia stato affidato il compito di riportare la Chiesa sui giusti binari dopo l’ubriacatura del Concilio….. le riforme non sono mai avvenute durante la vita di un Papa che le aveva cominciate, ma i loro frutti si sono visti nel tempo, anche dopo 40/50 anni…. ci vorrà del tempo ma quei documenti del Concilio verranno riscritti, ne sono sicura, e saranno ripuliti dalle ambiguità trascritte…
      Non so come e quando avverrà, mi basta già di dovermi preoccupare per restare nella fede 😉 e ripeto, leggendo e studiando Ratzinger io comprendo meglio i dogmi e le dottrine, non mi risulta di essere diventata una eretica e quel che i Papi insegnavano ieri lo trovo in tutte le Catechesi del mercoledì di questi 8 anni benedettiani 😉
      Fraterni saluti.

      Rispondi
      • #ricciotti   14 luglio 2013 at 5:18 pm

        Tutto corretto, ma questo non fa di Ratzinger un ortodosso. Anzi, fino ad oggi, sia come Prefetto della CDF e sia come Pontefice ha dimostrato (sia con i suoi scritti da dottore privato, sia con i suoi documenti ufficiali, sia con la prassi) che tutto il Concilio Vaticano II è stato da lui approvato, ritenuto essenziale, benedetto. Ha anche inventato il concetto di “lettura dei documenti del Concilio alla luce della Tradizione”. Questa frase è terribile e sarà ben approfondita con attento studio in future pubblicazioni. Ritenere l’operato di Ratzinger ortodosso, secondo me, è essere ciechi davanti all’evidenza.

        «Tre cose, dice S. Agostino, deve osservare chi vuoi essere santo: la purità del corpo, la castità dell’anima, la verità della dottrina» (De Civ. Dei).

        Rispondi
  7. #LDCaterina63   14 luglio 2013 at 4:28 pm

    Gentile fedecat, lei dice: Proviamo a chiedere a San Pio V se invita qualche protestante per contribuire al Concilio di Trento… vediamo cosa ci risponde!
    ***
    ebbene le rammento che Michele Ghilsieri, Pio V era amico del rabbino di roma nel suo tempo e questo quando era ancora semplice frate. Mantenne tale amicizia anche da vescovo e da inquisitore; il vescovo Ghilsieri era solito fare gli auguri all’amico rabbino per le feste ebraiche e quando venne eletto Papa egli aveva il permesso di entrare ed uscire dalle sacre stanze come e quando voleva, mai e poi mai Ghilsieri compromise la sua amicizia obbligando l’amico ebreo a convertirsi….. E c’è anche un bella storia a lieto fine: quando ci fu il conclave il rabbino di roma espresse il desiderio di vederlo Papa convinto che sarebbe stato un vero ed ottimo Pontefice e gli fece questa promessa: se ti faranno Papa io mi farò battezzare!
    Scherzi della Provvidenza Ghilsieri divenne Papa e il Rabbino dopo qualche giorno andò dall’amico Ghilsieri per mantenere fede alla promessa.
    Pio V GLI DISSE DI NO! Non avrebbe accettato quella conversione, gli disse che lo avrebbe preferito un buon ebreo e sempre suo amico piuttosto che un pessimo cristiano e in inimicizia con lui.
    Ma ecco la Provvidenza che tutto aggiusta quando i cuori sono sinceri 😉
    l’amico rabbino vedendo l’ottimo lavoro di riforma che l’amico Papa svolgeva e vedendo davvero la sua santità, si lasciò ora davvero aprire il cuore e comprese la verità, andò da lui in ginocchio dicendogli che ora sì, si era davvero convertito e voleva essere battezzato da lui….
    San Pio V ne fu talmente felice che gli fece come dono il suo cognome…..
    Io sono convinata che un vero san Pio V oggi avrebbe invitato qualche altro amico ebreo, magari rabbino, ad entrare ed uscire dal Vaticano come faceva con l’amico al suo tempo 😉
    spesse volte si acchiappano più mosche con il miele che non con i pesticidi 😉
    Fraterni saluti!

    Rispondi
  8. #ricciotti   14 luglio 2013 at 4:47 pm

    @ LDCaterina63 “se nessuno avesse avuto diritto di APRIRE BOCCA non avremmo avuto neppure la Scolastica 😉 Carlo le dispute sono sempre state la fiamma che ha tenuto acceso il dibattito nella Chiesa e che per questo ha sfornato i DOTTORI DELLA CHIESA”

    Risp: RATZINGER NON E’ UN DOTTORE DELLA CHIESA, NON BESTEMMIAMO !!!

    @ LDCaterina63 “Ratzinger NON ha mai avuto intenzione di CAMBIARE la dottrina, ma ha avuto piuttosto il merito di dispiegarla, spiegarla, aprirla ad una più vasta comprensione”

    Risp: LA DOTTRINA NON SI SPIEGA, E’ GIA’ STATA SPEIGATA, NON ABBIAMO BISOGNO DI INNOVATORI.

    @ LDCaterina63 “il sant’Uffizio NON ha MAI condannato Ratzinger 😀 sì ci fu il “sospetto” ”

    Risp. E’ ESATTAMENTE QUELLO CHE HO SCRITTO IO.

    @ LDCaterina63 “Il discorso sul profilattico Ratzinger ha voluto affrontarlo piuttosto anche per le vie della ragione oltre che dottrinali”

    Risp. IL CONTRO NATURA OFFENDE NATURA E RAGIONE, IL DISCORSO UN PAPA NON DOVREBBE NEANCHE APRIRLO.

    @ LDCaterina63 “in questo caso hai estrapolato e te l’ho dimostrato con il libro sottomano”

    Risp. ASSOLUTAMENTE FALSO, E SEMBRA CHE TU MI VOGLIA DARE DEL BUGIARDO, POICHE’ BENEDETTO XVI IN QUELLA SPECIFICA CONSIDERAZIONE HA PRIMA IPOTIZZATO PER UN SI E POI HA MITIGATO. TIPICO DEI TESTI DI RATZINGER. TI HA REPLICATO FEDECAT CON PIO VI

    @ LDCaterina63 “il tuo metodo, e te lo dissi, è come quello dell’aneddoto avvenuto durante il Concilio di Trento 😉 un Padre fece leggere un passo dal Vangelo ad alta voce: “….e Giuda si andò ad impiccare””

    Risp. L’ESEMPIO NON E’ CALZANTE POICHE’ TUTTI NOI, PER FEDE, SAPPIAMO CHE I DIBATTITI E LE DISPUTE CHE AVVENGONO NEI CONCILII NON SONO VINCOLANTI E FANNO PARTE DI UN NORMALE ITER DI DISCUSSIONE DEI DOCUMENTI DA REDIGERE.

    In riferimento ai commenti vs FEDECAT:

    @ LDCaterina63 “rammento che Michele Ghilsieri, Pio V era amico del rabbino di roma”

    Risp. SAN PIO V, COME TUTTI I PAPI DA SAN PIETRO FINO A PIO XII NON HA MAI APPROVATO E PROMULGATO LA UNITATIS REDITEGRATIO E LA NOSTRA AETATE (IN RIFERIMENTO AL GIUDAISMO). UNA COSA E’ L’AMICIZIA, QUELLA BEN VENGA, UNA COSA E’ UNA PASSEGGIATA NEL PALAZZO, ALTRO E’ APPROVARE DOCUMENTI DEL GENERE CHE NON MERITANO PIU’ NEANCHE DI ESSERE COMMENTATI.

    Chiudo: avendo letto e studiato centinaia di scritti, estrapolati, documenti di Papi, Padri, Dottori, teologi, esegeti, ecc … ritengo che gli scritti di J. Ratzinger non siano, in una scala da 1 a 10, neanche al posto 1, poiché creano confusione, ambiguità evidenti e sono abbondanti di NUOVA TEOLOGIA. Li sconsiglio a chiunque, a patto che già non si conosca a menadito la scolastica, la tomistica, il Catechismo Maggiore e il Denzinger (tanto per sintetizzare).

    Santa domenica

    Rispondi
    • #LDCaterina63   14 luglio 2013 at 6:55 pm

      perchè urla? 🙁 io non ho alzato la voce….

      vedete? ricominciate con estrapolare singole frasette e mi attribuite quel che non ho detto 😉
      – io non ho mai paragonato Ratzinger ad un Dottore della Chiesa e quando quelli che facevano la Scolastica od altro scrivevano non erano ancora Dottori, lo sono diventati dopo morti 😀 in tal senso ponevo l’esempio: se non c’è contraddittorio e non c’è dibattito, non avremmo avuto i Dottori della Chiesa….
      – la dottrina la si insegna ma la si spiega anche per questo c’è la facoltà di teologia e dal Concilio di Trento sono nati i seminari a causa dell’ignoranza e non perchè non sapevano la dottrina ma perchè non sapevano spiegarla…. l’Ordine di san Domenico è nato per studiare la dottrina e per spiegarla altrimenti il lavoro di san Tommaso sarebbe inutile….
      Sugli innovatori concordo pienamente 😉 Ratzinger non mi sembra affatto innovatore in tal senso, lo leggo come uno che mi spiega la dottrina che conosco a memoria come teoria, lui mi spiega la pratica. Questa non è innovazione; l’innovazione è quella di chi ha tentato di cambiare la dottrina e fino ad oggi non mi risulta che Benedetto XVI l’abbia cambiata 😉
      – sul profilattico perchè spezza tutta la mia risposta? lei ricciotti insiste sulla teoria, Benedetto XVI ha spiegato la pratica, tutto qui se non si spezzano i pensieri altrui 😉
      – ruguardo al sant’Uffizio è Carlo che ha usato il termine di “condanna” 😉
      – Ricciotti quelle risposte le rivolgevo a Carlo….

      concludo riportando dal Documento della CTI (Commissione Teologica Internazionale) del 1990, presieduta all’epoca dal card. J. Ratzinger:
      L’Interpretazione dei Dogmi, tratto dal Libro: CTI Documenti 1969-2004 Ed. ESD pag. 381-421
      quanto segue.

      “ Le dichiarazioni del Magistero circa l’interpretazione dei dogmi sono chiare in proposito e non lasciano dubbi: la storia dei dogmi è il processo di una interpretazione ininterrotta e viva della Tradizione (…) il Vangelo è trasmesso nella Paradosis della Chiesa Cattolica guidata dallo Spirito Santo”.

      Non a caso il Concilio di Trento difendendo questa dottrina, metteva al tempo stesso i fedeli in guardia contro una interpretazione privata della Scrittura, sottolineando come spetti alla Chiesa giudicarne il senso autentico e la corretta interpretazione.
      Idem fece il Concilio Vaticano I° nel riaffermare Trento anzi, approfondendo ulteriormente, ha riconosciuto uno sviluppo dei dogmi purchè, tale sviluppo: “ si compia nel medesimo senso e secondo lo stesso significato – eodem sensu eademque sententia.
      In sostanza: “ per ciò che riguarda i dogmi, si deve mantenere il senso definito una volta per tutte dalla Chiesa”.
      Pio XII ritorna su questi aspetti nell’Enciclica Humani generis nella quale rilancia un nuovo avvertimento contro un “relativismo dogmatico” che, abbandonando il modo di esprimersi della Chiesa finisce per usare termini che mutando lungo il corso della storia per esprimere il contenuto della fede, finisce per modificarne il contenuto, relativizzandolo alla comprensione del momento impedendone, così, la comprensione cattolica=universale già sostenuta dalla Chiesa.
      Non a caso lo stesso Paolo VI nell’Enciclica Mysterium Fidei (del 1965) ritorna sull’argomento sottolineando anzi, insistendo, sulla necessità che: “si devono conservare le espressioni esatte dei dogmi fissate dalla Tradizione…”.

      ************
      Fin qui LA PRESENTAZIONE al Documento firmato da Ratzinger…. quindi parole sue ufficiali…. 😉
      qui a seguire altre risposte di Ratzinger, le parentesi invece sono mie:

      Commette un grave errore ( e lo ha commesso) chi, usando il Concilio Vaticano II, ha pensato (e pensa ancora oggi) che fosse (e che sia) innocuo modificare la terminologia usata per la proclamazione dei dogmi! E’ come se si fosse preteso (o si pretendesse) di modificare la terminologia usata per il Teorema di Pitagora, o di modificare le regole matematiche pensando di non apportare alcun danno alla applicazione delle stesse.
      Il tentativo continuo, da dopo il Concilio, di pretendere di spiegare i dogmi o le dottrine modificandone la terminologia ha finito, in verità, per snaturalizzarli…
      Così come non a caso nel 2007, la CdF ha dovuto emanare ulteriori chiarimenti per le: “Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa”.
      Cinque domande, cinque risposte!
      La prima spiega, appunto, che il Concilio Vaticano II “né ha voluto cambiare, né di fatto ha cambiato tale dottrina, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla ed esporla più ampiamente”.
      Infatti il Concilio presentò la dottrina tradizionale della Chiesa in un contesto più ampio valorizzando, semmai, la questione anche storica dei dogmi, leggiamo infatti nella DV, n.8:
      “vi è nella Chiesa un progresso nella comprensione della Tradizione apostolica…”, vi è pertanto un progresso, non un regresso come è di fatto avvenuto in molti ambiti ecclesiali!
      E cosa intendesse la Chiesa per questo “progresso” lo spiegò chiaramente Giovanni XXIII al Discorso di apertura del Concilio del giorno 11.10.1965 quando disse che, l’insegnamento della Chiesa, pur conservando sempre lo stesso senso e lo stesso contenuto, deve essere trasmesso agli Uomini, integralmente, in una maniera viva e corrispondente alle esigenze del loro tempo!

      Le “esigenze del tempo” tuttavia, non possono essere l’espediente per snaturalizzare le dottrine o modificarle, questo tempo esige il coraggio della vera fede e la carità nella verità, le esigenze saranno allora contenute nei modi attraverso i quali offrire al mondo questa dottrina e non è il contenuto da adattare al tempo eretico che stiamo vivendo.

      ***
      Grazie per la paziente ospitalità

      Rispondi
      • #ricciotti   14 luglio 2013 at 8:56 pm

        Avevo scritto in maiuscolo per diversificare visivamente citazione e replica, non per urlare.
        Il documente è chiaro ed evedenza il sospetto di eresia, che è sostanzialmente una condanna morale.
        Per il resto , ha già fornito risposta Leo XIII in Satis cog.

        Leone XIII assicurava: Membra separate e disperse non possono aderire al capo per formare insieme un corpo … Quindi, se qualche membro si divide e vaga disperso dagli altri, non può rimanere congiunto con lo stesso e unico capo. “Uno è Dio, dice san Cipriano, Cristo è uno, una la chiesa, una la sua fede … .Necessario fondamento di tanta e così assoluta concordia tra gli uomini è il consenso e l’unione delle menti … “Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo” (Ef 4,5), che è quanto dire, che, come uno solo è il Signore, uno il battesimo, così anche una sola deve essere la fede di tutti i cristiani in tutto il mondo. Pertanto l’apostolo Paolo non solo prega, ma domanda e scongiura che tutti abbiano lo stesso sentimento, e fuggano la discordia delle opinioni: “O fratelli, in nome del Signore nostro Gesù Cristo, io vi scongiuro, che tutti teniate uno stesso linguaggio, e non siano tra voi divisioni, ma siate perfettamente uniti in uno stesso sentimento e in uno stesso pensiero” (1 Cor 1,10). E questi testi non hanno certamente bisogno d’interpretazione, poiché parlano chiaramente … Prosegue … Ammaestrata da tali precetti, la chiesa, memore del suo ufficio, con ogni zelo e sforzo non si è mai tanto preoccupata che di tutelare in ogni sua parte l’integrità della fede e di ritenere ribelli e espellere da sé quanti non la pensassero come lei in un articolo qualunque della sua dottrina…”Niente vi può essere di più pericoloso di questi eretici, i quali, mentre percorrono il tutto (della dottrina) senza errori, con una sola parola, come con una stilla di veleno, infettano la pura e schietta fede della divina e poi apostolica tradizione”.Tale appunto fu sempre il modo di comportarsi della chiesa, e ciò anche per l’unanime giudizio dei santi padri, i quali ebbero sempre in conto di scomunicati ed eretici tutti coloro, che anche per poco si allontanarono dalla dottrina proposta dal legittimo magistero. Epifanie, Agostino, Teodoreto ci diedero un lungo catalogo delle eresie dei loro tempi.Agostino poi osserva che errori d’ogni specie possono pullulare; e se qualcuno aderisce ad uno solo di essi, per questo si separa dall’unità cattolica: “Chi crede a queste cose (cioè le eresie indicate), per ciò stesso non deve credersi o dirsi di essere cristiano cattolico. Vi possono essere e formarsi anche altre eresie, che non sono ricordate in questa nostra opera; se uno aderisse a qualcuna di esse, non sarebbe cristiano cattolico” (S. Augustinus, De Haeresibus, n. 88) … E il beato Paolo nella Lettera agli Efesini insiste sul modo di tutelare l’unità, di cui parliamo, come fu stabilito per divino volere … e, poiché gli animi non possono essere per la carità in tutto concordi, quando gli intelletti non consentano nella fede, vuole che in tutti vi sia una sola fede: “Un solo Signore, una sola fede”; e così perfettamente una, che rimuova ogni pericolo di errare: “Allora non saremo più fanciulli sbalzati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, tra i raggiri degli uomini e la scaltrezza a inoculare l’errore”.

        J RATZINGER, SE MAI SARA’ PADRE, NON CERTO DELLA CHIESA CATTOLICA. HA, COMUNQUE, ANCORA TEMPO PER RIMEDIARE. PREGHIAMO

        Rispondi
        • #LDCaterina63   14 luglio 2013 at 9:06 pm

          Il documente è chiaro ed evedenza il sospetto di eresia, che è sostanzialmente una condanna morale.
          :-O :-O
          concludo riportando dal Documento della CTI (Commissione Teologica Internazionale) del 1990, presieduta all’epoca dal card. J. Ratzinger:
          L’Interpretazione dei Dogmi, tratto dal Libro: CTI Documenti 1969-2004 Ed. ESD pag. 381-421
          quanto segue.

          “ Le dichiarazioni del Magistero circa l’interpretazione dei dogmi sono chiare in proposito e non lasciano dubbi: la storia dei dogmi è il processo di una interpretazione ininterrotta e viva della Tradizione (…) il Vangelo è trasmesso nella Paradosis della Chiesa Cattolica guidata dallo Spirito Santo”.

          Non a caso il Concilio di Trento difendendo questa dottrina, metteva al tempo stesso i fedeli in guardia contro una interpretazione privata della Scrittura, sottolineando come spetti alla Chiesa giudicarne il senso autentico e la corretta interpretazione.
          Idem fece il Concilio Vaticano I° nel riaffermare Trento anzi, approfondendo ulteriormente, ha riconosciuto uno sviluppo dei dogmi purchè, tale sviluppo: “ si compia nel medesimo senso e secondo lo stesso significato – eodem sensu eademque sententia.
          In sostanza: “ per ciò che riguarda i dogmi, si deve mantenere il senso definito una volta per tutte dalla Chiesa”.
          Pio XII ritorna su questi aspetti nell’Enciclica Humani generis nella quale rilancia un nuovo avvertimento contro un “relativismo dogmatico” che, abbandonando il modo di esprimersi della Chiesa finisce per usare termini che mutando lungo il corso della storia per esprimere il contenuto della fede, finisce per modificarne il contenuto, relativizzandolo alla comprensione del momento impedendone, così, la comprensione cattolica=universale già sostenuta dalla Chiesa.
          Non a caso lo stesso Paolo VI nell’Enciclica Mysterium Fidei (del 1965) ritorna sull’argomento sottolineando anzi, insistendo, sulla necessità che: “si devono conservare le espressioni esatte dei dogmi fissate dalla Tradizione…”.

          ************

          questo contiene il sospetto di eresia? :-O vabbè, ma allora di che stamo a parlare? 😀 è proprio Ratzinger colui che ha continuato a denunciare il “relativismo dogmatico” ed ha riportato continuamente citazioni del magistero bimillenario; è lui che ha frenato la deriva di delle affermazioni di chi parlava di cambiare le dottrine….. certo, non tutto è stato affrontato come si sarebbe dovuto, ma la storia non si fa con i se e con i ma, ma con i fatti e se per lei questo Documento è eretico, bè allora mi arrendo: l’impossibile provo a farlo per farvi capire che avete preso di mira la persona sbagliata, ma per i miracoli bisogna pregare Dio 😉
          Grazie ancora.

  9. #ricciotti   14 luglio 2013 at 10:04 pm

    Preso di mira?
    Si conferma sempre la verità che i ratzingeriani o modernisti tradizionali, vivono la questione sul piano personale e di sentimento.

    Se J. Ratzinger fosse “ortodosso” avrebbe:- abrogato la Dignitatis Humanae (comanda che l’uomo ha diritto alla libertà religiosa […] privatamente e in pubblico sia da solo sia associato ad altri);- abrogato la Nostra Aetate (inventa una falsa dottrina sulle false religioni e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);- abrogato la Lumen Gentium (inventa la collegialità mai esistita ed esplicitamente condannata);- abrogato la Gaudium et Spes (modifica la Fede dal culto di Dio al “culto dell’uomo”);- abrogato la Dei Verbum (fa convergere la Tradizione e il Magistero nella sola Scrittura);- abrogato la Unitatis Redintegratio (comanda alla chiesa la pratica del falso ecumenismo pancristiano);- abrogato il CJC del 1983 poiché contiene degli ordini dati al clero che, se li esegue, si trova in peccato mortale;- abrogato il Novus Ordo Missae che è un rito studiato e scritto con i pastori protestanti in visione falso ecumenica;- ecc …BENEDETTO XVI NON SOLO NON HA ABROGATO QUESTI DOCUMENTI, MA LI HA FAVORITI, IMPLEMENTATI (in peggio) E NE HA RESO LA PRATICA UFFICIALE E PRASSI, SIN DAI TEMPI DELLA SUA “VIGILANZA” PRESSO LA C.D.F.Osiamo parlare ancora di ortodossia?

    Rispondi
  10. #guelfonero   15 luglio 2013 at 3:26 pm

    Bravo, Ricciotti. De hoc satis. Piergiorgio Seveso 😉

    Rispondi
  11. #Pietro   15 luglio 2013 at 4:23 pm

    Ovvio che le innumerevoli sparate sul preservativo prima e di oggi sul ramadan ed altro servono per testare la reazione dei fedeli: gli occupanti dormono sonni tranquilli perché troppi fedeli cloroformizzati non sanno indignarsi … e la rivoluzione avanza

    Rispondi
  12. #MaryG   16 luglio 2013 at 9:19 am

    Concordo con quanto scritto nell’articolo di Carlo anche se le diverse opinioni esposte lasciano riflettere parecchio. Nonostante sia abbastanza rigida in tema di dottrina cattolica e tendente alla galassia dei valori Tradizionali, ho ammirato tanto le parole della sig.ra LDCaterina63 che ha tutta la mia stima ;).Certamente ad un papa non è lecito giustificare errori in materia di fede e di morale…ecco che si parla di infallibilità! Ma infallibilità significa impeccabilità? Non so se i Papi siano assolutamente esenti da imperfezioni in campo morale,c’è scritto? Ovviamente bisogna piacere non all’uomo ma a Dio,di errori se ne son fatti ma a tutto c’è rimedio fortunatamente.Con questo non giustifico assolutamente i gravi errori commessi da Papa Benedetto XVI ma mi concentrerei più su quello che sarà, sulla scia del grande Pio XI, di costruire una “nuova”,giusta cristianità che si impegnasse a sostenere nel modo giusto la società contemporanea e che soltanto la Chiesa cattolica è in grado di approvare e coltivare. Probabilmente c’è bisogno di inculcare le buone regole come ha giustamente espresso la sig.ra LDCaterina63 ” acchiappando più mosche con il miele che non con i pesticidi”. Non sono una buonista, attenzione ma non certamente imponendo o criticando che si risolvono i problemi ma cominciando da noi stessi a dimostrare come cambiare e quel pizzico di sentimento nell’animo non guasta. E’ come se io andassi da uno psicologo,lo psicologo mi impone di guarire,pretendo di guarirti in base a quanto scritto nel libro,con maniere dure,senza un minimo di dialogo che mi fa capire con chi mi sto confrontando ma semplicemente perchè scritto…ed io guarirei? Non credo… mi girerei e me ne andrei come farebbero tutti. Purtroppo i tempi son cambiati e son cambiate le menti e gli atteggiamenti delle persone perchè il qualunquismo,il modernismo persevera e prorompe nelle nostre vite e non ci fa guardare al vero faro di luce che è Dio. C’è bisogno di predicatori, che si mettano con pazienza a divulgare correttamente, quanto ci ha tramandato nostro Signore con fermezza ed indissolubilità,con pazienza,con amore, con carità, con comprensione perchè senza di queste non andremo mai da nessuna parte. C’è bisogno di un percorso laborioso di rinnovamento della Tradizione,nel modo di essere della Chiesa. Non voglio dilungarmi, altrimenti finisco per scrivere poemi :),io credo che piuttosto dobbiamo rivalutare la nostra di anima, la nostra posizione sulla base degli insegnamenti di Cristo, dei 10 comandamenti,con amore cristiano, di abbattere l’indifferenza,gli odi e costruire ponti solidi di fede e speranza, volontà di dimostrare che il mondo grazie a noi può cambiare e grazie all’aiuto reciproco,senza trovare colpevoli per assolvere le nostre piaghe,i nostri conflitti. I miei complimenti a chi si impegna a far chiarezza sull’argomento e che con spirito di abnegazione sta portando avanti una dura battaglia ;).
    Un caro saluto e buona giornata.
    MaryG

    Rispondi
    • #LDCaterina63   16 luglio 2013 at 1:42 pm

      La ringrazio MaryG per aver compreso il nocciolo del problema, ed è quanto ho tentato di spiegare sulla questione del profilattico, l’uso dei contraccettivi che Benedetto XVI non ha MAI dichiarato leciti 😉 In cosa dunque è cambiato oggi il modo di esprimere la medesima dottrina?
      Ratzinger ama usare la ragione oltre che la fede…. è un male questo? a mio parere no; è pericoloso? si, indubbiamente si ma per chi vuole strafare…. Ma quante cose sono pericolose eppure le usiamo? La pistola in mano ad un polizziotto è difesa, in mano ad un delinquente è rapina 😉 per questo si usa la ragione per insegnare ad un figlio il male che può fare la pistola….
      Ora se una volta bastava dire (Catechismo san Pio X) “la pistola è pericolosa e tu non la puoi usare” – punto. oggi non basta occorre spiegare perchè la pistola in mano a persone sbagliate è un male….. E’ ovvio che si possono ancora formare nuove generazioni con l’insegnare loro i principi saldi della fede: “non usare la pistola perchè è u danno” e trovi giovani e comunità che ti ascoltano, ma mille altre non ti ascoltano e la Chiesa che è Mater et Magistra e non un Soviet, non una tiranna, ha deciso di spiegare perchè certe cose fanno male 😉
      Io forse perchè sono cresciuta in un collegio, sono sposata grazie a Dio da 29 anni e abbiamo due figli di 20 e 23 anni, apprezzo invece lo stile ma soprattutto il metodo di Ratzinger perchè mi ha aiutato a comprendere la dottrina cattolica e ad amarla di più…. Ero di quelli a cui non bastavano le nozioni del Catechismo 😉 avevo a che fare con un marito molto più istruito di me ma ateo 😉 quindi dovevo capire e sapere il perchè di certe dottrine e Ratzinger mi ha aiutata molto…. Forse non sono diventata più “sapiente” ma di certo più cosciente, questo si, il ragionare mi ha portato a superare le lotte della fede, oggi credo anche quando NON comprendo perchè la ragione stessa mi dice che la fede le è superiore 😀 ma a questo ci si arriva oggi ragionando sulle tematiche, non studiando Ratzinger per coglierlo in fallo, ma per compredere dove e come, nell’insieme dei mille argomenti trattati, egli giunge al cuore della dottrina….
      Poi discutiamo come si vuole sul Concilio, le sue aperture, le ambiguità trascritte nei documenti, il falso e perverso “spirito del concilio” del qual spirito e suo concetto Benedetto XVI ha denunciato come errore…. errori ne troveremo a josa e senza dubbio ci sono stati dei cambiamenti, questo è indiscutibile, ma chi l’ha detto che i veri cambiamenti voluti dal Concilio originale così come scritti nelle parole di Giovanni XXIII siano del tutto sbagliati?
      Io sono convinta che se il Concilio fosse terminato con la morte di Roncalli avremmo avuto molti meno danni 🙁 quella riapertura sotto Paolo VI a mio parere ha procurato molti danni, ma proprio per questo riesco a leggere in Ratzinger colui che ci ha aiutati a rimanere nella rotta originaria di cambiamenti NECESSARI ma senza sconvolgere la dottrina….
      La dottrina non l’hanno sconvolta i Papi, non mi risulta ci siano “nuove” dottrine, la questione sulla libertà religiosa, sull’ecumenismo ecc… vanno solo riparate dai danni apportati dalle false interpretazioni che si sono date alle intenzioni ed alle ambiguità apportate con l’uso – in documenti ufficiali – di un linguaggio modernista, privato di tante citazioni che si potevano fare e non furono fatte come la famosa Lettera di san Gregorio Magno
      Lettera “Qui sincera” al vescovo Pascasio di Napoli, nov. 602, sulla libertà religiosa, quando dice:
      “Alcuni giudei appunto, che abitano a Napoli, si sono lamentati presso di Noi, asserendo che qualcuno si sforza irrazionalmente di impedire loro la celebrazione di alcune loro feste, che ad essi (cioè) non sia permesso di celebrare le loro feste come finora a loro e in tempo lontano addietro ai loro antenati era lecito osservare e celebrare.
      Se la verità sta in questo modo, evidentemente prestano opera per una causa totalmente inutile. Infatti che cosa porta di utilità impedire un’antica usanza, se ciò a loro non giova nulla per la fede e la conversione? O perché stabilire per i giudei regole come debbano celebrare le loro festività, se con ciò non possiamo guadagnarli (alla fede)? Si deve perciò piuttosto agire in modo che, provocati dalla ragione e dalla mansuetudine, vogliano seguirci, non fuggire, affinché, mostrando loro dai loro Scritti ciò che noi affermiamo, li possiamo con l’aiuto di Dio convertire (portandoli) nel grembo della madre chiesa.
      Perciò la tua fraternità, per quanto con l’aiuto di Dio potrà, li sproni con moniti alla conversione e non permetta che vengano di nuovo disturbati per via delle loro festività, ma abbiano la libera concessione di osservare e di celebrare tutte le loro ricorrenze e feste, come finora … hanno fatto”.
      😉 gli Ebrei dunque andarono dal Papa per chiedere il diritto di esercitare liberamente la propria fede 😉

      Cordiali e fraterni saluti.

      Rispondi
      • #Marco Mancini   16 luglio 2013 at 2:51 pm

        Vado un po’ di fretta e non ho tempo di leggere tutto l’articolo. Ma ho letto la parte riguardante l’uso del preservativo e mi è bastata. O non capite, oppure toccate livelli rari di disonestà intellettuale.

        Rispondi
  13. #ricciotti   16 luglio 2013 at 6:51 pm

    Per dissipare ogni dubbio ed a testimonianza della totale buona fede dell’analisi “SUL PRESERVATIVO” ho ritenuto opportuno aggiungere una nota SEI.

    La riporto:

    [6] La citazione completa [leggibile qui] è riportata in minuscolo ed analisi dell’interpretazione scritta in maiuscolo e fra parentesi quadre.

    Benedetto XVI dice: Vi possono essere singoli casi motivati [STA MOTIVANDO, ACCONSENTE IN PRIMIS], ad esempio quando uno che si prostituisce [UN GAY? UN UOMO?] utilizza un profilattico [PECCATO MORTALE], e questo può essere [CONSIDERA L’IPOTESI BUONA] un primo passo verso la moralizzazione [PROFILATTICO USATO DA PROSTITUTO = MORALE], un primo elemento di responsabilità [SI RITIENE RESPONSABILE L’USO DI PRESERVATIVO PER L’ATTO IMPURO E CONTRO NATURA] per sviluppare di nuovo una consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole [DICE CHE USARE IL PRESERVATIVO SERVE PER FAR CAPIRE CHE NON E’ SEMPRE PERMESSO IL SESSO SENZA PRESERVATIVO, DISCORSO PIENO DI AMBIGUITA’, O CHE FORSE IL RAPPORTO COMPLETO FRA UOMINI NON E’ PERMESSO PERCHE’ PROVOCA MALATTIE E QUINDI E’ “GIUSTIFICABILE” L’USO DEL PRESERVATIVO PER CAPIRE CIO’?]. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per affrontare il male dell’HIV [CERTO, MA NON LO ESCLUDE TOTALMENTE, INFATTI PRIMA PARLA DI “SINGOLI CASI MOTIVATI”, “USO DI PRESERVATIVO”, “ELEMENTO DI RESPONSABILITA’” “CONSAPEVOLEZZA DEL NON TUTTO E’ PERMESO”, QUINDI “USARE IL PRESERVATIVO PER REGOLARE LA SESSUALITA’ EVITANDO LA MALATTIA”]. Esso, in realtà, deve consistere nell’umanizzazione della sessualità [QUALE? CHE SIGNIFICA? QUI NON SI VUOL ESCLUDERE L’USO DEL PRESERVATIVO, SI CITA UNA “UMANIZZAZIONE DELLA SESSUALITA” CHE, COMUNQUE IN “SINGOLI CASI MOTIVATI” PREVEDE “L’USO DEL PRESERVATIVO” COME “ELEMENTO DI RESPONSABILITA’” E PER ACQUISIRE LA “CONSAPEVOLEZZA DEL NON TUTTO E’ PERMESO”].

    Alla domanda: Questo significa, dunque, che la Chiesa Cattolica non è fondamentalmente contraria all’uso dei profilattici?

    LA RISPOSTA CORRETTA E’: NO. LA CHIESA E’ CONTRARIA TOTALMENTE E SEMPRE ! IL PRESERVATIVO NON E’ UN RIMEDIO PER L’HIV NE’ OGGI E NE’ MAI.

    Benedetto XVI risponde: “La Chiesa naturalmente, non considera i profilattici come la soluzione autentica e morale [DICE PROBABILMENTE IL CONTRARIO DI QUANTO PRIMA AFFERMATO, CREANDO CONFUSIONE E AMBIGUITA’]. In un caso o nell’altro [QUALI CASI? SESSO FRA CONIUGI, SESSO FRA AMANTI, SESSO FRA UOMINI, SESSO FRA ETERO, SESSO CON BESTIE], nell’intenzione di diminuire il pericolo di contagio [OTTIMA INTENZIONE, BUONA COSA], può rappresentare [NE ACCONSENTE L’USO, LO GIUSTIFICA, PER L’INTENZIONE DI “DIMINUIRE IL CONTAGIO”] tuttavia un primo passo [NO, E’ UN PASSO DIABOLICO, MAI ACCETTABILE, NE’ PRIMO E NE’ ULTIMO, ACCONSENTIRE AL PECCATO SIGNIFICA CREARE IL VIZIO SUCCESSIVAMENTE, CREARE DEI PRECEDENTI GIUSTIFICABILI, MA UN PECCATO CONTRO NATURA NON PUO’ PORTARE AL BENE] sulla strada che porta ad una sessualità diversamente vissuta, più umana [CHE COSA SIGNIFICA? AMBIGUITA’ ULTERIORE. SIGNIFICA FORSE CHE E’ PROPRIO GRAZIE ALL’USO DI PRESERVATIVO CHE L’UOMO DOVREBBE CAPIRE QUALE E’ LA GIUSTA SESSUALITA’?].

    CONCLUSIONE FINALE: La verità è che l’uso del preservativo non è accettabile, non è “acconsentibile”, non porta al bene, non è mai approvabile, non ne dovrebbe neanche parlare un Pontefice. Papa Felice III (483-492 d.C.): “Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto” (citato da Papa Leone XIII nella sua lettera ai Vescovi italiani del 8/12/1892)

    Per la Dottrina Cattolica le “cose intrinsecamente disordinate” non sono mai giustificabili, né fattibili, né ipotizzabili, neppure per ottenere un bene: il “bene naturale” (es. evitare HIV) non giustifica, non motiva e non implica, neanche indirettamente, neanche per un secondo e neanche per ipotesi intermedia un “male soprannaturale” “intrinsecamente disordinato” (es. un peccato contro natura, es. uso del preservativo). Per Fede Cattolica non si pone neanche il dubbio, l’ambiguità, l’ipotesi: non se ne parla. San Pio x dice, nel Catechismo Maggiore, che “il peccato è offesa infinita”, perché offende Dio. Per questo Dio Padre, ad esempio, disse a Santa Caterina che “se con 1 solo peccato veniale si potessero togliere tutte le anime dall’inferno non sarebbe giusto commetterlo; perché l’offesa infinita è superiore”.

    Rispondi
  14. #ricciotti   18 luglio 2013 at 11:20 am

    Rispondo all’ultima di @Raffaele Marmo

    Dice: “Splendida la citazione di Papa Felice III, non la conoscevo. Ratzinger è stato uno dei Papi che più di ogni altro ha resistito a vari errori e con coraggio si è schierato contro il mondo senza paura delle ripercussioni (pensi a cosa ha detto contro i nuovi surrogati di famiglia lo scorso dicembre, nel pieno delle discussioni che ancora oggi continuano). Se ci tengo così tanto a lui è proprio perché lui ha incarnato ciò che Papa Felice dice. Se vuole un consiglio, piuttosto preghi per lui (http://www.facebook.com/notes/san-giuseppe-moscati/p-stefano-m-manelli-fi-meditazioni-per-il-mese-di-maggio-diciannovesimo-giorno/519061241462629)…e per me. Scusi davvero per la lunghezza, mi sforzerò di non intervenire più, visto che ho già detto anche troppo nel tentativo di farle capire…Santa giornata (e se vuole mi risponda dandomi del tu)”

    – Grazie per il consiglio sulla preghiera. Ovvio che il cattolico ha il dovere di pregare per la fede della Chiesa e dei suoi uomini, e viene fatto ogni giorno e da sempre;

    – Il resto sono sue ILLAZIONI totali. Punti di vista suoi e NON CONFERMATI. Se J. Ratzinger avesse “resistito a vari errori e con coraggio si è schierato contro il mondo senza paura delle ripercussioni”, avrebbe abolito o corretto quanto sotto elencato. MAI LO FECE E PEGGIORO’ DI MOLTO LA SITUAZIONE. Negarlo significa essere bugiardi.

    Ecco:

    PRINCIPALI OBIEZIONI AI DOCUMENTI DEL CONCILIO VATICANO II E N.O.M.

    Assolutamente non è mia intenzione, in questo paragrafo, andare oltre i brevissimi cenni. Riferirò in maniera assolutamente schematica delle conclusioni tratte da centinai di teologi e prelati. Dicono:

    – Dignitatis Humanae (comanda che l’uomo ha diritto alla libertà religiosa privatamente e in pubblico sia da solo sia associato ad altri e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);

    – Nostra Aetate (inventa una falsa dottrina sulle “false religioni” e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);

    – Lumen Gentium (inventa la collegialità mai esistita ed esplicitamente condannata e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);

    – Gaudium et Spes (modifica la Fede dal culto di Dio al “culto dell’uomo” e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);

    – Dei Verbum (fa convergere la Tradizione e il Magistero nella sola Scrittura e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);

    – Unitatis Redintegratio (comanda alla Chiesa la pratica del falso ecumenismo pancristiano e rompe con la Tradizione apostolica e patristica);

    – CJC del 1983 (contiene degli ordini dati al clero che, se li esegue, si trova in peccato mortale (v. comunione ai non-cattolici reprobi in alcune situazioni));

    – Novus Ordo Missae (rito studiato e scritto con i pastori protestanti in visione falso ecumenica (altera l’Offertorio, esclude il Sacrificio e modifica il racconto dell’Istituzione) [Leggasi Breve esame critico al Novus Ordo Missae].

    Dicono. Gli insegnamenti del Concilio Vaticano II verterono principalmente sui temi della libertà religiosa, del falso ecumenismo, della collegialità ecc… e tali dottrine furono già condannate in passato da (citiamo solo i Papi recenti, ma le condanne risalgono a SEMPRE):

    Papa Gregorio XVI nella Mirari Vos

    Papa Pio IX nella Quanta Cura e nel Sillabo degli Errori

    Papa Leone XIII nella Immortale Dei e nella Libertas Humana

    Papa San Pio X nella Pascendi e nel Lamentabili

    Papa Pio XI nella Quas Primas e nella Mortalium Animos

    Papa Pio XII nella Mystici Corporis e nella Humani generis

    ecc … ecc … ecc …

    Dicono. La nuova messa, conosciuta come Novus Ordo Missae, contraddice vari insegnamenti infallibili [2] precedenti e decreti della Chiesa Cattolica, quali:

    Quo Primum e De Defectibus di Papa S. Pio V

    Il decreto del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa (Sessione XXII)

    Apostolicae Curae di Papa Leone XIII (1896)

    Mediator Dei di Papa Pio XII (1947)

    Sacramentum Ordinis di Papa Pio XII (1948)

    Liturgia è celebrazione di numerosi dogmi. I principali dogmi mutati in N.O.M. sono: – alterazione delle preghiere dell’Offertorio per cancellare il concetto di Sacrificio Propiziatorio; – alterazione sostanziale delle stesse parole della Consacrazione.

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  15. #mrs silivia   6 settembre 2013 at 8:15 pm

    Mi capita di avere 2 figli per mio marito , e ora non possiamo procedere per avere un altro bambini tutto a causa della mia malattia e ora devo fare tutto quello che un uomo come me e mio marito può fare solo per ottenere la mia malattia guarita , ho andato a diversi posti di cercare aiuto neanche una persona potrebbe mai aiutare , fino a quando mi sciolgo un commento sul giornale quotidiano che è stato commentato da Richeal su come questo potente medico tradizionale aiutarla a guarire dalla malattia ( HIV- AIDS) ” il mio compagno amato “Ho insegnato in primo luogo avere un aiuto da un guaritore tradizionale spirituale era un’idea sbagliata , ma penso a queste , vi continuo a insistere su queste malattie per tutto il giorno quando ho qualcuno che mi aiuti a salvare la mia vita ? ” così ho capito tutte le mie fedi e mettere in tutti gli interessi di contattarlo attraverso il suo indirizzo e-mail a templesolutions@yahoo.com , o solutioncenter460@yahoo.com così dopo gli ho inviato di aiutare ottenere la mia malattia guarita , io rispondo a me velocemente possibile che i non dobbiamo avere paura , che lui è un medico veritiero e potente che io in primo luogo sostenuto che fosse. Così, dopo tutto insieme è stato fatto, lui mi promette che sarò guarita ma su una condizione che io gli fornisco alcuni elementi e obbedito tutti il suo oracolo ha detto . ho fatto tutto , accettando la sua oracoli fatto e solo per vedere che la settimana seguente il dottor sceriffo posta sulla mia casella di posta elettronica che il mio lavoro è fatto con successo con i suoi poteri , mi è stato sconvolto e poi nascono per essere la donna più felice sulla terra dopo che ho concluso la mia prova finale l’ospedale dal mio medico che ora sono HIV-negativi . mie carte per controllo sono con me e ora sono felice e contento per il suo aiuto e il potere miracoloso .
    Con questi i must per tutti coloro che potrebbero chiedere per qualsiasi aiuto , sia per l’HIV cura o molto più a contatto con lui ora a questi seguente email ora ,
    Email : templesolutions@yahoo.com , o solutioncenter460@yahoo.com ” signore ti ringrazio molto per la vostra cura immediata della mia malattia , devo dire che per curare la mia malattia , io ti devo in cambio Grazie e sia benedetto signore. .
    Il mio nome è Angeline
    Il suo indirizzo e-mail è : templesolutions@yahoo.com , o solutioncenter460@yahoo.com

    Voglio introdurre questo medico che mi ha curato e salvami dalla malattia di HIV , con poteri spirituali miracolosi , poteri curativi a base di erbe e medicinali a base di erbe da
    piante di erbe naturali. Dr Gandu è un leader erborista guaritore su tutto il continente africano . Io uso pure i rimedi a base di erbe naturali ed i suoi poteri ancestrali per guarire e risolvere tutte le malattie , infezioni , nonché
    risolvere tutti i problemi di natura dell’umanità, io benedico con un potente dono di curare le persone , io uso la medicina tradizionale e prodotti naturali per curare l’HIV e l’AIDS ,
    MADNESS , CANCRO ETC , medicinali vegetali tradizionali sono spesso utilizzati come trattamento primario per l’HIV / AIDS e per i problemi di HIV- correlati , tra cui disturbi dermatologici , nausea , depressione , insonnia e debolezza . Erbe medicinali vengono spesso utilizzati come trattamento primario per l’HIV / AIDS e per i problemi di HIV- correlati. Per ulteriori informazioni contattare la mia email : expertspellcaster@aol.com

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