La Chiesa e la condanna inesorabile della sodomia

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• «Le passioni sono tutte disonorevoli, perché l’anima viene più danneggiata e degradata dai peccati di quanto il corpo lo venga dalle malattie; ma la peggiore fra tutte le passioni è la bramosia fra maschi. (…)I peccati contro natura sono più difficili e meno remunerativi, tanto che non si può nemmeno affermare che essi procurino piacere, perché il vero piacere è solo quello che si accorda con la natura.»

SAN GIOVANNI CRISOSTOMO Homilia IV in Epistula Pauli ad Romanos.

• «Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, scaccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima, vi introduce il demonio istigatore della lussuria, induce nell’errore, svelle in radice la verità dalla mente ingannata, prepara insidie al viatore, lo getta in un abisso(..)» San Pier Damiani O.S.B., Liber Gomorrhanus, in Patrologia Latina
• «La passione per delle forme indebite è prossima alla pazzia; questo vizio sconvolge l’intelletto, spezza l’animo elevato e generoso, trascina dai grandi pensieri agli infimi, rende pusillanimi, iracondi, ostinati e induriti, servilmente blandi e incapaci di tutto; inoltre, essendo l’animo agitato da insaziabile bramosia di godere, non segue la ragione ma il furore. (…)»

(San Bernardino da Siena, O.F.M., Predica XXXIX, in: Prediche volgari.

• «I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di loro stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venire violata»

(Sant’Agostino, Confessioni, c. III, p. 8).

• «nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura»

(San Tommaso d’Aquino, Summa Theologica, II-II, q. 154,
a. 12).

• «Non solo essi hanno quell’immondezza e fragilità, alla quale siete inclinati per la vostra fragile natura (benché la ragione, quando lo vuole il libero arbitrio, faccia star quieta questa ribellione), ma quei miseri non raffrenano quella fragilità: anzi fanno peggio, commettendo il maledetto peccato contro natura. Quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono; poiché non solo essa fa schifo a Me, che sono somma ed eterna purità (a cui è tanto abominevole, che per questo solo peccato cinque città sprofondarono per mio divino giudizio, non volendo più oltre sopportarle la mia giustizia), ma dispiace anche ai demoni, che di quei miseri si sono fatti signori. Non è che ai demoni dispiaccia il male, quasi che a loro piaccia un qualche bene, ma perché la loro natura è angelica, e perciò schiva di vedere o di stare a veder commettere quell’enorme peccato»

(S. Caterina da Siena, op. cit., cap. 124).

• “Come dice la Sacra Scrittura, i sodomiti erano pessima gente e fin troppo peccatori. San Pietro e san Paolo condannano questo nefasto e turpe peccato. Difatti la Scrittura denuncia l’enormità di una tale sconcezza con queste parole: ‘Lo scandalo dei sodomiti e dei gomorrani si è moltiplicato e il loro peccato si è troppo aggravato’. Pertanto gli angeli dissero al giusto Loth, che aborriva massimamente le turpitudini dei sodomiti: ‘Abbandoniamo questa città, etc. ’ (…) La Sacra Scrittura non tace le cause che spinsero i sodomiti a questo gravissimo peccato
e che possono spingere anche altri. Leggiamo infatti nel libro di Ezechiele: ‘Questa fu l’iniquità di Sodoma: la superbia, la sazietà di cibo ed abbondanza di beni, e l’ozio loro e delle loro figlie; non aiutarono il povero e il bisognoso, ma insuperbirono e fecero ciò che è abominevole al mio cospetto; per questo Io la distrussi’ (Ez. 16, 49-50). Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale”

(San Pietro Canisio, Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455)
Dottore della Chiesa

• “Avendo noi rivolto il nostro animo a rimuovere tutto quanto può offendere in qualche modo la divina maestà, abbiamo stabilito di punire innanzitutto e senza indugi quelle cose che, sia con l’autorità delle Sacre Scritture che con gravissimi esempi, risultano essere spiacenti a Dio più di ogni altro e che lo spingono all’ira: ossia la trascuratezza del culto divino, la rovinosa simonia, il crimine della bestemmia e l’esecrabile vizio libidinoso contro natura; colpe per le quali i popoli e le nazioni vengono flagellati da Dio, a giusta condanna, con sciagure, guerre,
fame e pestilenze. (…)Sappiano i magistrati che, se anche dopo questa nostra Costituzione saranno negligenti nel punire questi delitti, ne saranno colpevoli al cospetto del giudizio divino, e incorreranno anche nella nostra indignazione. (…)Se qualcuno compirà quel nefando crimine contro natura, per colpa del quale l’ira divina piombò su figli dell’iniquità, verrà consegnato per punizione al braccio secolare, e se chierico, verrà sottoposto ad analoga pena dopo essere stato privato di ogni grado”

(San Pio V, Costituzione Cum primum, del 1° aprile
1566, in Bullarium Romanum, t. IV, c. II, pp. 284-286)

• «E il serpente disse: <<Manderò il mio soffio affinché la successione dei figli degli uomini si spenga, e allora gli uomini bruceranno di passione per gli altri uomini, commettendo atti vergognosi>> ”.“E il serpente, provandoci godimento, gridò: <<Questa è la suprema offesa contro Colui che ha dato all’uomo il corpo. Che la sua forma scompaia perché ha evitato il rapporto naturale con le donne>>.”….“È quindi il diavolo che li convince a diventare infedeli e seduttori, che li induce a odiare e a uccidere, diventando banditi e ladri, perché il peccato di
omosessualità porta alle più vergognose violenze e a tutti i vizi. Quando tutti questi peccati si saranno manifestati, allora la vigenza della legge di Dio sarà spezzata e la Chiesa sarà perseguitata come una vedova»

“Liber Divinorum Operum” di Santa Ildegarda di Bingen

• ” Il peccato contro natura si commette effondendo il seme in qualsiasi modo, fuorché nell’organo della concezione, vale a dire nell’organo della donna. Tutti coloro che si macchiano di questi peccati sono strada calpestata dai demoni e scomparto di rifiuti. E perciò la semente della parola di Dio in essi va perduta, e ciò che è stato seminato viene rapito dal diavolo.”

Sant’Antonio da Padova,I Sermoni parte prima.

• «Il senso della sessualità è condurre l’uomo e la donna l’uno all’altra e con ciò assicurare all’umanità progenie, bambini, futuro(…)Tutto il resto è contro il senso più profondo della sessualità. Ed a questo dobbiamo restare fedeli, anche se al nostro tempo non piace. Si tratta della profonda verità di ciò che la sessualità significa nella struttura dell’essere umano.Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate… allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove. Ma non per
questo l’omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto».

Benedetto XVI,Luce del mondo.

a cura di Alessandro Pini 

5 Commenti a "La Chiesa e la condanna inesorabile della sodomia"

  1. #Matteo   1 agosto 2013 at 8:44 am

    Ribadisco a puntualizzazione quello che ho già espresso in altro post.

    Essere Gay (a prescindere dalla omosessualità vissuta in castità o no)
    significa essere sodomiti.

    Il Gay in quanto tale vive la propria devianza in termini esistenziali
    non come un problema ed un disordine da combattere ed a cui opporre
    la castità di stato, ma come una condizione naturale da seguire liberamente
    e da osteggiare e dimostrare pubblicamente.

    Tutte le associazioni Gay ed i movimenti simili sono concordi in questo, neppure un solo gay che abbia pubblicamente dichiarato il proprio
    disordine morale ha mai definito la Sua tendenza come da combattere
    e reprimere nella castità, anzi tutti i personaggi famosi, politici
    attori, etc.. che si definicono pubblicamente gay, sbandierano la cosa come naturale e tranquilla e pretendono che si legiferi persino contro ogni limitazione a questa loro libertà di sodomia, anzi pretendono che si reprima persino a norma di legge l’opinione di chi è con loro in disaccordo.

    E’ per questo che le parole di Papa Bergoglio rappresentano l’ennesimo
    e certo involontario svarione mediatico a cui purtroppo dovremo abituarci
    perchè ne ha fatti già molti in cinque mesi e ne farà altri temo.

    Stessa cosa per quel che riguarda la massoneria, il problema non è solo la lobby massonica, è anche il singolo massone, perchè anche il singolo massone aderisce ad una dottrina condannata dal Magistero della Chiesa che lo mette in stato di peccato mortale e il Magistero è tenuto ad esprimere
    reprimenda verso tutti i peccati mortali, dall’essere sodomiti all’essere massoni; è erroneo che il Papa non abbia titolo per esprimersi in tale direzione perchè si tratta proprio di questioni di costume e di morale, ovvero ambiti propri e specifici in cui il Sacro Magistero può e persino deve pronunciarsi.
    Se poi non vuole, ovviamente può farlo, ma questo è altro paio di maniche.

  2. #antonio   14 dicembre 2014 at 12:57 pm

    matteo, errata corrige : OSTENTARE e non ” osteggiare”.

  3. #Salvo   27 maggio 2015 at 10:55 pm

    Il problema principale della sodomia è la pornografia. Come si fa ad estirparla a chi ne abusa da anni ?

  4. Pingback: Documenti su Bergoglio, gender, comunismo. « www.agerecontra.it

  5. #lorena meneguzzi   13 dicembre 2016 at 4:04 pm

    Un gay è un omosessuale contento di esserlo (definizione scelta dalle loro associazioni). Non tutti gli omosessuali sono gay. Perciò un gay non si sforza di vivere in castità. Ecco perché solo un gay può essere definito sodomita, anche se vive in castità per paura di ritorsioni o perché non trova un compagno. Ma non tutti gli omosessuali sono sodomiti: molti di essi vivono in castità per scelta, non si oppongono al disegno di Dio e non assecondano il loro istinto deviato. Perciò non possono essere chiamati “sodomiti”.