SCUDO SENZA CROCE: genesi di un declino

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A cura di CdP Ricciotti.

Breve studio, “LA D.C. CONTRO LA CHIESA” (“SCUDO SENZA CROCE” Documentazione a cura del M.S.I. – Supplemento al N. 228 de «Il Secolo d’Italia» del 25-IX-1960) che, quasi profeticamente, disegna con accuratezza e lungimiranza quello che, da lì a poco dopo il Concilio Vaticano II, sarebbe diventata la società italiana e, forse, mondiale.

[…] Emerge dallo scritto “LA D.C. CONTRO LA CHIESA” che negli anni a cavallo fra il 1957 ed il 1960 non solo la Chiesa era ancora visibilmente Madre e Maestra, ma si imponeva, con tutta l’autorità che per Diritto divino le spetta, anche con i princìpi ed i governati, affinché il loro non fosse operato di pecorelle smarrite, ma di gregge guidato dal buon Pastore.

Leggeremo di un Roncalli e di un Montini apparentemente anticomunisti ed antisocialisti, ma poi? Alla convocazione del Concilio Vaticano II, la maggior parte dei padri immaginavano un Sinodo di condanna, giusta e doverosa, all’eresia comunista, socialista, al marxismo; purtroppo non fu così: si posero le basi per edificare il cattocomunismo, oggi spacciato per Fede Cattolica. Il potere finisce così nelle sudice mani della “Balena bianca”.

Cosa accadde realmente?

Un segreto di Fatima mai esposto nella sua autenticità; Giuseppe Siri forse eletto Papa e mai riconosciuto; documenti in contraddizione con il Magistero costante della Chiesa; Stati non più aperti al santo insegnamento della Chiesa; Giovanni XXIII (cf. dossier FBI Cardinal Siri; Nikita Roncalli, controvita di un papa) che APRE al modernismo, al comunismo, al marxismo; scomuniche a comunisti ed ai massoni eliminate; Paolo VI che offende Dio e deturpa anche il Diritto canonico; vescovi “pensionati”; cardinali “non elettori” ed infine “papi che si dimettono”. 

Cosa accadde realmente?

APRENDO la porta sbagliata (quella LARGA), «attraverso qualche fessura» denunciò Paolo VI «il fumo di Satana è entrato nella Chiesa»; INDEBOLITA la Chiesa, CROLLA la società civile. Eppure è oramai evidentissimo che quel «fumo di Satana è entrato nella Chiesa» perché Roncalli e Montini lo hanno esplicitamente voluto, poi tutti i loro successori in totale continuità.

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24 aprile 1952: in vista delle elezioni amministrative del comune di Roma, Andreotti scrive a Pio XII un appunto che lo convincerà a rinunciare all’«operazione Sturzo» cioè all’idea di un’alleanza elettorale che coinvolgesse anche i neofascisti, in funzione anticomunista.
24 aprile 1952: in vista delle elezioni amministrative del comune di Roma, Andreotti scrive a Pio XII un appunto che lo convincerà a rinunciare all’«operazione Sturzo» cioè all’idea di un’alleanza elettorale che coinvolgesse anche i neofascisti, in funzione anticomunista.

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SCUDO SENZA CROCE

LA PAROLA DEL PONTEFICE

La documentazione contenuta in questo opuscolo, anche se diffusa in periodo di elezioni, non è di carattere elettorale; non è stata raccolta e pubblicata per indurre i cattolici a votare in questa occasione per un partito piuttosto che per un altro; ma per porre i cattolici di fronte ad una più alta e durevole responsabilità: quella che discende loro da due constatazioni:

1) dopo quindici anni di regime democristiano, la minaccia contro i valori cattolici in Italia si è fatta più pesante che mai;

2) i voti cattolici dati alla DC sono stati utilizzati dalla classe dirigente della DC per tentare di realizzare quella apertura a sinistra che la Chiesa considera e definisce nefasta alla Causa del cattolicesimo.

Dopo di che, noi, cattolici del MSI, non abbiamo null’altro da dire a tutti gli altri cattolici italiani. Li invitiamo a leggere e meditare i documenti che seguono; e soprattutto il primo.

Si tratta di uno scritto dell’attuale Pontefice Giovanni XXIII, quando era ancora il Cardinale Angelo Roncalli, Patriarca di Venezia (vedi: Card. Angelo Roncalli, «Scritti e discorsi», vol. II, pag. 456). Ascoltate:

«Infine, debbo sottolineare con particolare rammarico del mio spirito la constatazione della pertinacia avvertita in alcuno di sostenere ad ogni costo la cosiddetta “apertura a sinistra” contro la posizione netta presa dalle più autorevoli Gerarchie della Chiesa… Anche su questo punto mi è doloroso segnalare che per dei cattolici ancora una volta ci troviamo in faccia ad un errore dottrinale gravissimo e ad una violazione flagrante della cattolica disciplina. L’errore è di parteggiare praticamente, di far comunella con una ideologia, la marxista, che è la negazione del Cristianesimo e le cui applicazioni non possono accoppiarsi coi presupposti del Vangelo di Cristo».

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1° luglio 1949, Congregazione del Sant'Uffizio, "scomunica ai comunisti"
1° luglio 1949, Congregazione del Sant’Uffizio, “scomunica ai comunisti”

I PUNTI FERMI
dell’«Osservatore Romano»

Il 18 maggio del 1960 (si noti bene: era da poco stato costituito il Governo Tambroni) il giornale ufficiale del Vaticano, l’«Osservatore Romano», ha pubblicato la seguente nota con il titolo «Punti fermi»:

«L’antitesi irriducibile tra sistema marxista e dottrina cristiana è evidente per se stessa, come quella che oppone il materialismo allo spiritualismo, l’ateismo alla fede religiosa. Perciò la Chiesa non può permettere ai fedeli di aderire, favorire o collaborare con quei movimenti che adottano e seguono l’ideologia marxista e le sue applicazioni. Tale adesione o collaborazione porterebbe inevitabilmente a compromettere e sacrificare i principi intangibili della fede e della morale cristiana.

E’ appena il caso qui di richiamare le chiare e ripetute norme date, al riguardo, dalla Suprema Sacra Congregazione del Sant’Uffizio. [2]

E’ spiegabile che gli avversari tentino di rigettare o di aggirare con indegne mistificazioni le norme emanate dalla Chiesa, come è accaduto in recenti episodi, anche per ingannare il popolo cristiano sulle loro manovre e i loro veri obiettivi. Ma è sommamente deplorevole che alcuni, pur professandosi cattolici, non solo osino comportarsi nella condotta politica e sociale in contrasto con la Chiesa, ma si arroghino anche il diritto di sottoporne le norme e i precetti al proprio giudizio di interpretazione e di valutazione, con evidente superficialità e temerarietà.

Nell’ora grave che volge, è urgente fare appello alla coerenza e al senso di disciplina di tutti i cattolici, perché tutti sappiano allinearsi non con le fragili opinioni di maestri improvvisati, ma con il pensiero e le direttive della Gerarchia Ecclesiastica, alla quale soltanto — come già accennammo — è riservato di giudicare se, in una determinata situazione sociale e politica, siano di fatto coinvolti comunque o compromessi i superiori principi di ordine religioso e morale.

A quelle direttive e a quel giudizio, ogni fedele ha il dovere di conformarsi anche nel campo politico: soltanto così sarà sicuro di agire in armonia con la fede che professa e potrà contribuire efficacemente al benessere morale e civile della Patria».

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Amintore Fanfani preso per le orecchie
Amintore Fanfani preso per le orecchie

IL PUNTO DEBOLE di Amintore Fanfani

Dunque, un cattolico non può «aderire, favorire, collaborare» con movimenti marxisti; ed è «deplorevole» che alcuni cattolici «osino comportarsi nella condotta politica e sociale in contrasto con la Chiesa» e si arroghino anche il diritto di «sottoporne le norme e i precetti al proprio giudizio di interpretazione e di valutazione».

Eppure, tutti sanno che da anni l’on. Amintore Fanfani tenacemente, testardamente, persegue un fine dichiarato: quella apertura a sinistra che il Cardinale Roncalli, lo abbiamo visto, tanto duramente condannava.

Ecco, in risposta ai «punti fermi» dell’«Osservatore Romano», il «punto debole» di Amintore Fanfani; attraverso due tra le tante citazioni che dai suoi scritti e discorsi possono essere desunte:

FANFANI REDENTORE: «La presa di coscienza dei compiti nuovi riservati alla DC come capofila delle forze democratiche da posizioni di Governo, chiamate a redimere gli elettori di sinistra dalle lusinghe dell’estremismo, e chiamate altresì a incoraggiare forze organiche di sinistra all’autonomia democratica ci darà la forza di bene operare… Si tratta di allargare a sinistra l’area democratica con il consolidamento di uno Stato democratico, libero ed efficiente». (al Consiglio Nazionale D.C., 26 maggio 1960)

FANFANI SFONDATORE: «La crescita dei consensi allo Stato democratico o si ottiene con lo sfondamento a sinistra in campo elettorale, o si ottiene con il distacco del PSI dal PCI. L’unica cosa a cui non credo è che i consensi allo Stato democratico crescano con combinazioni di destra». (al Congresso di Firenze, ottobre 1959)

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Il vescovo di Brindisi, mons. Margiotta consegna le reliquie di San Lorenzo (da Brindisi) al vescovo di Bari mons. Nicodemo
Il vescovo di Brindisi, mons. Margiotta consegna le reliquie di San Lorenzo (da Brindisi) al vescovo di Bari mons. Nicodemo

HA CACCIATO I MERCANTI

L’8 maggio 1960 Monsignor Nicodemo, Arcivescovo di Bari, scacciava dalla processione per San Nicola il Sindaco socialista Papalia e la Giunta social-comunista, dichiarando:

«Pur nel rispetto dovuto agli Amministratori comunali e ali’Autorità di cui sono legittimamente investiti, ritengo doveroso, anche se questo dovere adempio con profondo dolore, fare una precisazione. La partecipazione del Sindaco e di membri della Giunta social-comunista alla Messa in piazza Mercantile e alla processione, non solo non è stata richiesta e non è gradita ma non è ammessa, come fu a suo tempo dichiarato dalla Suprema Sacra Congregazione del Sant’Uffizio, in applicazione del noto decreto del 1. luglio 1949.

Nel caso particolare, ciò è stato fatto sapere al Sindaco in via convenzionale. Il fatto riveste pertanto un carattere di speciale gravità; se non è, almeno può apparire una sfida all’Autorità ecclesiastica. L’Arcivescovo avrebbe dovuto a rigore sospendere la Messa, la processione, rimbarco della Statua. Ma se ciò avesse fatto, avrebbe turbato le feste patronali e avrebbe messo in serio imbarazzo i tutori dell’ordine. Dell’una e dell’altra l’Arcivescovo è debitore al popolo fedele che egli, in qualità di Maestro e di Pastore, deve sottrarre alla perplessità e alla confusione e mettere in guardia contro l’inganno».

Sturzo profetico. «L’attuale polemica tra PCI e PSI è tattica elettorale, mirando ad ottenere per ciascuno dei due partiti, maggiori voti possibili. Dall’altro lato i «basisti» e gli «altisti» DC mostrano fiducia a un Nenni del futuro, sperando di prendere essi in mano la direttiva del partito e potere, al momento buono, marciare verso il Viminale insieme con un Nenni distaccato dai comunisti. Se il distacco avvenisse con il passaggio di Nenni ad una DC sinistrorsa e sinistrata, i due associati dovrebbero fermarsi avanti le barricate comuniste per fraternizzare in nome dell’unità proletaria». (22 viaggio 1958, articolo: «Dovere civico»)

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Stretta di mano fra Moro e Berlinguer
Stretta di mano fra Moro e Berlinguer

INTRODUCE I MERCANTI

L’on. Aldo Moro, che non è soltanto il segretario nazionale della D.C.. ma è anche il più votato tra i deputati di Bari della D.C., non ha perduto alcuna occasione per dimostrare di non condividere minimamente gli atteggiamenti del Pastore cattolico della sua città.

Moro vuole che il partito socialista collabori con la Democrazia Cristiana; Moro ha fatto dì tale obbiettivo il fine stesso della sua battaglia politica. Lo dimostrano, fra le tante, le due citazioni che seguono:

«A parte le divergenze ideologiche, che pur sono fondamentali, il solo punto da affrontare, nei confronti del PSI, è ora quello relativo alla fedeltà democratica, alla comune appartenenza al metodo della democrazia.

Il PSI, proponendosi una politica nuova caratterizzata dal proprio attivo inserimento per eliminare le insufficienze nel processo di sviluppo democratico del nostro Paese, ha affrontato, anche in risposta agli interrogativi che venivano rivolti da altre formazioni politiche e soprattutto dalla costante impostazione politica della D.C., il problema della sua autonomia…

E’ dovere della Democrazia Cristiana tenere aperto il problema del partito socialista ed esprimere ancora una volta, al di fuori di ogni particolare considerazione ed interesse di partito, l’auspicio che il travaglio del partito socialista, per difficili e lenti che ne siano gli sviluppi, abbia uno sbocco democratico». (al Congresso di Firenze, ottobre 1959)

«Prende atto della buona volontà dimostrata dal partito socialista italiano con la rinuncia ad una opposizione preconcetta e conferma l’interesse della Democrazia Cristiana all’allargamento dell’area democratica, alla separazione dai comunisti del partito socialista, del quale riconosce la funzione democratica». (dal resoconto sommario ufficiale della Camera dei Deputati, 5 agosto 1960)

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Il cardinale Ruffini con papa Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli
Il cardinale Ruffini con papa Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli

IL VANGELO DI CRISTO

Il Cardinale Ruffini, Arcivescovo di Palermo e tutti gli Arcivescovi e Vescovi della Sicilia hanno recentemente indirizzato al Clero e al laicato cattolico una lettera in cui tra l’altro si afferma:

«Noi Vescovi di Sicilia, consapevoli della nostra grave responsabilità di Pastori di anime, ci sentiamo ancora una volta in dovere di esortare i fedeli, nostri figli, a diffidare di qualunque tendenza che invita, direttamente o indirettamente, a piegare verso il comunismo e il socialismo, suo alleato.

Tra i pericoli maggiori del momento attuale è da segnalare un linguaggio equivoco, del quale si servono i nemici di Dio e della Chiesa per illudere e possibilmente ingannare i cattolici.

Democrazia, orientamento di sinistra o di destra, libertà… sono vocaboli che hanno per sé un senso buono e assolutamente accettabile; ma vengono invece usati da molti, nei discorsi e nella stampa, per mascherare ideologie e movimenti inconciliabili con la nostra Santa Religione.

Al bando dunque il comunismo e il socialismo marxista, e del pari al bando ogni sistema economico che non conosce praticamente le giuste istanze dei lavoratori. La nostra dottrina è quella dell’Evangelo e se tutti i cattolici ne avessero profonda conoscenza e fossero saldamente uniti per attuarla, senza dar retta in nessuna occasione a falsi profeti che mirano a confonderli o a dividerli, ancora si potrebbe sperare entro breve tempo — almeno per la nostra Patria — il migliore avanzamento nel vivere civile. Del resto una doppia esperienza, abbastanza recente, conferma quanto asseriamo. Ci sono Nazioni che non ammettono il comunismo ed hanno realizzato enormi progressi; mentre qui da noi a nulla è giovato aver dato credito all’appoggio dei materialisti organizzati.

Se il social-comunìsmo è riuscito ad incantare anche persone oneste é perché queste hanno posato lo sguardo su pochi elementi che sono stati strappati al ricco contenuto della Dottrina Cattolica. Si sa peraltro che i comunisti ed i filo-comunisti non smettono mai, una volta giunti al potere, di far guerra alla Religione e di impedire che la Religione si affermi specialmente mediante la scuola, della quale a parole sostengono la libertà, mentre coi fatti la negano alla Chiesa sol che ne abbiano o credano di averne la possibilità».

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Il democristiano Fiorentino Sullo
Il democristiano Fiorentino Sullo

L’ALLEATO DEL DIAVOLO

Dopo la voce di un Ministro di Dio, ecco la voce di un Ministro di Fanfani, l’on. Fiorentino Sullo:

«Bisogna stabilire l’alleanza tra la cultura cattolica e la cultura laica e marxista, purché, si capisce, abbiano il minimo denominatore della accettazione piena e totale del metodo della libertà e della democrazia.

O la DC si avvia senza timore all’alternativa con tutte le conseguenze, ritentando una qualche alleanza capace di stabilire per cinque o dieci anni una situazione stabile nel nostro paese, oppure si va verso il decadimento del partito.

Si tratta di allargare attraverso il PSI le nostre alleanze, rendendo marginale l’azione della destra conservatrice … Io quindi, pur sottoscrivendo i rilievi per il passato del PSI, non posso fare a meno di rilevare che nulla abbiamo fatto da Trento in poi per aiutare il PSI ad essere autonomo… Al PSI dobbiamo consentire un inserimento dignitoso nella vita del Paese… Sarà possibile creare questa nuova alleanza che, facendo perno sulla DC, e confermando la direzione politica del Paese al nostro partito, dia dignità alla collaborazione del PSI, del PSDI e del PRI come forma di collegamento tra la nostra cultura e le altre culture della sinistra non comunista italiana?». (al Congresso di Firenze – ottobre 1959)

Un monito di Sturzo. «Nenni potrà polemizzare quanto vuole col PCI, ma al momento buono Nenni è e sarà col PCI, specialmente se, attraverso il PCI, potrà ritornare al potere. L’attrazione di partecipare al Governo gli farà cadere le riserve e le attenuazioni del ti vedo e non ti vedo dell’attuale polemica». (7 maggio 1958, articolo: «La scelta e le scelte»)

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Nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo
Nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo

I PASTORI DELLA CHIESA

IL CARDINALE MONTINI. Il 2 giugno 1960 il Cardinale Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano ha inviato una lettera al Clero lombardo nella quale facendo appello alla coerenza di spirito, di parole, di scritto e di azione dei sacerdoti, li esorta ad opporsi alla cosiddetta «apertura a sinistra» che coinvolgerebbe «conseguenze molto gravi nelle anime in ordine alla fede ed alla vita cristiana».

I VESCOVI SARDI. Nel maggio 1960 una notificazione dell’Episcopato Sardo precisa: «Si ricordano ai cattolici le direttive, norme e condanne già ripetutamente elencate dalla Santa Sede nei riguardi del comunismo ateo e di quei raggruppamenti che con esso collaborano. Ciò include in Italia anche il socialismo del PSI, il quale è intimamente connesso al comunismo, sia nella posizione ideologica marxista e materialista, sia nell’azione antireligiosa e anticristiana. Le disposizioni della Santa Sede valgono come ripudio per qualsiasi forma di collaborazione, anche se attenuata e velata sotto ambigue ma sempre pericolose e riprovevoli apparenze».

STURZO CONTRO MAX. «La D.C. orientandosi a sinistra corre il rischio di avallare la politica dei sinistri (fino a Nenni) come la vera, la effettiva, la sostanziale politica sociale (parola anche questa oramai senza senso). Non fa altro che accettare l’interventismo statale in campo economico, unico mezzo con il quale i partiti di sinistra intendono risolvere i problemi di classe.

Tale avallo produce un primo effetto: la dottrina cristiana sociale basata sulla collaborazione delle classi e lo spirito di fraternità tutta cristiana, è messa al secondo posto, se non è dimenticata; mentre la teoria del centro che va verso sinistra indica che il politico cristiano cerca aiuto in Carlo Marx». (14 giugno 1958 – articolo: «L’equivoco: centro-sinistra»)

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Il democristiano Arnaldo Forlani
Il democristiano Arnaldo Forlani

I COMUNISTELLI DI SACRESTIA

IL FANFANIANO FORLANI. «Siamo convinti che il complesso di inferiorità lo ha chi si rifiuta pregiudizialmente di affrontare il problema del partito socialista. Crediamo che nel processo di sviluppo democratico possano realizzarsi condizioni per le quali altre forze potranno maturare sulla via della libertà». (al Congresso di Firenze, ottobre 1959)

IL BASISTA GRANELLI. «Il giorno in cui si creassero le condizioni nel nostro Paese per riuscire veramente a inserire nella vita dello Stato non qualche vertice, non qualche gruppo isolato, ma quella parte della classe operaia che attorno al partito socialista conduce una battaglia di libertà, in quel momento noi avremo allargato le basi democratiche dello Stato attraverso la via parlamentare, la via democratica sulla quale è fondato il nostro ordinamento costituzionale… Vogliamo una linea politica della DC che prenda nuovamente contatto con i partiti laici, con i partiti democratici, che affronti il problema del socialismo per isolare da una parte le destre conservatrici e dall’altra il comunismo frontista». (al Congresso di Firenze, ottobre 1959)

Parole chiare (e inascoltate) di Sturzo. «Nenni vuole arrivare al governo di alternativa, cioè fronte popolare di origine classista. Chi dice il contrario s’inganna o mente. Noi non possiamo correre né il pericolo di una falsa alleanza che sarebbe capitolazione, né il pericolo di una dittatura di sinistra nella quale un Nenni autonomo farebbe la fine di Masaryk; troppa gloria per uno che non ha saputo far altro che arzigogolare con tutti. Il peggio non sarà per Nenni, ma per coloro che porteranno il Paese sull’orlo della rovina per far piacere alle sinistre di tutti i partiti ». (17 maggio 1958. articolo: «Dal laicismo al comunismo»)

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Santa Casa di Loreto
Santa Casa di Loreto

FEDE IN DIO

Gli Arcivescovi e Vescovi delle Marche, riuniti nel Santuario di Loreto (aprile 1960), dichiarano che:

1) data la comune ideologia, materialista e atea, del comunismo e del socialismo, le condanne pronunciate contro il comunismo valgono altresì contro il socialismo marxista (l’«Osservatore Romano» dell’8 febbraio 1960 rievoca i documenti e gli insegnamenti pontifici in materia);

2) come è deprecabile e condannata la collaborazione dei cattolici con i comunisti, in campo sociale e politico, deprecabile e da condannarsi è anche la collaborazione tra cattolici e socialisti, che condividono le idee marxiste del comunismo;

3) il decreto del Sant’Uffizio del 1 luglio 1949 che condanna l’appartenenza al partito comunista, condanna altresì coloro che aiutano il comunismo cooperando con esso; tale condanna è stata ribadita con il decreto del 4 aprile 1959;

4) la collaborazione dei cattolici con i socialisti in materia amministrativa o di regime politico, tollerata in alcuni Paesi, è spiegabile con le condizioni locali, le quali non hanno riscontro in Italia, per gli atteggiamenti del socialismo marxista italiano.

FRUSTATE DI STURZO. «Appena avute le prime notizie dell’esito elettorale, la solita agenzia delle sinistre DC è venuta fuori a ricantare le possibilità di una intesa con Nenni. Ora è “La Stampa” che sinistreggia e perfino Enrico Mattei che nel “Resto del Carlino” rimpiange l’incauta dichiarazione (di Nenni) sulla indispensabilità della presenza dei comunisti in una maggioranza socialista E’ strano che si dimentichi così presto il certificato di benemerenza dato a Nenni da Mosca, dove l’insinuante romagnolo è preferito al disciplinato Togliatti; e che non sia stata apprezzata nel suo giusto valore la dichiarazione di Nenni fatta proprio nel periodo della polemica con “l’Unità”, ribadendo i suoi legami con il comunismo, nonché le sue vecchie e nuove affermazioni estrose e incoerenti sulla politica internazionale». (31 maggio 1958 articolo: «Responsabilità DC»)

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Benigno Zaccagnini con Aldo Moro
Benigno Zaccagnini con Aldo Moro

FEDE NEL SOCIALISMO
E PERSINO NEL COMUNISMO

Ecco un passo del discorso pronunciato al Congresso di Firenze della DC dal Ministro Zaccagnini: «Sul piano culturale io credo nella fatalità della evoluzione democratica non soltanto del socialismo ma anche del comunismo. Non credere queste cose significa non credere che la libertà sia un fatto insopprimibile dell’uomo e che non c’è dittatura che possa durare in eterno sopprimendo questa libertà. Naturalmente, ripeto, questo sul piano culturale; ma se quel giorno verrà, è questa la nostra fede, quel giorno il comunismo non sarà più tale, e il socialismo sarà una forma, un aspetto della democrazia».

Sturzo e le «aperture». «Né l’unificazione dei cattolici sotto l’insegna D.C. (e non tutti i cattolici, unificati e non unificati, sono di sinistra), né i motivi della campagna elettorale danno diritto a Fanfani, o daranno diritto al consiglio nazionale D.C. di fare un passo verso sinistra, chiudendo la porta alle giuste, opportune, eque domande di ceti che rappresentano gli interessi e i motivi, anche etici, della conservazione sociale, fra i quali si trovano un gran numero di piccoli e grandi produttori dell’agricoltura dell’industria e del commercio. Piegare a sinistra senza pesi compensatori, vuol dire accettare un riformismo socialistoide, accentuare la statizzazione economica (a parte quella scolastica), sia pure a mezzo di leggi (è tanto facile improvvisare leggi quando i partiti si impongono); continuare nello sperpero del denaro a mezzo di enti pubblici; rendere più acuto il disagio delle classi produttrici e per giunta attenuare la possibilità di investimenti esteri nel nostro Paese». (8 giugno 1958 – articolo «Metodo e prezzo delle alleanze»)

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La cattedrale metropolitana di San Gerlando è il principale luogo di culto cattolico di Agrigento
La cattedrale metropolitana di San Gerlando è il principale luogo di culto cattolico di Agrigento

AGRIGENTO CATTOLICA

Nei giorni 16 e 22 luglio 1960 si è riunito in Agrigento il Comitato Diocesano, presieduto dal Vescovo mons. Francesco Fasola, e composto dal Vicario generale e da tutte le autorità cattoliche della diocesi. Il comitato ha indirizzato all’on. Moro e agli altri dirigenti nazionali della DC il seguente ordine del giorno:

«CONSTATATO che in alcune amministrazioni comunali della provincia di Agrigento, compreso il capoluogo, è stata operata l’apertura a sinistra o si è su un piano di collaborazione della DC con consiglieri del PSI.

CONSTATATO che tale indirizzo della Segreteria Provinciale è in netto contrasto colle direttive date dal nostro Arcivescovo Mons. G. B. Peruzzo nella sua lettera pastorale del febbraio scorso, con le direttive della CEI e degli organi della S. Sede.

CONSTATATO che, malgrado tali chiari ed autorevoli pronunziamenti, i dirigenti locali DC continuano ad insistere nella loro linea politica di collaborazione col PSI senza aver dato alcun segno che faccia anche solo sperare un cambiamento di indirizzo.

SI DOMANDA se, permanendo tali condizioni e perseverando i dirigenti provinciali DC in tale indirizzo, il clero e l’elettorato cattolico, nelle prossime elezioni amministrative, possano collaborare in provincia con la DC.

Il Comitato Diocesano pertanto delibera all’unanimità di domandare a codesta Segreteria Nazionale del Partito DC:

a) quali provvedimenti intenda prendere per la provincia di Agrigento;

b) quali garanzie possa far dare all’elettorato cattolico Agrigentino dai dirigenti locali DC per la linea di condotta politica da seguire in avvenire in ordine ai motivi religiosi dello stesso elettorato.

SUBORDINA alla risposta di codesta Segreteria Nazionale le decisioni da prendere e le direttive da dare in diocesi in assoluta conformità e fedeltà alle direttive della Chiesa.

I membri del Comitato Diocesano danno quindi mandato al CCZ di Agrigento di inoltrare il presente esposto alle Autorità competenti di cui agli indirizzi».

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La lupara
La lupara

LUPARA DEMOCRISTIANA

L’ordine del giorno pubblicato nella pagina qui a fianco è stato riportato dal giornale della sinistra democristiana — «Politica » — con il titolo ingiurioso: «La lupara ideologica» (ingiuria che è anche troppo facile ritorcere sugli autentici mafiosi politici della DC); e con un commento che tra l’altro dice:

Ci sembra inutile che il Comitato Civico di Agrigento attenda una risposta dall’onorevole Moro, o un provvedimento d’esilio per l’onorevole Raffaello Rubino e per gli altri dirigenti della Democrazia Cristiana di Agrigento. Si ricorda di quel convegno di dirigenti democristiani del centro nord, tenuto a Bologna alcuni mesi addietro? Ebbene, in quella occasione l’onorevole Moro disse che sarebbero state rimosse — per le prossime elezioni amministrative — alcune preclusioni vigenti in passato, ferma restando soltanto la proibizione di stringere alleanze coi comunisti e coi missini. Perché disse cosi? Disse cosi, perché l’onorevole Moro è responsabile del partito oltreché una persona responsabile, e quindi capisce che la democrazia italiana non può assolutamente permettersi il bis di quella rovinosa esperienza che sono state, dal ’50 ad oggi, le Giunte difficili e la pioggia delle gestioni commissariali.

E il gradimento del segretario del partito per la astensione dei socialisti davanti al governo Fanfani non induce alla prudenza?

E la riforma della legge per le elezioni provinciali — che permette ai socialisti la lista in concorrenza coi comunisti, e salva la Democrazia Cristiana dall’imbarcare fascisti e indipendenti di destra — non suggerisce il sospetto che l’onorevole Moro abbia voluto preparare anche uno strumento più duttile di alleanze amministrative, per impedire comunque il ripetersi delle Giunte difficili?

Intendiamoci bene: questo non significa che le alleanze amministrative coi socialisti sono state contrattate in blocco. La riforma della legge elettorale toglie la preclusione verso di loro, ma lascia ai dirigenti locali della Democrazia Cristiana il compito di giudicare essi se esiste le necessità e l’opportunità di questa intesa.

E allora perché il Comitato Civico di Agrigento domanda all’onorevole Moro una risposta che é già implicita nelle scelte politiche del segretario del partito?

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Pio XII impone la berretta cardinalizia a Giuseppe Siri
Pio XII impone la berretta cardinalizia a Giuseppe Siri

LA CHIESA CONTRO IL SOCIALCOMUNISMO

Nell’ultimo anno pastorali e notificazioni di condanna del comunismo, socialismo e laicismo sono state diffuse dal Cardinale Ernesto Ruffini, Arcivescovo di Palermo, e dal Cardinale Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano, dagli Arcivescovi S. E. Domenico Picchinenna, S. E. Augusto Bertazzoni, S. E. Giacomo Palombella, S. E. Demetrio Moscato, S. E. Paolo Botto, S. E. Sebastiano Fragoi, S. E. Angelo Mazzotti, S. E. Guido Luigi Bentivoglio, S. E. Angelo Paino, S. E. Francesco Carpino, S. E. Ettore Baranzini, S. E. Enrico Niccodemo, S. E. Agostino Mancinelli, S. E. Andrea Cesarano, S. E. Natale Mosconi, S. E. Egidio Bignamini, S. E. Giuseppe D’Avack, S. E. Norberto Perini, S. E. Anacleto Cazzaniga e S. E. Angelo Rossini; e dai Vescovi S. E. Paolo Carta, S. E. Antonio Pirotto, S. E. Virgilio Dondeo, S. E. Pasquale Venezia, S. E. Mario Di Lieto, S. E. Gioacchino Pedicini, S. E. Alberto Carinci, S. E. Renato Luisi, S. E. Oddo Bernacchia, S. E. Domenico Vendola, S. E. Francesco Orlando, S. E. Costantino Caminada, S. E. Felice Leonardo, S. E. Pio Crivellari, S. E. Stanislao Battistelli, S. E. Antonio Poma, S. E. Giuseppe Angrisani, 3. E. Vincenzo Del Signore, S. E. Giovanbattista Pardini, S. E. Domenico Brizi, S. E. Emilio Baroncelli, S. E. Ferdinando Longinotti, S. E. Silvio Cassulo, S. E. Vincenzo Radicioni, S. E. Raffaele Campelli, S. E. Amedeo Polidori, s. E. Antonio Bergamaschi, S. E. Luigi Carlo Borromeo, S. E. Giovanni Capobianco, S. E. Umberto Ravetta, S. E. Giuseppe Maria Balatucci, S. E. Alfredo Vozzi, S. E. Domenico Petroni, S. E. Antonio Rosario Mennonna, S. E. Cristoforo Domenico Carullo, S. E. Secondo Taglaibue, S. E. Raffaele Delle Nocche, S. E. Felicissimo Stefano Tinivella, S. E. Fortunato Zoppas, S. E. Guido Casullo, S. E. Federico Pezzullo, S. E. Biagio D’Agostino, S. E. Giovanni Pirastru, S. E. Giuseppe Melas, S. E. Lorenzo Basoli, S. E. Antonio Tedde, S. E. Adolfo Ciuchini, S. E. Carlo Re, S. E. Francesco Spanedda, S. E. Francesco Cogoni, S. E. Salvatore Russo, S. E. Bernardino Salvatore Re, S. E. Clemente Gaddi, S. E. Giuseppe Pullara, S. E. Giovanni Battista Perazzo, S. E. Francesco Monaco, S. E. Emilio Cagnoni, S. E. Gioacchino Di Leo, S. E. Corrado Mingo, S. E. Pietro Capizzi, S. E. Angelo Calabretta, S. E. Antonio Catarella, S. E. Francesco Pennesi, S. E. Albino Luciani, S. E. Corrado Ursi.

dall’ARCHIVIO STORICO fam. DI PIETRO
LA D.C. CONTRO LA CHIESA” – “SCUDO SENZA CROCE” Documentazione a cura del M.S.I. – Supplemento al N. 228 de «Il Secolo d’Italia» del 25-IX-1960

Pubblicazione a cura di CdP Ricciotti.

Note:

[1] http://www.tempi.it/caffarra-siamo-giunti-a-un-tale-oscuramento-della-ragione-da-pensare-che-siano-le-leggi-a-stabilire-la-verita-delle-cose#.Ud7v7EE70TU
[2] http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.it/2010/08/la-congregazione-del-santuffizio-e-la.html

4 Commenti a "SCUDO SENZA CROCE: genesi di un declino"

  1. #Mary   13 luglio 2013 at 1:07 pm

    Gran bella analisi!
    Si evidenzia, in ciascuna battuta, uno strettissimo trait d’union tra dedizione alla Tradizione e apertura assoluta a tutte le competizioni di questo mondo, in ambito economico, culturale, politico,sofistico.
    Ecco che si dà avvio ad un puro legame con Dio che annienta il dubbio,lo smarrimento e fa germogliare il dovuto coraggio di opporsi e rispondere al mondo di oggi in modo da avversare quelle trappole “scudo” finalizzate all’instaurarsi del modernismo nella nostra società.

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