Ave Maria!

di Marina

 

L’Ave Maria è certamente una preghiera che racchiude grande ricchezza, una miriade di significati… è una preghiera densa, una dichiarazione di amore che oserei dire totale, a Maria; totale poiché manifesta sia l’amore di Dio che quello della Chiesa nei suoi confronti, mostrando appunto come Maria sia veramente fune tra ’l cielo e la terra, ed è un legame di pura carità, e mostrando come dall’amore che Dio ha per Sua Madre deriva per noi questo dolce obbligo di amarla intensamente… quasi come se Cristo ci avesse detto «siate santi, poiché Io lo sono; amate Maria, poiché Io la amo». L’amore tra Dio e la Sua opera trova la sublime manifestazione —e possiamo dire la realizzazione— in Maria.
Percorriamo questa dichiarazione d’amore, per cogliere una minima parte di quei significati di cui dicevamo e per fermarci nella sua soave compagnia.

 

La preghiera inizia colle parole che l’arcangelo Gabriele rivolse alla nostra umile Madre: Ave Maria, piena di grazia: il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne.
La salutazione angelica qualifica la Domus Aurea come piena di grazia, perfetta, poiché è piena della benevolenza divina, perciò in questa Casa non v’è spazio pell’imperfezione, pel peccato. È come se Dio l’avesse fatta Immacolata per possederne finanche la piú piccola parte, affinché fosse Tutta Bella in virtú del fatto ch’appartiene completamente alla Bellezza.
Mi piace pensare che la grazia sia simile ad un liquido che incontra noi «recipienti» ed occupa tutto lo spazio che vi trova libero. Questo, ovviamente, può essere trovato già occupato: in parte, se portiamo in noi il peso di peccati veniali, o in toto, se portiamo la tremenda condanna dei peccati mortali… quindi a noi sta semplicemente il compito di liberare, nella miglior maniera possibile, il nostro «spazio»; il compito di preparare bene la casa a questa ospite che arriva, il Tempio a Dio che viene ad occuparlo. È come se la nostra vita non fosse altro che l’atto di rispondere a Dio che ci chiede: «quanto di Me, quanto di Me che Sono, quanto di Me che sono Ciò che tu intimamente cerchi, vuoi? Poiché ho posto in te il desiderio della Beatitudine; poiché Io sono la Fonte vera di questa Beatitudine; se vuoi, ti chiedo solo di liberare l’anima, poiché ho intenzione di farti realmente felice».
Certamente Dio, facendo Maria Immacolata, l’ha separata dal resto del genere umano, l’ha strappata dalla generazione del peccato originale e quindi resa capace di amarLo e di ottenerLo piú d’ogni altra creatura. Il Signore è con Lei a tal punto che viene ad essere veramente in Lei. Dio le fa la grazia di essere la creatura a Lui piú vicina; viene ad abitare per tutta la gravidanza in Lei; Colui che l’ha creata si fa da Lei generare come Uomo, e la dignità della Madre viene ad essere la piú prossima a quella Dio: è Regina del Cielo e della terra, Regina di tutto il creato.
Ella è chiamata Regina del Cielo e della Terra poiché realmente, per grazia, ha potenza… Ella è Onnipotente per grazia, a tal punto che Cristo pare costretto da questo legame d’amore ad obbedirle (consideriamo, ad esempio, le nozze di Cana). Poiché Egli ha detto che senza di Lui non possiamo far nulla, e quindi è con Lui che noi abbiamo questo potere, ecco che Maria lo possiede piú d’ogni altra creatura, poiché è totalmente con Dio. Il dialogo coll’arcangelo, emissario di Dio, mostra chiaramente come Dio si sia offerto a Maria e come Ella abbia liberamente deciso d’acconsentire al disegno divino, di essere col Signore. In quanto la Madre è effettivamente partecipe al disegno divino, in quanto Ella decide e non è piuttosto succube dello stesso, è giusto dire che in Maria culmina la nobilitazione del genere umano, inferiormente solo al Cristo; ch’Ella è essere umano perfettamente realizzatosi.

 

La preghiera prosegue colle parole di Sant’Elisabetta, cugina della Madonna: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesú.
Anche il genere umano —nella persona di Sant’Elisabetta—, inspirato da Dio, riconosce la Regina. Il genere umano che sarà comprato a caro prezzo dal Cristo, in un certo senso è anche comprato da Maria. Di tanto lo stesso Gesú ci dice, sulla Croce, dichiarando Maria Madre di tutti noi.
Sono benedetti, Lei e Suo Figlio; entrambi hanno autorità su di noi. Maria ha accolto la Fonte della sua benedizione, ha accolto questo Figlio, e con tanto ha assunto il possesso dell’opera del Verbo che porta in grembo, poiché Dio gliela comunica.
Da Dio viene la creazione e mediante Maria Egli viene alla creazione. Egli La pone fra Sé ed il resto del creato, e per andare a Lui bisogna andare a Lei, ad Jesum per Mariam.
Mi viene da notare che si proclama prima la benedizione di Maria e poi quella di Cristo e, lungi dal voler assecondare le fandonie di certi anti-marianisti, nel mio cercarne una ragione gradisco proporre al lettore la seguente: che sia dovuto al fatto che, se il Verbo è potuto divenire il benedetto frutto del seno di Maria, è poiché prima quest’ultima ha voluto mantenersi nella predilezione e nel disegno particolare di Dio; è poiché prima Ella ha accettato che fosse tutto quanto come Egli piú desiderava.

 

 

L’Ave continua colla supplica della Chiesa: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.
Tu che sei Santa, Tu che hai ascoltato il monito di Dio e che sei cosí intimamente unita a Lui, tu che sei con Lui, quindi presso il Suo Trono, intercedi per noi, intervieni, sii Mediatrice, ti preghiamo; ottienici i mezzi tali per predisporci adeguatamente a ricevere il Dono di Dio, per imitarti. Noi ci poniamo al Tuo servigio, tutto vogliamo fare il piú possibile simile a Te, poiché nessuno piú di Te può insegnarci come ben rispondere alla domanda di Dio, che nel momento della nostra morte stabilirà il nostro destino eterno; poiché noi siamo miseri peccatori e stupidamente ostacoliamo Dio, lo respingiamo… per tanto legaci a Lui colla forza della tua carità, la quale è sempre totalmente sentita, ascoltata, accolta e ricambiata da Dio.
Noi dobbiamo avere una sottomissione filiale rispetto a Nostra Madre, la quale è dovuta, ma anche ragionevole e conveniente. Ragionevole è che si riconosca la superiorità dei propri genitori (quindi anche della nostra Vera Madre), dei superiori, e ci si ponga sotto la loro protezione, come anche è conveniente, siccome certamente ci permetterà di seguire il giusto sentiero di vita, differentemente da quanti, rigettando la supervisione, si persero, si perdono o si perderanno, poiché da sé non possono.
Effettivamente la Vergine delle vergini è guida per tutta la Chiesa, come realmente lo fu anche per Cristo. Ella insegna la giusta via, anzi Ella stessa è via pel Cielo!
Ci siamo avvicinati umilmente a questa dolce preghiera, che in sé è sia celestiale che terrena, ed abbiamo tentato di trarne qualche cosa per arricchire la nostra anima. Abbiamo tentato di comprendere almeno un po’ quanto degna del nostro affetto e della nostra sottomissione sia la persona della Nostra Regina. Quanto dobbiamo desiderare amarla sempre piú, ed amarla senza timore, ed amarla fino ai limiti delle nostre possibilità!
L’Ave Maria deve stamparsi sulle labbra di ogni cattolico, poiché come Cristo ha avuto parole d’amore per sua Madre, così noi anche dobbiamo fare, siccome siamo chiamati ed intenzionati a somigliare il piú possibile a Lui. Nell’amare Lei, nel dirle che l’amiamo con questa preghiera, certamente il gaudio sarà anche nostro, e queste parole in bocca, nella mente, nel cuore, nell’anima, ci parranno come miele di una dolcezza indescrivibile!
Se Maria è Porta del Cielo, l’Ave Maria, il Rosario e le devozioni mariane sono porta pel cuore di Maria, sono il nostro modo per dirle che il suo affetto per noi non è sprecato, che anche noi desideriamo provarne per lei almeno un briciolo di quanto lei ne destini a ciascuno di noi.
Le madri terrene si ricolmano di gioia quando i figli le omaggiano e fanno loro dei doni. Il Cuore di Maria, come e piú di quello di qualsiasi madre, esulta quando i suoi figli la onorano e le dimostrano amore! Maria vuole il nostro cuore, e con esso ogni briciola del nostro essere! ed, in quanto ci ama, prontamente farà di noi persone degne di Cristo, per poi donarci a Lui e cosí ottenerci il Sommo ed Unico Bene.

Le figure genitoriali proteggono i propri figli ed ascoltano i loro lamenti, intervenendo. Anche l’Ausilio dei cristiani e Consolatrice degli afflitti non manca certo d’intervenire in favore di quei figli che, mediante la bella preghiera dell’Ave Maria e di tutte le altre preghiere rivoltele con sincero affetto, Le chiedono e La implorano di assisterli. Anche quando a turbarci è il diavolo stesso, Lei non manca mai di correre in nostro soccorso. D’altronde è la Donna che schiaccia il capo del serpente [Genesi 3,15], Colei che fa tremare e sussultare di timore i demoni… non esitiamo ad invocarla nella tentazione e nella sofferenza!
Maria: Figlia del Padre, Madre del Figlio e Sposa dello Spirito Santo; noi non possiamo far altro che guardarLa come l’esempio migliore. Non possiamo non ringraziare Dio di avercela donata come guida certa.
La Chiesa non ha mai mancato di raccomandare e favorire la devozione mariana, anzi spesso è arrivata a dire ch’essa è necessaria pella salvezza, e la mia intenzione è certamente ribadire quanto detto nei secoli.

Traici a te, carissima, angelica Mammina!

 

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