Tutti in pellegrinaggio nella cittadina della “Signora della pace”

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Alcune delle principali contestazioni rilevate – circa quello che la Curia diocesana di Mostar-Duvno definisce genericamente il Međugorski fenomen – sono: “non è vero che i pellegrinaggi a Medjugorje sono vietati”, oppure “non è vero che i pellegrinaggi privati a Medjugorje sono vietati”; ma allora perché molti cattolici non si recano in pellegrinaggio nella cittadina della Gospa e dal clima presumibilmente così mistico? Se non fossero stati vietati e considerando che a Medjugorje si respira aria di pace e di solidarietà, secondo voi non ci andrebbero volentieri tutti, presupponendo l’autenticità delle apparizioni e la veridicità dei messaggi?

Sarebbero forse tutti pazzi o indifferentisti, o forse addirittura “non cattolici”, come sempre più spesso si sente dire o si legge? E se lo fossero, sono forse pazzi e miscredenti anche tutti i vescovi e cardinali (escluso qualche sporadico personaggio), che in questi anni non sono andati a Medjugorje presupponendo l’autenticità delle apparizioni e la veridicità dei messaggi?

Cerchiamo di capirci qualcosa, nella massima serenità e con le migliori intenzioni; cerchiamo di fare del discernimento sano, leggendo sia dei documenti che studiando episodi di storia reale, accaduta. Spero che il presente articolo non venga letto quale “sfida” al credente inconsapevole o come scritto offensivo, poiché la mia unica intenzione è quella di riportare alla luce alcune verità storiche così celate in Italia. Possiamo provare a leggere qualche dichiarazione nota, ove ben si intende la volontà della Chiesa sulla vicenda e le disposizioni disciplinari appaiono chiare e non interpretabili.

*** *** ***

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

Sua Eccellenza,

con la Sua del 14 febbraio 1996 ci ha chiesto quale fosse l’attuale posizione della Chiesa relativamente alle presunte “apparizioni di Medjugorje” e se fosse consentito ai fedeli cristiani recarsi in pellegrinaggio in quel luogo.

A riguardo mi fa piacere informarla che i vescovi della ex Jugoslavia nella propria Dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991 hanno stabilito quanto segue relativamente alla veridicità delle apparizioni in oggetto:

“[…] Sulla base delle ricerche finora compiute, non si può affermare che si tratti di apparizioni o fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi pellegrini che giungono a Medjugorje spinti dalla fede e da altri motivi richiedono l’attenzione e la cura pastorale del vescovo della diocesi, ma anche di altri vescovi, affinché a Medjugorje possa essere incoraggiata una devozione verso la Beata Vergine Maria in armonia con l’insegnamento della Chiesa. A tale scopo i vescovi forniranno anche particolari direttive liturgico-pastorali. Inoltre la Commissione tramite loro continuerà a seguire ed analizzare tutti gli avvenimenti di Medjugorje.”

Da quanto appena detto consegue che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, intesa come luogo di autentiche apparizioni della Vergine, non possono essere organizzati né a livello parrocchiale, né diocesano, poiché questo sarebbe in contraddizione con quanto affermato dai vescovi della ex-Jugoslavia nella suddetta dichiarazione.

Sua Eccellenza, vogliate gradire i miei più cari saluti. 

Tarcisio Bertone
CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI

DISCORSO SU MEDJUGORJE DURANTE LA VI SESSIONE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA

[…] Il Vescovo di Mostar ha informato la conferenza sulle lettere ufficiali della Congregazione per la Dottrina della Fede inviate a due vecovi francesi in merito ai pellegrinaggi a Medjugorje. Nelle lettere si dice tra le altre cose che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, intesa come luogo di autentiche apparizioni della Vergine, non possono essere organizzati né a livello parrocchiale, né diocesano, poiché questo sarebbe in contraddizione con quanto affermato dai vescovi della ex-Jugoslavia nella propria dichiarazione del 10 aprile 1991 (cf. Glas Koncila, 30-6-1996). I vescovi hanno preso atto di questa posizione della Chiesa per la gestione delle proprie diocesi. […]

Sarajevo, VII (CX), 3, Sarajevo 1996, pag. 171.

A SUA ECCELLENZA MONS. GILBERT AUBRY VESCOVO DI SAINT-DENIS DE LA RÈUNION

Eccellenza, con la lettera del 1 gennaio 1998 voi sottoponete a questo Dicastero diverse questioni concernenti la posizione della Santa Sede e del vescovo di Mostar, in riferimento alle cosidette “apparizioni” di Medjugorje, ai pellegrinaggi privati o alla cura pastorale dei fedeli che si recano in quel luogo. Al riguardo, considerando impossibile rispondere a ciascuna delle domande fatte da vostra Eccellenza, tengo anzitutto a precisare che non è norma della Santa Sede assumere, in prima istanza, una posizione propria diretta su supposti fenomeni sopranaturali.

Questo dicastero per ciò che concerne la credibilità delle “apparizioni” in questione, si attiene semplicemente a ciò che è stato stabilito dai vescovi della ex-Jugoslavia nella dichiarazione di Zara del 10.04.1991:

“Sulla base delle indagini finora condotto, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali”.

Dopo la divisione della Jugoslavia in diverse nazioni indipendenti, spetterebbe ora ai membri della Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina riprendere eventualmente in esame la questione ed emettere, se il caso lo richiede, nuove dichiarazioni.

Quello che Mons. Peric ha affermato in una lettera al Segretario Generale di Famille Chrètienne, cioè che “la mia convinzione e posizione non è solo Non constatazione della soprannaturalità ma ugualmente quella di constatazione della NON soprannaturalità delle apparizioni o rivelazioni di Medjugorje” deve essere considerata espressione di una convinzione personale del Vescovo di Mostar, il quale, in quanto ordinario del luogo, ha tutti i diritti di esprimere ciò che è e rimane un suo parere personale.

Infine, per quanto concerne i pellegrinaggi a Medjugorje che si svolgono in maniera privata, questa Congregazione ritiene che sono permessi a condizione che non siano considerati come una autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa.

Mons. Tarcisio Bertone

SOLENNITA’ DEL CORPO E SANGUE DI CRISTO

[…] Ugualmente tale scandalo del sacrilegio dei sacramenti, specialmente del Santissimo Corpo di Gesù, dovrebbe essere scioccante anche per i fedeli che si confessano invalidamente davanti a tali sacerdoti e assistono alle Messe sacrileghe. Preghiamo il Signore di togliere quanto prima di mezzo di noi questo scandalo e scisma. […]

E questa posizione dei vescovi, dopo tutte le indagini canoniche, si può riassumere in queste frasi:

[…]  4 – I fedeli cattolici non sono solo liberi dall’obbligo di credere nella veracità  delle “apparizioni” ma devono sapere che non sono permessi i pellegrinaggi ecclesiastici, ne’ ufficiali ne’ privati, ne’ personali, ne’ comuni, dalle altre parrocchie, se presuppongono l’autenticità  delle “apparizioni” o se con ciò  autenticassero tali “apparizioni”. Chi fa ed insegna diversamente, non agisce e non insegna secondo lo spirito della Chiesa. […]

Medjugorje, 15.VI.2006 di Monsignor Ratko Peric

IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL CARD. SCHÖNBORN A MEDJUGORJE

Siccome i mass media hanno annunciato ed accompagnato il soggiorno e la pubblica comparsa del card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, a Medjugorje, il che ha suscitato un’impressione errata che il Cardinale con la sua presenza abbia riconosciuto l’autenticità delle „apparizioni“ di Medjugorje, ritengo mio dovere, in qualità di vescovo diocesano, di fornire alcune informazioni ai fedeli, con l’osservazione che ho già inviato al Cardinale una lettera personale dal contenuto simile.

1 – Innanzi tutto alcuni mass-media hanno diffuso la notizia che il 15 settembre 2009 nel duomo di S. Stefano a Vienna, alla presenza di Sua Em.za il card. Schönborn, ha avuto luogo un incontro a cui ha partecipato anche Marija Pavlović-Lunetti, “veggente” quotidiana, che, con la consueta “apparizione” ha testimoniato come le “apparizioni” giornaliere dal giugno 1981 hanno influito sul cambiamento della sua vita. In tale occasione il Cardinale in un discorso ha ribadito: “E’ un grande dono che la Madre di Dio vuole essere così vicina ai suoi figli! Questo lei l’ha mostrato in tanti luoghi del mondo. E già da anni e anni lo dimostra in una maniera del tutto speciale vicina a Medjugorje”.

2 – Poi il Kath. net. di Vienna, del 13 novembre 2009, ha annunciato: “L’Arcivescovo di Vienna alla fine dell’anno visiterà il noto santuario mariano – Visita alla parrocchia e alla comunità Cenacolo. Ci dovrebbe essere anche un incontro col vescovo del luogo e i critici di Medjugorje”. Questa Curia diocesana non ne era informata né dall’ufficio dell’Arcivescovo né dall’ufficio parrocchiale di Medjugorje.

3 – La Catholic news agency ha pubblicato il 16 novembre la notizia: il card. Christoph Schönborn visiterà Medjugorje, un piccolo luogo nella Bosnia ed Erzegovina, dove sei giovani erano testimoni delle presunte apparizioni della Vergine Maria. Ma secondo l’Arcidiocesi di Vienna, la visita è del “tutto privata” e non implica la dichiarazione del Cardinale sulla veridicità delle apparizioni. Si è supposto che questa sarebbe stata una visita completamente privata, non si è supposto che si sarebbe pubblicato “su internet”, ha spiegato p. Johannes Fürnkranz, segretario del Cardinale.

4 – Il 29 dicembre il card. Schönborn è arrivato a Medjugorje. I mass media lo accompagnano anche il giorno dopo e così alcuni giorni. Le notizie affermano che egli ha tenuto un discorso nella chiesa di S. Giacomo apostolo e, rilevando la misericordia del Padre, ha detto: „Chi potrebbe mettere in moto queste cose? Chi potrebbe inventarlo? Un uomo? No, questo non è un’opera umana“.

I giornalisti trasmettono il 31 dicembre: „Mentre alcuni si aspettavano che la visita del Cardinale a Medjugorje sarebbe stata privata, egli però ha sorpreso il luogo mostrandosi molto visibile. Ha passato il tempo celebrando la Messa nella chiesa di San Giacomo, salendo al colle delle apparizioni con la veggente Marija Lunetti, pregando nel silenzio nell’adorazione, e forse la cosa più significativa, tenendo il suo discorso nella chiesa parrocchiale accompagnato dai francescani.“

5 – In tutto questo, devo riconoscere di essere rimasto personalmente, come vescovo diocesano della Diocesi di Mostar-Duvno, non poco sorpreso. Comprendo che il Cardinale della Santa Chiesa Romana gode della facoltà di confessare e di predicare il Vangelo in tutta la Chiesa Cattolica. Ma riguardo alle pubbliche comparse fuori della propria Diocesi esiste anche tra noi vescovi un certo galateo ecclesiastico: il vescovo o il cardinale che intende venire in un’altra Diocesi e comparire pubblicamente, si annuncia in primo luogo al vescovo locale, fatto suggerito anche dalla prudenza ecclesiale. Ritengo che tale prudenza ecclesiale e tale regola solita dovevano essere applicati specialmente in questo caso.

6 – Sono sorpreso perché dall’ufficio del card.Schönborn fino alla pubblicazione di questa dichiarazione non si è annunciato nessuno e suppongo che al Cardinale sia noto l’atteggiamento della Chiesa su Medjugorje, atteggiamento basato sulle indagini commissionali e sulle conclusioni che non si può affermare che si tratti di „apparizioni o rivelazioni soprannaturali“. La sua visita al Cenacolo cioè a suor Elvira, la quale, obiter dicendo, come religiosa non ha il permesso di dimorare ed operare nel territorio di questa Diocesi, si potrebbe interpretare anche come appoggio a lei. E non solo a lei, ma anche ad un cospicuo numero di nuove comunità e associazioni di fedeli disobbedienti, dimoranti a Medjugorje, che nella visita del Cardinale possono leggere un incoraggiamento per la loro disobbedienza ecclesiastica.

7 – In qualità di vescovo diocesano adduco, e ripeto, alcuni fatti dolorosi:

– Innanzi tutto rilevo l’increscioso „caso erzegovinese“ sulle parrocchie il quale si lega al “fenomeno di Medjugorje“: sin dall’inizio l’apparsa figura di Medjugorje si è schierata decisamente dalla parte di alcuni francescani allora disobbedienti – uno di loro ha lasciato più tardi sia l’Ordine che il sacerdozio – accusando il vescovo diocesano d’allora per il disordine.

– Abbiamo ora nel territorio della Diocesi nove ex-francescani, dimessi dai loro superiori dall’Ordine dei frati minori, e la Santa Sede ne ha confermato la dimissione. Sebbene sospesi a divinis, essi si comportano nelle parrocchie usurpate come sacerdoti legali. Mentre la presunta figura di Medjugorje dà risposte alle domande più banali dei curiosi, non se ne sente mai una parola contro i gravi abusi che colpiscono l’unità di questa Chiesa locale.

– Abbiamo avuto un’esperienza tragica, nel 2001: certi francescani, allora alcuni già dimessi dall’Ordine ed altri non ancora dimessi, hanno invitato un diacono veterocattolico che si presentava come „Arcivescovo“ e nelle parrocchie usurpate ha „cresimato“ oltre 700 giovani. Tutto invalidamente e sacrilegamente, celebrando anche invalidamente, come diacono, la messa in alcune parrocchie. L’apparsa di Medjugorje non menziona nemmeno tale abuso del sacramento dello Spirito Santo e dell’Eucaristia!

– Abbiamo avuto un altro fatto triste: due di tali sacerdoti sono andati da un vescovo veterocattolico in Svizzera con la richiesta di essere ordinati vescovi, per separarsi sia da Mostar che da Roma, per fare uno scisma formale, il che il vescovo veterocattolico ha declinato.

– Abbiamo avuto due speciali carismatici promotori ed ideatori del „fenomeno di Medjugorje“, disobbedienti di spicco, Tomislav Vlašić, il quale è stato dimesso dall’OFM l’anno scorso e la Santa Sede l’ha sciolto, su sua richiesta, da ogni ufficio ed obbligo sacerdotale; e fra Jozo Zovko, privo di ogni esercizio sacerdotale nel territorio di questa Diocesi dal 2004, il quale, secondo le notizie dei giornali, è stato ritirato dai suoi superiori religiosi dal territorio dell’Erzegovina, e al quale è stato vietato ogni contatto con Medjugorje.

8 – Il Cardinale rimane entusiasmato dalle tante confessioni a Medjugorje, dove si manifesta la misericordia del Padre. Noi crediamo che la misericordia del Padre celeste ugualmente si manifesta sia a Medjugorje che e in ogni parrocchia di questa Diocesi, sia prima che dopo il fenomeno di Medjugorje. Basta vedere le lunghe file di fedeli davanti ai confessionali in tutte le parrocchie, specialmente per il Natale, per la Pasqua, per le Feste o per le Cresime. Molti dicono che tali confessioni a Medjugorje siano una forte prova che la Gospa „appare“. Secondo tale conclusione sulle numerose confessioni, la Gospa apparirebbe in tutte le nostre parrocchie e non solo a quelle tre persone alle quali appare una volta all’anno a Medjugorje e alle altre tre ogni giorno, del resto per lo più fuori Medjugorje, ed anche nel duomo di Vienna, come dicono. In totale finora: circa 40.000 “apparizioni”! Anzi, si ha l’impressione che alcuni “veggenti” determinano dove e quando la Gospa “apparirà”, poiché appare dove e quando loro vogliono. Non è questa una inammissibile manipolazione con la Gospa e con il Sacro in genere?

Come vescovo diocesano con la presente dichiarazione voglio informare i fedeli che la visita del card. Christoph Schönborn non significa alcun riconoscimento dell’autenticità delle “apparizioni” legate a Medjugorje. Mi rincresce che il Cardinale con la sua visita, comparsa e dichiarazioni abbia aggiunto alle presenti sofferenze della Chiesa locale ancor altre nuove che non contribuiscono alla sua pace ed unità tanto necessaria.

Ratko Perić, vescovo
Vescovo, 2010-01-02

FR. RANIERO CANTALAMESSA O.F.M. CAP. NON GUIDERÀ IL RITIRO SPIRITUALE A MEDJUGORJE

Per evitare il ripetersi degli abusi che si sono verificati in passato, per quasi sei anni oramai, una decisione della Curia diocesana di Mostar espressa nella lettera circolare in data del 23 agosto 2001, tuttora in vigore, è stata trasmessa a tutti gli Uffici parrocchiali e Comunità religiose essa prescrive che:

“3. – Tutti gli uffici parrocchiali ed istituzioni religiose sono obbligati ad inoltrare a questa Curia diocesana in modo tempestivo, i nomi dei sacerdoti e vescovi stranieri, provenienti al di fuori del territorio di lingua croata, invitati a tenere esercizi spirituali, seminari e simili incontri spirituali nei quali si predica e spiega la Parola di Dio. Insieme ai nomi e alla domanda occorre inoltrare anche una copia del celebret di rispettivo sacerdote o vescovo straniero, il quale, dopo aver ricevuto l’approvazione per iscritto emanata da questa Curia, potrà guidare gli esercizi spirituali” (NEWS Agenzia di stampa della Conferenza episcopale della Bosnia ed Erzegovina, 5 settembre 2001, pp 30-31; Glas Koncila, Il 9 Settembre 2001, p. 2).

Anche i Vescovi della Conferenza Episcopale Croata, nella loro sessione tenutasi a Split, nell’ottobre 2005 hanno deciso, che è poi stato adottato anche da parte dei Vescovi della Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina a Sarajevo lo stesso mese, che i Vescovi del territorio delle due Conferenze Episcopali non accetteranno inviti dei singoli parroci a celebrare i sacramenti e a tenere conferenze nel territorio di un’altra Diocesi senza aver ricevuto un Nihil obstat della Curia diocesana locale.

Nonostante la suddetta decisione, la notizia di un ritiro spirituale per i sacerdoti che P. Raniero Cantalamessa, cappuccino, predicatore della Casa Pontificia, avrebbe tenuto a Medjugorje all’inizio di luglio 2007 è apparsa su Internet alcuni mesi orsono, senza che gli organizzatori di tali esercizi spirituali abbiano debitamente e preventivamente informato la Curia diocesana di Mostar in ottemperanza con succitata norma.

In tale contesto, sono state anche annunciate le confessioni, dove, con il Padre Cantalamessa, compare come guida della Via crucis anche fra Jozo Zovko, sebbene quest’ultimo, dal 2004, è sprovvisto delle facoltà per esercitare gli atti sacerdotali nel territorio delle Diocesi dell’Erzegovina (Vrhbosna, 3/2004., str. 293-298).

La decisione pastorale del 23 agosto 2001 per quanto riguarda i moderatori dei ritiri e degli incontri spirituali è stata riaffermata ed espressamente messa in rilievo dal vescovo di Mostar-Duvno, mons. Ratko Perić nel suo discorso e l’invito pronunciato nel Capitolo elettorale del 16 aprile quest’anno a Humac, dove è stato ufficialmente invitato a presiedere la Santa Messa.

In quell’occasione il Vescovo diocesano ha menzionato, riguardo a Medjugorje, quanto segue:

„1 – È un’espressione di puro arbitrio pastorale degli stessi parroci e degli altri addetti pastorali di Medjugorje che sul portale internet ‘Medjugorje’ appare il titolo ‘Santuario della Madonna’. Questo non è un santuario né a livello diocesano, né a quello nazionale, né tanto meno internazionale. Bisogna quindi attenersi a questa regola finché le cose stanno così.

2 – È un’espressione di puro arbitrio degli stessi parroci e degli altri addetti pastorali di Medjugorje che non è rispettata la circolare della Curia diocesana del 2001 che prescrive che non si possono invitare a Medjugorje sacerdoti stranieri fuori del popolo croato, senza l’esplicita approvazione scritta emanata dalla Curia diocesana.

3 – È un’espressione di puro arbitrio degli stessi parroci e degli altri addetti pastorali di Medjugorje che un membro della vostra Provincia, fra Jozo Zovko, il quale non possiede alcuna facoltà di esercitare un qualsiasi atto sacerdotale in questa Diocesi, è invitato, come quest’anno, a guidare la Via Crucis a Medjugorje, collocandolo nell’ambito di una possibilità di ascoltare le confessioni“.

Il messaggio è stato pubblicato integralmente all’inizio di maggio quest’anno nel mensile pastorale diocesano (Crkva na kamenu, 5/2007, pp. 33-35).

Dopo lo scambio di varie lettere fra la Curia diocesana e l’Ufficio parrocchiale, il parroco di Medjugorje, P. Ivan Sesar, con la sua lettera del 13 giugno 2007, ha informato il vescovo che: „Sulla mia esplicita richiesta a causa della brevità del tempo, ho chiesto a P. Cantalamessa di inviarmi per fax un’accusa di ricevimento della lettera, che egli ha anche fatto nel frattempo. Egli accetta le mie scuse e si rammarica che a causa della nuova situazione creatasi, non può venire perché egli non si presenta in alcun luogo senza il permesso dell’Ordinario del luogo.“

Il vescovo Perić e P. Cantalamessa hanno scambiato delle lettere il 13 giugno. P. Cantalamessa ha informato il vescovo di aver scritto una lettera a P. Sesar l’8 giugno. P. Cantalamessa ha scritto nella sua lettera al vescovo il 13 giugno: “È mia regola non predicare, soprattutto al clero, senza il benestare del Vescovo del luogo”.

La Curia diocesana di Mostar non ha mai ricevuto nessuna richiesta scritta per il permesso, com’è di norma, da qualunque parte, né riguardo al ritiro spirituale né al suo moderatore.

Con questo comunicato stampa la Curia diocesana tiene in mente il fatto che in questo caso non sono state rispettate le norme del Codice di Diritto Canonico che prescrive per i sacerdoti e diaconi, la necessità di un esplicito permesso per predicare, se richiesto dalla legge particolare, come anche l’osservanza delle decisioni emanate dal Vescovo diocesano.

La Curia diocesana inoltre ritiene particolarmente necessario comunicare questo al pubblico cattolico per evitare interpretazioni errate ed equivoche, che d’altronde sono già apparse su alcuni siti web collegati a Medjugorje come un luogo delle presunte apparizioni per le quali la posizione della Chiesa rimane: “che non si può affermare che si tratti di apparizioni e rivelazioni soprannaturali”.

Mons. Srećko Majić
Vicario generale, 2007-06-18

*** *** ***

Ho solo citato alcuni documenti rilevanti, tuttavia va riconosciuto che ve ne sono molti altri, sempre con le medesime conclusioni e sempre con le stesse direttive disciplinari. Alla luce di quanto su esposto risulta ben evidente che qualsiasi forma di pellegrinaggio, sia esso pubblico o privato, è vietato se presuppone l’autenticità delle apparizioni, quindi la credibilità dei veggenti (che hanno il divieto di presentare i presunti messaggi nelle chiese) etc… dunque la situazione è questa, lo è da sempre, inoltre chi fa ed insegna diversamente, non agisce e non insegna secondo lo spirito della Chiesa.

O forse vogliamo raccontare a Dio che siamo andati a Medjugorje a fare una semplice scampagnata? 

Alcuni sostengono anche che non è opportuno pubblicare articoli su Medjugorje poiché facendolo “si possono creare fratture”, oppure “sono solo punti di vista personali”, etc… A questo punto diventa quasi necessario specificare che:

1) Ciò che viene scritto non sono “punti di vista” oppure “opinioni personali” su Medjugorje, ma sono – nel 90% dei casi – ricerche storiche, anche semplici trascrizioni dei documenti ufficiali della Diocesi di Mostar-Duvno, talvolta tradotti dal croato, e documenti della Santa Sede (Segreteria di Stato e Congregazione per la Dottrina della Fede);

2) Non è il cattolico osservante ed obbediente che crea frattura, ma lo è chi non rispetta le decisioni disciplinari e le indicazioni pastorali prese dai Vescovi di Mostar, dalle 3 Commissioni che già si sono espresse, dalla Conferenza Episcopale Jugoslava e dalla stessa Santa Sede;

3) Non riportare la verità equivarrebbe ad asservire la menzogna, pertanto, io penso, sia dovere del buon cattolico limitarsi ai fatti, quindi ci sforziamo e cerchiamo di farlo in tal senso.

Ma allora i “frutti”? Beh, verrebbe da dire che anche Ario portava con sé tanti presunti frutti … ma ne riparleremo!

Bisogna adesso fare una buona scelta della vera devozione alla santissima Vergine: perché ci sono false devozioni alla santa Vergine, che è facile prendere per vere devozioni. Il diavolo, falsario e ingannatore abile e sperimentato, ha già ingannato e dannato tante anime con una falsa devozione alla santissima Vergine, e si serve ogni giorno della sua esperienza diabolica per dannarne molte altre, illudendole e facendole addormentare nel peccato, sotto pretesto di qualche preghiera mal detta e di qualche pratica esteriore che loro ispira. Come un falsario falsifica ordinariamente solo lʼoro e lʼargento e molto raramente gli altri metalli, perché non ne vale la pena, così lo spirito maligno non falsifica tanto le altre devozioni quanto quelle di Gesù e di Maria, la devozione alla santa Comunione e la devozione alla santa Vergine, perché esse sono, tra le altre devozioni, quello che sono lʼoro e lʼargento tra i metalliSan Luigi Maria Grignon di Montfort

La Vergine ci protegga e dissipi in noi tutta questa confusione!

Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

2 Commenti a "Tutti in pellegrinaggio nella cittadina della “Signora della pace”"

  1. #Gasparini Luigi   17 giugno 2015 at 10:36 pm

    La Mamma aspetta anche te!

    Rispondi
  2. #Francesco   2 dicembre 2016 at 10:53 pm

    Strano articolo, infarcito di pregiudizi, ci si dimentica spesso che in tutte le apparizioni in modo particolare dal XIX in poi hanno avuto come nemici in primis proprio quegli ecclesiastici i quali dovevano mostrare, prudenza, discernimento e soprattutto umiltà.
    Così è stato per Lourdes, così per Fatima, La Salette ecc.
    Costoro vorrebbero che la Madonna chiedesse loro il permesso di apparire, com’è successo a Ghiaie di Bonate con Adelaide Roncalli, e che dire della Madonna delle tre fontane a Roma, pur essendo un “Santuario” non è stata ancora riconosciuta, lo stesso dicasi per la Madonnina di Civitavecchia, la quale lacrimò sangue nelle mani di Mons, Grillo, questa non è prudenza ne tantomeno discernimento, è pura incredulità, pregiudizi, e forse anche la mancanza di discernimento.
    Se la Madonna non è apparsa a Medjugorje, a chi ascrivere le migliaia di conversioni
    Se la Madonna non è apparsa a Medjugorje, a chi ascrivere le molteplici guarigioni fisiche, le quali rimangono tutt’ora inspiegabili alla scienza.
    Se la Madonna non è apparsa a Medjugorje a chi ascrivere la spiritualità di migliaia e migliaia dei fedeli.
    Inoltre, ci si dimentica che alla prima apparizione nel 1981, i veggenti erano giovinetti, con un bambino di dieci anni, ci si dimentica le sofferenza passate da costoro per mano del regime comunista, per che cosa avrebbero sofferto se fosse stata tutta una farsa?.
    Allora si comprenderebbe la necessità della sana prudenza, del corretto discernimento, aspettando con pazienza che le manifestazioni cessino, poiché la Chiesa non si è pronunciata su quelle già terminate figuriamoci su quelle ancora in corso.
    Bisogna ricordare al Vescovo di Mostar, che i Francescani rimasero al loro posto quando furono invasi dai musulmani, dal XV al XIX secolo pagando con la loro vita, mentre la gerarchia pensò bene di cambiare aria, per poi ri-apparire quando tutto fosse ritornato alla normalità, un poco comodo a mio parere. un ripasso della storia non farebbe male.
    Aspettiamo, “Se l’opera è dell’uomo sarà rovesciata, smascherata, ma se è da Dio, ci si ritroverebbe in opposizione e combattere contro Dio”
    Dio non voglia che accada una simile sciagura.
    Pax et Gaudium

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