Le vostre banconote sono marcate “S”: significa Italia. Dimostrazione.

5oeuro

A Monaco di Baviera, a Francoforte o a Berlino sarebbe successo un fatto significativo. Alcuni taxisti, commercianti e professionisti hanno accettato malvolentieri banconote euro “non tedesche”*.

Non tedesche?! Ma l’Euro non era nato per superare le valute nazionali?

La preoccupazione del negoziante germanico era semplice: se nascerà un Euro di serie B per i PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) che valore avranno le banconote con la “targa” di questi Paesi? Forse il timore è eccessivo ma l’identificazione per nazione è un dato di fatto.

Prendete, ad esempio, una banconota da 50: noterete che il numero seriale inizia con una S.

Ciascuna banconota ha un proprio numero seriale. Ad ogni nazione emettitrice delle banconote euro è associata una cifra di controllo che consente di verificare l’autenticità attraverso il seguente calcolo: si sommano le cifre del numero seriale fino ad ottenerne una sola, che sarà uguale alla cifra di controllo se la banconota è vera. Ad esempio, preso il numero seriale Z10708476264 (a cui corrisponde la cifra di controllo 9, poiché è associata al Belgio, identificato con la lettera Z), sommando ripetutamente le cifre si ottiene: 1 + 0 + 7 + 0 + 8 + 4 + 7 + 6 + 2 + 6 + 4 = 45; 4 + 5 = 9, pari proprio alla cifra di controllo. Inoltre si può sostituire la lettera con il codice ASCII corrispondente, 90 per la Z, ed effettuare lo stesso procedimento: la cifra finale ottenuta sarà pari alla cifra di controllo. Anche su Wikipedia è rinvenibile una tabella con le lettere associate ai Paesi.

codici

Ecco la conferma sul sito della BCE: http://www.ecb.europa.eu/euro/banknotes/html/index.it.html#main

*[Questa voce – circolata mesi fa – è stata ribadita nel convegno di Confcommercio “Cipro-Italia?” del settembre scorso (Reggio Emilia)].

10 Commenti a "Le vostre banconote sono marcate “S”: significa Italia. Dimostrazione."

  1. #Ani-sama   21 settembre 2013 at 9:03 am

    “A Monaco di Baviera, a Francoforte o a Berlino è successo un fatto significativo. Alcuni taxisti, commercianti e professionisti hanno accettato malvolentieri banconote euro “non tedesche”.”

    Fonte?

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  2. #alessandro   21 settembre 2013 at 9:56 am

    è una bufala….non è vero che i tedeschi hanno malvolentieri accettato euro Italiani, notizia falsissima e non documentabile….

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    • #giglio   21 settembre 2013 at 10:45 am

      La notizia delle banconote marcate è incontrovertibile e confermata dal sito della BCE. La invitiamo a visitarlo. Quanto alla notizia relativa alla non gioisa accettazione di queste banconote, abbiamo avuto testimonianze in questo senso. Quanto infine all’Euro di serie B, se ne parla IN IPOTESI da almeno due anni su tutta la stampa. Si informi.

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    • #giglio   21 settembre 2013 at 10:48 am

      P.s.: La notizia della non felice accetazione di “euro italiani” è stata anche recentemente ribadita presso il convegno di Confcommercio dal titolo “Cipro..Italia?” svoltosi giovedì scorso. Ribadiamo: si informi.

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  3. #Ani-sama   21 settembre 2013 at 12:49 pm

    Ammettiamo dunque che sia vera la diceria, cioè che alcuni commercianti tedeschi abbiano accettato obtorto collo gli “euro italiani”.

    Il punto è: ha una qualche significatività? La risposta, paradossalmente, si trova nell’articolo stesso: “Forse il timore è eccessivo”. E allora? Qual è lo scopo di un simile articolo? Purtroppo viene da pensare, visti i precedenti di RS, che sia quello di affermare tendenziosamente che siamo già sulla soglia dell'”Euro di serie B” che viene paventato, a intervalli alterni, da un po’ di tempo a questa parte. O, peggio ancora, che la malvagia Germania abbia già gli strumenti per instaurare di fatto questo “Euro dei poveri”.

    L’idea che un numero di serie possa *realmente* essere abusato in tal senso è risibile, per ragioni ovvie (tipo, per dirne una, si può sempre pagare con carta di credito/debito e a quel punto il guaio sparisce). Ciò detto, mi domando: oltre alla scoperta dell’acqua calda, di cosa ci informa questo articolo? Mistero!

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    • #giglio   21 settembre 2013 at 1:04 pm

      Genovese, firmati col tuo nome. Almeno questo barlume di decenza. Ti ho già risposto su FB. Andrea

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      • #Francesco Genovese   21 settembre 2013 at 1:26 pm

        To’, se proprio ci tieni d’ora in poi commenterò accedendo via FB, invece che via WordPress.com, così esce nome, cognome e anche la mia bella faccia. Contento?

        Certo che se ci si riduce a queste sciocche insinuazioni…

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  4. #Carlo   21 settembre 2013 at 4:03 pm

    “Si informi”. Va bene, ma dove, visto che non c’è uno straccio di riferimento? : D “Rumor incesserat” (Tac. I, 6).

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  5. #bruno   27 settembre 2013 at 9:33 am

    il fatto che le societa’ di Rating abbiano declassato 28 banche italiane tra cui le prime 2 (Unicredit e Intesa)per un eccessivo “sufference coverage range” cioè( per tradurre) un alto indice di sofferenze creditizie,unito ad un debito pubblico in ascesa,deficit in aumento,,tassi di interesse idem,rapporto debito/Pil in preoccupante aumento,produzione industriale ferma,spesa pubblica in aumento anch’essa,pezzi della ns economia in saldo,cassa integrazione sull’orlo dello scoppio…….mi chiedo: “Perchè scartare aprioristicamente questi segnali e cullarsi nelle falsa convinzione che invece vada tutto bene e che il sig.Genovese sia un visionario??? ”
    P.S.: Tra l’altro il fatto che ci possa essere un euro di serie A e uno di serie B , come dice giustamente il sig.Genovese,se ne è gia’ parlato in diverse occasioni a livelli istituzionali,in forum,in convegni,dibattiti ecc ecc…quindi…. perchè meravigliarsi?…

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  6. #Trullallero   6 ottobre 2013 at 10:36 pm

    La notizia è probabilmente falsa ma si basa su un fatto vero di qualche anno fa.

    Gli eventi degli anni successivi – incluso il cambiamento delle banconote (come quella nuova da 5 euro), la gestione europea della crisi greca e il fatto che la Germania si sia data leggi per autorizzarsi ad uscire dall’euro – hanno cambiato le carte in tavola.

    Conservare la propria ricchezza è da tempo diventato uno dei problemi più difficili, tanto più quando ha pochi zeri. Quando arriverà il cosiddetto euro di serie B, sarà già un trionfo in un anno poter conservare metà del potere d’acquisto di oggi.

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