Sulla Perpetuità ed Invariabilità della Chiesa (anche in caso di sede vacante)

spamic

Sulla Perpetuità ed Invariabilità della Chiesa, così l’Ab. Barbier: « Quand’anche noi medesimi o un Angelo dal Cielo – scriveva S. Paolo ai Galati – vi annunziasse un Vangelo differente da quello che vi abbiamo predi­cato, non dategli retta e sia anatema » — Sed licet nos, aut angelus de coelo evangelizet vobis praeter quam quod evangelizavimus vobis, anathema sit (Gal. I, 8). Ecco la regola di fede che ci dà l’Apostolo:

… se compare in qualsiasi luogo un nuovo dogma, lo si esamini per vedere se è conforme alla dottrina cattolica, predicata sul principio da S. Paolo e dagli altri Apostoli; se in qualche punto discordi, lo si tenga come eresia e si rigetti. Tutti i Padri e la Chiesa intera seguirono e seguono questa regola, insegna l’Ab. Barbier nel prezioso volume primo de I Tesori di Cornelio ALapide.

S. Ireneo dice (Contra Haeres. lib. Ili) :

Se sorge disputa intorno ad un articolo di dottrina, non si dovrà forse ricorrere alle Chiese antiche, e ricavare da loro come decidere la questione?

Ora, abbiamo già compreso in altri studi cosa è la Tradizione e cosa si deve tenere quando taluni sogliono sostenere, come se innanzi vi fossero solo interlocutori  impreparati, che “certi documenti vanno letti alla luce della tradizione“.

Dinanzi a tanto relativismo probabilmente si può parlare di insulto alla retta ragione, poiché non è l’uomo che deve o può leggere alla luce della Tradizione, ma è la Tradizione che si fa leggere dall’uomo, così come è sempre stato nel cattolicesimo, sin dal principio per evitare che fossimo “come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini” (Ef 4,14).; e visto che la nostra fede è dogmatica e non è soggetta all’arbitrio interpretativo del singolo, è una fede certa e già ampiamente rivelata, interpretata, spiegata ed insegnata. 

Non è il documento che va letto alla luce di qualcosa (es. la Tradizione), ma è la luce stessa (es. la Tradizione) che emerge sfolgorante dal documento … ed insegna, guida, tramite Pietro che “scioglie e lega“. Come deve operare Pietro, e la Chiesa ce lo ha spiegato più volte, lo abbiamo studiato qui: L’INFALLIBILITÀ DELLA CHIESA E DEL PAPA: MAGISTERO UNIVERSALE E ORDINARIO , ma in seguito approfondiremo.

Il luterano, e lo vedremo, interpreta (Libero esame) alla luce di qualcosa di indefinito, di quella che secondo lui è “la tradizione”, mentre il cattolico odierno ha poco da interpretare (ancor più perché ci hanno già pensato i veri padri, dottori, papi e santi in XX secoli). Sorge il problema della presunta interpretazione (come oggi è intesa) solo in alcuni casi (eterodossi). Quando? Ce lo insegna Pio VI, in Auctorem Fidei

Se questa involuta e fallace maniera di dissertare è viziosa in qualsiasi manifestazione oratoria, in nessun modo è da praticare in un Sinodo, il cui primo merito deve consistere nell’adottare nell’insegnamento un’espressione talmente chiara e limpida che non lasci spazio al pericolo di contrasti [alias interpretazioni]”.

E di quale viziosa, involuta e fallace maniera di dissertare sta parlando qui Pio VI? Di quella degli eretici o dei mentecatti ambigui, ovvio:

“[…]l’arte maliziosa propria degli innovatori, i quali, temendo di offendere le orecchie dei cattolici, si adoperano per coprire sotto fraudolenti giri di parole i lacci delle loro astuzie, affinché l’errore, nascosto fra senso e senso (San Leone M., Lettera 129 dell’edizione Baller), s’insinui negli animi più facilmente e avvenga che – alterata la verità della sentenza per mezzo di una brevissima aggiunta o variante – la testimonianza che doveva portare la salute, a seguito di una certa sottile modifica, conduca alla morte […] Però se nel parlare si sbaglia, non si può ammettere quella subdola difesa che si è soliti addurre e per la quale, allorché sia stata pronunciata qualche espressione troppo dura, si trova la medesima spiegata più chiaramente altrove, o anche corretta, quasi che questa sfrenata licenza di affermare e di negare a piacimento, che fu sempre una fraudolenta astuzia degl’innovatori a copertura dell’errore, non dovesse valere piuttosto per denunciare l’errore anziché per giustificarlo: come se alle persone particolarmente impreparate ad affrontare casualmente questa o quella parte di un Sinodo esposto a tutti in lingua volgare fossero sempre presenti gli altri passi da contrapporre, e che nel confrontarli ognuno disponesse di tale preparazione da ricondurli, da solo, a tal punto da evitare qualsiasi pericolo d’inganno che costoro spargono erroneamente. È dannosissima quest’abilità d’insinuare l’errore che il Nostro Predecessore Celestino (San Celestino, Lettera 13, n. 2, presso il Coust) scoperse nelle lettere del vescovo Nestorio di Costantinopoli e condannò con durissimo richiamo. L’impostore, scoperto, richiamato e raggiunto per tali lettere, con il suo incoerente multiloquio avvolgeva d’oscuro il vero e, di nuovo confondendo l’una e l’altra cosa, confessava quello che aveva negato o si sforzava di negare quello che aveva confessato”(Ibid.).

Tuttavia, per dubbi atroci, rimando il lettore agli approfondimenti: 

1) Appunti di dottrina: Tradizione o modernità? Questo è il problema ;

2) RILEGGERE I DOCUMENTI DEL CONCILIO ALLA LUCE DELLA TRADIZIONE .

Tertulliano notava che:

bisogna vedere in quello che gli Apostoli hanno predicato, quello che fu loro da Gesù Cristo rivelato, e tenervisi; niente si deve ricevere se non per mano di quella Chiesa che fu dagli Apostoli fondata. Ogni dottrina che concorda con la fede della Chiesa apostolica, con la fede delle antiche Chiese madri, è una dottrina vera; ogni altra che se ne scosta o vi si oppone, è errore e menzogna. Quello, che fu annunziato fin dal principio, proviene dal Signore ed è là verità; quello che è venuto dopo e che non concorda con quei primi insegnamenti, è straniero e falso (De Prae script.).

Origene sentenzia recisamente che:

« si deve considerare come eretico, chi fa professione di credere a Cristo, e intanto tiene intorno alla verità della fede una credenza diversa da quella definita dalla tradizione della Chiesa » – Haereticus habendus est omnis ille, qui Christo quidem emioni su pii» fltetur, aliud tamen de fìdei veritate credit, quam liabet definito traditionis Ecclesiae (In Matth. hom. XIX).

Si potrebbero benissimo rivolgere a Lutero, a Calvino ed a tutti gli altri eresiarchi, quelle parole che troviamo in una lettera di S. Ge­rolamo a Pammacchio :

« Perchè vi adoperate voi a insegnarci, dopo quattrocent’anni, quello che non abbiamo mai udito predicare? Il mondo è stato cristiano fino ad ora senza questa vostra dottrina » – Cur post quadrigentos annos docere niteris quod ante nescivimus? Usque in hunc diem sine illa vestra doctrina, cliristianus mundus fuit.

Che cosa si deve credere e tenere come dottrina della Chiesa cattolica?

« Quello, risponde il Lirinese, che fu creduto da tutti, in tutti i tempi e in tutti i luoghi; perché questo è veramente e propriamente cattolico » – Id teneamus quod ubique, quod semper, quod ab omnibus traditium est; hoc est enim vere proprieque catholicum (Praescript. adv. haeres, c. XII).

L’antichità e l’universalità della dottrina – dice il Barbier – hanno da esserci di norma: ecco perchè il grande Apostolo ci avverte di non prestar fede neppure a un Angelo, quand’esso ci annunciasse dottrina diversa da quella predicata in principio. Inveendo contro l’impera­tore Leone l’iconoclasta, S. Giovanni Damasceno esclama:

Ascoltate, popoli, tribù, uomini, donne, ragazzi, giovani, vecchi, nazione santa di cristiani: se alcuno vi annunzia cosa contraria a quello che la Chiesa cattolica ha ricevuto e conserva come tramandato dai santi Apostoli, dai Padri e dai Concili, non porgetegli orecchio, non date retta al diabolico consiglio suo, perchè non avvenga a voi come ad Eva che, sedotta dal serpente, incontrò la morte. Sia egli un Angelo, sin, un re quegli che insegna diversamente dalla Chiesa cattolica, fug­gitelo, e sia anatema (lib. II, De imag.).

La Chiesa romana non si è scostata mai da norme così savie… Ai tempi di Donato, S. Agostino abbatteva Gaudenzio con questo terribile dilemma:

Ditemi in grazia, è morta la Chiesa, o no? Se è morta, qual è la Chiesa che ha dato alla luce Donato? Se non è morta, che pazzia è questa mai di Donato di volerne stabilire una? (Contra Gaud. lib. II, c. 8). Lo stesso ragionamento può ripetersi contro tutte le sedicenti Chiese, questo è quanto il Barbier sostiene.

Cosa ci dice l’Abbé Barbier?

La vera fede e la vera Chiesa sono talmente inseparabili, che se intorno ad un solo punto, quello p. es. dell’invocazione dei Santi, la Chiesa si allontanasse dalla vera fede, sarebbe necessariamente ere­tica, cesserebbe sul fatto di essere la Chiesa di Dio e diventerebbe la Chiesa di Satana; a quel modo che una persona, la quale erra su di un articolo qualunque di fede, non è più ortodossa, ma eretica, benché intorno a tutti gli altri punti senta con gli ortodossi.

Difatti anche Sant’Alfonso conferma questo ovvio e necessario principio di diritto divino, ma visto che c’è qualcuno che dicesi cattolico ma ancora nega queste verità elementari di fede, è bene rinfrescare le memorie.

Fosse anche un Papa ad allontanarsi – nel governo – con pertinacia da una verità di fede rivelata, a questi un concilio detto imperfetto (o un conclave) può solo ratificare (o dichiarare) che egli è stato privato di ogni giurisdizione. Nella versione del testo Verità della Fede [Volume primo, Giacinto Marietti, Torino, 1826, alla pagina 142] si leggono le parole del santo Dottore:

La seconda cosa certa si è, che quando in tempo di scisma si dubita, chi fosse il vero papa, in tal caso il concilio può esser convocato da’cardinali, e da’ vescovi; ed allora ciascuno degli eletti è tenuto di stare alla definizione del concilio, perchè allora si tiene come vacante la sede apostolica. E lo stesso sarebbe nel caso, che il papa cadesse notoriamente e pertinacemente in qualche eresia. Benché allora, come meglio dicono altri, non sarebbe il papa privato del pontificato dal concilio come suo superiore, ma ne sarebbe spogliato immediatamente da Cristo, divenendo allora soggetto affatto inabile, e caduto dal suo officio. [Maggiori approfondimenti in questo studio: SULLA NECESSITÀ DELL’INFALLIBILITÀ DEL PONTEFICE E SULLA CONDANNA DELLA COLLEGIALITÀ .

Io dunque così ragiono, dice il Barbier: Quando comparve Calvino, o la Chiesa era mancata (sostiene lui), ovvero no … posto che fosse mancata, e fin dai tempi di S. Gregorio Magno, secondo che vogliono i novatori, ne viene di conseguenza essere il mondo stato privo per novecent’anni di religione, di sacramenti, di Chiesa, di mezzi di salute: in quest’ipotesi Gesù Cristo ha abbandonato la sua Sposa, cessò il suo regno eterno, per conseguenza le porte dell’inferno hanno prevalso contro la Chiesa nonostante la solenne ed esplicita parola del Redentore; dunque Gesù Cristo ha mentito. Allora Calvino nacque fuori della Chiesa, non è mai stato uno de’ suoi membri, ma un infedele, un pagano; non avrebbe dovuto dunque essere ricevuto e ascoltato come fedele dal popolo e dal mondo, ma essere piuttosto disprezzato e ri­gettato come non appartenente alla Chiesa. Se al contrario la Chiesa non era mancata, se Calvino nacque, fu battezzato, allevato ed istruito nella sincera fede e nella vera Chiesa, egli è divenuto apostata. Per conseguenza, istituendo una Chiesa riformata, non ha stabilito la vera Chiesa, la Chiesa apostolica, ma una Chiesa d’apostasia, di scisma, d’eresia…

« In Dio, dice S. Giacomo, non vi può essere cangiamento, nè al­ternativa di adombramento » — Apud quem non est transmutatio, nec vicissitudinis obumbratio (Iac. I, 17).

Tale è anche la Chiesa, alla quale convengono quelle magnifiche parole d’Isaia:

« Guardate Sionne, la città delle nostre feste: gli occhi vostri vedranno Gerusa­lemme, il soggiorno dell’abbondanza, la tenda inamovibile; i piuoli che la tengono infitta al suolo non saranno mai strappati, nè si lo­goreranno le funi che insieme la legano » — Respice Sion, civitatém solemnitatis nostrae: oculi tui videbunt Ierusalem, habitationem opulentam, tabernaculum quod nequaquam transferri poterit; nec auferentur davi eius in sempiternum, et omnes funiculi eius non rumpentur (Is. XXXIII, 20).

« Sì, il Signore del Cielo susciterà un regno che non sarà mai distrutto, ma durerà eterno » — Suscitabit Deus coeli regnum, quod in aeternum non dissipabitur, ipsum stabit in aeternum (Ib. II, 44). « Ed egli medesimo (il Signore Iddio), soggiunge Michea, regnerà su la sua Chiesa per tutti i secoli » — Et regnabit Deus super eos in monte Sion, ex hoc nunc et usque in saeculum (Mich. IV, 7).

Ancora il Barbier:

… ci dicano, i protestanti, quando ebbe principio la Chiesa romana, ci accennino l’autore della religione cattolica, c’indichino’ l’epoca ed il luogo in cui diede i suoi primi passi. Dov’erano trecent’anni fa le Chiese dei luterani, dei calvinisti? In nessun luogo; ma la Chiesa ro­mana già esisteva.

Essa esisteva prima che avessero vita Ario, Nestorio, Cerinto, Ebione, Simon Mago, e noi sfidiamo gli avversari a segnare il principio della Chiesa romana in un tempo posteriore a quello degli Apostoli… […]  Le sette riboccano di mutamenti a tal segno da fare una confusione, un orribile caos. Oggi è una formula di fede, domani un’altra, e se ne videro anche pullulare parecchie nello stesso tempo:

quasi che quello che era ieri verità di fede non dovesse più esserlo oggi, perchè sono mutati i tempi e gli interessi. E donde questa infi­nità di variazioni, se non da ciò che appena sottrattisi all’autorità della Chiesa e impugnatene le decisioni, gli eretici, non ebbero più regola sicura da seguire? Essi si dànno in balìa à tutti i traviamenti del loro spirito individuale e diventano guide a se medesimi. Tutti i settari, antichi e recenti, hanno volto la Scrittura a differenti interpretazioni, secondo il particolare disegno di religione foggiatosi in mente, e tutti hanno vicendevolmente condannato queste spiegazioni.

I   calvinisti, per esempio, rigettano l’interpretazione degli ariani, che guardano come eretici; ma chi non vede che per la ragione medesima dovrebbero condannare la loro propria, perchè non sono nè più illu­minati, nè più infallibili degli ariani? E se, come pretendono i calvi­nisti, ognuno ha incontestabile diritto d’interpretare la Scrittura, gli ariani l’aveano dunque al pari dei calvinisti. Perciò i protestanti e gli eretici, qualunque siano, sono costretti, in forza del loro principio, e a condannare la loro propria interpretazione della Scrittura, e ad approvare quella degli ariani, essendo l’autorità ed il diritto uguali da ambe le parti.

Dopo di aver disprezzato la testimonianza dei più celebri Dottori, gli eretici s’avvidero ad un tratto che non potevano sostenere i loro dogmi senza fare violenza alla parola di Dio; e costretti a gettarsi in quest’estremo abisso, ben chiaramente diedero a divedere quanto fosse cattiva e insostenibile la loro causa. Nessun’altra cosa infatti li spinse a chiamare apocrifi e a far credere tali parecchi libri canonici, se non la disperazione in cui erano di poterli pure una volta torcere a senso dei loro errori. Perchè i manichei rifiutavano il Vangelo di S. Matteo e gli Atti Apostolici, se non perchè i loro princìpi li porta­vano a credere che Gesù Cristo non era nato dalla Vergine e che lo Spirito Santo non era disceso sui fedeli, se non allora che l’empio Manete, loro maestro e paracleto, comparve sulla terra? Perchè gli ebioniti rigettavano le Epistole di S. Paolo, se non perchè volevano ristabilire l’uso della circoncisione, condannato dall’Apostolo? Perchè parla Lutero così insolentemente dell’Epistola di S. Giacomo, che non si vergogna di chiamarla semenzaio di liti, cosa vuota, vana, ignobile al pari del fango e del concime, e da capo a fondo, indegna dello spi­rito apostolico? Non c’è bisogno di grande studio per comprendere, che a ciò lo obbliga il principio da lui difeso contro la dottrina del­l’ammirabile Apostolo, che la fede sola senza le opere basta a giusti­ficare l’uomo. Perchè i seguaci di quest’eresiarca, e i rampolli della sua setta cercano di espellere dal canone delle Scritture sante Tobia, Ecclesiastico e vari altri libri? Perchè sta in essi scritta a caratteri cubitali la loro condanna, e vi sono apertamente convinti d’errore in ciò che riguarda la protezione degli Angeli, il libero arbitrio, il Pur­gatorio, l’intercessione dei Santi.

Se io domando a loro, aggiunge il padre Campion, con qual diritto s’arrogano di troncare e correggere le Scritture, essi mi rispondono che conservano con rispetto le vere Scritture, separandole dalle false e supposte. L’intenzione è buona, ma su quale autorità fondano essi questa distinzione, e chi ne è giudice? — Lo Spirito Santo, essi ripi­gliano : ed ecco in che modo Calvino cerca di eludere il giudizio della Chiesa, alla quale solamente s’appartiene d’esaminare e discernere gli spiriti. Ma lo Spirito Santo è uno solo; ora donde avviene che es­sendo in tutti il medesimo spirito, vanno così poco d’accordo nei loro sentimenti e si guerreggiano del continuo?

Lo spirito di Lutero non fa buon viso a sei Epistole canoniche, lo spirito dii Calvino le guarda di buon occhio; eppure hanno tutti e due lo stesso maestro, e questo, a detta loro, è niente meno che lo Spirito Santo. Gli anabattisti ridono del Libro di Giobbe, come d’una favola, d’una vera commedia. Castaglione giudica canzone d’amore il sacro Cantico de’ Cantici, dove sono espressi, in simboli e figure sensibili, le più tenere comunicazioni dell’anima con Dio, della Chiesa, Sposa di Gesù Cristo:, col suo divino Sposo. Chi loro inspira questo linguaggio? Lo Spirito Santo. Ecco in qual modo questi riformatori dividono lo Spirito Santo, e gli fanno dire tutto ciò che passa loro pel capo. Ma lo Spirito Santo, il quale è Dio di verità, non può inspirare contraddi­zioni : resta pertanto che sia lo spirito di errore, il genio del male.

Il  decadimento e la rovina di tutte le sette provano la loro falsità.

Niente infatti mette più in aperto la falsità d’una religione, quanto la sua caduta; poiché la vera religione di Dio, la vera Chiesa di Gesù Cristo deve rimanere incrollabile ed invariabile fino alla fine de’ se­coli, come per l’appunto disse un fariseo di nome Gamaliel, dottore della legge e rispettato da tutto il popolo. Levatosi infatti costui in seno al concilio in cui si deliberava di mettere a morte gli Apostoli che predicavano Gesù Cristo, disse loro:

« Uomini israeliti, badate bene a quello che siete per fare riguardo a questi uomini. Poiché pri­ma di questi giorni scappò fuori Teoda, dicendo sé essere qualche cosa, cól quale s’associò un numero di circa quattrocento uomini, il quale fu ucciso, e quelli che gli credevano furono dispersi e ridotti a niente. Dopo questo, venne fuora Giuda il galileo nel tempo della descrizione, e si tirò dietro il popolo, ed ancora perì, e furono dissipati tutti quanti i suoi seguaci. E adesso io dico a voi : Non toccate questi uomini e lasciateli fare; perchè se questo pensiero e quest’opera viene dagli uomini, sarà disfatta. Se poi ell’è da Dio, non potrete disfarla; non ponete adunque incaglio, affinchè non sembri che ve la pigliate anche contro Dio » (Act. V, 34-39).

Il consiglio seguì questo saggio av­viso. Contro l’opera di Dio nulla valgono gli uomini. Ecco perchè la religione romana non ha mai cessato nè cesserà mai d’esistere. Al contrario tutte le sette, le quali non sono che l’opera dell’uomo inspirata dal diavolo, cadono da se medesime. Che cosa sono divenute e che cosa divengono tutte le eresie? Dopo di aver durato qual più qual meno, levato di sè maggiore o minor rumore, e subito o molte o poche fasi, la morte infine le aspetta e prostra. Esse soccombono, perchè non sono creazione del Dio dell’immortalità e della vita.

Aggiunge il Barbier:

La Chiesa cattolica, apostolica, romana rimase invariabile da Gesù Cristo in qua per la sua unità nella fede, nei sacramenti, nelle sue leggi, nel’ suo capo. Ella ha veduto succedersi alla sua testa una non interrotta genealogia di sommi Pontefici e di vescovi; noi ne siamo certi per le storie e per i monumenti autentici che ci notano la succes­sione dei primi pastori non solamente di secolo in secolo, ma di anno in anno.

E non importa se si è talvolta protratta per mesi ed anche per anni l’elezione di un nuovo Papa, o se sorsero antipapi; l’inter­vallo non distrugge la successione, perchè allora il clero ed il corpo dei vescovi sussiste tuttavia nella Chiesa, con intenzione di dare un successore al defunto Pontefice non appena le circostanze lo permettano.

Il concilio di Costanza – ricorda il Barbier – dichiara eretico colui che intorno agli articoli di fede pensa diversamente da quello che insegna la Chiesa di Roma. Il Liguori dice essere pienamente convinto, che coloro i quali sostengono che qualunque romano Pontefice può sbagliare ne’ suoi decreti su la fede, recano nella Chiesa la peste e la rovina; e la storia prova che quelli i quali resistettero superbi ai decreti della santa Sede, cominciarono con lo scisma, finirono nell’eresia.

Appoggiati a tutte queste ragioni, il Suarez (Lib. Ili, de Fid. defen.), il Bannez ed il Bellarmino (lib. IV, de Pontif. rom. c, II) dichiarano l’infallibilità del Papa quasi dogma di fede, e dicono erroneo e prossimo all’eresia il sentimento contrario. Eccetto i gallicani, che sono pochissimi, tutti i vescovi in generale riconoscono l’infallibilità del Papa.

San Pio X riassume questa verità di fede nel Catechismo Maggiore:

115. La Chiesa docente può errare nell’insegnarci le verità rivelate da Dio? 
La Chiesa docente non può errare nell’insegnarci le verità rivelate da Dio: essa è infallibile, perchè, come promise Gesù Cristo, “lo Spirito di verità” * l’assiste continuamente. * Giov., XV, 26

116. Il Papa, da solo, può errare nell’insegnarci le verità rivelate da Dio? 
Il Papa, da solo, non può errare nell’insegnarci le verità rivelate da Dio, ossia è infallibile come la Chiesa, quando da Pastore e Maestro di tutti i cristiani, definisce dottrine circa la fede e i costumi.

117. Può altra Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, essere la Chiesa di Gesù Cristo, o almeno parte di essa? 
Nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, può essere la Chiesa di Gesù Cristo o parte di essa, perchè non può averne insieme con quella le singolari distintive qualità, una, santa, cattolica e apostolica; come difatti non le ha nessuna delle altre Chiese che si dicono cristiane.

122. Che significa ” comunione dei santi ” ? 
Comunione dei santi significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall’affetto al peccato.

124. Chi è fuori della comunione dei santi? 
E’ fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

127. Chi sono gli eretici? 
Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti.

128. Chi sono gli apostati? 
Gli apostati sono i battezzati che rinnegano, con atto esterno, la fede cattolica già professata.

Nel Codice di Diritto Canonico del 1917 si legge:

“ Tutti gli apostati dalla fede Cristiana, e tutti gli eretici e scismatici: sono ipso facto scomunicati … Il Delitto di Eresia: procura una scomunica ipso facto. Questa basilare scomunica è la pena incorsa da tutti gli eretici… Un eretico… è in tal modo incorso nella scomunica ed ha perso la appartenenza alla comunione generale di quella società (la Chiesa)“.

Ma allora, alcuni dicono, i papi del passato che potevano sembrare eretici? No, risponderemo, ogni singolo caso è stato ampiamente studiato, per esempio da Sant’Alfonso, e nel breve studio DA SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI AL “VESCOVO DI ROMA” FRANCESCO è tutto ben spiegato, basta avere solo la buona volontà di studiare.

E allora le crociate, l’inquisizione, la pedofilia, il caso Galileo, ecc … altri subito citano. Beh, vuol dire che non si conoscono neanche le basi della fede cattolica e mi meraviglio che molti di questi sobillatori siano anche coniugati, il che prevede la Confermazione e quindi la conoscenza basilare della dottrina cattolica (diff. Chiesa <–> uomo di Chiesa). Comunque in questo studio è tutto ampiamente esposto: DALL’INQUISIZIONE ALLA PEDOFILIA. BREVE DIFESA DELLA CHIESA DALLE FALSE ACCUSE.

E il caso, invece, di papa Alessandro VI che praticava la “simonia”? Alcuni dicono, non è forse la “simonia una eresia” che dovrebbe, quindi, rendere invalida l’elezione, poiché noi sappiamo essere certo che un pontefice non può essere pertinacemente eretico né prima (ante electionem) e né durante il papato? Sebbene l’Aquinate annovera la simonia nei peccati di irreligiosità e quindi la considera un’eresia (S. Th. II-II, q. 100, a. 1), poi ci dice anche che «Il Papa può incorrere nel peccato di simonia, come qualsiasi altro uomo» (ad 7um). Difatti San Pio X nella “Vacante Sede Apostolica del 25 / 12 / 1904, num. 79, dispone che “la eventuale pattuizione simoniaca la quale venisse fatta intorno all’elezione del Papa non comporta la sua nullità“. In questo caso ci troviamo difronte ad una Costituzione Apostolica (di Papa San Pio X) che vincola dogmaticamente e ha valore giuridico universale, implica quindi  certamente l’infallibilità. Solo i gallicani e pochi altri eretici sostengono il contrario. 

Ora cercherò di sintetizzare all’osso e di semplificare al massimo, tuttavia per approfondimenti dettagliati e citazioni è possibile porre precise domande nei commenti.

L’impedimento stabilito da Giulio II per un eletto simoniaco era ovviamente di diritto ecclesiastico, altrimenti San Pio X avrebbe errato nel riformarlo o rimuoverlo. 

E’ di DIRITTO DIVINO (quindi IRREFORMABILE) che per essere eletto validamente al Papato un uomo deve essere membro della Chiesa Cattolica (cf. San Bellarmino, Sant’Alfonso, Card. Billot, ecc). Se non lo è l’elezione è nulla, venisse anche accettata da tutti. [Esempio: così come se un prete celebrasse con un’ostia di cioccolata bianca: venisse anche fatta l’adorazione eucaristica da TUTTA la Chiesa in una piazza immensa, quella rimane cioccolata, non è Corpo di Cristo]. Questa è dottrina cattolica e dobbiamo essere d’accordo. 

Di DIRITTO DIVINO se un uomo è eretico veramente (quindi non materialmente o per ignoranza, ma per SCELTA consapevole di aderire all’errore), quindi dicevamo se la sua eresia è manifesta non è membro della Chiesa; per DIRITTO DIVINO, lo è necessariamente anche senza la scomunica e prima della scomunica, la quale, SE E QUANDO ARRIVA, aggiunge un provvedimento esclusivamente di diritto ECCLESIASTICO. Su queste distinzioni vedasi Mystici Corporis di Pio XII (distingue tra chi esce dalla Chiesa da se stesso tramite eresia, scisma o apostasia e chi ne è cacciato fuori dall’Autorità, dunque diritto ecclesiastico, cioè tramite la scomunica). Nel primo caso, invece, Pio XII dice chiaramente “secondo l’ordine di Dio”, si parla di Diritto Divino:

In realtà, tra i membri della Chiesa bisogna annoverare esclusivamente quelli che ricevettero il lavacro della rigenerazione, e professando la vera Fede, né da se stessi disgraziatamente si separarono dalla compagine di questo Corpo, né per gravissime colpe commesse ne furono separati dalla legittima autorità. “Poiché — dice l’Apostolo — in un solo spirito tutti noi siamo stati battezzati per essere un solo corpo, o giudei o gentili, o servi, o liberi” (I Cor. XII, 13). Come dunque nel vero ceto dei fedeli si ha un sol Corpo, un solo Spirito, un solo Signore e un solo Battesimo, così non si può avere che una sola Fede (cfr. Eph. IV, 5), sicché chi abbia ricusato di ascoltare la Chiesa, deve, secondo l’ordine di Dio, ritenersi come etnico e pubblicano (cfr. Matth. XVIII, 17). Perciò quelli che son tra loro divisi per ragioni di fede o di governo, non possono vivere nell’unita di tale Corpo e per conseguenza neppure nel suo divino Spirito.

Quanto alla simonia, perché un uomo dovrebbe essere per forza ateo commettendo quel grave peccato? Magari è PARAGONABILE all’ateismo, ma non è detto che sia ateismo; concludere ciò sarebbe una forzatura. Mi spiego: non è che se un Papa pecca, anche mortalmente, posso dire: “se credesse in Dio non commetterebbe questo peccato perché sa che è una cosa assurda farlo, dunque non crede in Dio”. No! Perché avere la fede non significa necessariamente OBBEDIRE a quello che la fede ti dice di fare. Un uomo può credere in Dio e disobbedirgli per corruzione morale; dunque un uomo, per attaccamento disordinato grave al potere, perché moralmente molto corrotto, può accettare di essere eletto per simonia, pur sapendo che pecca mortalmente. Quanta gente pecca pur sapendo di peccare?

Si può dire che c’è la PROBABILITA’ che uno sia anche ateo, per tornare al ragionamento che fa San Pio X, ma non la certezza IN ASSOLUTO. Allora probabilmente si capisce perché Giulio II ha stabilito esclusivamente di DIRITTO ECCLESIASTICO, che l’elezione sarebbe nulla; e si capisce anche perché San Pio X si è permesso di annullare tale provvedimento, in quanto appunto era annullabile. A mio avviso è stato anche saggio, perché avrebbe potuto creare problemi ai papi in quanto, in caso di minimo dubbio o anche di accusa calunniosa di simonia, avrebbe sollevato in tutti il dubbio circa la legittimità dell’autorità dei papi.

Ma se un uomo fosse CERTAMENTE ATEO (quindi non per “ragionamento indiretto”, bensì perché lo manifesta chiaramente), noi avremmo la certezza per DIRITTO DIVINO che quello non è un membro della Chiesa (lo abbiamo visto prima citando il Catechismo Maggiore), e quindi che non è nemmeno Papa.

Quanto alla continuità apostolica, abbiamo poche righe sopra riportato l’opinione del Barbier; ma cosa dice la dottrina cattolica sulla eventualità di una sede vacante anche molto prolungata?

Semplice: finché c’è la POSSIBILITA’ di tornare ad eleggere un vero Papa, la successione apostolica non è interrotta. Ed in caso di problemi come scismi, cataclismi, guerre, o qualsiasi altro caso in cui non si abbia più nemmeno la certezza di chi siano i veri cardinali, dove siano o quanti siano, ecc… la Chiesa può eleggere un Papa tramite concilio imperfetto dei vescovi (rimasti cattolici se il caos fosse causato da un problema di scisma – rimasti in vita e cattolici se il caos fosse provocato da un cataclisma o da una guerra, ecc…), imperfetto perché senza Papa. La Chiesa in tale concilio avrebbe solo il potere di eleggere il suo Capo

Infine, quanto al sacerdozio e all’ordine sacro: Pio XII dice chiaramente (in 3 differenti documenti ribadisce anche la differenza e l’indipendenza che v’è fra ordine e giurisdizione) che se anche venisse eletto un laico, prima dell’ordinazione, riceverebbe già la potestà di Papa o giurisdizione, con tutti i carismi annessi e connessi, inclusa l’infallibilità; è comunque necessaria la volontà che questi sia disposto a farsi ordinare Vescovo (dunque a ricevere l’ordine sacro in un dato tempo).

Ora, nell’odierna situazione è certo che qualcosa non va, lo è perché la fede che oggi viene trasmessa (dal Concilio Vaticano II in avanti) è differente dalla fede contenuta nel depositum che si è sempre insegnata da San Pietro fino al 1958. La situazione attuale è ambigua, ma non in se stessa (poiché è chiara la frattura) quanto piuttosto in base alla conoscenza più o meno approfondita che la gente ha di questi argomenti. In base alla conoscenza media, o meglio che volutamente è stata resa mediocre, la situazione rimane ambigua, quindi comprendo che in questa sede si può solo risolvere il problema per ipotesi, sganciandoci dall’applicazione storica presente.

Tornando al Barbier, “A QUAL PATTO DIO PROMISE L’INFALLIBILITÀ AI PRIMI PASTORI“?

– la prima di queste sarà forse che i detti pastori, chiamati a decidere di tutte le controversie in ultimo appello, siano tutti santi? Ma in questo caso Gesù Cristo non avrebbe provveduto a nulla, perché consistendo la santità nel cuore, dove nessuno quaggiù può giudicare, noi non potremmo sapere mai chi sia santo, e chi no: uno pare gran santo ed è finissimo ipocrita. Se dunque fosse necessaria questa condizione, sempre dubbiosa sarebbe la nostra fede;

– la seconda. Si richiederà forse che siano tutti arche di scienza? Ma i fedeli dovrebbero essere ancora più sapienti per giudicare se quelli lo siano e qual grado di scienza ci voglia per ben decidere. Questo, da parte di Gesù Cristo, sarebbe stato un procurare la stabilità della fede, o non piuttosto un renderla incertissima?

– la terza. Sarà a patto che abbiano tutti una diritta intenzione e non operino che spinti da motivi puri e soprannaturali? Ma chi penetrerà nel segreto della mente, chi scandaglierà l’abisso del cuore? Ed ecco di nuovo incertezza e dubbio, invece di saldezza e sicurezza.

– la quarta. Sarà necessario che vi concorra il voto di tutti i Vescovi? Allora sarebbe inutile questo dono di Gesù Cristo alla sua Chiesa, perché non si potranno mai radunare tutti quanti i vescovi, nè materialmente in persona, nè moralmente in una sola sentenza; qualcheduno vi si troverà sempre di parere contrario.

– la quinta. Sarà almeno a condizione che siano sbanditi da tali assemblee gli intrighi, le cabale, le brighe? Oltreché sarebbe questo un pretendere da Dio un miracolo non necessario, poco con ciò si provvederebbe alla conservazione del deposito della fede, perché nessuno non potrebbe cavare di mente ai più restii e procaci che non vi sono stati raggiri e cabale all’aperto, e numerose ve ne furono però in segreto e di soppiatto, e gli eretici condannati, non mancherebbero d’afferrarsi a quest’appiglio.

– la sesta. Bisognerà che il giudizio di ciascun vescovo sia stato preceduto da un esame scrupoloso, in cui siasi confrontato il punto controverso con la Scrittura e con i monumenti della tradizione, e che tutto questo si conosca pubblicamente? Ma come accertarsi e persuadersi che ciò si è fatto? Non si sono forse gli eretici, dopo la loro condanna, sempre lagnati che non si era bene esaminata la questione, non ben compresa la difficoltà? È certamente necessario che alla decisione vada innanzi un serio esame, e sarebbe colpevole quel vescovo che decidesse senz’aver attentissimamente discusso le materie su le quali sentenzia: e tutti sanno che così si suol fare; ma non a questa condizione Gesù Cristo ha legato l’infallibilità promessa ai primi pastori, perché essa ci lascerebbe tuttavia luogo a temere che non abbiano abbastanza pregato ed esaminato, e la nostra fede non sarebbe, per conseguenza, giammai ferma.

– la settima. Dovrà la difficoltà essere risolta in un concilio generale? Ma dove mai ha Gesù Cristo parlato di concilio generale o particolare? Egli c’indirizza alla Chiesa, ma non ci dice che intenda mandarci alla Chiesa congregata. Quindi la Chiesa sparsa, unita al sommo Pontefice, è tanto infallibile quanto la Chiesa riunita in concilio.

– l’ottava. Si richiederà finalmente che si abbia certezza che la sentenza dei primi pastori sia proferita sinceramente, senza che c’entri per nulla la politica, o veruna considerazione umana, o timore, o interesse, o compiacenza verso qualche potere terreno? Questo, invero, è sempre stato il ridicolo pretesto degli eretici per non sottomettersi alla condanna pronunziata contro di loro. Ma se a questo patto fosse stata promessa l’infallibilità della Chiesa, chi sarebbe ancora sicuro di qualche cosa? Sempre e per poco nascerebbe il sospetto, che non abbiano i vescovi ceduto a mire politiche o d’interesse, o di timore, ed eccoci sempre titubanti intorno alla validità del loro giudizio.

Dunque da nessuna delle riferite condizioni dipende l’infallibilità promessa alla Chiesa: le promesse di Gesù Cristo sono assolute e non legate a condizioni. L’infallibilità è annessa (al Papa) e alla decisione del maggior numero dei vescovi riuniti di comunione e anche di sentimento al Papa. Quindi, o i primi pastori sieno santi o no; sparsi o assembrati; abbiano diritta intenzione o sinistra; vi siano passate brighe, 0 no; abbiano giudicato per mire politiche, di interesse, o di che altro; si pretenda che siasi mancato nella forma canonica, nell’uniformità dei sentimenti; che il giudizio dei vescovi non fu preceduto da un esame sufficiente; che non si è fatto ricorso alla Scrittura e bilanciato l’affare coi monumenti della tradizione; che si mettano innanzi tutti i pretesti, i cavilli, i raggiri, le finezze, gli artifici, le sottigliezza ini maginabili; che si blateri che la procedura non procedette regolarli, che la sentenza non è stata canonica; nulla di tutto questo, né qualunque altra cosa che possa inventare la malizia della mente umana aguzzata dall’eresia, importa un bel nulla …

Nei seguenti studi abbiamo già trattato esaustivamente dell’infallibilità:

– L’INFALLIBILITÀ DELLA CHIESA E DEL PAPA: MAGISTERO UNIVERSALE E ORDINARIO

– SULLA NECESSITÀ DELL’INFALLIBILITÀ DEL PONTEFICE E SULLA CONDANNA DELLA COLLEGIALITÀ

– SULL’INFALLIBILITÀ NELLA CANONIZZAZIONE

Parte del presente studio è estrapolato o citato testualmente da Ab. Barbier, I Tesori di Cornelio ALapide, ver. italiana a cura del sac. Giulio Albera, Vol. 1, Società Editrice Internazionale, 1948, con lettera introduttiva a nome di SS. Papa Pio IX, pp. 220 – 240

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

17 Commenti a "Sulla Perpetuità ed Invariabilità della Chiesa (anche in caso di sede vacante)"

  1. #Timoteo   9 settembre 2013 at 2:36 pm

    In relazione alla questione dell’eleggibilità al Papato, va detto che la legislazione di Pio XII (attualmente vigente considerata la vacanza formale della Sede Apostolica) ammette i cardinali scomunicati oltre che all’elezione attiva anche a quella passiva. Dunque, è fuorviante affermare o lasciar intendere – senza le dovute specificazioni – che colui che viene “cacciato” dalla Chiesa dall’Autorità “tramite la scomunica” non può essere validamente eletto al Papato.
    Naturalmente la questione dell’eleggibilità al Papato dell’eretico formale è essenzialmente diversa e meriterebbe di essere approfondita. Perché se è vero che vari teologi (i quali si espressero quando la Chiesa era “in ordine”) negano all’eretico formale la possibilità di essere validamente eletto al Papato invocando il “diritto divino” è anche vero che nessuno fra loro indica mai con precisione la norma di diritto divino che invaliderebbe una tale elezione, né viene mai indicata anche solo semplicemente la ratio di una tale norma.
    Un cordiale saluto a Carlo Di Pietro e a tutti gli amici di Radio Spada
    Timoteo

    Rispondi
    • #ricciotti   9 settembre 2013 at 6:28 pm

      Gentile Timoteo,
      Grazie per aver commentato.
      Un papa può essere eretico manifesto?
      La risposta è no.
      Lei domanda le fonti che di DIRITTO DIVINO confermano ciò, ebbene sono innumerevoli.
      Il card Torquemada estremizzava il concetto, considerando impossibile che potesse essere papa addirittura un eretico occulto.
      La Chiesa, da sempre, invece propende per le opinioni del Bellarmino, del Liguori, del Billot e di tanti altri.
      Ora, posto che noi sappiamo cosa è l’eresia manifesta, procediamo.
      Perché queste ‘opinioni’?
      Cosa hanno fatto numerosi concilii?
      Si può dire, senza timore di sbagliare, che principalmente da Nicea a Trento, si sono condannate eresie.
      Quando e perché?
      Centinaia di documenti di Magistero spiegano che l’eretico manifesto sovverte la Missio della Chiesa.
      Cosa è accaduto?
      Che spesso questo eretico manifesto veniva chiamato ‘papa’.
      Era invece scismatico .
      Da qui i numerosi anti-papi della storia (alcuni anche perché l’elezione era ‘non canonica’).
      Lo scisma.
      Lo studio della storia della Chiesa ci riporta inevitabilmente anche allo studio dello scisma (vari).
      La Chiesa, individuato appunto l’eretico manifesto, che è scomunicato ‘secondo l’ordine di Dio’, cosa ha sempre fatto?
      Lo ha dichiarato tale , anche di diritto ecclesiastico.
      Può un eretico manifesto o scomunicato ipso facto essere papa?
      La risposta è no, è scismatico, oltre che questi è estraneo alla Chiesa ‘società visibile e gerarchica fondata da Cristo’.
      Essere eretico manifesto o scismatico, esclude inoltre (cf san Pio x) dalla ‘comunione dei santi’.
      La Missio della Chiesa è inalienabile. Cristo guida attraverso il Suo vicario. Vicario eretico manifesto = Cristo eretico ? Impossibile …
      Un eretico manifesto , docente … nei suoi atti e fatti .. altera la Missio , e ciò è anche dogmaticamente vietato dal Vaticano I , che si rifà a Firenze , che si rifà alla Tradizione ed a Cristo.
      Citazioni di magistero?
      Beh, bisognerebbe citare mezzo Denzinger.
      Credo semplicemente che già una ripassata veloce delle dichiarazioni di anti-papato e di scisma, possa chiarire il dubbio.
      Alla fine il papato .. giurisdizione .. cosa è?
      È il governo di colui che ‘scioglie e lega’ ..
      Un eretico manifesto come può ‘legare e sciogliere’ secondo le intenzioni di Cristo e secondo il Magistero, se questi si separa ipso facto dalla ‘comunione dei santi’?
      Questi è già ‘legato’ ad una situazione infernale (attenzione qui ci riferiamo all’eresia manifesta – anche in caso di peccato mortale rientriamo nello stesso ambito , ma è un altro discorso ben spiegato nell’articolo ). Condanna terrena è condanna ultraterrena (se muore in tale stato).
      Quindi direi, a chiusura, che uno studio dello scisma e dell’anti-papato chiarirebbe ogni suo dubbio, e non basterebbero 300 pagine di citazioni ad hoc.
      Cristo –> fonda la Chiesa –> definisce la Missio –> Pietro e successori operano –> lo Spirito Santo vigila –> le pecorelle si salvano –> Missio eseguita con successo ..
      Cristo –> fonda la Chiesa –> definisce la Missio –> Pietro e successori NON operano –> lo Spirito Santo NON vigila –> le pecorelle NON si salvano –> Missio NON eseguita con successo .. (dove vede i NON vuol dire che c’è qualcosa che non va)
      Un saluto

      PS: chiudo .. Ora se dico che “un eretico manifesto è papa” sto dicendo che un “eretico manifesto è membro della Chiesa” , per di più è “capo della Chiesa” ..
      Quindi dico una eresia. .. perché un eretico manifesto “NON è membro della Chiesa” cf. San Pio X Catechismo Maggiore (e non solo) …

      È molto semplice.

      Cioè non c’è bisogno che il magistero faccia una definizione per ogni cosa, tipo:

      Definiamo che un eretico non è ARCIvescovo
      Definiamo che un eretico non è cardinale
      Definiamo che un eretico non è papa

      Vedi la consacrazione

      Non è che il magistero deve fare una definizione per ogni alimento o sostanza fisica esistente in natura, tipo:
      Definiamo che:

      Se usa cioccolata è invalida
      Se usa burro fritto è invalida
      Se l ostia è di titanio è invalida

      Poi vedo un prete che usa un’ostia di alluminio, e siccome il magistero non ha detto che se l’ostia è di alluminio è invalida, allora faccio l’adorazione eucaristica in attesa di una definizione …

      Rispondi
      • #Timoteo   10 settembre 2013 at 12:38 am

        “Gentile Timoteo,
        Grazie per aver commentato.
        Un papa può essere eretico manifesto?
        La risposta è no.
        Lei domanda le fonti che di DIRITTO DIVINO confermano ciò, ebbene sono innumerevoli.”
        _______

        Caro Carlo, la fermo subito.

        Io non ho chiesto quale sia la norma di diritto divino che impedisce ad un eretico formale di essere Papa, ma quale sia la norma di diritto divino che gli impedisce di essere eleggibile, posto che l’eletto non è papa sino ad una reale accettazione.

        Lei stesso è di questo che parla nel corso dell’articolo in riferimento al diritto divino: della validità DELL’ELEZIONE di alcuni soggetti (“E’ di DIRITTO DIVINO (quindi IRREFORMABILE) che per essere eletto validamente al Papato un uomo deve essere membro della Chiesa Cattolica…”). E proprio su questo, conseguentemente, richiamavo l’attenzione nel mio commento.

        Essere (semplicemente) eletti è cosa diversa che essere Papi.

        Il tema è stimolante e degno di approfondimento.

        Cordialmente

        Timoteo

        Rispondi
  2. #ricciotti   10 settembre 2013 at 1:17 am

    Spiego ..
    Gerarchia ‘scismatica’ come è sempre stato in 2000 anni di storia ..
    elegge ‘papa’ scismatico ..
    ora, per eletto intendiamo non l’elezione in sé ..
    quanto l’accettazione dell’eletto ..
    se una gerarchia è ‘scismatica’ ha tutta l’intenzione di eleggere un ‘papa’ scismatico ..
    perché un Papa cattolico , ove eletto , annienterebbe la stessa gerarchia ‘scismatica’ che lo ha scelto ..
    se un eretico manifesto , per qualsiasi motivo viene eletto ‘papa’ ..
    il problema riguarda l’intenzione degli elettori , che si manifesta in foro esterno ..
    conclave cattolico –> papa cattolico OK
    conclave cattolico –> ‘papa’ eretico manifesto (come è possibile? lo era già da prima? lo è diventato dopo l’accettazione?)
    conclave ‘scismatico’ –> ‘papa’ scismatico
    cosa dice il Magistero?
    un eretico manifesto (prima o dopo l’elezione) sempre rimane ‘fuori dalla comunione dei santi’ ..
    sempre rimane ‘fuori dalla chiesa cattolica’.
    ovvio che uno che è ‘fuori dalla chiesa cattolica’ , ‘fuori dalla comunione dei santi’ , non può essere papa , poiché il papato prevede la fede cattolica ..
    quindi Dio non conferisce sicuramente giurisdizione all’eretico manifesto.
    ora, dobbiamo capire se l’elezione è canonica.
    se l’elezione è canonica , benché invalida poiché l’eletto è eretico manifesto , sicuramente se l’eletto si converte , abiura ed abbraccia la fede cattolica , credo che non ci siano problemi ..
    quindi ritengo che il sol fatto che ‘non sia in comunione dei santi’ di sicuro è invalidante lo stato di fatto ..
    tutto chiaro?
    i riferimenti di Magistero sono sempre gli stessi ..
    credo che la Tesi di Cassiciacum sotto questo aspetto sia molto esplicativa..
    sotto altri aspetti lo è meno , ma sotto questo aspetto credo che citi e ricordi tutta quella dottrina che garantisce il concetto qui espresso ..

    Rispondi
    • #Timoteo   10 settembre 2013 at 8:25 am

      Carissimo, mi fa piacere discutere con lei, la avverto, però, che fa confusione. In particolare quando dice:

      “se l’elezione è canonica , benché invalida poiché l’eletto è eretico manifesto , sicuramente se l’eletto si converte , abiura ed abbraccia la fede cattolica , credo che non ci siano problemi ..
      quindi ritengo che il sol fatto che ‘non sia in comunione dei santi’ di sicuro è invalidante lo stato di fatto ..”

      Se l’elezione è “canonica” (ossia conforme al diritto canonico) non può essere “invalida”. Inoltre, partendo dal presupposto dell’elezione invalida ed immaginando una successiva conversione dell’eretico formale invalidamente eletto da essa, lei conclude che “non si siano problemi”… Ed invece i problemi sono palesi dal momento che se l’elezione è invalida questo nuovo membro della Chiesa non è mai stato eletto.

      La tesi di Cassiciacum prescinde totalmente dalla considerazione dell’eresia formale o dello scisma formale dell’eletto e dei suoi elettori.

      In base ad essa si può affermare che nello stato attuale della Chiesa i cardinali materialiter designano validamente al Papato (= ELEZIONE VALIDA, sino a prova contraria) un soggetto che non intende oggettivamente fare il bene della Chiesa.

      Qui si parla d’altro. Si parla cioè dell’ipotesi in cui un conclave elegga un eretico formale al Papato (era il concreto timore di Paolo IV) e la questione è: si può ritenere questo soggetto – escluso categoricamente che in tale status di eretico formale possa essere vero Papa – validamente designato al Papato? Non PAPA, ma meramente DESIGNATO AL PAPATO.

      E’ noto che insigni teologi, i quali si espressero quando la Chiesa era “in ordine”, affermano che un eretico non è ELEGGIBILE (non è “materia” utile all’elezione, come non lo è, ad esempio, una farfalla). E che quindi l’elezione di un eretico formale sarebbe invalida. Alcuni, affermano ciò appellandosi al diritto divino. Tuttavia, essi non indicano mai la norma di diritto divino che invaliderebbe una tale elezione.

      Personalmente, non ritengo affatto che essi abbiano torto e che dicano una cosa sbagliata. Dico solo che mi piacerebbe conoscere con precisione tale norma di diritto divino. Le fonti cui lei fa riferimento non toccano questo problema.

      Cordialmente

      Timoteo

      Rispondi
  3. #guelfonero   10 settembre 2013 at 10:51 am
      Posso dire che trovo interessantissime e “dilettose” queste discussioni? Esse impreziosiscono Radio Spada e sono qualificanti per un periodo tanto tragico e travagliato come questo. Piergiorgio Seveso 🙂
    Rispondi
    • #ricciotti   10 settembre 2013 at 3:02 pm

      Ciao Timoteo,
      scusami .. effettivamente ho risposto in maniera poco comprensibile ..
      hai ragione .. adesso cercherò di essere più comprensibile !

      Requisiti per l’elezione al papato:

      – fede cattolica
      – sesso maschile
      – età
      – intenzione manifesta di ricevere Ordine Sacro
      – sanità mentale

      Su questo ci siamo e NON si discute ..

      Esempio 1)

      una donna astuta , riesce a spacciarsi per uomo e viene eletta papa
      cosa accade ?
      tutti lo (la) credono papa
      noi siamo moralmente obbligati a crederlo (la) tale
      per sbaglio va in bagno e non chiude la porta
      tu la scopri , vedi l’inganno .. che fai ?
      visto che per essere papa DEVE essere uomo , tu non puoi più credere che sia papa
      altrimenti ti separi dalla fede cattolica (DIRITTO DIVINO) ..
      quindi sai che è anti-papa
      se tu sei un vescovo hai il DOVERE di dichiarare la sede vacante

      Esempio 2)

      un eretico occulto viene eletto papa
      l’elezione è valida perché l’intenzione deve manifestarsi in foro esterno
      eppure, visto che solo Dio legge nei cuori , comunque alcuni sollevavano il dubbio
      se l’eretico occulto non diventa manifesto , noi siamo tenuti a credere che sia papa
      perché ?
      non basta il Battesimo per essere di fede cattolica , bisogna anche manifestare in foro esterno di abbracciare integralmente la fede cattolica

      Esempio 3)

      un eretico manifesto viene eletto papa
      la canonicità è data dalla ‘legittimità’ del conclave nei suoi elementi definiti dal diritto ecclesiastico
      eppure?
      c’è un vulnus che è l’eresia manifesta dell’eletto
      in questo caso l’elezione è invalida
      l’eletto non è papa

      tuttavia ……………
      per miracolo di Dio , è sempre possibile che questi lo diventi

      Esempio 4)

      ripartendo dal punto 3 ..
      fai conto che le preghiere dei fedeli e l’aiuto di Gesù , fanno convertire l’eretico manifesto ..
      siamo nell’ambito dell’intenzione , di ciò che poi si manifesta in foro esterno ..
      se l’eletto fosse donna sarebbe CERTAMENTE antipapa
      se l’eletto dovesse dire NON VOGLIO ricevere l’ordine sacro sarebbe CERTAMENTE antipapa

      ma …

      se l’eletto dovesse dire : ok , voi dite che io sono eretico manifesto , ebbene me lo state dimostrando ..
      io adesso vi dimostro che effettivamente mi ero sbagliato , avevo commesso degli errori , voglio superare questo impedimento di DIRITTO DIVINO , che però ‘poggia’ non su un dato OGGETTIVO IMMUTABILE (sesso, età, ecc) ma su un ‘dato’ mutabile
      dice l’eletto: condanno tutte le eresie e le elenca ..
      tipo dice: condanno il concilio vaticano ii, l’ecumenismo irenista, la collegialità, la libertà religiosa in foro esterno anche dell’errore, ecc …
      questi abiura …
      sta acquistando la FEDE CATTOLICA
      quindi ottiene giurisdizione seduta stante …

      TUTTO CHIARO?
      Spero di si …

      Rispondi
      • #Timoteo   10 settembre 2013 at 6:08 pm

        Carissimo,

        se, come affermi nel punto 3, l’elezione dell’eretico manifesto è invalida (cfr esempio 3: “in questo caso l’elezione è invalida”), questo soggetto ANCHE DOPO ESSERSI CONVERTITO ALLA FEDE CATTOLICA non “ottiene giurisdizione seduta stante”. Perché egli non è stato eletto! L’Autorità pontificia è comunicata da Dio ALL’ELETTO, non a chi eletto non è!

        Dunque delle due l’una:

        o l’eretico formale è validamente eleggibile al Papato, ragion per cui ad elezione avvenuta egli si trova realmente designato all’ufficio papale con conseguente comunicazione dell’autorità pontificia QUALORA rimuova l’obice che gli impedisce di riceverla (cioè lo stato di eresia);

        oppure l’eretico formale non è validamente eleggibile al Papato (la sua elezione è nulla, invalida), ragion per cui egli non è mai stato designato all’ufficio papale e non potrà mai ricevere da Dio l’autorità pontificia anche qualora rimuovesse l’obice che gli impedisce di riceverla, salvo una nuova elezione.

        Non si possono mescolare i piani. Te l’ho segnalato non come rimprovero, sia chiaro, ma perché mi stava a cuore che tu capissi.

        Spero di non apparire troppo noioso. Un saluto a Piergiorgio Seveso!

        Cordialmente

        Timoteo

        Rispondi
  4. #ricciotti   10 settembre 2013 at 10:10 pm

    Esatto ..
    Hai ragione ..
    Avevo fatto io confusione ..
    Scusami , avevo scritto una incredibile scemenza ..
    Mea culpa!
    Se al momento dell’elezione non c’è fede cattolica, arrivederci e grazie ..
    Non riesco a capire come mai mi sono confuso ..
    Sarà la stachezza ..
    Grazie x la correzione.

    Rispondi
  5. #Timoteo   10 settembre 2013 at 11:40 pm

    Ma figurati! AMDG

    Rispondi
  6. #Andriy   26 aprile 2014 at 4:58 pm

    La canonizzazione del papa eretico
    Leopoli (Ucraina), 14 febbraio 2014
    Segretaria di Stato
    della Città del Vaticano

    È una derisione del cristianesimo e di tutta l’umanità quando il Vaticano – in epoca in cui gli USA insieme all’UE hanno proclamato gender-omosessualità e rapimento dei bambini come priorità della loro politica – tace ipocritamente nei confronti di tali crimini e di fatto li approva. È la tragedia che al posto della parola chiara proclama la canonizzazione del papa apostata il quale ha dato la possibilità all’apostasia di massa dalla Chiesa ed alla satanizzazione dei popoli nei territori cattolici.

    La domenica, il 27 aprile del 2014, è confermata la data della canonizzazione del papa eretico Giovanni Paolo II.

    Il papa Onorio I (625-638) ha approvato una formulazione non chiara che riguardava l’eresia di monotelismo. Il Concilio ecumenico di Costantinopoli (680-681) ha dichiarato il papa di Roma Onorio I dopo la sua morte come eretico. I crimini di Giovanni Paolo II contro la purezza di fede non si possono paragonare con una leggera deviazione dottrinale di Onorio I scomunicato dopo la morte.

    Il predicatore ceco della penitenza Giovanni Hus fu ingiustamente bruciato a Costanza come eretico. Giovanni Paolo II dovrebbe essere bruciato giustamente come super-eretico. Al posto di questo Giovanni Paolo II viene proclamato santo. Le sue eresie negano l’essenza di tutta la dottrina della Chiesa cattolica.

    Le sue eresie Giovanni Paolo II copriva con la sua venerazione verso la Vergine Maria e con la lotta contro gli aborti. La realtà è che dall’altra parte ha aperto la porta allo spirito dell’anticristo all’interno della Chiesa.
    Giovanni Paolo II ha ricevuto dalla sacerdotessa del falso dio Śiva il segno magico, che esprime la consacrazione a quella divinità pagana! È uno scandalo perfino per i non cattolici!
    Giovanni Paolo II ha pubblicamente baciato il Corano! Questo gesto del capo della Chiesa è stato interpretato in modo che il Corano sia un libro sacro sullo stesso livello con la Sacra Scrittura! Ciò conduce verso il relativismo e il sincretismo!
    Durante il pontificato di Giovanni Paolo II nel nuovo Codice di Diritto Canonico è stata eliminata la scomunica latae sententiae per la partecipazione dei cattolici nelle organizzazioni dei massoni. Con questo si sono aperte le porte ai massoni che hanno svolto la loro attività criminale all’interno della Chiesa.
    Durante il pontificato di Giovanni Paolo II – lungo 26 anni – è avvenuta disgregazione di massa all’interno della Chiesa e l’apostasia da essa.
    Con il suo silenzio egli ha approvato il neomodernismo di teologia storico-critica. Essa come il risultato nega la divinità di Cristo, il Suo sacrificio redentore sulla croce e Cristo stesso come unica via verso la salvezza e l’ispirazione divina della Scrittura e tutti miracoli, inclusa la reale e storica risurrezione di Cristo!
    Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002 ha compiuto il gesto eretico ad Assisi. L’interpretazione di quel gesto ha incarnato un nuovo modo di pensare – eretico: che il cristianesimo e il paganesimo sono due uguali vie verso la salvezza.
    Egli ha taciuto e di fatto ha approvato l’omosessualità e pedofilia e contemporanee perversità sessuali promosse dall’ONU, dagli USA e dall’UE.

    Giovanni Paolo II è pienamente responsabile a causa della sua negligenza di quello che America ha dichiarato come la priorità della sua politica che promuove in tutte le nazioni del mondo l’omosessualità e il furto dei bambini. Ha permesso di crescere le eresie e la immoralità all’interno della Chiesa. Egli è anche pienamente responsabile di quello che l’Europa ha eliminato le radici cristiane ed ha proclamato antidecalogo nel cosiddetto “Trattato di Lisbona” la priorità del quale è l’omosessualità e il furto dei bambini. Mettendo allo stesso livello la fede in Cristo e in demoni egli ha deformato la mentalità di popoli cristiani in modo tale che loro hanno accettato le immoralità più perverse.

    La beatificazione e la canonizzazione di Giovanni Paolo II è il mettere sottosopra non solo la Chiesa cattolica ma anche tutto il cristianesimo ed è la derisione degli apostoli, dei martiri e contemporaneamente dell’esistenza bimillenaria della Chiesa cattolica. Giovanni Paolo II ha compiuto il processo in cui la sposa di Cristo è diventata la prostituta dell’anticristo e Roma è diventata Babele.

    La canonizzazione dell’apostata e dell’eretico Giovanni Paolo II sarà il compimento dell’apostasia della Chiesa cattolica. Se essa avverrà, il Patriarcato Cattolico Bizantino dichiarerà di nuovo ciò che ha già dichiarato – che lo Spirito Santo ha abbandonato la struttura esteriore della Chiesa cattolica. Chi vuole rimanere nel Corpo Mistico di Cristo ed essere salvato nell’ora della morte deve separarsi dalla struttura visibile la quale ha accolto lo spirito dell’anticristo.

    Questa dichiarazione del Patriarcato Cattolico Bizantino è in piena sintonia con la bolla dottrinale del Papa Paolo IV.

    La citazione dalla bolla: “Il vescovo… o il cardinale…, anche se fosse… il papa di Roma – se prima della sua nomina o elezione al pontefice romano ha deviato dalla fede cattolica e caduto in eresia, la sua elezione è stata invalida e nulla, anche se fosse eletto unanimamente da tutti i cardinali”.

    Per quanto riguarda Giovanni Paolo II egli predicava pubblicamente le eresie. Nell’anno 1969 in Olanda è stato pubblicato il suo libro che contiene più eresie per le quali è incorso in qualità di vescovo in scomunica latae sententiae.

    Il 1 maggio 2011 Giovanni Paolo II è stato proclamato beato da Benedetto XVI. Qual’è la conseguenza? Benedetto XVI è incorso in anatema di Dio – la scomunica, perché di fatto ha elevato all’altare le eresie di Giovanni Paolo II. Al posto del Vangelo e dello Spirito di Cristo ha proclamato antivangelo, ha espulso lo Spirito di Cristo dalla Chiesa ed ha accolto lo spirito dell’anticristo. A causa di quel gesto tutti cattolici che obbediscono a quella dottrina eretica incorrono in anatema di Dio – la maledizione secondo Galati 1, 8-9: “Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema!”.

    Il 1 maggio 2011 il Patriarcato Cattolico Bizantino ha reso pubblico l’anatema di Dio – la maledizione su Benedetto XVI e post mortem su Giovanni Paolo II. Allora, il 1 maggio Giovanni Paolo II è stato scomunicato insieme a quelli che hanno proclamato la beatificazione e quelli che l’hanno accettata come valida!

    Se Giovanni Paolo II viene dato a noi come il modello di sequela, si tratta quindi della strada sicura dell’apostasia che finisce nell’inferno! Perché i massoni e lo spirito di questo mondo promuovono la sua canonizzazione? Poiché in tal modo elevano lo spirito di apostasia e spirito del cattolicesimo apostatico come norma obbligatoria!

    Ricordiamo che con la beatificazione di Giovanni Paolo II dal 1 maggio 2011 è iniziato lo stato sedes vacantis che durerà fino al momento in cui sarà eletto il papa ortodosso.

    La conclusione:

    Il Patriarcato Cattolico Bizantino appella al pentimento tutti gerarchi della Chiesa su quali grava la l’anatema di Dio – la maledizione – affinché compiano il vero pentimento. Il primo passo di quel pentimento è la proclamazione della scomunica postuma al posto della canonizzazione programmata per il 27 aprile 2014. Giovanni Paolo II è scomunicato dalla Chiesa come eretico perché ha sulla coscienza attuale apostasia di massa dalla Chiesa e la maledizione che per colpa sua grava sulla Chiesa.

    + Elia

    Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino

    + Timoteo, OSBMr + Metodio, OSBMr

    Vescovo-segretario Vescovo-segretario
    http://vkpatriarhat.org.ua/it/?p=2933

    Rispondi
  7. #Andriy   26 aprile 2014 at 5:02 pm

    L’infallibilità del papa come veniva interpretata prima ora viene confutata. I cattolici erano convinti che sia impossibile che un papa predichi eresie. Un teologo sosteneva: se un papa volesse predicare eresie, allora prima che egli le pronunci gli avrà caduto il mattone sulla testa. Purtroppo, nessun mattone è caduto e ultimi tre papi predicavano le eresie.

    Nella storia del papato Onorio I dopo la morte è stato proclamato eretico solo perché taceva mentre si diffondeva l’eresia del monotelismo.

    Durante il Concilio Vaticano I nel 1870 è stato proclamato il dogma dell’infallibilità del papa.

    Giovanni Paolo II con il suo gesto ad Assisi ha espresso una delle più grandi eresie. Di fatto ha messo il cristianesimo e le religioni pagane allo stesso livello. Questo papa è anche responsabile a causa del suo silenzio della diffusione massiccia delle eresie del metodo storico-critico.

    Il papa Benedetto XVI ha proclamato beato Giovanni Paolo II il quale era l’eretico.

    Attuale illegale papa Francesco ha di fatto approvato l’omosessualità immorale che distrugge nella radice tutti valori morali, spirituali e cristiani.

    Questi tre papi hanno negato l’essenza del ministero di Pietro.

    Lo sguardo biblico sul primato di Pietro.

    Gesù ha detto a Pietro: “Tu convertendoti conferma nella fede i tuoi fratelli”. Pietro per tre volte ha rinunciato Cristo ma si è convertito e piangeva amaramente. Dopo la Pentecoste lui afferma che Gesù è vero Dio e che in nessuno altro c’è salvezza. Lo hanno gettato in prigione ed hanno flagellato. Nella prigione lo custodivano quattro picchetti di quattro soldati ciascuno e solo per miracolo Pietro si salvò. Infine, muore a Roma sulla croce essendo crocifisso con la testa in basso a causa della testimonianza a Gesù.

    Il servizio di difesa della fede è necessario alla Chiesa ed è stabilito da Cristo. Ma ciò non significa che l’uomo che svolge questo servizio non può tradire Cristo e Vangelo, e non significa che sia preservato anche contro la propria volontà da ogni eresia. Quando Pietro sotto la guida dello Spirito Santo ha riconosciuto che Gesù è Messia, Gesù ha risposto a Pietro che egli diventerà pietra. Poco dopo Gesù ha detto a Pietro: “Allontanati da Me, satana, poiché pensi non secondo Dio ma secondo gli uomini”. Questo pienamente riguarda ultimi tre papi che hanno tradito Cristo e – a differenza di Pietro – non si sono pentiti.

    Il ministero di Pietro nella Chiesa mai può contraddire alle verità principali della fede e all’insegnamento apostolico. Tuttavia, in caso di beatificazione di Giovanni Paolo II esso è stato in contraddizione con verità principali della fede e con insegnamento apostolico.

    Il Patriarcato Cattolico Bizantino brama la purificazione del ministero di Pietro nella Chiesa, suo ritorno alle radici bibliche e della Tradizione la quale esisteva nel primo millennio.

    Nella Chiesa non può esistere un sistema che si separa dal fondamento della fede e contemporaneamente si nasconde dietro l’autorità di Dio e di Cristo o dietro l’autorità della Chiesa così come avviene attualmente. Il Vaticano è diventato anti pietra che inganna i singoli e popoli. Lo Spirito di Dio si è allontanato dal Vaticano perché il Vaticano ha accolto lo spirito dell’anticristo attraverso l’apostasia ad Assisi, attraverso le eresie, l’omosessualità e l’unità con massoni. L’ex Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo ad Assisi e l’ex Patriarca di Mosca Kirill ad Astana sono incorsi in anatema di Dio similmente come ultimi tre ex papi. La Parola di Dio dice chiaramente: “Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema!” (Gal. 1, 8-9).

    Quale pratica esisteva nella Chiesa del primo millennio?

    Il Papa non interveniva nelle chiese locali che rappresentavano i patriarchi. Praticamente tutte le questioni loro risolvevano da soli: la difesa della morale, la dottrina, elezione e ordinazione dei vescovi, pratiche liturgiche. Quando il patriarca moriva e patriarcato eleggeva nuovo patriarca il neoeletto faceva il cosiddetto synodicum – esprimendo in forma scritta che lui è in unità con l’insegnamento ortodosso e lo inviava ai patriarchi e al papa. Il papa interveniva solo in casi quando c’erano le difficoltà con elezione del nuovo patriarca o si trattava delle eresie.

    + Elia

    Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino

    + Metodio, OSBMr + Timoteo, OSBMr

    Vescovo-segretario Vescovo-segretario

    http://vkpatriarhat.org.ua/it/?p=2785

    Rispondi
  8. #Andriy   26 aprile 2014 at 5:07 pm

    Popolo mio, esci da Babilonia! (Is. 52, 11)
    http://www.youtube.com/watch?v=QHQ1GEoX6fs

    Rispondi
  9. #Andriy   26 aprile 2014 at 5:11 pm

    L’apostata Francesco
    http://www.youtube.com/watch?v=VoFsNbznB64

    Rispondi
  10. Pingback: [VIDEO] Bergoglio al RNS: Dovete pregate CON eretici, apostati e scismatici. Cosa ci comanda invece la Chiesa? - Radio Spada

  11. Pingback: Si confutano, usando il Magistero della Chiesa, i sofismi dei fallibilisti e dei sedeplenisti sul “Papa eretico” | Radio Spada

  12. Pingback: Unioni civili e adozioni gay? Misure contro Dio, contro la legge naturale, contro la società | Radio Spada

Rispondi