Ancora sulle critiche a Papa Francesco: un tentativo di approccio positivo

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Ci eravamo ripromessi di non intervenire più al riguardo, considerando inoltre che questi nostri pensieri erano già stati espressi altre volte, anche su alcuni nostri articoli pubblicati qui su Radio Spada, tuttavia sentiamo il bisogno di tornare sul punto e di sfogarci, cosa che spero il lettore ci perdonerà: voi critici compulsivi di Papa Francesco, che avete sempre e solo da ridire su tutto quello che fa e dice, senza mezzi termini, avete stufato, e non poco!

Partiti col botto, proveremo ora a spiegare le nostre ragioni: questo Pontefice, da quando è stato eletto a marzo, non è praticamente stato mai “lasciato in pace”, qualsiasi cosa abbia fatto o detto, da numerosi cattolici (ci sarebbero anche le critiche dei neocon, ma di queste, francamente, poco ce ne cale, anzi, forse è segno che il Papa non sta facendo poi così male); questo atteggiamento, che definiremmo di zelo amaro, è davvero spiazzante, e alla lunga davvero indisponente.

Non diciamo che il Papa non si possa criticare in certe occasioni o a certe condizioni, visto che l’infallibilità ha limiti ben precisi e non è che tutto quello che dice e fa il Papa è infallibile (noi stessi ad esempio siamo rimasti perplessi davanti ad alcune affermazioni dell’attuale Papa – come nella famosa intervista a Scalfari –, come eravamo peraltro rimasti perplessi davanti all’incontro inter-religioso di Assisi portato avanti da Benedetto XVI, prendendoci però quella volta gli insulti di chi, con Ratzinger, era più realista del re), ma questo atteggiamento ha francamente e decisamente stufato; non ce la prendiamo con i sedevacantisti veri e propri (con cui peraltro collaboriamo qui su Radio Spada, per cui tutti i Papi dopo Pio XII sono eretici e usurpatori), non ce la prendiamo con chi, critico anche con Benedetto XVI, è rimasto critico con Francesco, e non ce la prendiamo neanche con chi fa critiche urbane…ce la prendiamo, però, con la nuova e insopportabile categoria degli “scismatici ratzingeriani”, chi, con Ratzinger, versava calde lagrime di commozione per ogni suo atto e adesso, in certi casi, è arrivato a parlare del suo successore con termini francamente irripetibili! A voi, diciamo: che vi piaccia o meno il Papa adesso è Bergoglio, se non vi piace siete liberissimi di andarvene, magari a Palmar de Troya vi troverete a casa, visto che, a questo punto, ci sentiamo autorizzato a pensare, con dispiacere, che molti di voi erano interessati a pizzi e merletti e non al magistero pontificio o alla sostanza (prima ancora che alla forma) della Messa gregoriana e tridentina…

Quest’ultimo punto (considerando la delicatezza, e la pretestuosità, dell’accusa di essere “pizzi e merletti” o “bells and smells” per chi frequenta la Santa Messa tradizionale) può causare dei malumori e delle critiche, e anche qui proveremo a spiegarci: visto che non siamo certo fan delle riforme post-Vaticano II, non ce la prendiamo certo con la Messa antica [De Albentis: che io stesso frequento e servo e che ho contribuito, con altri, a reintrodurre nella mia città, Perugia, dopo la promulgazione del Motu proprio Summorum Pontificum cura di Benedetto XVI], ma crediamo di poter criticare alcuni che la frequentano, probabilmente, per mero estetismo o anticonformismo; quello che vogliamo far notare è che molti degli “scismatici ratzingeriani”, a questo punto, andavano/vanno a quella Messa solamente per i “pizzi e merletti”, per la forma, e non per la sostanza (visto che uno degli “effetti” della Messa è l’amore per il prossimo e l’amore per il Papa, ed entrambe le cose le troviamo francamente mancanti in molti dei suddetti “scismatici”), almeno questo ci viene da pensare, e speriamo davvero di sbagliarci…come si possono condividere, con commozione, frasi e pensieri dei santi sulla Messa, e poi sparlare e vomitare insulti sul Papa, o sul proprio prossimo? Come si fa, giustamente, a stigmatizzare i progressisti (ecclesiali o secolaristi che siano) che vedono il Papato come il fumo negli occhi, quando poi, alcuni tra noi (cattolici, non tradizionalisti o conservatori, ma semplicemente cattolici) sono i primi a disobbedire e insultare il Papa? Santa Caterina da Siena, che non era accondiscente o silente sulla crisi nella Chiesa del suo tempo e che riprendeva anche il Papa se necessario, e che è da molti presa (a questo punto, però, in maniera arbitraria) a modello, avrebbe addirittura insultato o storpiato il nome del Papa felicemente regnante? Ma non penso proprio…

È legittimo dire di preferire, umanamente, un Papa ad un altro (a noi personalmente mancano l’ars celebrandi e le catechesi patristiche di Benedetto XVI, ma, come detto, forse dopo di lui ci voleva Francesco, non sappiamo, non conosciamo i piani della Divina Provvidenza), meno legittimo, invece, è magari contrapporre due o più pontificati, o dire che Bergoglio è un anticristo o fare dei giochini stupidi e volgari sul suo cognome…

Il pontificato di Francesco è appena agli inizi, non è un po’ troppo presto per giudicarlo, in maniera entusiasta o critica che sia? Noi, a entrambi, diciamo di aspettare e di vedere, sia per lodare che, se, speriamo di no, sarà il caso, di criticare questo pontificato; non diciamo e non pensiamo che ci sia malafede o infondatezza in tutte le critiche o le perplessità, ma, semplicemente, abbiamo voluto criticare un atteggiamento che a noi, e non solo, pare del tutto incredibile… e del resto, se si può, legittimamente e giustamente, a volte criticare il Papa, non capiamo perché, a nostra volta, non possiamo però criticare certi critici amari del Papa, a meno che loro siano o si ritengano più importanti del Papa stesso!

Non bisognerebbe avere uno sguardo soprannaturale su tutto, dalla nostra vita, alle situazioni altrui, da quelle più piccole, a quelle più grandi, e, tra queste, a quelle della Chiesa? Non ci si rende conto che questo odio per il Papa (e San Giovanni Bosco e Padre Tyn invitavano ad amare ed obbedire al Papa, a prescindere dal suo cognome o dal nome pontificale) viene dal maligno? Come si fa a gridare, giustamente, al diavolo quando si critica l’odio per il Papa nei progressisti (si chiamino questi Kung o Odifreddi, stiano questi “dentro” o fuori), quando poi, però, si agisce nella stessa identica maniera, pensando addirittura di essere nel giusto? Preghiamo e facciamo penitenza, come diceva San Pio da Pietrelcina (a proposito, viste anche alcune recenti discussioni, ma sarà valida la sua canonizzazione, o addirittura la Messa da lui celebrata, che diceva una cum?), e parliamo di meno, e soprattutto non consideriamoci chissà quali eroi o santi, quando poi ci manca la caratteristica distintiva dell’amore di Dio, l’amore per il nostro prossimo…

Il blogger, di sensiblità spiccatamente tradizionale, Francesco Colafemmina, in una accorata lettera pubblica, ha invitato i cattolici tradizionalisti ad assumere un atteggiamento più positivo, o comunque meno clamoroso, nei confronti di Papa Francesco, e non solo per spirito di obbedienza, ma proprio per potersi garantire la vita, a sé e alla Tradizione, che, si immagina, vivrà più a lungo di qualunque Papa, santo o malvagio, astuto o sprovveduto che sia. Ma essa, la Tradizione,  non sopravviverà né si espanderà certo con i soli articoli di critica al Papa o al modernismo, ma soprattutto con la testimonianza personale resa alla Tradizione stessa. Ovvio che, per efficacemente testimoniare (e rendere ragione della propria Fede) occorre essere innanzitutto umanamente virtuosi, affabili, credibili, piacevoli, quindi rettamente formati alla dottrina, e sostenuti dalla vita sacramentale e dalla preghiera. E non dimentichiamo che assumere definitivamente uno spirito eccessivamente frondista potrebbe molto probabilmente portare alla perdita di posti nella scacchiera della politica ecclesiastica, privandoci (per azione dei superiori, dai parroci ai vescovi al Papa) dunque anche delle non molte possibilità di azione pastorale e culturale che abbiamo faticosamente ottenute/conservate dal 1965 ad oggi.

Se ogni articolista perdesse l’uso del pc, ma acquistasse in cambio la santità (perfezione soprannaturale innestata sulla perfezione naturale, umana), la Tradizione ne guadagnerebbe infinitamente, anche considerando che i teologi i filosofi gli apologeti non mancano. E nemmeno i vescovi fedeli alla Tradizione. Combattendo come degli insensati una battaglia già persa, invece, e in totale anarchia di ruoli, rimarremo senza armi e senza avamposti e rifugi, che finiranno tutti in mano ai neomodernisti, che sembrano godere di un rinnovato vigore da pochi mesi a questa parte.

 Roberto De Albentiis e Francesco Pentagrammuli                                                                                                                                                       

6 Commenti a "Ancora sulle critiche a Papa Francesco: un tentativo di approccio positivo"

  1. #Matteo   25 ottobre 2013 at 9:08 pm

    In effetti continuare a criticare Bergoglio è inutile esattamente come lodarlo. Farà quello che vuole fare come lo vuole fare e alla fine quale sarà stato il costo/beneficio non sarà un suo problema.

    Da oltre 50 anni la chiesa va avanti così e la cosa triste è che in questo è esattamente uguale a tutte le altre istituzioni.

    Se ne potrà parlare male per dare le colpe a qualcuno quando chi ci sarà
    (ingiudicabile perchè in sella) avrà in mano un disastro ancora più
    tragico di quanto non fosse prima.

    Se un pregio c’è nello spirito del concilio è proprio questo:
    si può far finta che va bene anche in mezzo al disastro totale.

    Aspettiamo dunque e morto un bergoglio se ne eleggerà un’altro non disperiamo e facciamo una lettura postiva, in fondo non è che sia poi tutto così sbagliato no?

    🙂

    Che sorriso amaro.

  2. #Gianfranco B. Sangalli   25 ottobre 2013 at 10:28 pm

    D’accordo con l’appello, ma se i modernisti (scomunicati, se attendiamo a S. Pio X) da alcuni mesi godono di rinnovata presenza e influenza nella Chiesa (a Roma), non si deve proprio a Papa Francesco? Ci si torna sempre da capo…. Il problema resta, dunque, ma, ripetto, accetto l’appello: meno PC e più preghiera nel silenzio, crescita in santità personale, in attesa di vedere come si risolverà la questione. Però, mi si consenta di dire che alla luce delle Profezie e di quel che sappiamo dall’ Escatologia cristiana non penso che ci sia niente di buono da aspettarsi….

  3. #Lorenzo Nicola Roselli   26 ottobre 2013 at 12:50 pm

    Articolo magistrale.
    Complimenti ragazzi!

  4. #Luca Dies   29 ottobre 2013 at 9:27 am

    Scismatici Ratzingeriani ? ? ? È una locuzione raccapricciante. Non conosco i termini della questione, ne tantomeno ho il tempo per comprendere tutto quello che c’è dentro quest’articolo, ma l’uso di questa espressione è davvero dirompente. E triste, sia che essa rappresenti la realtà, sia non la rappresenti, in un verso come nell’altro…

  5. #P. Rosario M. Sammarco   29 ottobre 2013 at 12:10 pm

    Grandissimo articolo, condivisibile in tutto!

  6. #Dorotea   31 ottobre 2013 at 10:57 pm

    Io sono una ratzingeriana classe di ferro, dal 1986…. in sostanza per interpretare correttamente Giovanni Paolo II, leggevo Ratzinger 😀 perciò non posso che ringraziare Radio Spada per questo articolo perchè, da forte ratzingeriana qual mi sento, è assurdo quanto sta avvenendo…. che si usi l’immagine stessa di Benedetto XVI per attaccare il suo successore….
    E, attenzione, non parlo delle OPINIONI PERSONALI, legittime, lecite e che ognuno può conservare come meglio crede 😉 parlo di un comportamento pubblico, magari solo nella rete, che fa di Benedetto XVI una sorta di principe rinascimentale quando non lo è mai stato…. contro il successore …
    Basta leggere la storia della Chiesa per comprendere poi come in ogni epoca in cui sono avvenuti grandi cambiamenti epocali, anche la forma ESTERIORE del Papato cambiava 😉
    E dunque convengo con Luca Dies sopra: non si possono usare neppure certi termini con tanta leggerezza rischiando di alimentare un veleno che di fatto non c’è, o che se ci fosse, si estinguerebbe se non gli si desse l’importanza che non ha 😉 intendo il termine: SCISMATICI RATZINGERIANI ….
    ma stiamo scherzando?
    Chi sta con Benedetto XVI (perchè grazie a Dio è ancora in vita, e molti lo vedrebbero meglio morto pur di non accettare questa anomala situazione, senza chiedersi se magari sotto non vi sia un disegno del Capo) sa benissimo cosa disse, come ultime parole ufficiali: “E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza. ….”
    REVERENZA ED OBBEDIENZA…. chi si dice ratzingeriano e non rispetta le ultime volontà dettate dal Pontefice uscente, non può dirsi neppure scismatico, perchè Ratzinger NON E’ IL PAPA REGNANTE per sua scelta…. e quindi NON ha fondato alcuna corrente scismatica 😉
    vogliate pertanto, Amici di Radio Spada, di tenere a mente questo importante nodo….
    Grazie!
    (LDCaterina63) Dorotea