Dmanisi. Nuovo duro colpo all'”evoluzionismo”. Scoperta recente: “Veniamo da una sola specie”

Che la teoria darwiniana dell’evoluzione fosse ridotta molto male sul piano scientifico era cosa nota da tempo. Ora una nuova scoperta pare smantellare ulteriormente l'”albero genealogico” che viene insegnato in tutte le scuole. Riferisce Corriere.it:

evoluzionismo

[…] Se finora si pensava che dopo la divergenza dagli Australopiteci e la comparsa del genere Homo (circa 2,5 milioni di anni fa), si fossero succedute tante specie diverse, tutte estinte tranne Homo sapiens, oggi ci si rende conto che non è in questo modo che deve essere letta la documentazione fossile: in realtà vi sarebbe stata una sola specie nelle prime fasi del percorso evolutivo dell’uomo. Anche se «sono necessari ulteriori studi per confermare l’ipotesi, in base alla nostra scoperta quelle che finora erano considerate specie diverse sarebbero invece gruppi con caratteristiche morfologiche simili», scrivono i paleontologi del Museo Nazionale Georgiano a Tbilisi, autori della scoperta.

Prima della scoperta dell’ominide di Dmanisi si pensava che la più antica specie del genere Homo fosse l’Homo rudolfensis, vissuto tra 2,4 e 1,9 milioni di anni fa. La specie successiva sarebbe stata l’Homo habilis da cui si sarebbe evoluto l’Homo ergaster, comparso circa 1,8 milioni di anni fa. Discendente dall’Homo ergaster sarebbe stato l’Homo erectus, presto diffuso anche un Eurasia. Contemporaneo alle ultime fasi dell’Homo erectus sarebbe stato (in Europa) l’Homo heidelbergensis, da cui sarebbero discesi i Neanderthal, vissuti tra 300.000 e 30.000 mila anni fa in Europa, Vicino e Medio Oriente e Asia occidentale. L’uomo anatomicamente moderno, ossia l’Homo sapiens, è comparso invece in Africa intorno a 200.000 anni fa e, circa 40.000 anni fa ha fatto il suo ingresso in Europa.

Ma adesso la scoperta del nuovo ominide spazza via questo complesso `cespuglio´ genealogico. «Alla luce delle nuove scoperte; spiega il paleontologo Lorenzo Rook, dell’università di Firenze; sembra che tutte le differenze morfologiche notate in questi ominidi sarebbero in realtà l’evidenza della normale variabilità biologica all’interno di una singola specie, dovuta ad adattamenti ambientali o alla semplice variabilità genetica». […]

11 Commenti a "Dmanisi. Nuovo duro colpo all'”evoluzionismo”. Scoperta recente: “Veniamo da una sola specie”"

  1. #ricciotti   18 ottobre 2013 at 12:29 pm

    Ne avevamo parlato anche qui:

    EVOLUZIONISMO O CREAZIONISMO? POLIGENISMO O MONOGENISMO?

    http://radiospada.org/2013/08/evoluzionismo-o-creazionismo-poligenismo-o-monogenismo/

    “… Quando Pio XII disse quello che disse nella sua Humani generis ci fu una levata di scudi: ma è mai possibile – dicevano in molti – che la Chiesa vada così contro l’evidenza? Come si può credere, in pieno XX secolo, che miliardi e miliardi di uomini possano essere scaturiti da una sola coppia? E invece Pio XII fu profetico. L’Humani generis è del 1950 e solo tre anni dopo l’americano Watson e l’inglese Crick scoprirono il DNA. Ebbene, oggi, attraverso l’analisi del nucleo mitocondriale, sappiamo che l’intero genere umano è scaturito da una sola madre. [18] Molti teologi contemporanei, che spesso indulgono in derive “razionaliste” ed “evoluzioniste” del dato rivelato, dovrebbero stare molto attenti. Il Concilio di Trento parla in maniera chiara (Sessione V, decreto sul peccato originale, canone 1): «Se qualcuno non confessa che Adamo, il primo uomo, Adamo, avendo trasgredito il comandamento di Dio nel paradiso, abbia subito perduto la santità e la giustizia in cui era stato costituito, e abbia incorso, per l’offesa di tale prevaricazione, l’ira e l’indignazione di Dio, e perciò la morte, che prima Dio gli aveva minacciato, e con la morte, la schiavitù sotto la potestà di colui che di poi ebbe l’impero della morte, e cioè del diavolo, e che tutto Adamo sia stato mutato in peggio nel corpo e nell’anima per quella offesa di prevaricazione, sia scomunicato». [19] …”

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  2. #Francesco Santoni   18 ottobre 2013 at 3:56 pm

    Che discendessimo da una sola specie lo si diceva anche prima. Infatti pensavamo che esistessero diverse specie, tutte estinte, e che solo da una sarebbe derivato l’uomo moderno. Ora invece, con la scoperta di questo ominide, che presenta caratteristiche in comune con diverse specie, parrebbe che tutte quelle specie, in realtà fossero una specie sola, dal momento che, parrebbe, potevano incrociarsi tra loro. Quindi, se confermata, questa scoperta non farebbe altro che aumentare il numero dei nostri possibili antenati, altro che monogenismo. Inoltre tutti gli anti-evoluzionisti che hanno colto la palla al balzo per parlare di duro colpo all’evoluzionismo e di buttare nel cassonetto Darwin, dimostrano solo di avere grossi problemi con la logica. Figuriamoci quanto possiamo prenderli sul serio quando pretendono di criticare secondo i LORO criteri di scientificità l’evoluzionismo.

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  3. #Francesco Genovese   18 ottobre 2013 at 8:20 pm

    http://www.nationalgeographic.it/scienza/2013/10/18/news/il_cranio_che_sta_rivoluzionando_la_storia_dell_uomo-1854146/

    “Questo risultato riapriva la domanda fondamentale: dato che presentano caratteristiche antiche e moderne al tempo stesso, a quale specie vanno attribuiti gli umani di Dmanisi? Per risolvere l’enigma, gli studiosi hanno eseguito a stessa analisi statistica sui dati relativi a reperti di Homo erectus, H. rudolfensis e H. ergaster, per arrivare a una conclusione inquietante, almeno per le convinzioni radicate della comunità scientifica: le variazioni di quei fossili – non molto differenti da quelle dei “cinque di Dmanisi ” – non indicano che appartenessero a specie diverse. Anzi, la loro variabilità è perfettamente compatibile con l’appartenenza a una stessa specie. Se questa ipotesi fosse accolta con favore, quest’unica specie prenderebbe il nome di Homo erectus, il primo a essere scoperto, nell’isola di Giava, nel lontano 1891. Mentre quello che oggi è chiamato H. ergaster ne sarebbe al massimo una sottospecie, H. erectus ergaster. E ancora più complicato sarebbe il destino dei fossili georgiani, la cui popolazione diventerebbe H. erectus ergaster georgicus.”

    Di certo non c’è motivo di negare l’evoluzionismo. Semplicemente (ma no: sarebbe comunque una grandissima scoperta) al posto di “homo erectus” e “homo habilis” avremmo solo “homo erectus” e variazioni.

    Tutto fa parte di un dibattito scientifico, e ricamarci sopra come fa l’articolista qui è quantomeno tendenzioso, per non dire che è segno di una probabile ignoranza delle dinamiche delle scienze dure.

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    • #Francesco Genovese   18 ottobre 2013 at 8:27 pm

      (rettifico: la mia chiosa su “homo habilis” e “homo erectus” è imprecisa. La scoperta riguarderebbe specie successive all'”homo erectus”)

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  4. #ricciotti   20 ottobre 2013 at 1:54 pm

    Padre Paolo De Lisi, laureato in fisica, è sacerdote dei Servi di Maria ed è parroco a Massa. Ha insegnato nelle scuole superiori e ha scritto un bell’articolo testo sul darwinismo per Studi cattolici. Quello che segue è il testo di una “chiacchierata” con i suoi allievi LA POCA SCIENZA DEI LIBRI DI SCIENZE Come predisporre i nostri ragazzi all’ateismoCari ragazzi, mi è capitato fra le mani il testo di Scienze in uso in una delle scuole da voi frequentate qui in zona. Belle esposizioni, belle immagini, argomenti trattati con linguaggio adatto a voi, capitoli ben organizzati, esercitazioni ecc.  La materia, lo dico con sincerità, è trattata con buona competenza. Tutto bene allora? Purtroppo no. C’è infatti un argomento sul quale avrei molte cose da dirvi: è il capitolo sulla cosiddetta  Evoluzione delle specie. Lo spazio non mi consente di scendere in dettaglio, ma cercherò di farvi vedere come, su questo complesso argomento, alcuni i libri si dimenticano della scienza vera e si dilungano in concetti e teorie incerte per non dire completamente false. E questo non lo dico io, ma lo dicono molti scienziati che da tempo alzano la voce contro la diffusione di una cultura scientifica approssimata e presuntuosa: questa non è vera scienza, perché non si basa sui fatti osservati ma su ipotesi non dimostrate. Serve solo a farvi credere, cari ragazzi, che non c’è bisogno di Dio per spiegare il mistero della vita.  Citerò solo qualche passo di questo testo,e dimostrerò, non per mio parere ma in base alle affermazioni di importanti scienziati, l’inesattezza del vostro libro, che si intitola: Progetto Leonardo di Gianfranco Bo e AininoCabona – Vol. B: Gli esseri viventi – Edizioni Paravia. (Testo per le scuole medie inferiori). Andiamo a pag. 50. Sottotitolo: I fossili dimostrano che gli esseri viventi si trasformano nel corso di milioni di anni.Spiegazione: “[ …] I cambiamenti avvengono a piccoli passi ma, nel corso di milioni di anni, tante piccole modifiche possono dar luogo a una grande trasformazione. L’insieme di queste trasformazioni si chiama evoluzione. [ …] Ma è proprio così? Cosa dicono in realtà i fossili?  Se fosse vero che le specie si sarebbero trasformate in altre più complesse attraverso piccole modifiche graduali durate milioni di anni, dovremmo trovare nei fossili migliaia di forme intermedie con strutture ed organi in via di formazione. Niente di tutto questo! Le specie infatti compaiono all’improvviso e perfettamente formate. Notevole è il caso dell’esplosionecambriana (circa 600 milioni di anni fa): migliaia di specie perfettamente sviluppate e complete compaiono quasi all’improvviso e senza avere alcun “predecessore”! Ci sono inoltre molte specie fossili datate milioni di anni che sono rimaste identiche fino ad oggi: non si sono mai evolute! Tipico caso è il celacanto: questo “fossile vivente” è rimasto tale e quale senza evolversi per milioni di anni fino ad oggi; e non è l’unico caso. Sentiamo che dice uno scienziato: “Invece che linee continue e graduali che collegano tutti i tipi di organismi dai più semplici ai più complessi, si trovano improvvise apparizioni di organismi già perfettamente formati, improvvise estinzioni, lunghi periodi di stasi senza alcuna evoluzione, rapide innovazioni seguite vuoti di milioni di anni. Inoltre le famose forme di transizione non appaiono affatto nella testimonianza fossile ma tutte le specie sono completamente formate e complete in tutte le loro parti”.[cfr. Prof.valentine(2004, p. 31, 35) [On the Origin of Phyla, Chicago e Londra]. Nella stessa  pagina del vostro libro – figura in basso – è disegnato il cosiddetto “albero dell’evoluzione dai rettili primitivi, ai rettili attuali, agli uccelli e ai mammiferi”. Si tratta di un disegno scientificamente falso. I collegamenti fra le specie illustrate sono solo fantasia, non c’è alcuna prova di quelle discendenze [Per es. il cosiddetto Archeopteryx che sarebbe “grande come un corvo, aveva scheletro di rettile e penne d’uccello”non è affatto“metà rettile e metà uccello”, come vorrebbero farvi credere. Varie scoperte, anche recenti, hanno smentito questa ipotesi e c’è un’accesa discussione tra gli scienziati: per alcuni sarebbe solo una specie estinta di uccello, per altri una specie estinta di rettile, per altri… boh.] Che confusione! Tranquilli allora ragazzi: l’uccellosauro non è mai esistito, se non nei vostri simpatici videogiochi.  Andiamo ora a pag. 243 dove si parla dell’evoluzione dell’uomo. Qui leggiamo: “Oggi, grazie allo studio dei fossili e l’analisi delle somiglianze nel DNA, sappiamo «con certezza» [?!] che l’uomo e le scimmie hanno effettivamente un antenato comune, qualche antichissima specie di primate, oggi estinto”.Segue poi la solita classica figura che mostra quello che sarebbe stato il cammino dell’evoluzione dell’uomo, da un misterioso “antenato comune” fino alle scimmie e poi a noi. Anche questo “albero” è pura invenzione: i rami disegnati non esistono in natura ma si possono solo immaginare.  In realtà, invece, i fossili dei cosiddetti ominidi (specie umane o pre-umane estinte) provano che essi non derivano dalle scimmie, ma si sviluppano in modo isolato e completamente staccato dalle ipotetiche “scimmie ancestrali”: lo dice un grande scienziato che ha speso tutta la vita nella ricerca delle origini dell’uomo: Yves Coppens (cfr. Jaka Book, Milano1986), che è stato Professore al Museo nazionale di Storia Naturale di Parigi. Se esista o no qualche “progenitore” della specie umana non si sa perché tutte le ricerche in diversi campi dalla scienza non hanno saputo dare alcuna risposta. Pensate: sono state proposte oltre una diecina di ipotesi, tutte diverse, sull’origine del genere Homo (cioè quelle specie, anche estinte, sicuramente umane). Anche qui, che caos!  Dicono Junker &Schereer, due importanti scienziati tedeschi (cfr. Gribaudi, Milano, 2007): “Alla fine l’albero è diventato un cespuglio la cui densità, ad ogni nuovo ritrovamento diviene sempre più impenetrabile”. Caro Darwin, ipotizzando una linea diretta che da un antenato scimmiesco avrebbe condotto all’uomo, ti sei sbagliato, e di grosso! Non temete ragazzi: non discendiamo dalle scimmie e nemmeno da qualche misterioso antico animale. Da che mondo è mondo l’uomo è sempre stato uomo, ma attenti bene: questo non velo dice solo il catechismo (se lo avete frequentato attentamente) ma lo dice proprio la scienza (quella vera, che si basa sui fatti e non sulle più fantasiose ipotesi).  Diceva uno scienziato italiano di fama mondiale, il genetista G. Sermonti (1983): “Nessuna forma (uomo compreso) è […] forma derivata o migliorata rispetto a un qualche progenitore «primitivo». L’uomo non deriva dai primati (nello stesso modo in cui gli uccelli non derivano dai rettili) se non nel senso ingannevole in cui una qualsiasi forma può essere considerata derivata «dal» più vasto gruppo cui appartiene. […]  Noi abbiamo dato nomi alle forme preumane. Li abbiamo chiamati uomo-scimmia, subumani oppure bruti. Ma essi sono mai esistiti, o piuttosto non appartengono a una mitologia ormai scomparsa?” Parlatene con i vostri insegnanti di scienze e fate vedere che non siete proprio degli sprovveduti!

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  5. #Chiara   15 dicembre 2014 at 12:08 am

    Fatemi capire… quindi secondo voi questa sarebbe una prova che l’evoluzionismo non esiste e che l’uomo è stato creato da Dio? ahahahahahah

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    • #jeannedarc   15 dicembre 2014 at 12:16 am

      no; infatti è stato creato da Dio comunque, anche senza prove. 🙂

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    • #Matteo   17 dicembre 2014 at 5:38 pm

      L’evoluzionismo è una teoria che si basa su presupposti scientificamente indimostrabili, esattamente come il dato di fede.

      I fossili di per sé stessi in termini oggettivi e strettamente scientifici
      non dimostrano e non possono dimostrare alcuna “evoluzione”, al massimo possono far solo supporre alcune “variazioni” morfologiche tra soggetti della medesima specie e neppure questo in modo sicuro.

      Nessun “evoluzionista” ha ancora potuto produrre le prove
      scientifiche della evoluzione e tanto meno della nascita della vita.

      A prescindere quindi dal fatto che il “creazionismo” non contraddice
      l’evoluzione né la conferma ci dica Lei Chiara quali prove ha
      per dimostrare l’evoluzione, visto che ad oggi tali prove ancora nessuno le ha sapute produrre.

      Vi sono teorie scientifiche assai più solide scientificamente dell’evoluzionismo ed assolutamente neutre in termini fideistici che smentiscono radicalmente l’evoluzionismo, ve ne sono poi altre
      che interpretano la nostra realtà come derivata da una realtà superiore come quella del disegno intelligente e quella della complessità irriducibile, ma neppure queste (come l’evoluzionismo d’altro canto) possono smentire che all’origine della vita e dell’essere dell’intero universo vi sia un essere di ordine superiore, anzi le teorie del disegno intelligente e della complessità irriducibile che lo presuppongono in termini teorici sono molto più ferrate e coerenti in termini scientifici dell’evoluzionismo che ormai alla luce delle recenti scoperte in ambito biologico, archeologico e persino matematico/statistico rappresenta in termini puramente scientifici una vera superstizione.

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