Due pesi, due misure/ Feldman: «Il problema di Hollywood è stato, è e sarà la pedofilia».

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[…] Almeno secondo quanto racconta Corey Feldman, nel film il discolo Clark, oggi 42enne, anticipando quanto trapelerà dalla sua autobiografia: «Coreyography», in uscita a fine ottobre. «Ho subito abusi sessuali da diversi produttori negli anni’80- racconta Feldman, che divenne celebre anche per altri film adolescenziali ( «Gremlins» e «Stand By Me)»- per i bambini attori, il problema principale di Hollywood è stato, è, è sarà la pedofilia». Una persecuzione di cui Feldman non si rese conto finché non divenne adulto: «Ero circondato da questa gente e nemmeno lo sapevo. Solo diventando adulto, compresi realmente quello che volevano. Erano degli avvoltoi».

[…] Ma peggio va al suo amico del cuore, Corey Haim, altro protagonista di “teen movies” durante gli anni’80, abusato anch’egli e morto nel 2010 per overdose di psicofarmaci: «C’è una persona che è responsabile per la morte di Corey , un magnate di Hollywood che bisognerebbe smascherare e che io purtroppo non posso denunciare». […] (Fonte:Corriere.it,M.Cruccu)

3 Commenti a "Due pesi, due misure/ Feldman: «Il problema di Hollywood è stato, è e sarà la pedofilia»."

  1. #ricciotti   24 ottobre 2013 at 3:59 pm

    Anche sul caso pedofilia e religione ci sono vari pesi e varie misure.
    Neanche il 10% degli abusati è stato vittima di un cosiddetto prete cattolico, comunque figlio del post concilio.
    Il 90% degli abusati da religiosi o pseudo tali, ha subito molestie in comunità protestanti, cinesi, islamiche o talmudiche.
    Inoltre, quello scarso 10% di abusi sui minori nel cattolicesimo, che per la stampa diventa improvvisamente 100%, ha un’altra particolarità.
    Secondo l’Osservatorio presso le Nazioni Unite a Ginevra, solo il 10% sono casi di pedofilia, il 90% circa sono casi di preti disturbati che sodomizzano adolescenti.
    Questi sono gli ultimi dati noti a fine 2011.

  2. #Andrea   26 ottobre 2013 at 11:53 am

    Ad Hollywood si sa chi comanda, hanno nomi americani per il pubblico, ma i nomi “di battesimo” non sono mai americani.
    Signor Ricciotti,
    potrebbe per cortesia inserire uno o più link delle fonti alla base delle sue importanti affermazioni?
    La ringrazio comunque.