Frutti del Concilio Vaticano II: il ritorno nelle catacombe?

catacombe

Il giorno 28 ottobre dell’anno 1965 veniva promulgato- da “Paolo Vescovo, Servo dei servi di Dio, unitamente ai Padri del sacro Concilio [Vaticano II N.d.A.]”- il documento Nostra Aetate, “dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane”. Nostra Aetate viene presentato come documento di Magistero universale ordinario della Chiesa detto “pastorale”, tuttavia dai contenuti chiaramente dogmatici e dall’orientamento dottrinale, si legge: “a perpetua memoria”.

Nostra Aetate a distanza di ben 48 anni fa ancora discutere:

a) Da un lato c’è la maggior parte della gerarchia visibile in tv, nei media, nelle chiese, ecc …, che considera Nostra Aetate una “nuova Pentecoste”, il “vero spirito del cattolicesimo”, ecc …, unitamente agli altri documenti, lettere e costituzioni del Concilio Vaticano II;

b) Dall’altro alcuni Vescovi rimasti fedeli alla Tradizione e che hanno pronunciato il “giuramento anti-modernista”, i quali ritengono impossibile che dalla Chiesa fondata da Cristo possano provenire tale ed altri documenti di natura dottrinale errata, quindi credono che- di fatto- vi sia una occupazione della Sede, e quindi ciò renderebbe nullo ogni atto promulgato (fede, costume, legge, liturgia) sino a definitivo chiarimento;

c) Ci sono altre correnti minoritarie che scelgono per loro propria “ispirazione” quali documenti validare ed osservare e quali no. Nostra Aetate è uno dei documenti che essi “scartano”.

Oltre la dichiarazione Nostra Aetate, che vuol ridefinire il rapporto tra la Chiesa e le altre religioni, fra i documenti osservati e/o criticati e/o ignorati e/o “scartati” del Concilio Vaticano II ricordiamo:

a) La costituzione dogmatica Lumen Gentium (Riguarda l’auto comprensione che la Chiesa ha di se stessa, la sua funzione spirituale e la sua organizzazione, emessa il 16 novembre del 1964 e promulgata da papa Paolo VI il 21 novembre dello stesso anno);

b) La costituzione- pretesa- pastorale Gaudium et Spes (Riguarda il rapporto della Chiesa col mondo contemporaneo, partendo dal presupposto che il mondo, pur se si allontana spesso dalla morale cristiana, sarebbe pur sempre opera di Dio e quindi luogo in cui Dio manifesta la sua presenza. Approvata da 2.307 dei vescovi presenti al Concilio e rifiutata da 75 vescovi, la Gaudium et Spes fu promulgata dal papa Paolo VI l’8 dicembre 1965, l’ultimo giorno del Concilio);

c) La dichiarazione- pretesa- pastorale Dignitatis Humanae (Approvata con 2308 voti favorevoli e 70 contrari dai vescovi radunati in concilio, fu promulgata da papa Paolo VI il 7 dicembre 1965. Essa rappresenta l’affermazione del principio della libertà religiosa., in foro esterno, anche degli stati e dei governi, ed anche se questi non propendono al bene);

d) Il decreto Unitatis Redintegratio (sul pancristianesimo- in sede definito ecumenismo- approvato con 2137 voti a favore e 11 contrari dal Concilio Vaticano II, solennemente promulgato il 21 novembre 1964 da papa Paolo VI).

Questi documenti di Magistero universale ordinario della Chiesa, avrebbero dovuto produrre una “nuova Pentecoste”, uno “slancio”, una maggiore “diffusione della fede”, una “apertura del mondo alla Chiesa e viceversa”, ecc … Per alcuni anche a causa di questi documenti, invece, ci sarebbe stata una interruzione o alterazione nella trasmissione della fede. Alcune riflessioni sorgono spontanee all’uomo pensante!

OSSERVO, RIFLETTO, SCRIVO. NON GIUDICO!

Ho terminato da pochi giorni il mio ultimo triste quaderno che, a Dio piacendo, sarà pubblicato e distribuito nelle poche librerie rimaste cattoliche nel 2014: “Torneremo nelle catacombe?”, questo è il titolo che è stato dato al libro.

Perché? E’ evidente che negli ultimi 50 anni c’è stata un’interruzione nella trasmissione della fede o, secondo alcuni, ci sarebbe stata una alterazione del messaggio cristiano (che comunque farebbe “precipitare” sempre nello stesso “fossato”); in un contesto come quello contemporaneo, ci troviamo davanti ad una situazione del genere:

a) C’è il trionfo del primato di coscienza del singolo, dal soggettivismo cartesiano ad Hegel, ognuno fa ciò che vuole;

b) Non si crede più nel sovrannaturale, quindi neanche nella punizione dell’Inferno e nei castighi di Dio, allora trionfa l’immanenza kantiana;

c) Non si crede più in Dio e si pensa che ogni culto, anche idolatra, superstizioso o deicida, possa essere praticato e divulgato, nella convinzione che tutte le religioni “sono buone” … è il trionfo dell’irenismo, della blasfemia e del paganesimo;

d) Immanenza, soggettivismo ed irenismo portano dapprima alla confusione, poi all’ateismo pratico o camuffato, quindi ognuno fa ciò che ritiene opportuno, quando e come crede, in qualsivoglia contesto, senza alcun timore di una condanna certa, senza rispetto per il prossimo, senza più punti di rifermento;

e) Vince l’egoismo, vince l’idolatria, vince la follia del singolo, vince talvolta- nei pochi casi di “falsa carità”- la mera filantropia.

TORNEREMO NELLE CATACOMBE?

Torneremo nelle catacombe?” … Se andiamo avanti di questo passo è certo, poiché non tutti hanno la “vocazione al martirio” quindi, come la storia insegna, molti cattolici piuttosto che rinnegare la fede e divenire “lapsi”- se deboli davanti alle persecuzioni- o “apostati”- se facilmente corruttibili- hanno preferito talvolta “nascondersi” in piccole comunità rimaste civili. In queste “Società particolari”- dove comunque trionfa “la Società”- anche colui che prudenzialmente preferisce evitare il “martirio” per paura di non resistere davanti ad una graticola che lo grigli vivo o davanti ad un bruto che lo spelli vivo, ebbene quest’uomo può pregare e può operare il bene. Non lo fa per se stesso ma per onorare Dio e domandare misericordia anche per i suoi carnefici e per i reprobi; senza le preghiere ed il “bene pratico” di quest’uomo, rimasto fedele al vero Dio, probabilmente il castigo non tarderebbe ad arrivare contro un’umanità oramai infedele e quindi degenerata e depravata.

C’è un’altra forma di “delicato martirio”, più nascosto, che viene vissuto anche dall’uomo contemporaneo rimasto fedele a Dio; dimostreremo che è uomo di retta ragione (di tipo A), il quale deve letteralmente sopravvivere- con fede, speranza e carità– in un conteso di uomini che “sono educati” (di tipo B) eretici e infedeli, briganti, omicidi, calunniatori, fornicatori e perversi, violentatori di bambini, facinorosi e spavaldi, avidi ed usurai, bugiardi e arrivisti, incapaci di ragionare. Senza Dio, prima o poi peccato chiama peccato, vizio chiama vizio, la società crolla come una casa costruita sul fango.

DUE CATEGORIE DI UOMINI?

Dico “sono educati …” perché è così, si vede; l’interruzione quasi generale nell’insegnamento e nella trasmissione della fede, o la stessa alterazione del messaggio di Gesù, il buonismo, il modernismo, il cattocomunismo, il pancristianesimo, ecc … della maggior parte dei nostri educatori contemporanei, sia religiosi che laici con immane sadismo, vede contrapporsi l’uomo fedele e rispettoso (di tipo A) all’uomo infedele e prima o poi malvagio (di tipo B).

Chi ha educato questi uomini di tipo B? Pare proprio la maggior parte di quelli che non avrebbero mai dovuto farlo e, per dogma, non possono farlo. Quindi non più il “docente cattolico” “educa” l’uomo di tipo A ma, come le cronache testimoniano, nella maggior parte dei casi “educa” l’uomo di tipo B. Un “cieco che pretende di guidare un altro cieco e, tutti e due, finiscono nel burrone”.

DI CHI SONO LE COLPE?

In questa situazione, così triste e controversa- dove chi si sforza di essere “giusto” deve convivere con chi “è stato istruito alla malvagità ed al vizio” e ci sguazza- tutto sembra andare in rovina e, si legge, che fantasiosamente le “colpe” sarebbero della “chiesa” ma, paradossalmente, non di quella “chiesa” che ha voluto il mondo così come è ora, con politici imbroglioni e furfanti, con giudici corrotti e malvagi, con preti “efebofili sodomiti” e tirchi, con educatori miscredenti e bugiardi, con automobilisti “psicolabili” ed infuriati, ecc …

… no, secondo questi “atei/liberisti contemporanei”, le colpe sarebbero della Chiesa, proprio di quella Società che ha prima predicato la Parola e quindi anche educato persone civili, sanato mondi malati, divulgato scienze e cultura, costruito ospedali ed orfanotrofi nelle zone più remote del globo, donato alla storia arte, edifici e monumenti, aiutato i derelitti ed i perseguitati, edificato strade e bonificato paludi, diviso il pane con gli affamati, ecc …

No, le colpe sarebbero dei cattolici veri perché- si ciancia probabilmente con saccente ignoranza- la Chiesa avrebbe ucciso, bruciato, condannato, ecc …; non si comprende, invece, che i “figli degeneri” li ha qualunque “madre”, e quindi alcune bestialità, sicuramente ingigantite dalla “menzogna illuminista” che viene dal maligno, non possono e non devono essere attribuite alla Chiesa ma ai “figli degeneri”. Ebbene oggi, sempre più spesso per ignoranza indotta ma mai da giustificare, l’uomo confonde: esalta il “figlio degenere” e condanna la “Madre buona”.

 LE COLPE SONO REALMENTE DELLA CHIESA?

E’ così cattivo il Cattolicesimo unico/integro/vero? Cosa predica?

Se tutti vivessero secondo Dio il mondo come sarebbe?

Vediamolo domandando l’aiuto dell’ultimo Papa santo: Pio X, lui “Chiesa docente”

§ 1. COMANDAMENTI DI DIO IN GENERALE

161. Che cosa sono i comandamenti di Dio? I comandamenti di. Dio o Decalogo sono le leggi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede a Mosé sul monte Sinai, e Gesù Cristo perfezionò nel Nuovo.

164. Perché il comandamento dell’amor di Dio è il massimo comandamento? Il comandamento dell’amor di Dio è il massimo comandamento, perché chi l’osserva amando Dio con tutta l’anima, osserva certamente tutti gli altri comandamenti.

165. I comandamenti di Dio si possono osservare? I comandamenti di Dio si possono osservare tutti e sempre, anche nelle più forti tentazioni, con la grazia che Dio non nega mai a chi lo invoca di cuore.

166. Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio? Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio, perché sono imposti da Lui, nostro Padrone supremo, e dettati dalla natura e dalla sana ragione.

167. Chi trasgredisce i comandamenti di Dio, pecca gravemente? Chi deliberatamente trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave, pecca gravemente contro Dio, e perciò merita l’inferno.

168. Nei comandamenti che cosa si deve notare? Nei comandamenti si deve notare ciò che è ordinato e ciò che è proibito.

PRIMO COMANDAMENTO

169. Che ci ordina il primo comandamento « Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me»? Il primo comandamento Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio e di amarlo, adorarlo e servirlo come l’unico vero Dio, Creatore e Signore di tutto.

170. Che ci proibisce il primo comandamento? Il primo comandamento ci proibisce l’empietà, la superstizione, l’irreligiosità; inoltre l’apostasia, l’eresia, il dubbio volontario e l’ignoranza colpevole delle verità della Fede.

171. Che cos’è empietà? Empietà è il rifiuto a Dio d’ogni culto.

172. Che cos’è superstizione? Superstizione è il culto divino o di latria reso a chi non è Dio, o anche a Dio ma in modo non conveniente: perciò l’idolatria o il culto di false divinità e di creature; il ricorso al demonio, agli spiriti e ad ogni mezzo sospetto per ottener cose umanamente impossibili; l’uso di riti sconvenienti, vani o proibiti dalla Chiesa.

SECONDO COMANDAMENTO

179. Che ci proibisce il secondo comandamento «non nominare il nome di Dio invano»? Il secondo comandamento Non nominare il nome di Dio invano ci proibisce di disonorare il nome di Dio: perciò di nominarlo senza rispetto; di bestemmiare Dio, la santissima Vergine, i Santi e le cose sante; di far giuramenti falsi, non necessari o in qualunque modo illeciti.

181. E’ grande peccato la bestemmia? La bestemmia é grande peccato, perché ingiuria e scherno di Dio o de’ suoi Santi, e spesso anche orribile eresia.

182. Che ci ordina il secondo comandamento? Il secondo comandamento ci ordina di avere sempre riverenza per il nome santo dì Dio, e di adempiere i voti e le promesse giurate.

TERZO COMANDAMENTO

184. Che ci ordina il terzo comandamento «ricordati di santificare le feste»? Il terzo comandamento Ricordati di santificare le feste ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa con atti di culto esterno, dei quali per i cristiani l’essenziale è la santa Messa.

186. Che ci proibisce il terzo comandamento? Il terzo comandamento ci proibisce nei giorni di festa le opere servili.

187. Quali opere si dicono servili? Si dicono opere servili i lavori manuali propri degli artigiani e degli operai.

188. Sono tutte proibite nei giorni di festa le opere servili? Nei giorni di festa sono proibite tutte le opere servili non necessarie alla vita e al servizio di Dio, e non giustificate dalla pietà o da altro grave motivo.

QUARTO COMANDAMENTO

190. Che ci ordina il quarto comandamento «onora il padre e la madre»? Il quarto comandamento Onora il padre e la madre ci ordina di amare, rispettare e ubbidire i genitori e chiunque ha la potestà sopra di noi, cioè i nostri superiori in autorità.

191. Che ci proibisce il quarto comandamento? Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori e i superiori in autorità e di disubbidirli.

192. Perché dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità? Dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità perché «non c’è potestà se non da Dio; … pertanto chi resiste alla potestà resiste all’ordinamento di Dio».

QUINTO COMANDAMENTO

193 Che ci proibisce il quinto comandamento «non ammazzare»? Il quinto comandamento Non ammazzare ci proibisce di recar danno alla vita sì naturale che spirituale del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l’omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo.

198. Che cos’è scandalo? Scandalo è dare al prossimo, con qualunque atto cattivo, occasione di peccare.

199. Lo scandalo è peccato grave? Lo scandalo è peccato gravissimo, e Dio domanderà conto del male che si fa commettere ad altri con perfidi eccitamenti e con cattivi esempi: «guai, all’uomo per colpa del quale viene lo scandalo».

200. Che ci ordina il quinto comandamento? Il quinto comandamento ci ordina di voler bene a tutti, anche ai nemici, e di riparare il male corporale e spirituale fatto al prossimo.

SESTO COMANDAMENTO

201 Che ci proibisce il sesto comandamento «non commettere atti impuri»? Il sesto comandamento Non commettere atti impuri ci proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali.

202. Che ci ordina il sesto comandamento? Il sesto comandamento ci ordina di essere «santi nel corpo», portando il massimo rispetto alla propria e all’altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.

SETTIMO COMANDAMENTO

203. Che ci proibisce il settimo comandamento «non rubare»? Il settimo comandamento non rubare ci proibisce di danneggiare il prossimo nella roba: perciò proibisce i furti, i guasti, le usure, e frodi nei contratti e nei servizi, e il prestar mano a questi danni.

204. Che ci ordina il settimo comandamento? Il settimo comandamento ci ordina di restituire la roba degli altri, di riparare i danni colpevolmente arrecati, di pagare i debiti e la giusta mercede agli operai.

205. Chi, potendo, non restituisce o non ripara, otterrà perdono? Chi, potendo, non restituisce o non ripara, non otterrà perdono, anche se a parole si dichiari pentito.

OTTAVO COMANDAMENTO

206. Che ci proibisce l’ottavo comandamento «non dir falsa testimonianza»? L’ottavo comandamento Non dir falsa testimonianza ci proibisce ogni falsità e il danno ingiusto dell’altrui fama: perciò, oltre la falsa testimonianza, la calunnia, la bugia, la detrazione o mormorazione, l’adulazione, il giudizio e il sospetto temerario.

207. Che ci ordina l’ottavo comandamento? L’ottavo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità, e d’interpretare in bene, possibilmente, le azioni del prossimo.

208. Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente o sparlandone, a che cosa è obbligato? Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente,o sparlandone, deve riparare, per quanto può, il danno arrecato.

NONO COMANDAMENTO

209. Che ci proibisce il nono comandamento «non desiderare la donna d’altri»? Il nono. comandamento non desiderare la donna d’altri ci proibisce i pensieri e i desideri cattivi.

210. Che ci ordina il nono comandamento? Il nono comandamento ci ordina la perfetta purezza dell’anima e il massimo rispetto, anche nell’intimo del cuore, per il santuario della famiglia.

DECIMO COMANDAMENTO

211 Che ci proibisce il decimo comandamento «non desiderare la roba d’altri»? Il decimo comandamento Non desiderare la roba d’altri ci proibisce l’avidità sfrenata delle ricchezze, senza riguardo ai diritti é al bene del prossimo.

212 Che ci ordina il decimo comandamento? Il decimo comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria condizione, e di soffrire con pazienza le strettezze e le altre miserie permesse dal Signore a nostro merito, poiché a al regno di Dio dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni.

E CHI CON OSTINAZIONE FA IL CONTRARIO DI QUELLO CHE QUI VIENE COMANDATO DALLA CHIESA?

122. Che significa «comunione dei santi»? Comunione dei santi significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall’affetto al peccato.

124. Chi è fuori della «comunione dei santi»? E’ fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

125. Chi sono gl’infedeli? Gl’infedeli sono i non battezzati che non credono in alcun modo nel Salvatore promesso, cioè nel Messia o Cristo, come gl’idolatri e i maomettani.

126. Chi sono gli ebrei? Gli ebrei sono i non battezzati che professano la legge di Mosè e non credono che Gesù è il Messia o Cristo promesso.

127. Chi sono gli eretici? Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti.

128. Chi sono gli apostati? Gli apostati sono i battezzati che rinnegano, con atto esterno, la fede cattolica già professata.

129. Chi sono gli scismatici? Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi Pastori, e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede.

130. Chi sono gli scomunicati? Gli scomunicati sono i battezzati esclusi per colpe gravissime dalla comunione della Chiesa, affinché non pervertano gli altri e siano puniti e corretti con questo estremo rimedio.

131. E’ grave danno esser fuori della Chiesa? Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno né i mezzi stabiliti né la guida sicura alla salute eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria.

132. Chi è fuori della Chiesa si salva? Chi è fuori della Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi ci si trovi senza propria colpa e viva bene, può salvarsi con l’amor di carità, che unisce a Dio, e, in spirito, anche alla Chiesa, cioè all’anima di lei.

CONCLUSIONE

Come si può facilmente capire- anche un uomo poco colto o poco intelligente è in grado di comprenderlo- la Chiesa non ha alcuna colpa; ed il mondo, quando non funziona e quando non ha funzionato, è sempre per colpa di chi- per via della sua ostinazione- non è nella «comunione dei santi» di chi è «fuori della Chiesa» … Cerchiamo tutti insieme di rispettare i 10 Comandamenti e vedremo che il mondo migliorerà; come diceva Sant’Agostino: «inutile lamentarsi se il mondo va male, il mondo siamo noi».

E le altre “religioni”? Essendo oggettivamente figlie della menzogna, di chi- pur conoscendoLo- ha rinnegato Cristo, anche se apparentemente possono sembrare “buone”, in realtà seducono perché sono più “comode” e l’uomo ama “le comodità” … studiate bene i precetti propri di tutte queste false “religioni” e vi renderete conto che in esse si celano “omicidi giustificati”, “prostituzione giustificata”, “pedofilia giustificata”, “furto giustificato”, “usura giustificata”, “molestie giustificate”, “violenza giustificata”, “discriminazione giustificata”, ecc … Il demonio è molto più astuto dell’uomo!

Credo che o si ritorna ad insegnare che i Comandamenti vanno rispettati, tutti ed integralmente, oppure i cattolici meno arditi saranno obbligati a tornare nelle catacombe …

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)