Hanno veramente a cuore la situazione dei disabili?

Screen Shot 2013-10-20 at 2.54.22 PMVignetta comparsa sul profilo di Max Ulivieri

 

Il nostro videoclip “I paladini dell’assistenza sessuale”, nei primi 10 giorni di programmazione su Youtube, ha ottenuto più di duemila visualizzazioni, per merito anche di altri siti che lo hanno diffuso. Un nostro grazie, in particolare, all’Associazione La Torre e a Lo Sai.

Per un documentario di così ampia diffusione, era inevitabile che, prima o poi, avremmo registrato anche le reazioni dei diretti interessati, segnatamente di Maximiliano Ulivieri, capofila del progetto LoveGiver, e della testimonial Debora De Angelis.

Proprio sul profilo Facebook di Maximiliano Ulivieri, la scorsa settimana, è comparso uno status un po’ stizzito, che stigmatizzava l’operato di certi “combattenti cattolici all’attacco“, senza nemmeno menzionarci, a detta sua, per evitare qualsiasi tipo di pubblicità al filmato.

Gli faceva da controcanto la Sig.ra De Angelis, mettendo subito le mani avanti:

Beh, tanto sotto la gogna cattolica prima o poi bisognava passarci. Per la cronaca (loro): Max è un alieno pervertito e io un demone assiro-babilonese, ancora più pervertito, perché donna” [le correzioni ortografiche e sintattiche dei virgolettati della De Angelis, sedicente scrittrice e blogger “quasi laureata” in Scienze della Comunicazione, indirizzo giornalismo, sono redazionali].

Il thread è proseguito con il supporto di altri utenti, anche alcune madri di figli disabili, dichiaratesi cattoliche, tutti solidali col duo Ulivieri-De Angelis, e uniti contro noi clerico-fondamental-fascisti, rei di aver diffuso il filmato.

Notate bene che, di tutti i partecipanti alla discussione, gli unici ad aver visto il filmato erano proprio Ulivieri e la De Angelis. Qualche utente ha domandato il link per rendersi conto, senza ricevere risposta, come pure una donna, a memoria nostra, aveva posto alcuni dubbi in merito alla possibile emarginazione dei soggetti che dovrebbero ricevere “l’assistenza”, ottenendo in cambio la solita risposta preconfezionata della De Angelis.

Maximiliano Ulivieri si è prodotto in un silenzio che ci sembrava decoroso, fino a che non abbiamo capito che era prodromo di una cancellazione immediata di tutta la discussione, della quale abbiamo fatto in tempo a salvare solo alcuni frammenti.

La bacheca del democraticissimo leader di LoveGiver, infatti, non accetta deviazioni dalla versione che deve trionfare in ogni dove, non accetta dubbi, non accetta osservazioni, come pure non accetta un sereno confronto con noi, che studiamo il fenomeno da mesi, essendoci documentati, e siamo pronti a confutare le idee dei nostri interlocutori, punto su punto. In questi mesi “i paladini” hanno sfruttato qualsiasi spazio dove potessero presenziare e persuadere senza contraddittorio, sostenuti dai soliti Radicali (Associazione Luca Coscioni, Fai Notizia) e da altri noti affaristi del sesso, mentre diventano stranamente più volatili ed infiammabili dell’etere dietilico, quando si chiede loro un contraddittorio.

Non ci resta quindi che l’ennesima risposta, la nostra, quasi fossimo noi quelli che devono giustificare il proprio operato.

La volontà di realizzare un documentario sul tema è stata maturata a seguito di una riflessione anzitutto sociologica ancor prima che morale; abbiamo curato i due aspetti in separata sede proprio per evitare le reazioni che la comune voglia di sparare a zero senza conoscere l’argomento avrebbe prodotto, ma, probabilmente, ciò non è stata una decisione abbastanza efficace.

Nel video si fa esplicitamente riferimento ad associazioni e personaggi dal curriculum particolarmente disinvolto, i quali hanno trovato un spazio commerciale non ancora sfruttato. Fiondandocisi come avvoltoi, approfittano di chi vive la disabilità con difficoltà, disinformando e confondendo.

Per disinformare basta scrivere pochi concetti chiari, inutili e subdoli. Più sono semplici, conformi al buon senso comune e più sono efficaci nel dare indicazioni che traggono in inganno, magari indicando e raccontando con tono letterario divulgativo solo vicende estreme; così si ottiene immediatamente l’effetto confusione desiderato.

È innegabile da chiunque sia dotato di un briciolo di autonomia intellettiva che quanto descritto corrisponda alla direzione presa da questi “paladini dell’assistenza sessuale”. È altrettanto innegabile che l’argomento si esaurisce laddove interviene la scienza sociale e la testimonianza delle famiglie che hanno a cuore la vita dei propri figli.

Sfidiamo chiunque a dire che, allestendo un teatrino di prostituzione rinnovata, non si accresca la sofferenza e l’emarginazione di tutti i ragazzi e ragazze che non hanno modo di donarsi completamente ad un’altra persona perché la società moderna impone canoni di accettazione in cui chi vive la disabilità non rientra.

Creare una rete di assistenza sessuale si traduce direttamente nell’innalzamento di un’ulteriore barriera poiché, affrontando la sessualità come fosse una realtà a sé, quando invece fa parte di tutto lo spettro di crescita d’ognuno di noi, si fomenta il pensiero secondo cui la persona con disabilità non abbia un’identità sociale, e pertanto abbia la necessità di vivere in una società tutta sua, rimanendo di fatto emarginata. Pagare un/una professionista per rendere ai nostri cari figli un favore sessuale non vuol dire rendere loro ciò che è gli è negato, significa semplicemente aggirare vigliaccamente l’ostacolo piuttosto che affrontarlo.

L’unica a risponderci, come detto, è stata la De Angelis:

Noi di LoveGiver siamo un comitato di persone che, a diversi livelli, si batte per l’assistenza sessuale alle persone con disabilità. La persona che avete indicato come paladino [Flavio Serpieri aka Flavio Koea, ndr], insieme a Max e alla sottoscritta, è semplicemente l’organizzatore di un evento-kermesse erotica che si è svolta a Roma mesi fa, e che gentilmente ci ha ospitato con un’area dibattito. Non parla a nome di LoveGiver. Se ci sono ambiti che vorrebbero per l’appunto ghettizzare ancora più la disabilità collocandola in un’atmosfera circense e/o mescolarla con la legalizzazione della prostituzione, non è il nostro caso. Come comitato, ci muoviamo secondo delle linee guida molto rigorose, abbiamo un manifesto e idee molto chiare su come proporre una legge [perché allora lorsignori non lo pubblicano sui loro siti? ndr]. Ciò non toglie che, personalmente, visto che per occuparsi di una tematica come questa si deve avere un’enorme apertura mentale e consapevolezza sessuale, non disdegniamo le kermesse al pari dei convegni. Se ci invitano e ci danno modo di comunicare in merito a questa tematica innovativa, è infatti evidente la confusione che circola intorno ad essa. Per quanto riguarda le mie personali credenze, il mio diffondere messaggi legati alla teosofia e al tantra, quello fa parte di un mio percorso personale che nulla ha a che vedere, nel merito, con LoveGiver, in quanto precedente e che ovviamente riguarda e riguarderà le mie personali scelte comunicative. Quello che risulta incomprensibile a un cattolico ortodosso è che ci possano essere correnti di pensiero e di ricerca spirituale che integrano profondamente sessualità e spiritualità e comprendo anche l’inquietudine (o disgusto) che possa aver provocato la visione del mio calendario, tra l’altro realizzato con l’aiuto di un profondo conoscitore del cristianesimo esoterico e dello studio comparato delle religioni [vogliamo conoscere nome e cognome di questo esperto, assieme al suo curriculum accademico, ndr]“.

Alla De Angelis sfugge che Flavio Serpieri, già coinvolto in passato nel mondo della prostituzione, pubblicamente afferma di essere anche lui promotore della proposta di legge per l’assistenza sessuale, al fianco di LoveGiver. Perché non prendere altrettanto pubblicamente le distanze da lui allora, se non ha niente a che fare con voi? Inoltre, nel nostro filmato, non avevamo nel mirino solo il comitato LoveGiver, ma tutto il movimento in generale, quindi le giustificazioni della Sig.ra De Angelis sono aria fritta.

Per occuparsi di una tematica come questa non serve “apertura mentale”, serve una solida conoscenza scientifica, servono anni di esperienza in termini di studio e lavoro quindi di relazione. Per quanto si sia aperti al dialogo ed al confronto, servono gli argomenti e la serietà, non le opinioni!

L’immagine del Rosario attorno al fallo di gomma è “poco piacevole” per chi come noi e come milioni di persone al mondo ne conosce il significato. Più che “poco piacevole” sarebbe meglio dire decisamente irrispettoso. Ci domandiamo come quelli di LoveGiver possano pretendere di insegnare un’interazione sociale senza conoscerne la base, che è appunto il rispetto.

I collaboratori di RS

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