Suor Faustina Kowalska e la Devozione alla Divina Misericordia – Suor Feliksa Kozolowksa ed i messaggi della Grande Misericordia. Mistero o casualità?

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Suor Faustina Kowalska e suor Feliksa Kozolowksa, ambedue polacche, ambedue vissute nello stesso periodo storico. Se sappiamo molto sulla prima sappiamo poco o nulla sulla seconda del quale invero dovremmo sapere molto di più, poichè ai suoi tempi suor Feliksa Kozolowska ebbe notevole notorietà in Polonia.

Alla fine del secolo 19°, in Polonia si diffuse con ampio respiro il mariavitismo, una confessione religiosa cattolica fondata dalla “mistica” Suor Feliksa Magdalena Kozlowska, colei che ebbe da “gesù” la prima visione di una serie di importanti rivelazioni che perdurarono fino al 1918 e che vennero raccolte sotto il nome di “Opera di Grande Misericordia”.

E proprio la Misericordia Divina fu il fulcro di tutta la sua “mistica”. Nelle visioni “gesù” le parlò di una “corruzione del clero” e della punizione divina che per tal motivo pendeva sul mondo intero, una punizione evitabile a patto di ricominciare proprio dalla Polonia una missione riformatrice della Chiesa intensificando l’adorazione Eucaristica e la preghiera a Maria Ausiliatrice.

Suor Feliksa convinse e radunò subito intorno a sè molti sacerdoti, entusiasti forse di essere dei novelli rifondatori del Clero; fin dall’inizio se ne contarono più di 70 tra i quali Jan Maria Michał Kowalski, insieme al quale Feliksa fondò la congregazione dei Mariaviti.

Dal 1903 cominciarono i tentativi di avere un riconoscimento dalla Chiesa Cattolica ma con tali premesse rinnovatrici, i documenti di regolarizzazione vennero rifiutati da due importanti prelati, l’arcivescovo di Varsavia, Wincenty Chrosciak Popiel, e il vescovo di Lublino, Franciszek Jaczewski, anche se in seguito il plico arrivò comunque a Roma attraverso il vescovo di Plock, Jerzy Józef Elizeusz Szembek.

Nel 1904 una delegazione di mariaviti capitanata dal Ministro Generale dell’Ordine Jan Maria Michal Kowalski si recò a Roma per perorare la propria causa ed un riconoscimento ufficiale del movimento, ma una volta concluse le indagini, San Pio X dapprima dispose la sospensione dell’attività della congregazione e l’ordine di non diffondere le rivelazioni di Kozłowska e poi nel 1906, di fronte alla pervicace disobbedienza dei due fondatori, li scomunicò entrambi con l’enclica “Tribus circiter”, ribadendo l’ordine di scioglimento del gruppo e criticando duramente la venerazione quasi idolatra della Kozlowska da parte dei suoi seguaci.

In Polonia intanto il fenomeno del mariavitismo si era ormai innescato e si diffondeva sempre più a macchia d’olio facendo breccia nell’immaginario popolare: il numero dei fedeli arrivò fino a 160.000 e la chiesa mariavita fu addirittura approvata dalle autorità russe al fine di contrapporla alla detestata Chiesa Cattolica.

Ed è proprio in questo clima che Faustina Kowalska visse, probabilmente assorbendo le idee della “Grande Misericordia” Mariavitana così diffusa in quel periodo storico.
Sorge infatti una misteriosa coincidenza.

IL CASO PLOCK

Nel 1911 A circa 5 chilometri da Plock i Mariaviti costruirono un santuario attorno al quale si sviluppò un villaggio che dalla fondatrice prese il nome di Felicianow.

Proprio nel convento di Plock, nella tarda primavera dell’anno 1930,

la madre superiora Michaela Moraczewska trasferì Suor Faustina Kowalska, destinandola a lavorare nel negozio del forno, che ogni giorno forniva il pane agli abitanti di Płock. Nella dipendenza di questo convento a Stary Rynek ebbe luogo un evento storico per il culto alla Divina Misericordia, e cioè la prima apparizione di Gesù Misericordioso che iniziò la missione pubblica di Santa Suor Faustina.

Il 22 febbraio dell’anno 1931 il Signore Gesù si mostrò come nel quadro ”Gesù confido in Te”. Questo evento ella lo descrisse così nel suo ”Diario”: la sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire i due grandi raggi , rosso l’uno e l’atro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa dal timore,ma anche dalla gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse : ”Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” (D. 47-48).
Nel convento di Płock Suor Faustina udì anche la raccomandazione di Gesù riguardo alla Festa della Misericordia la prima domenica dopo Pasqua. Qui iniziò questo ”sentiero luminoso”, durante il quale Gesù, gradualmente, le trasmise la missione profetica di ricordare al mondo il Suo Amore Misericordioso per ogni uomo“…[1]

Sembra quindi non stupire una devozione che riprende un tema tanto in voga in quel periodo in Polonia.

Analizzati però i diari di Suor Faustina Kowalska, anche in questo caso il Sant’Uffizio non ebbe nessun dubbio: la suora soffriva di false verità e di allucinazioni, venendo di conseguenza condannata.

Riportiamo da un ottimo lavoro di Massimo Minarelli:

La devozione a Gesù Misericordioso, subito dopo la morte di Suor Faustina Kowalska avvenuta nel 1938, ebbe una rapida diffusione in Polonia durante il secondo conflitto mondiale e fu accolta dall’episcopato polacco negli anni successivi. Negli anni ’50 essa era già notevolmente diffusa quando fu sottoposta al vaglio della Sacra Congregazione del Sant’Ufficio, che con Decreto del 28.11.1958 e Notificazione del 6.3.1959) affermò:

«Si rende noto che la Suprema Sacra Congregazione del Sant’Offizio, prese in esame le asserite visioni e rivelazioni di Suor Faustina Kowalska (dell’Istituto di Nostra Signora della Misericordia, defunta nel 1938 presso Cracovia), ha stabilito quanto segue:

1) doversi proibire la diffusione delle immagini e degli scritti che presentano la devozione della Divina Misericordia nelle forme proposte dalla medesima Suor Faustina;

2) essere demandata alla prudenza dei Vescovi il compito di rimuovere le predette immagini che eventualmente fossero già esposte al culto” (Sacra Congregazione del Sant’Offizio, Notificazione del 6.3.1959).»

L’obiezione fondamentale sollevata dalla Sacra Congregazione era proprio quella dell’eresia dell’apocatàstasi, che emergeva da alcuni brani contenuti nel Diario di Suor Faustina, e per questo il diario fu inserito nell’Indice dei libri proibiti.

Gli effetti di questi divieti furono molto pesanti, specie in Polonia.

L’episcopato locale tuttavia non volle uniformarsi alle direttive di Roma…e la devozione resistette, in particolare per il sostegno dell’allora arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, che reggeva l’arcidiocesi dal gennaio del 1964, e che dall’ottobre del 1965 al settembre del 1967 [incurante delle decisioni del Sant’Uffizio sulla devozione e sul Diario della suora] aveva condotto la fase diocesana del processo di canonizzazione di Suor Faustina“. [2]

E non poteva essere altrimenti; ad una più attenta analisi l’articolo svela che dalla Devozione escono incongruenze talmente gravi da non poter essere in nessun modo conciliate con la Dottrina Cattolica. Difatti:

In un altro punto del Diario si legge: «Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. I sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita Misericordia».

… si dichiara che la coroncina alla Divina Misericordia è l’ultima tavola di salvezza: si saltano a pie’ pari i Sacramenti della Chiesa e si istituisce un mezzo più potente (la coroncina) per ottenere misericordia; inoltre, si dimenticano gli altri doni fatti da Dio per la salvezza delle anime, in aggiunta ai Sacramenti della Chiesa: in particolare si dimenticano il Santo Rosario, la devozione al Sacro Cuore di Gesù e la devozione al Cuore Immacolato di Maria..

Perché “automatizzare” l’ottenimento della salvezza, prescrivendo soltanto mezzi materiali (recita della coroncina, partecipazione alla festa della divina misericordia) che non tengono conto del reale pentimento del peccatore?

La recita di una preghiera per un morente può ottenere da Dio grazie per la sua salvezza, che però resta sempre subordinata alla sua volontà di salvarsi.

Come si possono accettare, allora, parole del genere seguente? «Nell’ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino ad un agonizzante ed otterranno per l’agonizzante lo stesso perdono. Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa Coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile Misericordia avvolge l’anima e si commuovono le viscere della Mia Misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio».

A parte il fatto che non si capisce chi stia parlando (il Padre o il Figlio?), come si può accettare questo “automatismo”? Recita della coroncina da parte di altri = salvezza dell’agonizzante!

La Misericordia di Dio è infinita, ma trova sempre un limite insuperabile nella resistenza dell’anima alla Grazia. Nessuno può essere salvato contro la sua volontà! [Qui fecit te sine te, non salvabit te sine te!]

Come si può accettare, inoltre, l’affermazione che la Misericordia è il più grande attributo di Dio?

Tutti gli attributi di Dio sono uguali e perfetti! La Misericordia Divina non è superiore alla Giustizia Divina o viceversa! Eppure nel Diario troviamo scritto: «Anche i demoni ammirano la Mia giustizia, ma non credono alla Mia bontà. (…) Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio».“[3]

La cosa singolare è che le incongruenze erano talmente evidenti che non potevano essere sorvolate, eppure la canonizzazione avvenne ugualmente…

A pag. 957, Appendice n. 4, del “Diario – La Misericordia divina nella mia anima” (Libreria Editrice Vaticana, 2004) sono trascritte le osservazioni del Secondo Teologo Censore nel processo di beatificazione di suor Faustina, riguardo all’espressione contenuta nel Diario: «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. Concedo loro l’ultima tavola di salvezza, cioè la festa della Mia Misericordia. Se non adoreranno la Mia Misericordia, periranno per sempre. Segretaria della Mia Misericordia, scrivi, parla alle anime di questa Mia grande Misericordia, poiché è vicino il giorno terribile, il giorno della Mia giustizia».

È chiaro che la Festa della Divina Misericordia non può essere l’ultima tavola di salvezza per le anime in pericolo, perché Dio può raggiungere le anime e salvarle con tanti mezzi, in particolare col Sacramento della Penitenza che ha istituito proprio per questo scopo.

Perciò il Secondo Teologo Censore (come bene si legge nell’Appendice sopra citata) è costretto a ipotizzare uno stato di indebolimento della coscienza di suor Faustina in quel punto del Diario.

Ma se cominciamo a dire che le rivelazioni private ritenute autentiche dalla Chiesa vanno prese con prudenza… dove andiamo a finire“?[4]

Dove andiamo a finire non lo sappiamo nemmeno noi, ma possiamo aggiungere che, guarda caso, la Chiesa moderna che ha promosso e diffuso una devozione condannata dal Santo Uffizio, quindi per lo meno dubbia, non nasconde attualmente al suo interno diverse di quelle stesse idee eretiche che proponevano come “riforma” del clero i mariaviti:

  • Matrimonio per i sacerdoti;
  • Sacerdozio alle donne;
  • Comunione sotto ambedue le specie;
  • Semplificazione delle cerimonie e regole in Quaresima;
  • Abbassamento dell’età per la prima Comunione;
  • Rimozione dei titoli ecclesiastici.

Non fa specie quindi che una Chiesa che abbia santificato la Kowalska e preghi la sua Coroncina della Divina Misericordia, sia assillata dalle medesime prorompenti forze centrifugo distruttive.

Come dire… il diavolo una volta insinuatosi propone sempre le stesse cose.

Va notato che la canonizzazione, come si sa, avvenne sotto il pontificato del Papa polacco Karol Woytila , il più grande sostenitore della suora e compatriota Faustina Kowalska, il quale riuscì perfino a far modificare le direttive del Santo Uffizio:

In prossimità della salita al soglio pontificio, l’arcivescovo Wojtyla era già riuscito a far modificare la posizione della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’Ufficio), che pertanto a circa vent’anni dal precedente decreto dovette emanare una nuova Notificazione dal tenore assai diverso rispetto a quello di cui sopra: “Da diverse parti, specialmente dalla Polonia, anche autorevolmente [leggasi Karol Wojtyla], è stato chiesto se le proibizioni contenute nella Notificazione della S. Congregazione del S. Offizio, pubblicata… (nel) 1959, riguardanti la devozione alla Divina Misericordia nelle forme proposte da Suor Faustina Kowalska, si debbano ritenere ancora in vigore. Questa S. Congregazione, tenuti presenti i molti documenti originali, non conosciuti nel 1959; considerate le circostanze profondamente mutate; e tenuto conto del parere di molti Ordinari Polacchi, dichiara non più vincolanti le proibizioni contenute nella citata Notificazione”. (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Notificazione del 15.4.1978)” [5]

GPII, il 30 novembre 1980 pubblicò l’Enciclica Dives in misericordia, la domenica in albis del 18 aprile 1993, in Piazza San Pietro, dichiarò beata Suor Faustina Kowalska ed il 30 aprile 2000, in pieno Giubileo, la canonizzò, istituendo anche la Festa liturgica della Divina Misericordia nella Seconda Domenica di Pasqua.

L’indulgenza plenaria collegata alla Festa della Divina Misericordia fu approvata con decreto della Penitenzieria Apostolica, emesso il 29 giugno 2002, e il 17 agosto 2002 GPII durante la Solenne Dedicazione del Santuario Mondiale della Divina Misericordia di Cracovia-Lagiewniki in Polonia, consacrò il mondo alla Divina Misericordia.

Un tripudio e un attenzione del tutto particolari alla Misericordia, che in questo caso sembra sfociare più che da Gesù, dalle sorgenti campanilistiche del mariavitesimo e riciclato in una devozione già condannata dalla Chiesa preconciliare in una sorta di depauperamento della vera Misericordia Divina che non può essere scollegata, in nessun modo, dalla Giustizia di Dio.

Quindi non nascondiamo forti perplessità, anche dinnanzi all’inquietante fatto che GPII non disapprovava nemmeno i mariaviti visto che “negli anni ’80 permise all’astronomo polacco Konrad Maria Pawel Rudnicki, sacerdote della Chiesa dei Mariaviti, di celebrare una messa secondo la liturgia mariavita nella sua cappella privata di Castel Gandolfo“! [6]

Giorgio M.G. Locatelli

[1] Diario di suor Faustina
[2] articolo tratto dal pdf di Massimo Minarelli http://www.salpan.org/Allegati/LA_MISERICORDIA_DIVINA.pdf
[3] Ibid.
[4] Ibid.
[5] Ibid.
[6] http://www.eresie.it/it/Kozlowska.htm

12 Commenti a "Suor Faustina Kowalska e la Devozione alla Divina Misericordia – Suor Feliksa Kozolowksa ed i messaggi della Grande Misericordia. Mistero o casualità?"

  1. #David   19 ottobre 2013 at 9:46 pm

    Quando prendiamo certe posizioni, suscettibili di generare scandalo tra i fedeli, è un po’ come se prendessimo la nostra anima tra le mani come acqua: basta che apriamo le dita e l’acqua -come l’anima in certe prese di posizione appunto- è perduta. Ecco, a me risulta una storia diversa da quella -a dire il vero poco documentata, essendoci solo tre riferimenti per una conclusione così grave: miseranda come documentazione…- e mi permetto di darne nota. Per cominciare, devozione alla Divina Misericordia si diffuse al punto da toccare Paesi stranieri e persino i pontefici Pio XI e Pio XII (Pacelli ne volle benedire una statua: http://www.pallottins.fr/pri%C3%A8re/spiritualit%C3%A9/centre-%C3%A0-osny/). Soprattutto, mi risulta che l’imprimatur alla pubblicazione del Diario fu dato nel 1936, con Suor Faustina ancora in vita. Aggiungo poi che nel 1955 la Santa Sede approvò la costituzione di un ordine religioso col compito di diffondere tale Devozione. Le condanne del Santo Uffizio sono… posteriori, del 1959, e riguardano la versione in lingua francese e quella in italiano, che per gravi errori di traduzione erano da ritenere eretiche. Non doveva essere poi un caso così grave, se nel 1965 il cardinale Ottaviani dette l’Ok all’avvio della causa di beatificazione, essendo vescovo di Cracovia Karol Wojitila. Infine, la rimozione del bando risale ai primi mesi del 1978, ancora regnante Paolo VI, non Giovanni Paolo II.

    Caro Locatelli, domani mi ricorderò della sua anima durante la messa.

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    • #ricciotti   20 ottobre 2013 at 11:32 am

      BEL CONSIGLIO: “Quando prendiamo certe posizioni, suscettibili di generare scandalo tra i fedeli, è un po’ come se prendessimo la nostra anima tra le mani come acqua: basta che apriamo le dita e l’acqua -come l’anima in certe prese di posizione appunto- è perduta.”

      CONTESTO TUTTAVIA: “Ecco, a me risulta una storia diversa da quella -a dire il vero poco documentata, essendoci solo tre riferimenti per una conclusione così grave”

      LEI DICE: “essendoci solo tre riferimenti” … sarà così gentile da fornirci più di tre riferimenti per farci capire chi ha ragione? Per ora i suoi riferimenti nello specifico sono = zero o quasi!

      GRAZIE PER LE PREGHIERE: “Caro Locatelli, domani mi ricorderò della sua anima durante la messa”. E’ cosa buona pregare per gli altri, oltre che per se stessi.

      Santa domenica!

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  2. #barbara figus   20 ottobre 2013 at 8:56 am

    preghiamo per te

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  3. #alidavismara   20 ottobre 2013 at 9:24 am

    La coroncina della Divina Misericordia è “l’ultima tavola di salvezza” … non ha il significato della “sola tavola di salvezza” .. Dio nella Sua infinita misericordia ha voluto darci ancora un dono per poter salvare le anime, non bisogna esserne gelosi, ma come cristiani dobbiamo esserne felici. Se una persona nutre così tanto amore per un suo caro non credente e questa persona naturalmente da credente nella infinita Misericordia di Dio attraverso questa preghiera chiede la misericordia per un suo caro .. e Dio nella sua bontà la concede (se non per merito del morente, per merito di chi recita la coroncina con fiducia) .. non vedo dove questa “pratica” o atto di fede, possa contraddire la nostra dottrina. Posso giurare qui, oggi, a testimonianza della potenza di questa coroncina quanto segue: …
    Ho curato a casa mio sucero nell’ultimo mese di vita, non era credente … ho pregato il Signore perchè nel momento opportuno fossi stata presente per recitare questa coroncina per lui. Una mattina, come sempre dopo che l’infermiera che passava a lavarlo se n’era andata e lui aveva anche parlato con lei … ho ricevuto una telefonata da parte di un sacerdote che mio sucero conosceva e che aveva scelto dopo la sua morte, per accompagnarlo al cimitero (senza dire la messa). Mi ha chiesto se volevo che passasse, ma io per rispetto a mio sucero che so che non voleva nè estreme unzioni, nè niente .. ho rifiutato. Appena appeso il telefono, dovevo sbrigare molte faccende, ma passando accanto a mio sucero che era nel letto, ho visto che con lo sguardo molto contrariato e arrabbiato seguiva sul soffitto qualche cosa che vedeva … allora mi sono fermata ed ho chiesto cosa stesse vedendo .. lui non mi rispose e piano piano chiuse gli occhi … In quel momento ho visto che qualcuno aveva appeso una corona del Rosario sopra il suo letto … volevo andare a fare il bucato, ma c’era qualche cosa che mi tratteneva. Allora ho preso la corona e vicino a lui ad alta voce ho iniziato a recitare la coroncina della Divina Misericordia … mentre la recitavo, da una parte pensavo a cosa stesse pensando sentendomi recitarla e dall’altra parte dicevo a Dio che la Sua Misericordia va al di là anche ad un’estrema unzione e che Lui l’avrebbe potuto prendere nella Sua Misericordia sempre e comunque in qualsiasi momento. Ho finito la coroncina, l’ho appesa sopra il letto e immediatamente mio suocero ha iniziato a fare degli strani sospiri, (al contrario), come se buttasse fuori l’aria dai polmoni, ma non lo vedevo “tirarla dentro” .. ha spalancato gli occhi estasiato, come se vedesse non so cosa di stupefacente … (mia sucera era appena morta 2 mesi prima improvvisamente) .. ha fatto per dire qualche cosa, ma la lingua si è bloccata tra I denti ed è spirato. Io sono rimasta stupita di quanto il Signore ci ascolta e di quanto questa preghiera fosse vera e potente. La corona del Rosario ho Saputo in seguito che l’aveva messa sul letto mio marito quella stessa note (anche mio marito a quel tempo non era molto credente) … Mio sucero non era credente, ma era una persona onesta come pochi qui sulla terra e il Signore usa la Sua Misericordia come vuole e con chi vuole .. al di là dei limiti che noi vogliamo imporre a Lui. Un vero Cristiano queste cose le dovrebbe sapere e soprattutto dovrebbe esserne contento.

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    • #alidavismara   20 ottobre 2013 at 10:02 am

      L’infermiera, dopo averla avvisata della morte di mio sucero, mi ha detto che di solito ha sempre capito quando un suo paziente fosse vicino al momento della dipartita, ma per lui aveva pensato che sarebbe sopravvissuto ancora per alcuni giorni ed è rimasta stupita di apprendere questo ..

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  4. #Annarosa Rossetto   20 ottobre 2013 at 8:24 pm

    Che tristezza, però…..
    Vi seguivo con simpatia, ma spesso mi sembrate più interessati a distruggere che a restaurare.

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  5. #Willy Petazzi   20 ottobre 2013 at 11:16 pm

    Nulla sostiuisce un Sacramento tanto efficace quanto quello della Penitenza. Tuttavia se crediamo nel primato di Pietro {dogma} dobbiamo accettare che la coroncina, {che essendo solo sacramentale, non equivale al sacramento quanto a forza}, abbia pure una sua efficacia.
    Siamo tenuti a pregare per i vivi e per i morti e solo il signore ė il nostro giudice. Egli conosce l’ intimo del cuore di ognuno e sino all istante prima del trapasso abbiamo tempo, almeno per pentirci sinceramente. Nella coroncina viene detto espressamente che il corpo e il sangue di Cristo, unitamente alla sua passione sono offerti in espiazione dei peccati nostri. Possiamo dubitare pure {se lo ha fatto il sant offizio…} ma poi basta diatribe e preghiamo con il cuore!! Recitiamo la coroncina, recitiamo il Rosario, andiamo a Messa e pratichiamo le opere di misericordia!!! Lasciamo ai dotti e ai sapienti disquisire sul Diritto Canonico e sul Concilio di Trento ( chissà poi perchè altri concili come Costanza o Basilea vengano trascurati? Forse scomodi?).
    Chi ha pregato per un morente ha fatto e farà sempre bene!
    Umile, ma appassionata opinione.

    Rispondi
  6. #Andrea Sartini   21 ottobre 2013 at 6:10 pm

    [ … ]

    IL MAGISTERO VIVO DELLA CHIESA NORMA DI VERITÀ
    PER TUTTI I FEDELI

    È concessa, dunque, agli esegeti e ai teologi cattolici tutta quella libertà di ricerca e di giudizio, ch’è richiesta dall’indole scientifica dei loro studi e dal fine pastorale della salvezza delle anime, cui deve mirare, come a scopo supremo, ogni attività in seno alla Chiesa. Vi sono, però, dei limiti, che l’esegeta, il teologo, lo scienziato, che vogliano veramente salvaguardare ed illuminare la propria fede e quella degli altri cattolici, non possono e non devono imprudentemente oltrepassare. Questi limiti sono segnati dal Magistero vivo della Chiesa, ch’è norma prossima di verità per tutti i fedeli, come Noi stessi abbiamo ricordato nell’Enciclica Mysterium Fidei. In questa, infatti, denunziando alcune spiegazioni del dogma della Transustanziazione che turbavano gli animi dei fedeli, abbiamo riprovata un’eccessiva libertà nella interpretazione dei dogmi della religione cristiana: «Quasi cuique doctrinam semel ab Ecclesia definitam in oblivione adducere liceat aut eam ita interpretari ut genuina verborum significatio, seu probata conceptuum vis extenuetur» (A.A.S. LVII, 1965, p. 755).

    Abbiate, perciò, Figli dilettissimi, sempre presenti nelle vostre discussioni e conclusioni i principi della sana esegesi cattolica, enunziati più volte dai Nostri più prossimi Predecessori e di recente confermati nella Costituzione dogmatica Dei Verbum, che tratta della divina rivelazione. Stando a questi principi, esiste un nesso intimo e imprescindibile tra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, così che il Concilio ha potuto conchiudere il capitolo II, riguardante la trasmissione della divina rivelazione affermando: «Patet igitur Sacram Traditionem, Sacram Scripturam et Ecclesiae Magisterium, iuxta sapientissimum Dei consilium, ita inter se connecti et consociari, ut unum sine aliis non consistat omniaque simul; singula suo modo sub actione unius Spiritus Sancti, ad animarum salutem efficaciter conferant» (c. II, n. 10).

    [ … ]

    FONTE:

    http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/speeches/1966/documents/hf_p-vi_spe_19660711_peccato-originale_it.html

    FONTE IMMAGINE:

    http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/index_it.htm

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    • #ricciotti   22 ottobre 2013 at 2:03 am

      Bel documento.
      Però:
      “Abbiate, perciò, Figli dilettissimi, sempre presenti nelle vostre discussioni e conclusioni i principi della sana esegesi cattolica” , “Stando a questi principi, esiste un nesso intimo e imprescindibile tra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa” …
      Non capisco il nesso di tutto questo con la privata rivelazione.
      Forse per via della canonizzazione di suor Faustina?
      A me pare, e lo dico con amarezza, che questo documento dovrebbe applicarlo anzitutto chi lo ha promulgato e chi lo segue.
      Fra nouvelle theologie, tdl, modernismo, anti storicità dei Vangeli, esegesi relative, ecc … mi sa tanto che una ripassatina non farebbe male!
      O no?

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  7. #Anna   24 ottobre 2013 at 9:44 pm

    Io volevo ringraziare alidavismara per la sua bella testimonianza e dire che ho vissuto una cosa simile anche io con mia nonna quando ho recitato la Coroncina vicino al suo letto in ospedale: ha aperto gli occhi come se vedesse qualcosa di meraviglioso, poi è spirata serenamente poche ore dopo. Il Signore mantiene le sue promesse!

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  9. #Passa edda   22 dicembre 2015 at 10:37 am

    Scrivi qui il tuo commento…….

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