Vae victis: caso Priebke

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«Dunque Dio è gioioso, è interessante questo. E qual è la gioia di Dio? È perdonare… Qui c’è tutto il Vangelo,tutto il cristianesimo. Guardate che questo non è un sentimento, non è buonismo: la misericorida è la vera forza che può salvare l’uomo. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia»
«Ognuno di noi – ha proseguito il pontefice – è quella pecora smarrita, quella moneta perduta, quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi. Ma Dio non ci dimentica, il padre non ci abbandona mai, è un padre paziente, ci aspetta sempre, rispetta la nostra libertà ma rimane sempre fedele. Quando ritorniamo a Lui ci accoglie come figli nella sua casa, perché non smette mai neppure per un momento di aspettarci con amore. Il Suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna».
«Il pericolo è che noi pretendiamo di essere giusti e giudichiamo gli altri e giudichiamo anche Dio perché pensiamo che dovrebbe giudicare i peccatori, castigarli invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre! Come il fratello maggiore della parabola, che invece di essere contento perché suo fratello è tornato, si arrabbia con il padre che lo ha accolto e fa festa. Se nel nostro cuore non c’è la misericordia, la gioia del perdono, non siamo in comunione con Dio, anche se osserviamo tutti i precetti, perché è l’amore che salva, non la sola pratica dei precetti. È l’amore per Dio e per il prossimo che dà compimento a tutti i comandamenti. Questa è la sua gioia: perdonare».
Papa Francesco,13 Settembre 2013
Appena ho avuto notizia della morte di Erich Priebke,mi sono ricordato immediatamente di queste parole del Pontefice pronunciate poco più di un mese fa e mi sono detto:- «Ecco l’occasione per dimostare a tutto il mondo l’essenza del cattolicesimo,la coerenza di esso…»
Pensavo ciò perchè Priebke si era convertito al cattolicesimo e stando a testimonianze certe prima di morire aveva ricevuto i Sacramenti,quindi era «tutto in regola», secondo le norme della Chiesa egli aveva il sacrosanto diritto al funerale e nessuno uomo poteva impedire tale atto.
Alcune interviste dimostrano il suo «pentimento» non tanto agli occhi degli uomini quanto a quelli di Dio,egli cercava appunto la Sua misericordia e nell’intervista rilasciata ad Antonella Ricciardi(2004) così si era espresso:
«Io non avevo mai ucciso prima di quel giorno e non l’ho, grazie a Dio, mai più dovuto fare. L’essere la guerra fatta di massacri e di morte, non può alleviare il dramma di chi ha una coscienza e deve sopprimere una vita. Probabilmente le generazioni attuali, quelle che non hanno fatto la guerra non possono capire. Noi abbiamo dovuto sparare alle Ardeatine; non lo abbiamo fatto per un sentimento di odio. L’abbiamo dovuto fare in seguito ad un ordine irrifiutabile venuto direttamente da Hitler. Ciò che posso dire è che la rappresaglia era ed è ancora oggi una pratica legale in guerra. Non ubbidire sarebbe stato impossibile, come è dimostrato dalle vicende terribili di Hiroshima, di Dresda e di tutti i molteplici massacri e rappresaglie avvenuti nella seconda guerra mondiale, dove al contrario di quanto successe alle Ardeatine, si uccisero molto spesso indiscriminatamente anche donne e bambini.»
Tornando un attimo alle parole di Francesco,bisogna purtroppo constatare ancora una volta l’incoerenza della
gerarchia ecclesiastica che «predica bene e razzola male»,infatti potremmo applicare le sue parole al «caso
Priebke» e balzerebbe immediatamente agli occhi la differenza tra il dire il fare; soprattutto questa frase di
Francesco è emblematica: «Ognuno di noi è quella pecora smarrita, quella moneta perduta, quel figlio che ha
sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi. Ma Dio non ci dimentica, il padre non ci abbandona mai, è un
padre paziente, ci aspetta sempre, rispetta la nostra libertà ma rimane sempre fedele. Quando ritorniamo a Lui
ci accoglie come figli nella sua casa, perché non smette mai neppure per un momento di aspettarci con amore.
Il Suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna».
Dobbiamo premettere che i nostri sono ragionamenti umani e non certo simili a quelli di Dio,che il giudizio spetta soltanto a Lui,ma possiamo ugualmente notare che Priebke è proprio «quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi…» che ha avuto la Grazia della conversione ed è ritornato a Lui,proprio come diceva Francesco….Tutto molto bello,peccato che nella pratica niente di tutto ciò è successo,nessuno della Chiesa «lo ha accolto come figlio nella sua casa» se non quei soliti cattivoni della Fraternità San Pio X che non hanno fatto altro che il proprio dovere ricordandosi del Catechismo della Chiesa Cattolica e della «settima» opera di misericordia corporale ovvero seppellire i morti.
Un’altra loro colpa è stata quella di «pregare Dio per i vivi e per i morti»,opera di misericordia spirituale che vista l’insistenza dell’attuale Papa sul tema della misericordia di Dio sembrava esser stata recepita da tutto il clero ma che invece sembra non interessare più coloro che dovrebbero provvedere alla salvezza delle anime.
A questo punto mi chiedo: « Che tipo di misericordia si predica? A chi? A tutti o solo ad alcune categorie? Quali allora?” perchè finora pornodivi e transessuali ne hanno beneficiato pienamente senza che nessuno di questi prelati si sia mai chiesto se si fossero pentiti della loro condotta.
Fortunatamente le sorti delle nostre anime non sono nelle mani di tali preti ma esse saranno giudicate da Dio, senza opportunismi ,vergogne o cedimenti….
Perchè a questo punto si tratta non più di prediche per la salvezza delle anime,ma marketing pubblicitario che poi si applica più o meno a secondo dei casi,cedendo allo spirito del mondo,evitando ogni tipo di attrito, in totale opposizione alle parole di Gesù che ci ricorda che «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo,per questo il mondo vi odia».
A dimostrazione di quanto finora detto cito alcune frasi tratte dal comunicato stampa della Fraternità in merito al funerale di Priebke:
«Un cristiano che è stato battezzato e che ha ricevuto i sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia,
qualunque siano stati le sue colpe ed i suoi peccati, nella misura in cui muore riconciliato con Dio e con la Chiesa ha diritto alla celebrazione della S. Messa e alle esequie….Con la presente ribadiamo il nostro rifiuto di ogni forma di antisemitismo e di odio razziale ma anche dell’odio sotto tutte le sue forme. La religione cattolica e quella della misericordia e del perdono.»
Da tutta questa vicenda appare davvero incredibile il paradosso che si è venuto a creare…. ossia i «lefebvriani»,
cattivoni disobbedienti al Papa sono stati gli unici a mettere in pratica le sue stesse parole!!
Piccolo « florilegio» di citazioni utili: “Perdonate e vi sarà perdonato” (Lc 6, 37)
“Io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato” (Mt 18,32)
“Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” (1 Gv 1,8)
“Tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2 Tm 3,12)
« Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna » (1 Gv 3,14-15)
P.S. ho voluto affrontare questo caso soltanto dal punto di vista «spirituale» poichè per la parte storica ci sono persone molto più competenti di me che per amore della verità sapranno render miglior servizio che pur è dovuto viste le mille bugie ideologiche che circondano la vicenda Priebke.

Alessandro Pini

3 Commenti a "Vae victis: caso Priebke"

  1. #Militia   16 ottobre 2013 at 6:52 pm

    Da quello che e’ successo possiamo ora affermare>

    Le periferie bergogliane non sono le periferie nostre !

    Erich ! Presente !

    Militia