[Quello che non avete ancora visto e letto] Chi è Kotleba, il nuovo “Duce” dalla Slovacchia?

Ha vinto, in base alle sue dichiarazioni, senza cartelloni pubblicitari, senza apparizioni in tv, e spendendo circa 5.000 euro in campagna elettorale.

Ora è governatore della regione di Banská Bystrica. Area afflitta dalla disoccupazione, con alcuni distretti (Revuca, Rimavska Sobota) dove i senza lavoro arrivano praticamente al 30%, con vecchi problemi di coesistenza tra slovacchi e rom. Kotleba ha raccolto questo malumore e in diverse città e villaggi ha avuto davvero una valanga di voti – per esempio a Polomka (un villaggio di 3mila persone nel distretto di Brezno), dove haraggiunto l’82% dei consensi.

Il nuovo governatore sostiene che la Nato sia un’organizzazione terroristica e che la Slovacchia debba uscire dall’euro. Il partito non ha mancato di dimostrare in modo energico questa sua opposizione:

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Kotleba si fa chiamare “Vudce” (duce). Nel 2003 aveva fondato un altro partito che quattro anni più tardi fu dichiarato fuorilegge dal ministero degli Interni, tanto era antagonista. Anche nel corso di quell’esperienza si contraddistinse per le polemiche anti-rom. Elogiò inoltre l’operato di Mons. Josef Tiso, il prelato cattolico che ai tempi della Seconda guerra mondiale istituì a Bratislava, resa indipendente dalla Germania, un governo clericale vicino all’Asse . 

Dal sito del movimento, la commemorazione del Monsignore:

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Kotleba onora la tomba di Tiso:

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Altri onori resi alla tomba:

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Il partito pare essere coinvolto nella lotta per la difesa della famiglia tradizionale. Questa foto è stata scattataquest’anno in occasione dell’anniversario dell’arrivo dei Santi Cirillo e Metodio. Alciuni iscritti e simpatizzanti sono scesi in piazza insieme ad altre associazioni, l’evento è stato caratterizzato dal motto: “Restauro della famiglia – la resurrezione della nazione!”:

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Negli ultimi giorni la pagina Facebook di Kotleba ha acquistato di ora in ora sempre più “Like” sull’onda del successo elettorale. Questa mattina siamo a 25.555 “Mi piace”, qualche giorno fa erano 18.000. Ammontavano a 5.000 poco dopo il primo turno elettorale del 9 novembre.

Una vignetta significativa: “Non è un neonazista, è un normale elettore frustrato perché nessuno si occupa dei suoi problemi”.

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Stamattina sul quotidiano Europa si può incontrare una riflessione interessante: un fattore che spiega l’exploit del “principe nero” sta nel fatto che l’elettorato slovacco, periodicamente, dimostra una certa attrazione per gli uomini forti. Questa tendenza è stata confermata dall’ascesa al potere di Vladimir Meciar negli anni ’90. Volle il divorzio con la Cecoslovacchia, mise la museruola alla stampa e puntò sull’autarchia culturale, portando l’Ue e la Nato a congelare il processo di integrazione della Slovacchia.

Più recentemente c’è stato il caso del Partito nazionale slovacco di Jan Slota, abile a cavalcare i risentimenti storici nei confronti dell’Ungheria e il fastidio – pure lui – verso i rom. Slota, assieme al redivivo Meciar, fu partner di governo di Robert Fico in quella che, tra il 2006 e il 2010, fu l’inedita coalizione “rosso-bruna” slovacca. L’elettorato la bocciò, spingendo fuori dal parlamento sia Slota che Meciar, che era già stato punito nel 1998, quando uscì dal palazzo del governo. Insomma, se è vero che gli slovacchi prendono delle sbandate, è altrettanto vero che poi dimostrano di avere gli anticorpi. Ne conseguirebbe che anche Kotleba è destinato a essere una parentesi. Ma intanto, vuoi per la crisi economica e vuoi per la sfiducia verso i partiti tradizionali, robusta anche dalle parti di Bratislava, è stato eletto governatore di Banska Bystrica e da lì, in vista delle elezioni del 2016, intende giocarsi le sue carte e sfondare anche a livello nazionale.