[ESCLUSIVA] Don Ennio Innocenti intervistato da Pietro Ferrari

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Riportiamo qui un’intervista che Don Ennio Innocenti ha rilasciato a Pietro Ferrari della redazione di Radio Spada. Al di là di singole prese di posizione e di singole opinioni dell’intervistato, non si può negare che Don Innocenti sia uno dei massimi esperti italiani di gnosticismo e di derive neo-gnostiche durante l’attuale e deflagrante crisi nella Chiesa, nè si può negare che il suo impegno di divulgazione culturale e teologico sia ormai più che trentennale.  Buona lettura e un vivo ringraziamento all’intervistato e all’intervistatore.  

1)      Nella sua opera “Storia del potere temporale dei Papi” del 1996, si giunge ovviamente fino a Giovanni Paolo II. Come inquadrerebbe oggi la figura di Benedetto XVI nella storia della Chiesa, riguardo l’aspetto “politico-sociale”del suo pontificato?

 

Rimando al mio volume “Dottrina Sociale della Chiesa (2012)” e ci fu anche un’edizione successiva di “Storia del potere temporale dei Papi” nel 2001. A quel tempo ero impegnato come avvocato difensore in un processo penale, avviato dal Card. Ratzinger. Durante gli anni del processo, io mi ero reso conto di varie gravi disarmonie al vertice del governo ecclesiastico, ma ancora non era evidente il tracollo di salute di GPII. Gli ultimi due anni del pontificato di lui mostravano l’evidenza che non era in condizioni di governare gli uffici curiali come la legge pretendeva. Difatti se lo stesso Pontefice aveva dovuto prendere atto di vari limiti di governo e perfino d’avere la porta sbarrata di alcuni suoi uffici, a lui sottoposti, non fa meraviglia che ben altri poteri esterni, di probabile derivazione massonica, abbiano tempestivamente tentato di mortificare la sovranità stessa della Santa Sede nell’ ONU.

Le disarmonie di vertice di governo della Chiesa stanno aggravando la situazione. Infatti l’ostinata scelta voluta dalla Segreteria di Stato di adottare come moneta vaticana l’euro in continuità con l’adozione della lira italiana, ha provocato il perpetuarsi di una ulteriore confusione sorta dopo la riforma fiscale italiana del 1971, e cioè, con l’acquiescenza della Segreteria di Stato sotto il pontificato di Ratzinger, si insiste nell’affermare erroneamente che la Santa Sede ha una sovranità internazionale alla pari della Repubblica di San Marino, in quanto essa sarebbe Stato satellite dell’Italia*, mentre ce l’ha per la sua neutralità come la Svizzera. E’ in questo quadro di deficitario controllo del vertice di governo che il Papa Benedetto XVI ha ritenuto giusto, nel 2013, ritirarsi e diventare emerito.

 

2)      Molte esternazioni di Francesco I hanno causato disorientamento. Quale atteggiamento il fedele cattolico deve mantenere, nei confronti del papato in astratto e dell’attuale Papa in particolare?

 

Il Papato deve promuovere l’evangelizzazione, garantire la comunione, integrare le deficienze; ma il Papa è un uomo e può sbagliare (e ha sbagliato molte volte). Il disorientamento provocato da Francesco riguarda il perdono (che non è affatto incondizionato) e la tenerezza (che deve essere intesa connessa alla bontà).

Altre esternazioni occasionali non vanno sottolineate, anche perché la sua preparazione filosofica, teologica e giuridica è senz’altro modesta.

 

3)      Vi sono frange spurie nel cosiddetto “tradizionalismo cattolico”, inteso in senso lato come “luogo ideologico”, funzionali al neo-modernismo teologico?

 

Il tradizionalismo stesso, in sé, è ideologico e come tale è esposto ad essere strumentalizzato. La tradizione del cattolico riguarda la rivelazione divina culminante in Gesù e, per sua volontà, nei primi apostoli: dopo non c’è rivelazione per il genere umano (ma solo rivelazioni private): la tradizione è la trasmissione della rivelazione, e di questa trasmissione (scritta o orale che sia) è custode e giudice la Chiesa garantita da Gesù. Le tradizioni umane (anche ecclesiastiche) sono altra cosa!

 

4)      Cosa pensa del “fenomeno-medjugorje” anche alla luce dei misteri di Fatima e come valuta questo trentennio passato, che lo ha visto crescere a dismisura tra le masse dei fedeli come Luogo di Pellegrinaggio e di Rinascita?

 

Il “fenomeno” fu giudicato negativamente dal vescovo del luogo e poi dalla Conferenza Episcopale competente. Fu scoraggiato dagli organi responsabili della Santa Sede, la quale ha ridotto allo stato laicale il frate promotore del fenomeno. Dio è libero di dare le sue grazie come vuole, ma il “fenomeno” non appare coi segni che la Chiesa usa per giudicarlo soprannaturale.

 

5)      Lei scrisse nel 2000 l’opera “Influssi gnostici nella Chiesa d’oggi”(leggibile on-line: http://www.fraternitasaurigarum.it/wordpress/?page_id=88); se volesse aggiungere una postfazione o un capitolo al libro circa la situazione attuale, quali temi evidenzierebbe e quali personaggi indicherebbe come pericolosi epigoni dello gnosticismo?

 

Dopo il 2000 è uscita l’opera “La gnosi spuria” aggiornata fino a BXVI …L’influsso della psicanalisi raggiunse l’Università intitolata al Sacro Cuore di Cristo, dove Leonardo Ancona si illuse di conciliarla col cristianesimo. Perciò non fa meraviglia che anche i seminari si siano aperti all’influsso della psicanalisi coi noti effetti sulla moralità di vari preti e sulla perdita di molte vocazioni. Per un Severino che viene cacciato eccoti un Cacciari, autore esplicitamente gnostico, che Milano ( il Card. Martini, Don Verzé…) accoglie in cattedra, gnostico quando insegna (su “L’Osservatore Romano” del 7.3.96) che l’oggetto della speranza è la “nostra individualità”. A conferma della deriva gnostica dell’università “cattolica” di Milano denominata San Raffaele, ecco la cattedra di Teologìa affidata al filospinoziano Vito Mancuso.

Le analisi storiche sui condizionamenti culturali di GPII (dimostrati come steineriani – tramite il teatro rapsodico di Kotlacyk – fenomenologici – tramite la scuola scheleriana) non aggiungono alcunché alla frana gesuitica .. Purtroppo la guida di BXVI non risulta(va) a tutti univoca .. non è sempre chiara la sua negazione del trascendentalismo kantiano; egli è ora chiaro nel rifiutare un’ermeneutica di rottura sul CVII, ma non risulta alcuna sua autocritica per aver accreditato la “Gaudium et Spes” proprio come “Contro-Syllabo” … non è noto il suo disaccordo con le premesse teologiche del cristianesimo anonimo di Ranher ed appare inquietante il suo aperturismo ecumenico agli anglicani ed agli ortodossi senza precisare  la fede cattolica sull’indissolubilità del matrimonio sacramento … discutibili le sue simpatie per Buber e la filosofìa ebraica; per Pannenberg e per Barth. Connessa con la sua giusta difesa della razionalità, è ravvisabile una sicura diagnosi della gnosi spuria che egli smaschera nella cultura antica …e nel buddismo. Secondo Piero Vassallo la rete della cultura gnostica in Italia è ancora coordinata da una triade di ideologi cabalisti e orientalisti (E. Bernarth, B. Bazlen, R. Calasso) al cui corteo vanno ascritti Vanini per la mistica, Citati per la letteratura, Alvi per l’economìa e il gruppetto degli olisti per la scienza.

 

6)      A suo avviso, chi sostiene che la Barca di Pietro dovrebbe correggere un po’ la sua “rotta” in chiave sempre più ecumenica ed eliminare le “zavorre” del passato, per attenuare il suo aspetto sia “istituzionale” che “centralista”, può definirsi cattolico a tutti gli effetti?

 

La storia umana della Chiesa non è priva di scorie che ostacolano l’evangelizzazione e questa è lo scopo della Chiesa. Le zavorre ci sono, ma non possono eliminarsi una volta per sempre perché dipendono dai vizi umani contro i quali bisogna sempre combattere. L’ecumenismo è un dovere da perseguire, senza compromessi “politici”. E’ degno del cattolico perseguire l’ideale evangelico anche per l’istituzione, in ogni secolo.

 

La ringrazio a nome del sito di Radio Spada per la sua disponibilità. 

Post Scriptum:

L’intervista è stata epistolare e pertanto non vi è stata possibilità di chiedere precisazioni immediate a quelle risposte che aprivano ulteriori scorci di interesse, né però di insistere sui punti sui quali il sacerdote ha preferito, con stile prudenziale ed esperienza, un po’glissare. Ai punti 1 e 5, avendo il sacerdote rimandato alle sue opere, ho preso stralci delle medesime da me ritenuti pertinenti per non lasciare il lettore a bocca asciutta.

 

 

NOTA * “Vedi al riguardo le procedure seguite dall’Italia nella convenzione monetaria riguardante l’uso dell’Euro come moneta vaticana: procedure imposte da Bruxelles ed accettate supinamente dalla Segreteria di Stato contro il parere contrario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede che suggeriva sin dal 1971 (al termine del Gold Standard) il ritorno all’uso della moneta vaticana con valore autonomo nei confronti di qualsiasi valuta, in conformità al fatto che la Santa Sede è presente a motivo della sua sovranità temporale monetaria con la sua Banca Centrale dal 1929 (l’Amministrazione Speciale oggi APSA straordinaria) in tutti gli Enti Finanziari Internazionali”.

                                                                   

Breve profilo biografico di Don Ennio Innocenti: http://www.fraternitasaurigarum.it/wordpress/?page_id=75

 

Pietro Ferrari

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