Forconi-massoni?

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PREMESSA

Il presente scritto non si prefigge il compito di ricostruire nei minimi dettagli la genesi del movimento cosiddetto dei “Forconi” ma – data la contemporaneità dei fatti e degli avvenimenti – intende mettere in luce alcuni aspetti alquanto singolari degli stessi e la perfetta quanto straordinaria aderenza di intenti e di fini con i disegni di alcune obbedienze massoniche.

A coloro i quali potrà apparire inverosimile  una ricostruzione di siffatta maniera (che si baserà su documenti e deduzioni logiche scaturite dall’analisi degli stessi) basterà far menzione dell’insegnamento della storia la quale ci ricorda – ad esempio – che gran parte  delle sollevazioni apparentemente spontanee e popolari che si sono verificate in Europa all’epoca della Rivoluzione Francese o negli Stati Italiani nell’800, sono il frutto – per stessa pacifica loro ammissione – di un intenso quanto capillare lavorìo di sette massoniche o paramassoniche che hanno avuto come scopo quello di rovesciare i Troni e gli Altari per instaurare con inganni, cospirazioni e violenze, i principî anticristiani partoriti nelle stesse logge.

Ma anche nel ‘900 i regimi fascisti e comunisti hanno avuto – sin dall’inizio – l’appoggio di circuiti ed organizzazioni più o meno occulte. E questo modus operandi vale anche per quella fase politica della storia italiana che va sotto il nome di “strategia della tensione”.

Dunque, un intento – il nostro – di leggere gli accadimenti di questi giorni in controluce senza alcuna velleità “dietrologia” ad ogni costo ma cercando – per quanto possibile – di mettere in guardia le migliaia di persone che, spinte da una legittima necessità materiale e sotto l’impulso di una sacrosanta esigenza di giustizia sociale, sono scese in questi giorni in piazza per protestare.

I LIMITI DI UNA PROTESTA.

Ad un’analisi anche sommaria delle “parole d’ordine” della protesta appare incontrovertibilmente che ci si trova innanzi ad una massa fortemente eterogenea sia per composizione sociale che per rivendicazioni immediate.

Tuttavia, un elemento accomuna questa massa interclassista: far cadere il governo Letta ed indire nuove elezioni. Una richiesta attuata con mezzi forti (che non significa violenti) ma che insiste su di un argomento debole: il ricorso alle urne.

Già questa prima considerazione ci induce a riflettere sul carattere squisitamente “politico” (senza voler fornire un dato valoriale ma limitandosi a registrare i fatti) della “ribellione”. Certo, non mancano le argomentazioni un po’ più pregne di contenuti (sprechi della politica, regime vessatorio di Equitalia, le banche che mettono in ginocchio l’economia di una Nazione, ecc.) ma restano marginali ed intrinsecamente limitate sia per la forma “magmatica” e fluida delle manifestazioni che per la genesi delle stesse: di “pancia” e non di testa.

Inoltre, se si considera in che contesto e con quali modalità comunicative si è giunti ad organizzare il “9 dicembre” ci si trova di fronte a moltissimi dubbi ed interrogativi.

Ad esempio, appare alquanto superficiale impostare un’azione che tende a compiere azioni forti diffondendola così pomposamente sul posto più spiato al mondo (FACEBOOK) con la certezza di infiltrazioni da parte di provocatori e servizi segreti. Se si è in buona fede certamente si é sprovveduti. E chi é sprovveduto non può autonominarsi capo di una “rivolta”.

Non dimentichiamoci che le cosiddette “primavere arabe” sono state innescate soprattutto con l’attività in rete di agenti della CIA. Sembra di riascoltare le parole del “compagno” Palmiro Togliatti nel 1947 il quale rispondendo a Pajetta che lo informava di aver occupato la Prefettura di Milano, rispondeva: “Ah, bene. Ed ora che ve ne fate?”. Ossia, senza una piattaforma politica e senza contenuti politici si corre il rischio di essere facile preda di manovratori che, dopo aver creato gli “états d’ésprits”, finiscono col manovrare i popoli. Beninteso, rivendicazioni e contenuti politici che vadano al cuore del problema (l’incapacità degli Stati di essere proprietari della moneta) e non verso le false soluzioni create ad arte dai mass-media per indirizzare sapientemente la rabbia popolare da loro stessi indotta (costi della politica, ad esempio).

Non è un mistero, tanto per citare un solo esempio eclatante, che i leaders della protesta anti-G8 o contro la globalizzazione all’epoca dei fatti di Genova 2001, siano ben accetti nelle logge massoniche francesi.[1]

MA LA PROTESTA È INDIRIZZATA ANCHE CONTRO LA MASSONERIA.

Un’obiezione legittima e assolutamente da prendere in considerazione soprattutto se si pensa ai fatti di Roma dell’ottobre 2011 quando migliaia di manifestanti invasero la Città Eterna rendendosi “protagonisti” di una vera e propria guerriglia urbana orchestrata dalle frange più violente raggruppate sotto  la sigla degli “Indignados”. Quella stessa manifestazione che aveva tra le parole d’ordine la lotta al cosmopolitismo finanziario, al predominio della finanza sull’economia, alla “cinesizzazione” del mondo si prefiggeva di far cadere il governo Berlusconi e, “paradossalmente”, venne benedetta proprio dai massimi esponenti della finanza internazionale come lo speculatore Soros ed il governatore della BCE Mario Draghi.

Non mancò chi – a ragion veduta – intuì una regia esterna di quei fatti che avrebbe contribuito a far cadere il governo Berlusconi ed a far insediare a Palazzo Chigi il “massone” Mario Monti. Una rabbia eterodiretta e sapientemente orchestrata?

Questa volta, invece, i guru della speculazione sono l’obiettivo della protesta. Anzi, a dirla tutta, anche le conventicole paramassoniche come la Trilateral Commission ed il Bildelberg Group – giusto per citarne due – costituiscono i parafulmine di un malcontento diffuso e trasversale.

Agli attenti studiosi e ricercatori dei fenomeni sociali e politici, non sfugge che alla base dei grandi sconvolgimenti epocali mondiali, esiste una sorta di “dialettica Hegeliana” secondo la triade “TESI-ANTITESI-SINTESI”. Vale a dire che dall’apparente scontro di due modelli o istanze irriducibili, si giunge ad una “sintesi” degli opposti che andrà a costituire la futura TESI di una nuova impostazione dialettica hegeliana e così via. È stato così per la seconda guerra mondiale dove il “necessario” scontro tra i fascismi ed i comunismi ha costituito la tappa intermedia per l’egemonia culturale e politica della “tirannide democratica”. È stato così, ad esempio, all’epoca della speculazione monetaria degli anni ’90 condotta proprio da Soros ai danni della Lira Italiana e della Sterlina Inglese che ha fatto implodere lo SME per fungere da battistrada per gli accodi di Maastricht e la nascita della successiva Unione Monetaria Europea.

D’altronde, alla base dell’agire pratico delle massonerie, esiste il motto “l’Ordine lo si raggiunge attraverso il Caos” che rappresenta una sorta di rinascita iniziatica globale ed individuale.

“FRATELLI COLTELLI”.

Ciò considerato e premesso, non è un mistero che all’interno delle obbedienze massoniche italiane esista una sorta di guerra (alla faccia della tolleranza massonica) senza esclusione di colpi che vede contrapposti il Grande Oriente d’Italia Democratico  (ed il suo braccio metapolitico Democrazia Radical Popolare) di Giole Magaldi al Grande Oriente d’Italia di Gustavo Raffi. Non è una novità. Anche agli inizi del secolo scorso dal Grande oriente d’Italia si registrò una fuoriuscita di “fratelli” che diedero vita alla Gran Loggia d’Italia. Il casus belli? Il dibattito in parlamento sull’educazione religiosa da impartire nelle scuole pubbliche.

Il Grande Oriente d’Italia Democratico, si ritiene l’unico e vero depositario dello spirito originario ed originale della liberomuratoria: anticlericale, giacobina, risorgimentale, popolare, progressista. In una parola di “sinistra” e ritiene, per converso, che l’attuale guida di Gustavo Raffi al GOI abbia tradito esattamente questo spirito snaturando la funzione “civilizzatrice” della massoneria inserendosi in un sentiero diametralmente opposto e di “destra”: clericalismo sostanziale ed alleanza con i poteri forti tecnocratici che guidano l’Europa a cominciare dalla BCE.

Per questo, il Grande Oriente d’Italia Democratico ha condotto una guerra senza quartiere al “fratello” Berlusconi reo di aver “usato” la sua affiliazione massonica per perseguire finalità non coerenti con quello spirito puro della massoneria ed in un passato recente ha fortemente osteggiato le scelte del Governo Monti. Anche Letta e Renzi sono nel mirino del Grande Oriente d’Italia Democratico  per le stesse motivazioni.

Ed è proprio dal sito del GOD che si apprende come le istituzioni mondialiste come la Trilaterale, il Bildelberg, il CFR, ecc. sono istituzioni “paramassoniche” nel senso che non costituiscono logge ma che devono porsi al servizio della massoneria propriamente detta[2].

Anzi dalla lettura di numerosi ed interessanti articoli pubblicati sul sito del Grande Oriente d’Italia Democratico si apprendono notizie ed informazioni interessantissime. Vale la pensa di estrapolare un lungo stralcio al fine di cominciare ad inquadrare l’intero contesto entro il quale ci muoviamo: “(…) Questo tipo di associazioni possono essere definite para-massoniche in quanto sono sempre fondate da un nucleo ristretto di Liberi Muratori, i quali poi coinvolgono nelle loro attività sociali anche non-massoni (cosa che non potrebbero fare in Loggia, dove si può accedere soltanto dopo un lungo percorso preparatorio e una iniziazione ufficiale di tipo misteriosofico) per finalità più direttamente politiche, diplomatiche, civili, culturali o economiche di quanto (ufficialmente) può concedersi di fare una singola officina libero-muratoria o una federazione di logge (Comunione o Obbedienza che dir si voglia), vincolate a determinati principi rituali e sapienziali (…) Rimane il fatto, però, che –immancabilmente- queste società (segrete o palesi) para-massoniche sono sempre dirette (in modo riservato e più o meno velato) da una ristretta cerchia di Massoni: i non-massoni vi figurano come comprimari subalterni, compagni di viaggio, semplici ospiti occasionali, anche se si tratta di personalità ragguardevoli – a livello nazionale o internazionale – della politica, dei media, della diplomazia, dell’industria, della finanza, della cultura, etc. (…) I partecipanti tecnicamente non massoni a queste società paramassoniche sono considerati dei “profani utili”.
Quelli che vengono invitati una tantum alle riunioni esterne dei club para-massonici come il Bilderberg Group, la Trilateral Commission, il CFR, il RIIA, etc., non rivestono una grande importanza nell’ambito di questi consessi e la loro utilizzazione (da parte dei Fratelli Muratori che controllano rigorosamente i citati club para-massonici) è contingente e limitata. Coloro che invece vengono convocati stabilmente e utilizzati con qualche frequenza per qualche operazione politico-diplomatica, economico-finanziaria o mediatica, godono di una più ampia considerazione e ricevono benefici maggiori di quei profani che solo una o due volte siano stati invitati. Quei soggetti, maschi e femmine che, pur senza avere compiuto il rito d’iniziazione massonico propriamente detto, vengono cooptati come membri a tutti gli effetti di queste società para-massoniche sovra-nazionali, sono considerati dei Para-Massoni, una specie di fratellastri, i quali non avranno mai un ruolo di indirizzo gestionale o strategico in capo alle varie associazioni mondialiste di cui sono parte (tale ruolo è riservato esclusivamente a Massoni passati per il gabinetto di riflessione e tra le colonne Jachin e Boaz[3]), ma vi manterranno comunque un ruolo servizievole e utile (per sé e la propria carriera/sorte personale; per gli altri, specie per i danti causa/mandanti in grembiulino), ancorché subalterno. Ma c’è modo e modo di essere subalterni: alcuni rimangono per tutta la vita dei “camerieri” (anche se di rango elevato), altri possono arrivare ad essere dei “caposala”, qualcuno più fortunato può persino trovarsi ad impersonare un ruolo di “maggiordomo” o “gran ciambellano”. Tuttavia, i ruoli veramente direttivi e strategici sono riservati ai Fratelli Liberi Muratori propriamente detti, che non solo sono all’origine di tali società para-massoniche (avendole costituite), ma ne mantengono sempre -di generazione in generazione, attraverso un lascito che non è familiare in senso profano, ma di precipua ascendenza spirituale-iniziatica- il ferreo controllo. Il perfetto Para-Massone, in questi contesti, solitamente deve essere una persona ambiziosa ma anche servile e cosciente dei propri limiti e della propria subalternità rispetto a chi sia Massone a tutti gli effetti; una persona furba e sveglia più che veramente intelligente, piena di spirito di iniziativa ma senza grandi idee o principi troppo radicati (…)
[4] Tutto ciò premesso, dichiariamo e riconosciamo ufficialmente e pubblicamente che Enrico Letta è quasi un perfetto Para-Massone (…) abbiamo dunque a che fare con un individuo che, proprio in virtù della propria mediocrità intellettuale, dell’assenza di idee che non siano del tutto banali, conformiste e rabberciate (…), del proprio carattere diplomatico, servile e opportunista (rispetto ad ogni potere forte e costituito), è stato da anni prescelto come uno dei più promettenti allievi Para-Massoni per l’Italia, da parte di coloro che fanno “girare la ruota” in Europa, in Occidente e nel Mondo, da qualche decennio. Questi attuali “volgitori della ruota” (…), dopo circa due secoli e mezzo di ininterrotta egemonia della Libera Muratoria progressista (creatrice delle moderne società aperte fondate su stato di diritto, parlamenti rappresentativi, laicità delle istituzioni, trinomio Libertà, Fratellanza Uguaglianza, diritto al lavoro e alla dignità personale per ogni cittadino etc.), sono alcuni estesi e influenti gruppi di Massoni contro-iniziati, reazionari e conservatori, desiderosi di realizzare una graduale ma inesorabile involuzione illiberale, anti-democratica, tecnocratica e neo-oligarchica nella gestione della res publica occidentale (…) Questi attuali “volgitori della ruota” (…) stanno mettendo in atto non già un complotto o una cospirazione occulta, bensì un progetto che è potenzialmente sotto gli occhi di tutti, salvo per coloro che si rifiutino di guardare (…) finalmente personaggi come Giorgio Napolitano, Mario Monti, Enrico Letta & Compari-  con tutti coloro che gli sono andati e ancora gli andranno dietro con vomitevole e acritico servilismo decerebrato- saranno nudi e senza più giustificazioni dinanzi all’opinione pubblica del Popolo Sovrano. Un Popolo, si badi bene, cui non mancherà il supporto delle avanguardie massoniche progressiste nazionali e cosmopolite, come già accadde in Occidente nel 1776, nel 1789, nel 1820-21, nel 1830-31, nel 1848, nel 1870 e nei decenni successivi, sino alla sconfitta del nazi-fascismo (magnum opus di cenacoli massonici reazionari che avevano nel Gran Consiglio del Fascismo e nell’establishment finanziario e industriale nazista vicino a Hjalmar Schacht i propri referenti privilegiati in Europa) nel 1945 e alla fondamentale approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948. Da allora, i Fratelli progressisti si sono seduti colpevolmente sugli allori e i trionfi conseguiti, senza accorgersi per tempo che gli ambienti massonici reazionari e conservatori (per secoli minoritari e sempre sconfitti), convinti di avere il diritto-dovere di governare il popolo bue ed asino con rinnovato ed elitario pugno di ferro, nonché la facoltà di trasformare ovunque la democrazia in “democratura oligarchica”, hanno di molto accresciuto il loro potere e la loro influenza nell’ecumene planetaria, specie attraverso il controllo maggioritario di quelle società para-massoniche di cui “maggiordomi-cortigiani” come Enrico Letta ed altri politicanti europei sono figli legittimi e servizievoli (…) Anche le aristocrazie d’Ancien Régime danzavano leggiadre e incuranti sull’orlo dell’abisso; incuranti del privilegio odioso e dei soprusi in danno di milioni di aspiranti cittadini trattati come sudditi privi di ogni peso politico, sovranità e dignità personale. Poi, però, i labari delle logge massoniche progressiste furono portati fuori dalle officine, il trinomio Libertà-Fratellanza-Uguaglianza uscì dal chiuso dei templi libero-muratori per animare le rivendicazioni di donne e uomini agguerriti, il canto della marsigliese scosse sin dalle fondamenta tutto il Vecchio Continente. In campana (…)[5].

Scritto “illuminante” che apre una nuova chiave di lettura rafforzando l’idea dalla quale eravamo partiti: un’élite di tecnocrati “paramassoni” – nel senso appena spiegato – o di “massoni reazionari” che, venendo meno al proprio compito, ha blindato la stanza dei bottoni delle organizzazioni strumentali paramassoniche mondialiste, per dirigere i binari della storia verso un’involuzione di tipo oligarchico.

Stesso linguaggio dei forconi, stesse argomentazioni, stessa critica. È la dimostrazione più evidente che non è sufficiente essere “contro” per ritrovarsi automaticamente dalla parte giusta. Si può essere ferocemente contro l’Europa dei tecnocrati alla Monti ed essere un fervente massone. Si può chiedere la testa di Letta e di questo governo e far comunque partire gli ordini dalla loggia. Si può addirittura chiedere la riforma della BCE indossando in ogni caso il grembiulino delle grandi occasioni. La storia insegna che le “rivoluzioni” –  apparentemente ammantate da evanescenti rivendicazioni di giustizia sociale – spesso e volentieri sono state partorite all’interno dei covi della massoneria. Sono scoppiate simultaneamente ed in posti diversi per il tramite dei loro agenti cospiratori… E lo ammettono gli stessi massoni in  maniera trasparente. Un ossimoro, a prima vista…

Si obietterà che questo scritto, sia pur interessante, non prova assolutamente nulla né tantomeno la regia dei Massoni progressisti del Grande Oriente d’Italia Democratico rispetto alle manifestazioni di questi giorni.

Vero. Tuttavia, si conceda che è possibile almeno rilevare una perfetta simbiosi di intenti e fini tra le proteste ed i desiderata di questo Grande Oriente.

In ogni caso, continuiamo nella ricerca e nell’opera di ricomposizione del mosaico inserendo nuove tessere. A tal proposito sarà interessante far notare come la parola “Forconi” viene ripresa diverse volte in articoli non proprio recenti del sito del GOD e che assumevano il tono quasi minaccioso. È doveroso ricordare che la protesta di questi giorni costituisce la duplicazione di quella andata in onda nel gennaio 2012 sempre con le medesime modalità e sempre dai “Forconi”.

Leggiamo cosa scrivevano i massoni del del GOD il 31 dicembre 2011 pochissime settimane prima di quelle manifestazioni: “(…) Ma dall’Europa, così come già accadde nel XVIII secolo (e stavolta ancora meglio di allora) verranno le idee e le pratiche rivoluzionarie in grado di strappare gli Oligarchi dai loro ignobili e prevaricatori sogni di dominio. Dall’Europa, se necessario, verranno i forconi in grado di atterrire e mettere in fuga i nuovi (aspiranti) aristocratici e i loro cortigiani cicisbei. Buon 2012 a Tutti, eccezion fatta per coloro che vorranno opporsi ad una necessaria Rivoluzione Democratica del XXI secolo (…)[6].

Ed il 1 gennaio 2012 si ammoniva che “(…) se in Italia Napolitano e Monti guidano la “barca” con determinate ricette (fallimentari, odiose e prive di qualsivoglia utilità economico-sociale), la colpa è anche di quelle classi dirigenti e di quei cittadini che glielo stanno consentendo, invece di iniziare a imbracciare i forconi e a tirare pomodori… (…)[7].

Casualità semantiche? Coincidenze linguistiche? Diamo ancora il beneficio del dubbio. Ma apprestiamoci a leggere un comunicato sempre del GOD nel quale al termine delle manifestazioni dei “Forconi” del gennaio 2012, si dava pieno appoggio (almeno morale ed ideale) alle stesse manifestazioni: “(…) In conclusione, comunque, Democrazia Radical Popolare come Movimento specificamente politico trans-partitico (insieme a Grande Oriente Democratico, quest’ultimo da una prospettiva di supporto metapolitico e civile) chiede Giustizia, Ascolto e Rispetto per le necessità del Popolo Siciliano in rivolta nei giorni passati (e in quelli futuri, se non si cambia musica)[8].

Ognuno tragga le conseguenze che desidera ma lasciando i fatti nella loro cornice di obiettività. Tanto più che nel luglio del 2012, in un articolo apologetico e celebrativo della massonica Rivoluzione Francese, si poteva ancora leggere quanto segue: “(…) Come negli anni, nei mesi e nei giorni che precedettero il 14 luglio 1789. Buona Presa della Bastiglia a tutti, nel frattempo, con lo sguardo volto all’EuroTower di Francoforte, nuovo simbolo di un potere assolutistico, dispotico e tetragono che persegue gli interessi esclusivi di nuove aristocrazie ciniche e beffarde, nonché manipolatrici della credulità del popolo bue. Fintanto che il popolo non prenderà i forconi e tornerà ad indossare il berretto frigio della Rivoluzione. Non per abbattere il capitalismo e le istituzioni democratiche (come ancora vagheggiano gli imbecilli di estrema destra o di estrema sinistra non democratica), ma per difendere una sana e libera economia di mercato armonizzata con lo stato di diritto, la democrazia, la giustizia sociale e il diritto di tutti e di ciascuno alla felicità e alla sicurezza morale, materiale e spirituale, in conformità ai principi stabiliti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata all’ONU il 10 dicembre 1948, figlia legittima di quell’altra Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 26 agosto 1789, che senza i fatti del 14 luglio precedente non sarebbe mai stata promulgata dinanzi alla Francia e al Mondo(…)[9].

Ritorna ancora la parola “forconi” in associazione con l’epopea massonica della Rivoluzione Francese.

Nel novembre 2012, invece, si preannunciava una forma di protesta ferma e non violenta: “(…) AD MAIORA, cittadini italiani ed europei, auspicando che il POPOLO del Vecchio Continente sappia combattere, con FERMA E INESORABILE NON VIOLENZA e con INDOMITA RIBELLIONE DEMOCRATICA, lo sciagurato Progetto neo-oligarchico che sta progressivamente cinesizzando la società europea. Si consideri poi il carattere altamente esemplare e significativo delle nostre prese di posizione, visto che Noi di GOD siamo fermamente a favore della costruzione degli Stati Uniti d’Europa e quella che rifiutiamo con sdegno, piuttosto, è questa UE matrigna, iniqua e funesta. E ricordate tutti che, a meno di violazione anche formale delle regole democratiche (e alcuni euro-tecnocrati sono probabilmente vicini a compierle, anche se ancora non hanno oltrepassato certi confini), la protesta, per essere FORTE e CONVINCENTE, deve rimanere rigorosamente NON VIOLENTA(…).[10]

A tutto ciò si aggiunga anche l’alto valore simbolico rappresentato dalla forma scelta (da chi?) per rappresentare nelle piazze questa protesta: il Tricolore ed il richiamo forte, quasi ossessivo, al Risorgimento. È appena il caso di ricordare ai lettori che il cosiddetto “Risorgimento” con tutto il suo ciarpame di simboli (ivi compreso il “tricolore”) appartengono all’armamentario rituale delle logge massoniche. Abbondante e diffusa è la letteratura e la bibliografia reperibile anche in rete che appare superfluo procedere ad una dimostrazione dell’ovvio.

A quanti resteranno ancora scettici sull’argomento invitiamo a soffermarsi sulle ammissioni dello stesso GOD in merito alle modalità tecnico operative ed alla mistificazione dei fatti e degli accadimenti: “(…)Del resto, come insegna un vecchio motto di matrice iniziatica, non c’è verità fattuale meglio occultata di quella che sia esposta in bella evidenza, in un contesto in cui i potenziali osservatori siano distratti da svariati giochi d’artificio,collocati sapientemente da chi sappia come sviare quotidianamente l’attenzione (…)[11].

E se poi qualcuno avrà la pazienza di ricercare il significato simbolico del “forcone” e la sua strettissima somiglianza alla lettera “Shin” dell’alfabeto ebraico potrà trarre altre conclusioni.

 


[1]«Bernard Cassen (fondatore e leader di Attac) è regolarmente invitato dalle loggie del Grande Oriente, da noi è sempre il benvenuto. Molti nostri fratelli stanno con José Bové: certamente non per smontare i Mc Donald’s!». [Alain Bauer, grande maestro del Grande Oriente di Francia (GODF)]. Si veda: http://www.disinformazione.it/massoneriagovernaeuropa.htm

[2] È appena il caso di ricordare che la massoneria è una società segreta di iniziazione con proprie ritualità e che si basa sul naturalismo costituendo – de facto – una contro chiesa condannata infinite volte dal Magistero dei Sommi Pontifici.

[3] Che sono stati, cioè, iniziati.

[4] Insomma, un servo sciocco ed ubbidiente.

[5] Si legga: “Enrico Letta, un Para-Massone diligente, mediocre, subalterno e servizievole, all’Obbedienza dei circuiti massonici sovranazionali più reazionari e antidemocratici” su http://www.grandeoriente-democratico.com/Enrico_Letta_un_Para_Massone_diligente_mediocre_subalterno_e_servizievole.html

[11]Enrico Letta, un Para-Massone diligente, mediocre, subalterno e servizievole, all’Obbedienza dei circuiti massonici sovranazionali più reazionari e antidemocratici”, ibidem.

3 Commenti a "Forconi-massoni?"

  1. #ROSA ALBA   17 dicembre 2013 at 9:03 am

    mi trovo del tutto d’accordo con il contenuto di questo articolo, per le mie conoscenze in materia legate al mio lavoro di giornalista d’inchiesta. chapeau! rosa alba

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  2. #claudio   18 dicembre 2013 at 12:18 am

    Interessante e plausibile, al tempo stesso deprimente (almeno per me che mi compiacevo di un inizio di reattività popolare nei confronti della dittatura europoide).
    Servi sumus .

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  3. #Francesco Aiello   23 dicembre 2013 at 12:38 pm

    Ma che c’entrano i Forconi con tutto questo ?

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