Nelson Mandela: le sue responsabilità dinanzi allo sfacelo del Sudafrica

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È morto Nelson Mandela e ce ne dogliamo, ma speriamo che assieme a lui, muoia anche l’odio contro i “bianchi”:

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Il Sudafrica, una nazione creata dai bianchi olandesi e scandinavi che già nel XVII Secolo, separandosi dalle comunità originarie di coloni, iniziarono ad utilizzare una propria lingua (afrikaans) e ad essere chiamati contadini “boeri”, fondando Città del Capo. I Boeri assieme ai “neri” Zulu difesero quelle terre dalle mire espansionistiche degli inglesi nel XIX Secolo, che trovarono un alleato locale nell’etnìa Xhosa ed ebbero la meglio. Il Sudafrica gravitò pertanto nel Commonwealth fini alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando il partito nazionalista prese il potere inaugurando l’apartheid e cioè la concezione di sviluppi differenti tra i vari ceppi etnici sotto la direzione Boera. Il terrorismo dello African National Congress iniziò ad incalzare il Paese con l’ausilio di sanzioni economiche internazionali, mentre gli investimenti esteri per decenni copiosi, crollavano dopo aver raggiunto la quota di oltre 35.000 miliardi di Lire nel 1988. Perché il governo Afrikaner non piaceva più alla finanza internazionale? Come mai la gioiosa macchina da guerra hollywoodiana produceva il film “Arma Letale 2” contro i sudafricani, il noto gruppo musicale dei Simple Minds lanciava la canzone “Mandela Day” e l’establishment culturale internazionale stringeva d’assedio il Sudafrica? Evidentemente occorreva avere governanti più docili al processo compulsivo globalista. Infatti, sia il blocco comunista, sia quello occidentale finanziarono e supportarono i movimenti anti-apartheid, quando nella realtà, i gruppi etnici Zulu e Xhosa erano già ostili tra loro ed ancora lo sono pur essendo entrambi “neri”, e il partito degli Zulu era spesso d’accordo con le decisioni del governo “bianco”. Oggi, alla morte di Nelson Mandela, i “bianchi” sono molto più poveri per colpa di una legge razzista (la Affermative Action) che impone l’assunzione maggioritaria di “neri” e gli stessi “neri”, vengono risucchiati nel vortice (indotto dalla propaganda neoconsumista egualitarista) dei microcrediti che stanno indebitando progressivamente la popolazione. Il pensatore (non combattente) Nelson Mandela, avrebbe voluto tutto ciò oppure fu usato dai poteri mondialisti? Il padre della patria antirazzista ma plurirazzista, come ha lasciato il Sudafrica? Venti anni fa il Sudafrica produceva il 60% dell’energìa elettrica dell’Africa, già da prima aveva il Rand, una moneta in rapporto di quasi parità col Dollaro, mentre oggi il rapporto è di un decimo, un Paese col 70% di disoccupazione giovanile che dopo la fine dell’apartheid conosce il razzismo stragista e assassino contro i bianchi (Mandela stesso diede l’ordine della bomba di Church Street, scoppiata alle ore 16.30 di Venerdì 20 Maggio 1983, nella cui strage morirono 19 persone e altre 217 rimasero ferite) e ritrova quello atavico dei gruppi rivali Xhosa e Zulu e quello ultimissimo contro gli immigrati africani. La deriva plurirazzista dell’attuale Sudafrica non è l’unico problema perché il governo pseudocomunista, come in altri luoghi del mondo come ad esempio Cuba (dove è quasi impossibile trovare una donna che non si prostituisca), distrugge la dignità del popolo con il favoreggiamento del turismo sessuale, l’approvazione delle “unioni omosex” nel 1994 e la banalizzazione della piaga dell’AIDS.

Che Nelson Mandela possa riposare in pace, nonostante tutto.

Pietro Ferrari

9 Commenti a "Nelson Mandela: le sue responsabilità dinanzi allo sfacelo del Sudafrica"

  1. #Lorenzo   6 dicembre 2013 at 10:45 pm

    non capisco una cosa… per l’autore dell’articolo l’aparheid sarebbe una cosa postitiva?

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    • #Marco   7 dicembre 2013 at 12:48 pm

      Beh leggendo l’articolo sembra proprio di si. Insomma si stava meglio quando si stava peggio. Giusto per fornire qualche dato un po piu affidabile riguardo al Sud Africa dei giorni nostri. Il tasso di disoccupazione della popolazione conteggiando tutti e’ del 24% mentre quello dei giovani dai 15 ai 25 anni si attesta al 48%. Dati in questo caso non troppo differenti dall’Italia o dalla Spagna. Per quanto poi riguarda il GDP del paese siamo arrivati alla bella cifra di 400 miliardi di dollari. Quasi 4 volte tanto il dato del 1988. Insomma il Sud Africa a tutti gli effetti fa [parte dei BRICS che sono le nazioni con la crescita piu’ forte. Che cosa voglia dire ai fini dello sviluppo poi che una volta il Sud Africa producesse il 60% della corrente elettrica dell’intero continente non lo so Ma giusto per avere un raffronto al 2008 l’Africa ha prodotto 420 billions KWH mentre il Sudafrica nel 2008 si e’ fermato per cosi dire a 260 billions KHW. Se la matematica non e’ un opinione siamo attorno al 60. Dato World Bank. lasciamo quindi l’articolista grogiolarsi nelle sue piccole convinzioni.

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      • #PF   7 dicembre 2013 at 7:57 pm

        Certo. Stavano meglio prima ed evidentemente abbiamo dati diversi. La Cina domina il Sudafrica e gli episodi di razzismo sono diffusissimi.

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        • #Marco   8 dicembre 2013 at 4:03 pm

          Non mi permetto di entrare in polemica con nessuno ma quando si citano statistiche sarebbe carino almeno avere un idea da dove vengano. La Cina sta sovrastando il mondo intero non solo il Sud Africa. Conosco il Sud Africa piuttosto bene dato che ci devo andare per lavoro piuttosto spesso e devo ammettere che si tratta di un paese affascinante e che sta offrendo delle opportunita’ pazzesche. Detto questo non voglio nascondere le criticita’ che il paese presenta. Certamente una di queste e’ muovere una percentuale significativa di popolazione nera dalla miseria piu’ assoluta ad una condizione migliore. La corruzione purtroppo e’ un problema in crescita che non e’ stato combattuto in maniera efficace. Infine una ANP che assolto il compito di tragettare il paese verso una democrazia compiuta dovrebbe sciogliersi per dar vita a partiti piu’ tradizionali. Riguardo a fare Mandela santo lascerei quello a chi e’ competente nel settore. Come leader sicuramente pur tra molti errori e sbandate ha rappresentato un esempio notevole per un intero continente. Peccato manchi qualcuno come lui in Zimbawe.

        • #Marco   8 dicembre 2013 at 4:07 pm

          Riguardo alla affirmative action che viene definita legge razzista vorrei ricordare quanto questa sia necessaria per riequilibrare una situazione di apartheid che per hanno ha visto il 15% della popolazione escludere il resto dal godimento dei diritti piu’ elementari. Piccola nota di colore che riguarda la mia regione. Pur non essendo una affirmative action i posti pubblici e nelle compagnie a maggioranza pubblica sono divisi su base etnica, quindi tedeschi, italiani e ladini.

  2. #Salvatore Di Fazio   7 dicembre 2013 at 8:25 pm

    Fai conto che l’opinione mondiale lo vorrebbe santo 😐

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  3. #Pino Sondi   10 dicembre 2013 at 5:53 pm

    Ma poi perché hanno fatto tutto questa cerimonia per Nelson Mandela? La Chiesa dice che quando uno muore, l’anima va in Purgatorio o Inferno o Paradiso. Per cui se proprio vogliono fare qualcosa per lui, perché non pregano per lui affinché vada in Paradiso? E questo vale in generale: a che servono quei funerali pieni di pomposità, di cortei, quando la cosa piu’ importante è che il defunto vada in Paradiso?

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