“Questione ebraica e socialismo reale”, recensione di A. Giacobazzi

AA.VV., Questione ebraica e socialismo reale, Parma, Edizioni all’insegna del Veltro, 2011, 129 pp., € 12

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di Andrea Giacobazzi

 

Questione ebraica e socialismo reale è una raccolta di testi riguardanti il controverso tema del rapporto delle istituzioni sovietiche, polacche e cecoslovacche con le comunità israelitiche residenti in questi Paesi e con i “sionisti” interni e stranieri.

Il volume, introdotto da una nota editoriale, è suddiviso in cinque sezioni: la prima contiene un estratto del libro di Trofim K. Kichko Giudaismo senza abbellimenti, pubblicato nel 1963 con l’importante avallo dell’Accademia ucraina delle Scienze, la seconda e la terza consistono in due saggi di Claudio Veltri sulle relazioni dei governi socialisti di Polonia e Cecoslovacchia con la lobby sionista; a queste seguono una raccolta di articoli della stampa sovietica sulla questione ebraica e una collezione di vignette satiriche.

Il testo di Kichko descrive l’essenza della critica antiebraica ed antisionista operata dalle istituzioni culturali socialiste e gli atti politici che hanno accompagnato e seguito queste polemiche.

In Giudaismo senza abbellimenti viene sottolineato tra l’altro che la religione ebraica “è sempre stata al servizio delle classi ricche, le quali se ne servivano per distogliere l’attenzione degli ebrei poveri dalla lotta per la giustizia sociale” (p. 18)

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