Se il cattolicesimo è pop, la star è Francesco: parola di Pietrangelo Buttafuoco

Botafoco 

Nella puntata odierna di “Coffee break”, trasmissione di approfondimento politico e culturale condotta da Tiziana Panella e in onda su LA7, era ospite in studio il noto giornalista Pietrangelo Buttafuoco.

Alla richiesta di commentare quello che viene definito l’evento dell’anno, cioè l’elezione al soglio pontificio di Francesco I, offre ai telespettatori un giudizio sintetico e lucido del fenomeno Bergoglio: «Secondo me la cosa non è così bella come viene raccontata. Fa impressione perché parliamo di una realtà che paga pegno ad un ospite molto più ingombrante che è la modernità. Essa ha un suo rito che è la laicità. Pretende ed esige dei tributi che sono perfino superiori a quelli dell’IMU [tema di discussione della prima parte della trasmissione ndr]. Per cui [la Chiesa], che da sempre è stata presente nella coscienza della comunità italiana, […] ha sacrificato la presenza sacrale per avere in cambio una presenza pop, quasi rock. […] Come dicevano in un bellissimo dialogo Domenico Porzio e Leonardo Sascia, se solo avessero tenuto il latino le chiese sarebbero piene. Invece il pop forse fa la folla, ma la sostanza della liturgia e del rito non c’è…».

a cura di Luca Fumagalli

6 Commenti a "Se il cattolicesimo è pop, la star è Francesco: parola di Pietrangelo Buttafuoco"

  1. #Emanuele   5 gennaio 2014 at 3:42 pm

    Parlottare contro il Papa sembrerebbe rock, ma non lo è affatto.
    Difendere il Papa, pregare per il Papa, essere in Comunione con Lui, si dimostra invece una faccenda musicalmente molto, ma molto più fine poichè occorre di volta in volta accordare il proprio fraseggio su pattern che non sono i propri. Spogliarsi del proprio stile, o comunque rivederlo, parzialmente correggerlo si configura come un’impresa degna del secondo assolo di “Sultan of swing”. Umiltà, precisione, finezza.

    • #guelfonero   5 gennaio 2014 at 4:18 pm

      Occhio alle vistose cacofonie, degne della peggior musica degenerata 😉 Per il resto, buon viaggio! 😉

  2. #Emanuele   9 gennaio 2014 at 10:36 pm

    O no!
    Si può suonare con qualche licenza poetica, qualche piccola noticina fuori scala va pure bene perché può addirittura impreziosire il blues. Ma se si pretende di fare musica uscendo sistematicamente fuori dal seminato e RELATIVIZZANDO L’AUTORITÀ, amico, siam fuori.

    Come se oggi si continuasse a dire VIVA HENDRIX dopo che Eddie Van Halen ha liberato il rock dai vincoli del vecchio testamento.

    Beninteso, il musicista serio sa bene di non essere perfetto ed accetta le critiche.

    Ma le critiche al Papa non devono essere tracotanti! Pena la ridicolaggine del criticante!
    Mark Knopfler santo subito.

    • #guelfonero   15 gennaio 2014 at 4:11 am

      Se c’è un relativista tra noi, quello è Lei. RIbadisco: non suoneremo MAI la sua musica.

  3. #giuseppe   16 gennaio 2014 at 10:47 am

    caro emanuele, mi complimento per aver trasferito sul terreno musicale il discorso su papa francesco. buttafuoco, parlando in diretta, scivola forse senza volerlo, dal POP al rock. credo non abbia pensato al termine che stava usando. d’accordo sul giudizio su mark knopfler, faccia da buono e mano divina. sul papa sono ancora perplesso e non mi sbilancio.