17 gennaio 2014: cronaca di un delirio

Pubblichiamo volentieri il comunicato dell’Associazione Millennium in merito alle vergognose vicende che hanno impedito lo svolgimento sereno del loro convegno, programmato per ieri pomeriggio a Milano.

Oggi 17 gennaio, come annunciato nelle settimane scorse, si è svolto il convegno di Millennium, organizzato col sostegno dell’associazione studentesca Gruppo Alpha, intitolato “Il mondo verso un futuro multipolare”.

A causa delle minacce e delle pressioni esercitate da parte di ben noti gruppi politici, progressisti a parole ma reazionari nei fatti, eravamo stati costretti a spostare il luogo della conferenza dalla sede centrale dell’Università di Milano al Politecnico.

Avendo ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie a svolgere l’evento, era iniziata regolarmente la conferenza, che prevedeva l’intervento sia di eminenti studiosi come Alexander Dugin (Università di Mosca) e Andrè Martin (Università di San Paolo), sia di politici esteri come l’assistente parlamentare russo Andrew Kovalenko, rappresentante del Movimento Eurasiatista russo, e il presidente del Movimento Anti-Globalista Russo, Alexander Ionov. Il tema trattato, la transizione globale al multipolarismo, era incentrato sulla necessità del superamento – geopolitico e culturale – dell’impasse storica del predominio egemonico dell’Occidente sul mondo.

Non avremmo mai immaginato che la conferenza venisse interrotta, dopo quasi due ore, a causa dell’ingiustificata decisione del Rettore di ritirare la concessione dell’aula. Nel frattempo, un cordone delle Forze dell’Ordine in assetto antisommossa si è schierato all’ingresso impedendo per diverso tempo l’uscita dei partecipanti, mentre l’Ateneo veniva fatto evacuare con tanto di accensione di sirene d’emergenza, tra lo stupore di docenti e studenti.

Ancor più grave è stata la diffamazione a mezzo stampa seguita dopo la conferenza, volta a confondere la manifestazione culturale di questa giornata con la diffusione di tesi “neonaziste”, razziste e xenofobe, menzogna già ampiamente confutata nel nostro comunicato del 7 gennaio.

Per quanto riguarda l’accusa di “neonazismo” dai toni fantapolitici, ricordiamo che in Italia abbiamo collaborato volentieri e senza pregiudizi a singole iniziative con realtà politiche e culturali di differente orientamento, su temi comuni come la critica al capitalismo, la diffusione della cultura geopolitica, la difesa della sovranità nazionale e l’approfondimento di autori come Antonio Gramsci e Costanzo Preve.

Particolarmente infamante tra l’altro l’accusa di razzismo, data la nostra visione politica multipolare che saluta con favore la fine dei fenomeni neocoloniali e la progressiva liberazione delle nazioni africane, asiatiche e latinoamericane dalle catene dello sfruttamento economico e del pensiero unico occidentale. Coerentemente con questa concezione della politica internazionale come dialogo tra civiltà, abbiamo sempre mantenuto rapporti con movimenti di tutto il mondo.

L’accaduto ci spinge a considerare l’assoluta mancanza di analisi e preparazione dei gruppi politici suddetti, oltre che una fin troppo evidente loro strumentalità nei confronti di chi ha tutto l’interesse che le tematiche relative all’anti-imperialismo, alla difesa della sovranità nazionale ed alla lotta al predominio del capitale finanziario siano estromesse dal dibattito. È evidente che la mancanza di un chiaro posizionamento politico in merito a determinati argomenti, ormai centrali nella prospettiva internazionale, conduce gli stessi a riempire gli spazi vacanti delle proprie attività con la caccia al nazifascista in conclamata assenza del medesimo.

Ancora peggiore è stato però a nostro parere l’atteggiamento della maggior parte dei media. Non abbiamo riscontrato, infatti, a giudicare da alcuni servizi giornalistici, la minima volontà di informarsi sui reali contenuti del convegno né di fornire un’informazione chiara e obiettiva. Anzi, spesso, i giornalisti, per pigrizia o per malafede, si sono accodati acriticamente alle affermazioni deliranti partorite da queste associazioni. La stessa scelta delle immagini suggerisce la volontà di soffiare sul fuoco, contribuendo a un clima da caccia alle streghe che sicuramente non gioverà nel futuro imminente alla società italiana.

Questi segnali mostrano che queste iniziative, che mirano a comprendere meglio la situazione europea e globale, riescono scomode ad alcuni settori della politica e dell’informazione. Lungi dall’intimidirci, questo ci spinge a ribadire l’importanza di questo tipo d’analisi e di dibattito e a riproporle a tutte le persone interessate a discuterne, avendo a cuore il destino della nostra Patria e dell’Europa, nella difficile epoca di crisi e di transizione che stiamo vivendo.

3 Commenti a "17 gennaio 2014: cronaca di un delirio"

  1. #Andrea   19 gennaio 2014 at 1:31 pm

    ci sono persone che lottano fino anche a sacrificare la propria libertà personale, finendo cioè in galera. per esempio alcuni attivisti contro la TAV, criminalizzati dai media e giornali. dispiace che le stesse persone poi si schierino nella stessa parte della barricata del regime in altre occasioni, credendo di far parte, invece, della parte avversa al regime.
    per una cronaca dei fatti, e per capire chi sono (più o meno), con gran dispiacere posto qui

    http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/10318-milano-cariche-contro-il-corteo-antifascista-davanti-al-politecnico

    i Romani applicavano il Divide et Impera. Divisi si perde, e vincerà sempre il regime, più unito che mai

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  2. #marcello   22 gennaio 2014 at 8:27 am

    Per forza c’è stata contestazione, avete invitato tutte personalità russe e la Russia, si sa, è nelle mire globaliste dei soliti “amici” a cui non piace che vi sia qualcuno che si interponga a ciò a cui (non so se falsamente o per interesse di razza) credono: cioè che YWH abbia loro dato il dominio sul mondo e quindi sui “goym”

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