[RADIOVANDEA] La pianificazione dell’immigrazione islamica (prima parte)

Lampedusa, nuovi sbarchi di immigrati

La trattazione di questa materia potrà sembrare fuori tempo e fuori luogo. Gli allarmi sull’espansionismo culturale islamico, nella nostra società, sono già alle spalle: altri argomenti, di natura esclusivamente economica, sono all’ordine del giorno.

D’altro canto la presenza di venti milioni di islamici – milione più, milione meno- dalla Scandinavia a Gibilterra, ci dice che l’attenzione non dovrà mai venir meno, per il solo fatto che questa tale migrazione – senza precedenti nella storia dell’area del Mediterraneo – è stata pianificata fino nei dettagli. Dobbiamo ringraziare il sistema di potere arabo-americano – ne prenderete atto nelle righe che seguono – se oggi intere aree urbane e suburbane d’Europa sembrano succursali del Maghreb.

Si aggiunga il fatto – anche di questo prenderete atto – che questo sistema di potere ha pianificato, a lato dell’immigrazione fisica, un autentico imperialismo culturale del quale la mappa delle moschee in Europa è esempio eloquente, ma non il solo.

Tutto questo, in realtà, era stato approntato perché esplodesse, e poteva esplodere nella società europea.

Se la banda arabo-americana avesse vinto in Siria, si sarebbe disegnata una mezzaluna geografica, dai Balcani sino alla Libia, con la quale, fatalmente, l’islam europeo avrebbe costruito sinergie e progetti comuni.

Il senso di tutto questo?

Perché un nuovo ordine massonico mondiale possa sorgere, la civiltà cristiana europea deve scomparire. Questo ha stabilito il potere massonico, lungo l’asse Washington-Londra: non esistono altre questioni nel mondo.

Nel 1975 nasce a Parigi il periodico “Eurabia” (il nome, composto da Europa e Arabia, era già un programma) a cura del “Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni Amiche del Mondo Arabo”.

In collaborazione con altre testate  francesi, inglesi e svizzere, il periodico  diffuse in quegli anni  l’idea che fosse necessario saldare forti rapporti politici ed economici con il mondo arabo, auspicando la creazione di un movimento d’opinione favorevole ad esso. Una lettura retrospettiva mostra le ragioni di tanto zelo, lettura che dobbiamo ad “Eurabia” libro  allegato nel 2006 al quotidiano “Libero”, di Bat Ye’or, una ricercatrice egiziana di nazionalità britannica, tuytt’altro che sconosciuta ai lettori cattolici.

“Eurabia” mostra – sulla base dei protocolli e dei documenti UE – come la migrazione islamica sia stata concordata ad un tavolo d’intesa tra i paesi Arabi  e  l’Unione Europea. 

La ricercatrice ha raccolto i documenti e i protocolli della UE, mai resi noti all’opinione pubblica, che certificano accordi bilaterali, tra UE e mondo arabo, in vista di una pianificazione dell’immigrazione musulmana in Europa.

 

Le centrali operative del traffico d’uomini non vanno dunque cercate nei covi degli scafisti, peraltro mai scoperti, ma negli uffici con aria condizionata dei petrolieri del Golfo e dei loro complici occidentali.

Con simili sponsor, i disperati di professione  sono sbarcati sulle nostre coste per anni, sempre con le stesse modalità e senza ostacoli, mentre, lungo  percorsi di viaggio più comodi, altri islamici, moderatamente disperati, si concedevano l’immigrazione verso l’Europa in nave, treno o aereo. Per entrambe le categorie, disperati e turisti, la consegna era “colonizzare” l’Europa.

 

 Il quadro cronologico degli eventi 

 (Le date,  la cronaca degli  eventi e le citazioni  sono tratti dal libro di Bat Yeo’r “Eurabia”, Editoriale Libero srl, Torino 2007, allegato al quotidiano “Libero”. Titolo originale dell’opera: “ Eurabia l’axe europe-arabe” 

1967 E’ fondata in Francia l’ASFA (Association de Solidarité Franco-Arabe),  e  in  Inghilterra  l’associazione  gemella  CAABU (Council for the Advancement of Arab-British Understanding). 

Entrambe le associazioni, che hanno l’obiettivo istituzionale di pianificare intese tra l’Europa e il mondo arabo, nascono sotto il patrocinio di  politici, intellettuali, diplomatici. (“Eurabia”, p.46.)

 

1969 Cairo, Conferenza internazionale di sostegno ai popoli arabi. Partecipano i delegati di 37 nazioni e di 15 organizzazioni internazionali. Dei 54 membri del comitato organizzativo, 43 sono europei.

E’ la prima iniziativa del  mondo arabo orientata a cercare un’intesa con l’Europa, dopo le disastrose sconfitte subite da Israele  nel conflitto del 1947-48 e nella  “guerra dei sei giorni” del 1967. Preso atto dell’imbattibilità di Israele sul piano militare, i paesi arabi, sotto la guida dell’Arabia Saudita, stabiliscono di creare un’asse con l’Europa da opporre a Israele. Per vincolare l’Europa ai loro destini,  gli Arabi  utilizzeranno in primo luogo il ricatto energetico, la minaccia di vincolare le forniture di petrolio  alla  disponibilità, da parte europea, di sostenere la causa palestinese, cui  si affiancava la minaccia sottintesa che un’Europa recalcitrante alle direttive arabe, avrebbe dovuto vedersela con il terrorismo mediorientale anche sui suoi territori.

I vertici europei mostrano una straordinaria cedevolezza e gettano le basi di un’intesa.

Dalla Risoluzione n.15 della Conferenza” (“Eurabia”, p.47) 

“La Conferenza decide di dar vita a gruppi parlamentari ad hoc,  dove  ancora non esistono, e di usare la piattaforma parlamentare per  promuovere il sostegno al popolo arabo e alla resistenza  palestinese”. 

 Emerge, da parte araba, un uso strumentale della causa palestinese.

Un documento dei “Fratelli Musulmani” rinvenuto nel 2001 nel corso di una perquisizione, è molto chiaro in proposito. (“Eurabia”, p.75) 

“Inserire la causa palestinese nel progetto islamico mondiale,          attraverso          gli strumenti politici e quelli della jihad, poiché si         tratta della chiave di   volta della rinascita del mondo arabo, oggi”

 

 

1971 In Italia è fondata l’USMI ( Unione Studenti Musulmani d’Italia) con sede presso l’università di Perugina, legata ai “Fratelli musulmani”. 

Qualche anno prima, nel 1966, era stato fondato a Roma il Centro culturale islamico che otteneva poi personalità giuridica con D.P.R. del 21 dicembre 1974 n.212. Dall’USMI sarebbe poi sorta l’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia ), fondata ad Ancona.

  

“C’è  un  preciso  disegno  politico,  culturale,  religioso,  ideologico,  di

islamizzare la società  italiana. Questo disegno ha un’origine  lontana

con  una decisione presa a Islamabad,  alla fine degli  anni  60,  e di cui

gli islamisti di tutto il mondo sono bene a conoscenza”                   

L’islamologo Onorato Bucci ( “ il Tempo”, 13 luglio 1998) 

1973  Londra, maggio, Conferenza Islamica dei centri culturali.

I delegati musulmani stabiliscono di finanziare centri culturali in Africa e in Europa.  La Conferenza dichiara ufficialmente: (“Eurabia”, p.73)  “Si avverte un grande bisogno di  diffondere i  principi  dell’islam  e di aiutare le comunità musulmane in Europa a svolgere il loro ruolo con efficacia e successo”

 

Ottobre: guerra del Kippur. Egitto e Siria attaccano simultaneamente Israele, ma sono sconfitti. L’ennesimo insuccesso militare induce gli arabi ad attuare senza  indugi  il   ricatto energetico per obbligare l’Europa ad un’alleanza di fatto. La produzione di greggio è così ridotta del 5% , il prezzo del petrolio, quadruplicato. A questo si aggiunge un embargo petrolifero nei confronti di Danimarca e Olanda, accusati si essere troppo solidali con Israele. (“Eurabia”, pp.54-55).

Per prime, Francia e Germania cedono alle pressioni arabe  influenzando gli altri paesi della CEE (i ”Nove”), che si riuniscono  a Bruxelles il 6 novembre, votando una risoluzione congiunta di condanna ad Israele e di allineamento alle posizioni arabe nel conflitto mediorientale.

La CEE è immediatamente ricompensata con un aumento delle forniture di petrolio (“Eurabia”, p.65). Nasce ufficialmente  il DEA ( Dialogo Euro-Arabo).

 

Algeri, 26-28 novembre, VI vertice della Conferenza Araba.

I capi di stato convenuti invitano per la prima volta la CEE a collaborare  con i paesi della Lega Araba “…nel quadro di una cooperazione fiduciosa e benefica per entrambi”. (“Eurabia”, pp.56-57)

 

1974 Lahore, II Conferenza Islamica. Il segretario della Conferenza, Muhammad Hasan al-Tuhami, auspica la pianificazione di una strategia di espansione politico-religiosa nei paesi non musulmani. (“Eurabia”, p.72)

 

Parigi, 31 luglio. Primo incontro tra il segretario della Lega Araba e il presidente in carica della CEE per definire le modalità di attuazione degli accordi.

Nel corso di successivi incontri, i ministri degli Esteri europei creano l’APCEA (Association Parlamentaire Europea pour la Cooperation Euro-Arabe), organismo che  coordinerà da quel momento le relazioni tra Europa e Medio Oriente attraverso  l’organizzazione di regolari incontri con esponenti dell’Unione Interparlamentare araba (UIA). (“Eurabia, p.66)

 

Damasco,14-17 settembre. Conferenza APCEA. Gli arabi stabiliscono le condizioni che l’Europa dovrà soddisfare perché il DEA possa procedere, tutte improntate all’appoggio da darsi all’OLP e a Yasser Arafat. E’ istituito un segretariato permanente dell’APCEA composto da  350 membri con sede a Parigi.

 

Il DEA (Dialogo Euro-Arabo) è infine strutturato in diversi comitati con mandato di pianificare comuni progetti, di tipo industriale, scientifico, commerciale, culturale e sociale.(“Eurabia”, p.67)

 

1975 Strasburgo, 7-8 giugno. Assemblea dell’APCEA  con 200 rappresentanti dei parlamenti degli stati europei. La sezione politica dei lavori  investe tre ambiti: la politica europea nei confronti d’Israele, la creazione di un movimento d’opinione  filo-arabo e l’accoglienza in Europa degli immigrati musulmani. (“Eurabia”, p.79)

L’APCEA chiede ufficialmente ai governi dei “Nove”: “…di affrontare con spirito costruttivo gli aspetti culturali del Dialogo Euro-Arabo e di accordare una più accentuata priorità alla      diffusione della cultura araba in Europa” (Eurabia, pp.80-81)

 

Cairo,10-14 giugno. Primo incontro ufficiale  DEA.

Al Cairo una delegazione CEE incontra  delegati della Lega Araba e rappresentanti di 20 stati arabi e dell’OLP. In quella sede sono ufficialmente definiti i termini del DEA. In cambio di  forniture petrolifere,accordi commerciali  ed esportazione in Medio Oriente delle tecnologie occidentali, l’Europa si sarebbe allineata alla politica araba nei confronti d’Israele (“Eurabia”, p.82):

 

Roma,24 luglio. Convegno Dea.

 

Abu Dhabi (  Emirati Uniti del Golfo),27 novembre. Convegno Dea.

 

 

 “L’espansione dei mercati europei nei paesi arabi fu sincronizzata con l’arrivo nella CEE di milioni di immigrati musulmani”

 

Bat Yeo’r, “Eurabia”, p.119

 

 

1976 Lussemburgo,18-20 maggio. Convegno Dea. E’ creata una struttura stabile per gestire il dialogo euroarabo: una Commissione Generale, Gruppi di lavoro, un Comitato di coordinamento. Nella Commissione Generale le riunioni avvengono a  porte chiuse e senza la compilazione di verbali. ( “Eurabia”, p.69)

 

1977 I Fratelli musulmani creano banche islamiche in Lussemburgo, Danimarca, Londra e USA.

 

Tunisi,10-12 febbraio. Incontro Dea. Seconda sessione della  Commissione Generale. La gestione  dell’immigrazione islamica in Europa è affidata ad un Comitato di lavoro creato allo scopo. (“Eurabia”, p.99)

 

Bruxelles,26-28 ottobre. Incontro Dea. Terza sessione della Commissione generale. In quella sede il problema dell’immigrazione, fino ad allora assegnato soltanto ad un  Comitato,  è dibattuto anche in sede di Commissione Generale.

          

28-30 marzo, Venezia. Seminario euroarabo presso l’università sul tema “ I mezzi e le forme di cooperazione per la diffusione in Europa della lingua araba e della sua civiltà letteraria”. Gli obiettivi sono riassunti nella mozione n.  4 (”Eurabia”, p.117) che auspica “progetti di cooperazione culturale tra istituzioni europee ed arabe, in materia di ricerca linguistica, e insegnamento della lingua araba agli europei”.

 

Il seminario si conclude con numerose mozioni che invitano a “…istituire nelle capitali europee, d’intesa con i paesi islamici, centri per la diffusione della lingua e della cultura araba” (“Eurabia”, pp.116-117)

[Continua]

8 Commenti a "[RADIOVANDEA] La pianificazione dell’immigrazione islamica (prima parte)"

  1. #massimo trevia   15 gennaio 2014 at 8:50 pm

    purtroppo già lo sapevo.ma ciò che mi addolora e a cuì voglio ,cristianamente,reagire ,è la connivenza della Chiesa,che non ha stima del mio e nostro dolore,del nostro rifiuto per questo progetto:rifiuto che nasce proprio dall’amore che sento per il cristianesimo,non dalla poca carità!ma .la chiesa siamo anche noi.SVEGLIAMOCI E METTIAMO SPALLE AL MURO I NOSTRI pastori!!!!!!

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  2. #Marco   16 gennaio 2014 at 2:02 pm

    Uhmmm scusatemi tanto ma anche passando l’idea che ci siano 20 milioni di immigrati arabi in Europa questa percentuale rappresenta il 7% della popolazione europea? Nessuno pensa che l’emigrazione araba sia anche e molto piu’ semplicemente dovuta al fatto che il tasso di natalita’ nei loro paesi sia stato troppo alto e quindi avendo un economia che ristagna i giovani cercano fortuna all’estero? Non sembra logico che in un mercato globale la povera europa debba cercare sbocco so mercati alternativi come quello arabo? Riguardo ai corsi di lingua araba vorrei ricordare che l’impulso ad apprendere la lingua araba venne proprio dall’Europa e che oggi assieme al cinese dovrebbe essere lingua curriculare nelle scuole al pari dell’inglese o del francese. Per una volta cerchiamo di non essere troppo chiusi in un mondo crepuscolare. Cordialmente.

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    • #Marco   18 gennaio 2014 at 9:34 am

      Caro Planes i processi migratori ci sono sempre stati e sempre ci saranno all’interno della societa’ umana. Fino agli anni ottanta l’Italia e’ sempre stato un paese con un fortissimo flusso migratorio verso e il Nord e Sud America e piu recentemente verso il Nord Europa. Quando mil mio bisnonno e’ andato in Colorado a cavare l’oro nessuno gli ha chiesto quale fosse la sua religione o quanti figli avesse (per inciso ne ha avuti sei di tre sono rimasti a vivere negli USA). Oggi anche io sono una sorta di migrante dato che vivo e lavoro all’estero.
      Che oggi la natalità in Italia sia sotto le scarpe e’ un dato di fatto che non ha nulla a che vedere con l’immigrazione. Per inciso la percentuale di arabi tra gli immigrati e’ minoritaria. Dovremmo forse preoccuparci maggiormente degli immigrati ortodossi che vengono dall’est Europa. Nella mia citta’ Trento hanno avuto una nuova chiesa e stanno crescendo. Anche loro sono molto prolifici. Se tra qualche decennio la chiesa cattolica scomparirà’ sara’ solo perche’ il processo di secolarizzazione della società’ europea avrà’ svuotato le chiese e i seminari. Quindi sara’ solo per un fatto interno tutto nostro.

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  3. #Planes   16 gennaio 2014 at 10:17 pm

    Marco, si renda conto di cosa e` l’immigrazione islamica facendo una visitina a Porta Palazzo o al grande rione denominato Barriera di Milano entrambe amene localita` torinesi.E ci viva un gorno, se riesce. Spaventosa la prolificita`delle loro donne tutte accompagnate da quattro-cinque bambini. Mi sembra fosse Burghiba a dire che l’Europa verra`conquistata dagli islamici non con le armi ma con il ventre delle loro donne. Io ritengo che nel giro di qualche decennio la civilta`italiana (per quel che vale) e la nostra Chiesa Cattolica scompariranno.

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  4. #jk   17 gennaio 2014 at 6:10 pm

    marco, non hai capito la questione…
    fai la solita ramanzina di chi si crede al passo con i tempi: “Per una volta cerchiamo di non essere troppo chiusi “…
    la questione è che il progetto islamizzazione esiste ed è pianificato.
    tu ti perdi nei dettagli superficiali che vedi, l’economia, il mercato, le questioni sociali, ecc.e non vai oltre.
    Tanto per fare un’esempio, ricordate la polemica sulla moschea di lodi?
    intervistato un esponente di rifondazione comunista sulla questione dichiarò con un classico lapsus freudiano “è necessario costruire moschee per togliere egemonia culturale alla cattolicità” poi accortosi dello scivolone sciorinò la classica frasetta (per benpensanti) politically correct “è giusto dare a tutti la possibilità di esprimere il loro credo religioso”…

    il problema non è l’immigrazione, il problema è che questa è programmata per un fine, uno scopo ben preciso.
    programmata dai soliti noti che hanno in odio Cristo e la sua chiesa e la società (o quel che ne resta) su di essi costruita.

    ricordo che l’immigrazione è un arma spesso usata dal potere per la conquista e la distruzione di una nazione e di una cultura, basta solo citare un caso per tutti: l’invasione pianificata e programmata del tibet dai cinesi allo scopo di stabilizzare la conquista fatta dalla cina popolare.

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    • #Marco   18 gennaio 2014 at 9:47 am

      Caro JK non era assolutamente mia intenzione fare una romanzina a nessuno. Ho capito molto bene il punto dell’articolo e ho solo cercato di offrire un punto di vista diverso rispetto a quello dell’autore. Allora io con i fenomeni migratori ci lavoro da un bel po e in questo momento mi trovo a lavorare in paesi mussulmani che stanno avendo il problema opposto al nostro. Una fortissima immigrazione da paesi cristiani che non sanno come gestire. In Yemen la percentuale di immigrati etiopi in maggioranza cristiani ha oramai raggiunto il 10% e nella capitale Sana’a non si contano più i loro ristoranti e le loro lavanderie. nei paesi del golfo poi la situazione e’ ancora più spinta. Negli Emirati Arabi la percentuale di immigrati ha raggiunto il 42% di cui il 30% sono cristiani di diverse fedi religiose. In Quatar ed in Oman gli immigrati sono oramai la maggioranza della popolazione. Devo pensare che anche questa immigrazione sia parte di un progetto di sovversione del mondo arabo da parte delle terribili potenze cristiane europee? Dimmi tu. Poi giusto per capire quando parli di distruzione di una cultura come ho detto rispondendo ad un altro commento dovremmo solo guardare a noi stessi dato che il processo di secolarizzazione della nostra cultura e’ cominciato ben prima dei flussi migratori dal mondo arabo. Per il Tibet la Cina prima a provveduto alla conquista manu militari e poi alla colonizzazione.

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  5. #jk   19 gennaio 2014 at 7:57 pm

    Caro marco, l’immigrazione nei paesi mussulmani non è per loro un problema ingestibile per il semplice fatto che nella loro società e nelle loro leggi i non mussulmani sono cittadini di serie “Z”!
    I loro governanti nemmeno si sognano di legiferare in favore di non mussulmani per concedere loro qualche diritto, o la possibilità di professare liberamente e pubblicamente il proprio credo.
    Guarda il pakistan e la sua legge anti-blasfemia, guarda l’ arabia saudita dove non puoi girare con il crocifisso al collo e non puoi possedere bibbie, guarda altri paesi dove non puoi costruire chiese.

    In occidente invece si impone di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche con la scusa della presenza di alunni islamici (o atei) sebbene a molti islamici non faccia alcun problema che nelle aule di scuola vi siano crocifissi, ciò significa che il potere anti-cristiano che comanda in occidente usa la scusa della presenza islamica per scristianizzare la società.
    In inghilterra si concede di usare la shari’a, in occidente si fanno leggi anti islamo-fobia (sic!), i politici lavorano per diffondere, aiutare, sostenere centri culturali, moschee, associazioni, tutto per diffondere, spianare la strada all’islam, certo è un lungo lavoro che per vedere i risultati passeranno anni, ma non importa, l’importante è seminare…

    hai ragione quando dici che la secolarizzazione è un fatto nostro, interno alla nostra società.
    sono secoli che le élite culturali sono al lavoro per questo fine, e con crescente velocità dalla rivoluzione francese, con il regicidio di luigi XVI,(come disse il massone Albert Pike: “Quando Luigi XVI fu giustiziato la metà del lavoro era fatta e quindi da allora l’Armata del Tempio doveva indirizzare tutti i suoi sforzi contro il Papato”) fino ai nostri giorni, dove la loro opera è quasi fatta… Se c’è la chiesa che opera (o dovrebbe) per la salvezza delle anime e la diffusione del regno di Cristo, c’è pure una massoneria, che opera nei secoli per la dissoluzione dell’uomo e per costruire una società dove pochi illuminati comandino sulla massa della plebaglia che considerano inferiore (loro dividono l’umanità in esseri pneumatici, ovvero portatori dello spirito divino, cioè loro gli illuminati, poi in psichici cioè persone
    dotate di anima, ma non di spirito, infine ci sono gli ilici cioè esseri puramente materiali considerati più o meno come degli animali) questi massoni nelle loro assemblee non discutono di pizza, calcio, e tette come al bar sport, ma con le loro trame e il loro potere guidano gli eventi, (sarebbe interessante anche vedere l’opera di MARK LOMBARDI te la consiglio, artista che per le sue opere ci rimise la vita, anche se dicono che si è “suicidato”).

    Come ho scritto nell’esempio della cina che dopo averla conquistata(militarmente,era sottinteso), la invase con l’immigrazione per stabilizzare la conquista, potrei citare anche casi di utilizzo dell’immigrazione senza guerre per controllo interno del paese:
    il primo che rammento è il caso dello sri lanka dove gli inglesi alla fine dell’800 per dissuadere i lavoratori delle “loro” piantagioni di tè dal rivendicare salari e trattamento più onesto richiamarono in massa dal sud dell’india popolazioni tamil per sostituirle ai cingalesi troppo esigenti… inutile dirti come finì.

    Il problema ripeto non è l’immigrazione. il problema è che essa è pianificata dalla politica massonica occidentale con uno scopo ben preciso.
    non puoi paragonare l’immigrazione senza potere che avviene nei paesi islamici a quella che è sostenuta politicamente in occidente.

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  6. #Marco   22 gennaio 2014 at 12:55 pm

    Mio caro JK ti scrivo dallo Yemen che e’ un paese al 100% mussulmano e se proprio vogliamo vedere un complotto dietro quello che sta succedendo ti posso dire che anche nei paesi mussulmano il processo di secolarizzazione sta lavorando a pieno regime. Soprattutto con le nuove generazioni la loro conoscenza del corano e’ ridotta al lumicino. Per loro stessa ammissione sanno a mala pena le preghiere che dovrebbero recitare cinque volte al giorno cosa che quasi nessuno fa. Per quello che ho visto anche in Italia la maggioranza di loro si e’ adattata molto velocemente allo stile di vita nostro. Bevono alcolici, le preghiere beh lasciamo perdere e durante il mese di ramadam pochissimi digiunano. Ecco concedo che sono ancora molto legati alla tradizione di chiedere alle loro donne di coprirsi il capo e di inodssare vestiti scuri. In questo forse quella che chiamate massoneria e che io chiamo secolarismo sta riuscendo alla perfezione. Cancellare le religioni dal cuore degli uomini.

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