[RADIOVANDEA] La pianificazione dell’invasione islamica (seconda e ultima parte)

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1978  Damasco,9-11 dicembre. Quarta sessione della Commissione Generale DEA, nella quale si riafferma la volontà di sviluppare, tra Europa e mondo arabo, ogni possibile cooperazione culturale.(“Eurabia”, p.120). L’incontro di Damasco ratifica così le risoluzioni del seminario euroarabo di Venezia dell’anno precedente.

 

“ Furono gli accordi della DEA, ossia i compromessi tra i governi          europei, coordinati dalla Commissione della CEE, a costituire il          quadro di riferimento di una migrazione di massa intesa a          ricreare in Europa le proprie strutture sociali e religiose,          tradizionalmente ostili alle altre culture” ( “Eurabia”, p.116).

 

1979 Rimini,30 settembre. “Convegno euroarabo” presso il Centro internazionale di Ricerche Pio Manzù (dotato di statuto consultivo presso l’ONU).

Titolo del convegno: “l’Europa e il mondo arabo. Dallo scontro sul petrolio alla cooperazione per un nuovo ordine economico”. Le dichiarazioni dei delegati arabi: “…i paesi industrializzati riconoscano la Palestina come nazione e l’OLP come sua unica rappresentante.   L’Europa e gli altri paesi consumatori di petrolio vogliono che noi garantiamo loro il petrolio e i suoi derivati (…) La nostra cooperazione dovrebbe essere quindi basata su principi di correttezza morale, cosicché l’Europa possa svolgere il suo ruolo, ponendo fine all’ingiustizia e restituendo al popolo palestinese  i suoi diritti. A meno che non aderisca a questi obiettivi, sarà difficile per l’Europa avere garanzie sulle sue forniture di petrolio” (“Eurabia, p.105”):

 

Bat Ye’or, “Eurabia”, p.121:

 

“Così, a partire dagli anni ’70, le politiche migratorie, correlate agli          scopi          politici della DEA imposti dagli stati arabi e dalle loro lobby   europee, non riguardavano un’immigrazione sporadica, fatta da    individui desiderosi di integrarsi nei paesi di accoglienza (…) L’ambizione di congiungere le due sponde del Mediterraneo attraverso        una cultura comune, indusse a pianificare l’ingresso nel tessuto sociale         europeo di masse compatte e omogenee di immigrati provenienti dal Sud, che, in due decenni, divennero milioni. Immigrati venuti non per integrarsi, ma con il diritto di imporre ai paesi ospiti la loro civiltà”  

 

 

1980 Amman (Giordania), 25-27 novembre. XI Conferenza islamica.

La Conferenza islamica stringe accordi ed alleanze con la sinistra europea e internazionale, sulla base della  comune “solidarietà con il popolo palestinese”

 

1982 E’ istituito a Birmingham l’Islamic Council of sharia per applicare la legge islamica nel Regno Unito, abilitato ad  emettere  fatwa  e verdetti.

Porta la data del 1 ottobre di quest’anno un documento programmatico segreto dei Fratelli musulmani che teorizza l’imperialismo islamico. Il documento sarà scoperto vent’anni più tardi  nel corso di una perquisizione. (vedi anno 2001).

 

1983 Simposio di Amburgo, convegno euroarabo che istituisce tre gruppi di lavoro. Il primo gruppo analizza le “prospettive di scambi culturali”.

Il secondo ha il compito di valutare  le “Conseguenze dell’emigrazione dei lavoratori e degli intellettuali”. Questo gruppo auspica  “Politiche  e  programmi atti  a gestire  i flussi migratori, in modo di assicurare le massime prestazioni agli immigrati. (“Eurabia”,p.123).Il terzo gruppo, che  si occupa della cooperazione tra le parti in  relazione all’insegnamento dell’arabo e delle lingue europee, in un documento conclusivo (punto 6) invita i paesi arabi  ad intensificare i rapporti culturali e l’assistenza all’islam europeo al fine di mantenere viva la lingua e la cultura araba presso le comunità. (“Eurabia”, p.124)

 

 

1984          Marzo. Il Parlamento Europeo propone la creazione di un’università euroaraba con i finanziamenti congiunti della Lega Araba e della CEE. Il progetto fallisce, ma alcuni atenei europei creano un’università euroaraba itinerante, con due sessioni annuali, gestite a turno da arabi ed europei. (“Eurabia”, pp.195-196)

 

1990 E’ fondata in Italia l’Ucoii (Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia).l’Ucoii, che  ha una  rappresentanza nella “Consulta islamica”accreditata presso il Ministero degli Interni, è notoriamente l’emissaria in Italia dei Fratelli musulmani, organizzazione fondamentalista. 

 

1994          La Commissione Europea, per far rivivere il progetto di un’università comune, istituisce a Granada una scuola euroaraba d’amministrazione aziendale, finanziata per i primi tre anni dell’Unione Europea e dalla Spagna.

E’ indicativa la scelta della località, ultima roccaforte islamica in Spagna, espugnata dall’esercito cristiano nel 1492. L’evento  segnò la fine della Reconquista iniziata nello XI secolo dai regni cristiani del nord, per liberare la penisola iberica invasa dagli arabi arabia,gettati dagli islamici  esidenti),vo ordine è, per chi non lo avesse ancora capitonel 711.(“Eurabia, p.196)

 

 

1995 Barcellona,27-28 novembre. Conferenza Euromediterranea.

 La Conferenza, che riunisce i ministri degli Esteri dei 15 paesi della CEE, di 8 paesi islamici e  funzionari dell’autorità palestinese.(“Eurabia”, p.133), è il primo atto del  “Partenariato in campo sociale, culturale e umano”,progetto che prevede l’attuazione di un dialogo religioso, di coproduzioni artistiche e di cooperazioni culturali. La Conferenza  dà mandato per la creazione del MEDA,  istituto preposto alla cooperazione finanziaria tra la UE e i paesi arabi .

Contestualmente è fondato a Bruxelles il MEDEA ( Istituto europeo per la ricerca e la cooperazione mediterranea ed euroaraba), per lo sviluppo dei rapporti euroarabi.(“Eurabia”, p.138)

 

 

1998  Bruxelles,27-28 ottobre. E’ istituito il Forum parlamentare euro– mediterraneo  che riunisce i parlamentari dei paesi europei e islamici partecipanti alla Conferenza di Barcellona. (“Eurabia”, pp.140-141)

 

 

1999          E’ istituita la  Réseau des Chaires (rete delle cattedre), che coordina attività editoriali e multimediali tra le università di Marrakech, Tangeri, Cordova, Nantes e della Corsica.(“Eurabia”, p.143)

 

 

2001          Nel corso di una perquisizione, a Lugano, della villa di Yusif Nada, direttore della banca Al-tacqwa legata ai fratelli Musulmani, è rinvenuto un documento segreto, redatto dai Fratelli Musulmani del 1982, che indica gli obiettivi strategici della  politica imperialista islamica,tesa a globalizzare la sharī a e costituire un sultanato mondiale. Per conseguire tali obiettivi, il documento indica come essenziale, la creazione di centri culturali islamici in Europa. (“Eurabia”, p.75).

 

“ …in tutta Europa, con la benedizione dei suoi governi, si sono sviluppati centri culturali islamici. Sotto l’egida dei Fratelli musulmani, tali centri hanno creato reti e organizzazioni che educano e addestrano militanti contrari all’integrazione degli immigrati nella società degli infedeli, preparando l’avvento del futuro islam europeo, radicalmente ostile alla civiltà in cui vive”

 

Bat Yeo’r, “Eurabia”, pp.74-75

 

 

 

 

2002          Bari,17-18 giugno IV Forum parlamentare euro-mediterraneo. All’ordine del giorno,l’immigrazione. Dalla Risoluzione finale: (“Eurabia”,p.142)

        

“Si chiede ai paesi ospiti di migliorare le condizioni di vita e di lavoro  degli immigrati ,di garantire loro uguaglianza di trattamento, libertà di circolazione, mobilità dell’impiego, favorendone il ricongiungimento con famiglie e la conservazione dell’identità culturale”

 

2003          L’inserimento nella UE di dieci paesi dell’ex Patto di Varsavia non è gradito dai paesi arabi, che temono contraccolpi sulle quote d’immigrazione (islamica). Alcuni governi della UE rimediano ponendo restrizioni alle quote d’immigrazione (cristiana) dell’Est Europa (“Eurabia”, p.185)

 

2005 Gli arabi si preoccupano che l’islamizzazione dell’Europa proceda senza intoppi. Negli atti della terza sessione straordinaria della Conferenza del vertice islamico svoltasi a La Mecca il 7-8 dicembre, è rivolto un invito alla comunità internazionale: “Adoperarsi perché sia adottata una risoluzione delle Nazioni Unite finalizzata alla lotta contro l’islamofobia, e di invitare tutti gli stati ad approvare leggi, accompagnate da sanzioni deterrenti,per combattere l’islamofobia” (“Eurabia”, p.23).

 

2006          Davos, Forum economico. I delegati della UE chiedono un aumento delle quote d’immigrazione. (“Eurabia”, p.25.)

Nelle 350 pagine di “Eurabia”, Bat Yeo’r denuncia il ricatto arabo e analizza tutti gli aspetti della resa culturale e psicologica dei governi europei all’islam.

Questa lettura deve però essere integrata con un altro ordine di considerazioni, poiché, fatte le somme, manca all’appello la ragione fondamentale che ha spinto i vertici della UE a far affluire milioni di musulmani nelle nostre società. ( d’altro canto non potevamo aspettarci che un risiedente in Gran Bretagna, come Bat Yeo’r denunciasse la massoneria, il cui centro giuridico mondiale è la Gran Loggia di Londra.

 

E’ irreale, infatti, che l’Europa si sia lasciata invadere da milioni di individui portatori di una cultura storicamente ostile, qual è l’islamica, solo per compiacere  interlocutori  ben forniti di petrolio.

E’ poi addirittura ridicolo credere  che i paesi arabi abbiano potuto ricattare l’Europa aggirando il controllo degli Stati Uniti, alleati storici del Vecchio Continente. I conti non tornano.

In realtà lo zelo anticristiano dei vertici europei, che da tempo si esprime  attraverso scelte culturali che sono sotto gli occhi di tutti,  indica che la passività di fronte alle pretese arabe è stata una scelta calcolata non sotto il profilo economico ma ideologico, coerente con il progetto  massonico  della cancellazione  del cristianesimo.

 

La massoneria è onnipresente negli apparati di potere della UE, lungo i canali di potere del gruppo Bilderberg. Le logge hanno dunque potuto agevolmente pilotare le istituzioni dell’Unione Europea, che, senza la più piccola riserva e contro ogni logica, ha dato via libera all’insediamento di forti,organizzate e ben guidate comunità musulmane nel Continente.

In quest’ottica, l’operazione “Eurabia” rivela infine  le ragioni fondanti e il suo obiettivo epocale: la destabilizzazione del “vecchio” ordine cristiano europeo, necessario presupposto dell’edificazione di uno nuovo ordine mondiale.

4 Commenti a "[RADIOVANDEA] La pianificazione dell’invasione islamica (seconda e ultima parte)"

  1. #Walid Amjad   18 gennaio 2014 at 3:50 pm

    Non capisco. La massoneria,secondo voi, vuol cancellare la chiesa e la cultura cristiana e per far questo mette al suo posto un’altra chiesa ben piùviolenta e sicura di sè e una popolazione fanatizzata in senso religioso, come i cristiani attuali non sono. Qual è il guadagno? L’edificazione del “nuovo ordine mondiale” risulterebbe più faticosa.

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  2. #Maurizio   18 gennaio 2014 at 6:34 pm

    Non lo trovo tanto illogico. Intanto si indebolisce l’Europa cristiana , poi forse è già prevista una soluzione sui musulmani, culturalmente diversi.
    Per esempio “Nell’Islam il diritto va inteso come diritto della comunità (Umma), non della persona. L’Islam non conosce la parola “persona”, il suo sinonimo è fard (individuo). Il fard è parte integrante e dipendente della grande società islamica (Umma). Dentro la Umma egli ha diritti e doveri. Se abbandona la religione per ateismo o conversione a un’altra religione, perde tutti i suoi diritti, anzi, è passibile di morte. Perciò la fonte dei diritti nei paesi a maggioranza islamica è la comunità islamica e, in ultima analisi, essa è garante dei diritti e dei doveri che il Corano e la Legge islamica, la šarīʿa, riconoscono, concedono e negano.”(da Wikipedia).
    Mi vengono in mente la api e le formiche. Vedi anche l’uso che fanno del martirio.
    Mi pare molto importante questa differenza. Noi cristiani siamo chiamati anche a disobbedire alle leggi, se sono contrarie alla legge di Dio, e vogliamo essere tutti uguali, non accettiamo come loro la divisone tra liberi e schiavi.
    Per controllare tutto l’Islam in definitiva basterà accordarsi o corrompere pochi dei loro capi.

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  3. #jk   19 gennaio 2014 at 8:29 pm

    Walid Amjad, anch’io non lo trovo tanto illogico, aggiungo a quanto detto sopra che devi vedere a cosa auspicano i massoni.
    Divide et impera ovvero dividi e domina.
    in una società divisa, magari nel caos, è più facile fare i propri comodi e magari instaurare una sorta di tirannia in nome della sicurezza sociale.
    come ho risposto nella prima parte di questo articolo a marco, la pianificazione politica dell’immigrazione è un fatto ed è voluto per scopi precisi.

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    • #gianni lattu   14 ottobre 2014 at 9:14 pm

      Arabi, islamisti, fuori dalla Sardegna. le mosquee le fanno nel loro paesi non in Sardegna. questi bastardi vogliono imponere le leggi islamiste, fuori dalle palle! dirigenti di merda che accettano questi animali! questa gente non è umana. Se avete coglioni buttate fuori questa gente che profita del sistema e la cupidità dei Sardi in generale! In Corsica le bricciono le mosquee! ve ne pentirete fra poco! aprite gli occhi questa e un invasione del islam non soli in Sardegna ma mondiale!!!

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